Censimento delle architetture italiane dal 1945 ad oggi

CASA PER CONTADINI ALLA CASCINA CANOVA

Scheda Opera

  • Sezione e fronte serramenti scala, scala1:20, 29 novembre 1943. China su lucido, cm 41,7 x 59,0. CL10
  • Vista da est della casa dei contadini e dei porticati durante il cantiere di ristrutturazione, positivo, bianco e nero, mm 62 x 62. N. 1 unità
  • Vista da est della casa dei contadini e dei porticati durante il cantiere di ristrutturazione, positivo, bianco e nero, mm 60 x 60. N. 1 unità
  • Vista da ovest della casa dei contadini durante il cantiere di ristrutturazione, positivo, bianco e nero, mm 62 x 62. N. 1 unità
  • Vista da ovest della casa dei contadini durante il cantiere di ristrutturazione, positivo, bianco e nero, mm 62 x 62. N. 1 unità
  • Vista da ovest della casa dei contadini, positivo, bianco e nero, mm 170 x 235. N. 2 unità
  • Vista del soggiorno pranzo, positivo, bianco e nero, mm 166 x 224. N. 1 unità
  • Vista aerea
  • Vista esterna
  • Comune: Valera Fratta
  • Località: Fratta
  • Denominazione: CASA PER CONTADINI ALLA CASCINA CANOVA
  • Indirizzo: Cascina Canova
  • Data: 1943 - 1945
  • Tipologia: Abitazioni plurifamiliari
  • Autori principali: Piero Bottoni, Gabriele Mucchi, Mario Pucci
Descrizione

L'intervento trasforma una cascina del '700 in una cascina "modello", con un progetto unitario che ha visto la riorganizzazione spaziale e architettonica delle diverse funzioni. Ai nuovi edifici produttivi (stalla, granaio, magazzino) è stato affiancato un progetto, quello delle abitazioni per i contadini, unico in Italia nell'immediato Dopoguerra.
La casa per i salariati è una schiera di cinque alloggi in duplex, in continuità con la cascina preesistente, con bianchi fronti scanditi con regolarità dalle aperture, oscurate da antoni in doghe di legno, e tetto a falde rivestito in coppi. Le aree di servizio, quali orti e lavanderia, sono posti in prossimità ma non adiacenti alle abitazioni, in modo da formare una zona autonoma e coerente dal punto di vista spaziale.
Gli alloggi sono tutti uguali : 78 mq netti per un'utenza di cinque adulti e un bambino, più un altro eventuale posto letto nel soggiorno. Lo spazio è organizzato secondo la suddivisione zona giorno (al piano terra) e zona notte (al primo piano), con arredi fissi inseriti nel corpo delle costruzioni, con uno schema che nulla concede alla memoria delle forme abitative contadine, a parte il camino con annesso deposito di legna a vista.
L'arredo fisso e mobile, anch'esso sviluppato e realizzato nel progetto, è di proprietà dell'azienda.

Info
  • Progetto: 1943 - 1943
  • Esecuzione: 1945 - 1945
  • Committente: Società Nestlé
  • Proprietà: Nessuna opzione
  • Destinazione originaria: abitazione
  • Destinazione attuale: abitazione
Autori
Nome Cognome Ruolo Fase Progetto Archivio Architetti Url Profilo Autore Principale
Piero Bottoni Progetto architettonico Progetto Visualizza Profilo https://siusa.archivi.beniculturali.it/cgi-bin/siusa/pagina.pl?TipoPag=prodpersona&Chiave=19465 SI
Gabriele Mucchi Progetto architettonico Progetto Visualizza Profilo https://siusa.archivi.beniculturali.it/cgi-bin/siusa/pagina.pl?TipoPag=prodpersona&Chiave=19486 SI
Mario Pucci Progetto architettonico Progetto Visualizza Profilo https://bbcc.regione.emilia-romagna.it/pater/loadcard.do?id_card=256932&force=1 SI
  • Strutture: muratura portante
  • Materiale di facciata: muratura intonacata
  • Coperture: con manto in coppi
  • Serramenti: in legno
  • Stato Strutture: Buono
  • Stato Materiale di facciata: Buono
  • Stato Coperture: Buono
  • Stato Serramenti: Buono

