Censimento delle architetture italiane dal 1945 ad oggi

MONUMENTO OSSARIO AI PARTIGIANI BOLOGNESI

Scheda Opera

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  • Vista esterni
  • Foto storica - 1956
  • Dettagli - sculture
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  • Comune: Bologna
  • Località: Reno
  • Denominazione: MONUMENTO OSSARIO AI PARTIGIANI BOLOGNESI
  • Indirizzo: Via della Certosa, N.18
  • Data: 1954 - 1963
  • Tipologia: Monumenti
  • Autori principali: Piero Bottoni
Descrizione

Il Monumento Ossario dei partigiani si inserisce all’interno del cimitero monumentale della Certosa di Bologna, posto fuori dal cerchio delle mura della città, vicino allo stadio Renato Dall'Ara, ai piedi del colle della Guardia.
Il Monumento Ossario ai partigiani caduti, inaugurato il 31 ottobre 1959, fu fortemente richiesto dal sindaco della liberazione di Bologna – Giuseppe Dozza – che diede l'incarico a Piero Bottoni, architetto esponente di spicco del Razionalismo in Italia.
L’opera gioca sulla tensione costante tra il linguaggio astratto e semplificato del volume esterno, in cemento armato, e quello figurativo ed espressionistico delle sculture dei partigiani, alternando il chiaro dello spazio fuori terra con il buio delle scale che portano al “mondo dei morti”.
In questa soluzione, dettata dalla specificità del contesto, l’opera trova una dimensione idonea ed armonica: posta all’incontro tra i due assi centrali del cimitero, crea un passaggio tra il mondo esterno-terreno e una cesura sotterranea-commemorativa.
La struttura, in cemento armato e metallo, è modellata come un tronco di cono con una base sotterranea alla quale si accede con due scale. Al termine delle scale, in un luogo che diviene “di raccoglimento”, si trova il sacrario vero e proprio: un ambiente circolare, in penombra, contornato da “custodie” tutte uguali contenenti le ossa dei morti, una vasca d’acqua al centro, il soffitto basso che si apre via via verso l’alto in direzione del cielo a continuare il vaso conico tronco come un gran pozzo di luce.
Simbolicamente, la scelta di un interno senza aperture, ha l’obiettivo di sottolineare l’enfasi verso l’esterno: l’interno dell’ossario, scavato in parte nella terra, destinato a raccogliere le ossa dei morti che si proietta in parte fuori, all’aperto.
Successivamente, nel 1963 sono state realizzate le cappelle di recinzione del Monumento, eseguito sempre su progetto di Piero Bottoni: attraverso una quinta in cemento grezzo, l’ossario si isola dal contesto. Tale isolamento è enfatizzato anche dalla scelta di collocare gli accessi alle cappelle private verso il campo, lasciando spazio per il grande edificio dedicato ai partigiani.
Esternamente, risalta il grigio del cemento armato a vista segnato dalla frase “"liberi salgono nel cielo della gloria”, che si ripete lungo tutto il perimetro per essere leggibile da ogni direzione.

Info
  • Progetto: 1954 - 1959
  • Esecuzione: 1954 - 1963
  • Tipologia Specifica: Monumento funerario
  • Committente: Comune di Bologna
  • Proprietà: proprietà Ente pubblico territoriale
  • Destinazione originaria: Cimitero Monumentale
  • Destinazione attuale: Monumento ossario
Autori
Nome Cognome Ruolo Fase Progetto Archivio Architetti Url Profilo Autore Principale
Piero Bottoni Progetto architettonico Progetto Visualizza Profilo https://siusa.archivi.beniculturali.it/cgi-bin/siusa/pagina.pl?TipoPag=prodpersona&Chiave=19465 SI
Piero Bottoni Artista Progetto NO
  • Strutture: Cemento armato
  • Materiale di facciata: Cemento armato a vista
  • Coperture: /
  • Serramenti: /
  • Stato Strutture: Buono
  • Stato Materiale di facciata: Discreto

