- Comune: Porto Torres
- Località : Porto
- Denominazione: E.F. 1437, FARO DEL PORTO
- Indirizzo: loc. porto, attuale Area archeologica
- Data: 1959 - 1965
- Tipologia: Edifici militari e di pubblica sicurezza
- Autori principali: Vivanet
Descrizione
Fabbricato a due piani, sul cui terrazzo si eleva una costruzione a torre di tre piani, su cui è collocata la lampada faro L2. Due caratteristiche principali contraddistinguono il faro di Porto Torres dagli altri fari: la singolare posizione e la cosiddetta torretta faro: torre di tre piani, alla cui sommità si trova il locale lanterna. Il faro si trova all’interno dell’urbano della città di Porto Torres, più precisamente, ai margini del tessuto urbano, alla sommità del colle presso cui sorgeva l’antica Turris Libissonis, importante città romana. Una collocazione anomala, ma sicuramente più efficace del precedente faro situato nella torre aragonese nei pressi del porto ostacolata dalle muove attrezzature portuali.
L'intervento è caratterizzato principalmente da due corpi: il fabbricato di due piani, e la torretta del faro. Il fabbricato di due piani è dimensionato per 2 alloggi per operatori fanalisti - due alloggi da quattro stanze e servizi ciascuno - e 1 per il personale di passaggio, oltre a 2 magazzini. La torretta faro presenta una particolare forma orientata verso il mare, con un prospetto anteriore caratterizzato da terrazzi in aggetto con balaustre in ferro e un prospetto posteriore ceco e inclinato, una superficie scura che cade dal tetto, come sua prosecuzione verso la terrazza. Conformazione, che simula una architettura navale, che dichiara la completa dedizione del faro, in ambito urbano, al mare. Le piante sono regolari e l’edificio presenta un asse di simmetria: il fronte è simmetrico e caratterizzato da grandi aperture e da terrazzi in aggetto su ogni piano (sia quelli della terrazza che quelli del fabbricato sottostante, in cui i balconi si estendono per tutta la larghezza del fabbricato); il retro altrettanto simmetrico è caratterizzato da una forte chiusura, non solo nella torre, ma anche nel fabbricato sottostante che presenta solo delle piccole aperture che garantiscono la luce ai locali, evidenziando la totale dedizione del faro al mare. I prospetti laterali sono per lo più privi di aperture. La colorazione del caseggiato originariamente era grigia, con una particolare attenzione all’ingresso in posizione centrale al piano terra, in rilievo e rivestito in pietra. I materiali sono quelli di facile reperimento in quegli anni. L’intervento, nonostante la particolare tipologia, presenta tecniche perfettamente coerenti alle tecniche e scelte costruttive della normale edilizia di quegli anni. Il sito in cui sorge ora il faro è entro i limiti dell’attuale area archeologica. L’edificio pur trovandosi nell’area archeologica, rimane sotto la giurisdizione della Marina Militare Italiana e quindi non è coinvolta dalle disposizioni di piano. Il faro si erge sul colle dell’area archeologica, punto più alto della città , costituendo un riferimento urbano. L'autore è l'ingegner Vivanet del Genio civile di Cagliari