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La casa per i salariati è una schiera di cinque alloggi in duplex, in continuità con la cascina preesistente, con bianchi fronti scanditi con regolarità dalle aperture, oscurate da antoni in doghe di legno, e tetto a falde rivestito in coppi. Le aree di servizio, quali orti e lavanderia, sono posti in prossimità ma non adiacenti alle abitazioni, in modo da formare una zona autonoma e coerente dal punto di vista spaziale.
Gli alloggi sono tutti uguali : 78 mq netti per un'utenza di cinque adulti e un bambino, più un altro eventuale posto letto nel soggiorno. Lo spazio è organizzato secondo la suddivisione zona giorno (al piano terra) e zona notte (al primo piano), con arredi fissi inseriti nel corpo delle costruzioni, con uno schema che nulla concede alla memoria delle forme abitative contadine, a parte il camino con annesso deposito di legna a vista.
L'arredo fisso e mobile, anch'esso sviluppato e realizzato nel progetto, è di proprietà dell'azienda.
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Si tratta di un intervento in cui le dimensioni urbanistica e architettonica si compenetrano, a partire dal restauro del nucleo centrale settecentesco. All'interno di una vera e propria zonizzazione (zona residenziale dei lavoratori salariati, zona degli impianti agricoli, zona della casa dell'agente) l'ubicazione, la volumetria e le sistemazioni del suolo definiscono con chiarezza sia la singola destinazione d'uso sia l'intero ambiente concepito come un piccolo paese.
Piero Bottoni (1903-1973) è figura rilevante del Dopoguerra italiano, tra i protagonisti del Razionalismo e della sua revisione critica. Il suo complesso profilo, che si dipana in una molteplicità di settori afferenti al progetto e alle arti, è documentato dalla ricchezza di esperienze e di relazioni testimoniate nell'archivio delle sue opere a lui intitolato presso il Politecnico di Milano, dove compì i suoi studi e pervenne (1967) alla cattedra di Urbanistica dopo vicissitudini accademiche legate alla sua posizione politica. Partecipò attivamente al rinnovamento disciplinare dell'insegnamento dell'Architettura, aderendo alla sperimentazione didattica di quegli anni. Del suo illustre percorso rammentiamo la partecipazione nel 1933 alla redazione della "Carta di Atene" (il manifesto dell'urbanistica razionalista) come delegato italiano ai CIAM (Congressi Internazionali di Architettura Moderna) e, dopo la guerra, alla fondazione del Movimento Studi Architettura. È tra gli autori di due piani esemplari per l'urbanistica italiana moderna: il Piano della Valle d'Aosta, promosso da Adriano Olivetti nel 1936, e il Piano A.R. (Architetti Riuniti) del 1944-45. [adattamento da: http://www.archiviobottoni.polimi.it]
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  • Vincolo: Non Vincolata
  • Provvedimenti di tutela: Nessuna opzione
  • Data Provvedimento:
  • Riferimento Normativo:
  • Altri Provvedimenti:
  • Foglio Catastale: 2
  • Particella: 121

Note

L'intervento riguarda la ristrutturazione e il restauro di un'azienda agricola nella campagna lodigiana, all'epoca in provincia di Milano, a Valera Fratta. Si tratta di un intervento in cui le dimensioni urbanistica e architettonica si compenetrano, a partire dal restauro del nucleo centrale settecentesco. All'interno di una vera e propria zonizzazione (zona residenziale dei lavoratori salariati, zona degli impianti agricoli, zona della casa dell'agente) l'ubicazione, la volumetria e le sistemazioni del suolo definiscono con chiarezza sia la singola destinazione d'uso sia l'intero ambiente concepito come un piccolo paese. Piero Bottoni (1903-1973) è figura rilevante del Dopoguerra italiano, tra i protagonisti del Razionalismo e della sua revisione critica. Il suo complesso profilo, che si dipana in una molteplicità di settori afferenti al progetto e alle arti, è documentato dalla ricchezza di esperienze e di relazioni testimoniate nell'archivio delle sue opere a lui intitolato presso il Politecnico di Milano, dove compì i suoi studi e pervenne (1967) alla cattedra di Urbanistica dopo vicissitudini accademiche legate alla sua posizione politica. Partecipò attivamente al rinnovamento disciplinare dell'insegnamento dell'Architettura, aderendo alla sperimentazione didattica di quegli anni. Del suo illustre percorso rammentiamo la partecipazione nel 1933 alla redazione della "Carta di Atene" (il manifesto dell'urbanistica razionalista) come delegato italiano ai CIAM (Congressi Internazionali di Architettura Moderna) e, dopo la guerra, alla fondazione del Movimento Studi Architettura. È tra gli autori di due piani esemplari per l'urbanistica italiana moderna: il Piano della Valle d'Aosta, promosso da Adriano Olivetti nel 1936, e il Piano A.R. (Architetti Riuniti) del 1944-45. [adattamento da: http://www.archiviobottoni.polimi.it]