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Il Monumento Ossario ai partigiani caduti, inaugurato il 31 ottobre 1959, fu fortemente richiesto dal sindaco della liberazione di Bologna – Giuseppe Dozza – che diede l'incarico a Piero Bottoni, architetto esponente di spicco del Razionalismo in Italia.
L’opera gioca sulla tensione costante tra il linguaggio astratto e semplificato del volume esterno, in cemento armato, e quello figurativo ed espressionistico delle sculture dei partigiani, alternando il chiaro dello spazio fuori terra con il buio delle scale che portano al “mondo dei morti”.
In questa soluzione, dettata dalla specificità del contesto, l’opera trova una dimensione idonea ed armonica: posta all’incontro tra i due assi centrali del cimitero, crea un passaggio tra il mondo esterno-terreno e una cesura sotterranea-commemorativa. 
La struttura, in cemento armato e metallo, è modellata come un tronco di cono con una base sotterranea alla quale si accede con due scale. Al termine delle scale, in un luogo che diviene “di raccoglimento”, si trova il sacrario vero e proprio: un ambiente circolare, in penombra, contornato da “custodie” tutte uguali contenenti le ossa dei morti, una vasca d’acqua al centro, il soffitto basso che si apre via via verso l’alto in direzione del cielo a continuare il vaso conico tronco come un gran pozzo di luce.
Simbolicamente, la scelta di un interno senza aperture, ha l’obiettivo di sottolineare l’enfasi verso l’esterno: l’interno dell’ossario, scavato in parte nella terra, destinato a raccogliere le ossa dei morti che si proietta in parte fuori, all’aperto. 
Successivamente, nel 1963 sono state realizzate le cappelle di recinzione del Monumento, eseguito sempre su progetto di Piero Bottoni: attraverso una quinta in cemento grezzo, l’ossario si isola dal contesto. Tale isolamento è enfatizzato anche dalla scelta di collocare gli accessi alle cappelle private verso il campo, lasciando spazio per il grande edificio dedicato ai partigiani.
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  • Vincolo: Non Vincolata
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  • Data Provvedimento:
  • Riferimento Normativo:
  • Altri Provvedimenti:
  • Foglio Catastale: 182
  • Particella: D
Opere D'Arte:
Codice ICCd Ubicazione Tipologia Soggetto Autore Materia Tecnica Stato di Conservazione Restauri
Scultura Gruppo scultoreo Jenny Wiegmann Mucchi Bronzo Buono
Scultura Scultura Stella Korczynska Bronzo Buono
Scultura Gruppo scultoreo Piero Bottoni Bronzo Buono


Note

Nel 2003 è stata condotta un’analisi di carattere tecnico–strutturale, a fini di restauro, per verificare le condizioni di stabilità del Monumento Ossario ai Caduti Partigiani della Certosa di Bologna, ad opera degli ingegneri Gianluigi Campagna e Giuseppe Cecinato. I risultati delle verifiche hanno stabilito l’idoneità strutturale dell’architettura, evidenziando come unico segno di cedimento meccanico lo splitting del conglomerato in corrispondenza degli ancoraggi delle statue poggianti sul coronamento del monumento.

Bibliografia
Autore Anno Titolo Edizione Luogo Edizione Pagina Specifica
Roberto Martorelli, Renato Zangheri, Angelo Varni, (a cura di) Arte e storia a Bologna nel Novecento. Un percorso per immagini Bononia University Press Bologna 1163 No
1958 Il monumento ossario dei caduti per la libertà Bologna. Rivista del Comune No
Giancarlo Bernabei, Giuliano Gresleri, Stefano Zagnoni, 1984 Bologna moderna, 1860-1980 Patron Bologna 175 No
Giancarlo Consonni, Giuliano Gresleri, Pier Giorgio Massaretti (a cura di) 2001 Piero Bottoni e Bologna, 1934-1941, in Norma e arbitrio: architetti e ingegneri a Bologna 1850-1950 Marsilio Venezia 260-278 No
Giancarlo Consonni, Lodovico Meneghetti, Graziella Tonon (a cura di) 2001 Il monumento-luogo: cinque opere di Piero Bottoni per la Resistenza. Progetti e realizzazioni, 1954-1963 La vita felice Milano No
Giancarlo Consonni 2003 Piero Bottoni a Bologna e a Imola. Casa, città, monumento Ronca Cremona No
Brunella Dalla Casa (a cura di) 2005 Bologna 1938-1945. Guida ai luoghi della guerra e della Resistenza Aspasia San Giovanni in Persiceto 100 No

Allegati
File Didascalia Credito Fotografico
Dettagli - Interni Dettagli - Interni
Dettagli - Interni Dettagli - Interni
Dettagli - Interni Dettagli - Interni
Vista esterni Vista esterni
Foto storica - 1956 Foto storica - 1956 Comune di Bologna
Dettagli - sculture Dettagli - sculture Claudio Alba courtesy Comune di Bologna
Dettagli - sculture Dettagli - sculture Claudio Alba courtesy Comune di Bologna

Criteri
2. L’edificio o l’opera di architettura è illustrata in almeno due riviste di architettura di livello nazionale e/o internazionale.
3. L’edificio o l’opera di architettura ha una riconosciuta importanza nel panorama dell’architettura nazionale, degli anni nei quali è stata costruita, anche in relazione ai contemporanei sviluppi sia del dibattito, sia della ricerca architettonica nazionale e internazionale,
4. L’edificio o l’opera di architettura riveste un ruolo significativo nell’ambito dell’evoluzione del tipo edilizio di pertinenza, ne offre un’interpretazione progressiva o sperimenta innovazioni di carattere distributivo e funzionale.
6. L’edificio o l’opera di architettura è stata progettata da una figura di rilievo nel panorama dell’architettura nazionale e/o internazionale.
Sitografia ed altri contenuti online
Titolo Url
Archivio Piero Bottoni, Politecnico di Milano Visualizza
Enciclopedia Treccani - Piero Bottoni Visualizza

Crediti Scheda
Enti di riferimento: DGCC - Segretariato Regionale Emilia-Romagna
Titolare della ricerca: Alma Mater Studiorum Università di Bologna
Responsabile scientifico: Marco Pretelli


Scheda redatta da
creata il 08/05/2022
ultima modifica il 27/02/2025