Bibliografia
Autore Anno Titolo Edizione Luogo Edizione Pagina Specifica
1946 Domus n. 209 - Case per contadini Milano pp. 9-11 No
1981 1930-1942. La città dimostrativa del Razionalismo europeo - Il progetto per la campagna. 1935_1945. Cascina Canova a Valera Fratta Milano pp. 325-343 No
Consonni G./ Meneghetti L./ Tonon G. (a cura di) 1990 Piero Bottoni, opera completa Milano pp. 321-324 No
Di Biagi P. (a cura di) 2001 La grande ricostruzione, il piano INA-Casa e l'Italia degli anni Cinquanta Roma No
Consonni Giancarlo, Tonon Graziella 2010 Piero Bottoni Electa Milano 49 No

Allegati
File Didascalia Credito Fotografico
Sezione e fronte serramenti scala, scala1:20, 29 novembre 1943. China su lucido, cm 41,7 x 59,0. CL10 Sezione e fronte serramenti scala, scala1:20, 29 novembre 1943. China su lucido, cm 41,7 x 59,0. CL10 Archivio Piero Bottoni, DAStU, Politecnico di Milano
Vista da est della casa dei contadini e dei porticati durante il cantiere di ristrutturazione, positivo, bianco e nero, mm 62 x 62. N. 1 unità Vista da est della casa dei contadini e dei porticati durante il cantiere di ristrutturazione, positivo, bianco e nero, mm 62 x 62. N. 1 unità Archivio Piero Bottoni, DAStU, Politecnico di Milano
Vista da est della casa dei contadini e dei porticati durante il cantiere di ristrutturazione, positivo, bianco e nero, mm 60 x 60. N. 1 unità Vista da est della casa dei contadini e dei porticati durante il cantiere di ristrutturazione, positivo, bianco e nero, mm 60 x 60. N. 1 unità Archivio Piero Bottoni, DAStU, Politecnico di Milano
Vista da ovest della casa dei contadini durante il cantiere di ristrutturazione, positivo, bianco e nero, mm 62 x 62. N. 1 unità Vista da ovest della casa dei contadini durante il cantiere di ristrutturazione, positivo, bianco e nero, mm 62 x 62. N. 1 unità Archivio Piero Bottoni, DAStU, Politecnico di Milano
Vista da ovest della casa dei contadini durante il cantiere di ristrutturazione, positivo, bianco e nero, mm 62 x 62. N. 1 unità Vista da ovest della casa dei contadini durante il cantiere di ristrutturazione, positivo, bianco e nero, mm 62 x 62. N. 1 unità Archivio Piero Bottoni, DAStU, Politecnico di Milano
Vista da ovest della casa dei contadini, positivo, bianco e nero, mm 170 x 235. N. 2 unità Vista da ovest della casa dei contadini, positivo, bianco e nero, mm 170 x 235. N. 2 unità Archivio Piero Bottoni, DAStU, Politecnico di Milano
Vista del soggiorno pranzo, positivo, bianco e nero, mm 166 x 224. N. 1 unità Vista del soggiorno pranzo, positivo, bianco e nero, mm 166 x 224. N. 1 unità Archivio Piero Bottoni, DAStU, Politecnico di Milano
Vista aerea Vista aerea
Vista esterna Vista esterna Federica Passoni - 2010

Criteri
2. L’edificio o l’opera di architettura è illustrata in almeno due riviste di architettura di livello nazionale e/o internazionale.
3. L’edificio o l’opera di architettura ha una riconosciuta importanza nel panorama dell’architettura nazionale, degli anni nei quali è stata costruita, anche in relazione ai contemporanei sviluppi sia del dibattito, sia della ricerca architettonica nazionale e internazionale,
6. L’edificio o l’opera di architettura è stata progettata da una figura di rilievo nel panorama dell’architettura nazionale e/o internazionale.
Sitografia ed altri contenuti online
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Dizionario biografico degli Italiani - Gabriele Visualizza
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SAN Archivi degli Architetti - Gabriele Mucchi Visualizza
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Crediti Scheda
Enti di riferimento: DGAAP - Segretariato Regionale per la Lombardia
Titolare della ricerca: Politecnico di Milano - Dipartimento di Design; Dipartimento di Architettura e Studi Urbani – DAStU
Responsabile scientifico: Fulvo Irace, Maurizio Boriani


Scheda redatta da
creata il 31/12/2012
ultima modifica il 10/05/2024