Censimento delle architetture italiane dal 1945 ad oggi

MUSEO ARCHEOLOGICO REGIONALE

Scheda Opera

  • Piante dei due livelli
  • Sezione sull'ala orientale, la corte e la chiesa
  • Sezione sulla chiesa e la cripta
  • Dettagli della nuova scala
  • L'esterno del complesso conventuale
  • La galleria affacciata sulla corte
  • La sala conferenze nello spazio della chiesa
  • L'approdo della scala e la sala espositiva del primo piano
  • La scala elicoidale in profilati metallici
  • La nuva sala degli acroliti
  • La nuova sala della Venere di Morgantina
  • Comune: Aidone
  • Denominazione: MUSEO ARCHEOLOGICO REGIONALE
  • Indirizzo: Largo Torres, Via Sacerdote Truppia N. 1
  • Data: 1961 - 1984
  • Tipologia: Musei e Aree archeologiche
  • Autori principali: Franco Minissi
Descrizione

Il museo archeologico di Aidone nasce dalla fortunata collaborazione di Franco Minissi con le Soprintendenza alle antichità prima di Siracusa e poi di Agrigento, sotto la cui giurisdizione ricadeva il vicino sito archeologico di Morgantina. Le campagne di scavo, avviate a partire dagli anni Cinquanta dall’Università di Princeton e tuttora in corso, richiedevano infatti una sede adeguata per conservare ed esporre la ricca collezione di reperti che continuavano a essere riportati alla luce. La scelta ricadde sul convento dei Cappuccini, situato in una posizione rilevata ai margini del centro storico di Aidone, con il duplice intento di una musealizzazione che mantenesse un legame – anche visivo – con l’area archeologica e, nel contempo, permettesse di riqualificare il complesso monumentale che versava in condizioni di abbandono. Il progetto di restauro e l'allestimento museografico dell’edificio conventuale e della chiesa annessa, avviati nel 1961, procedono dunque contestualmente e si inquadrano, nella proposta di Minissi, in un disegno più generale di rilancio dell’attrattività culturale e turistica della cittadina, anche in connessione con il sito della Villa del Casale di Piazza Armerina, nel quale era in corso di completamento la realizzazione delle coperture di protezione.
Il programma di restauro e riuso museale ha l’obiettivo di creare una struttura funzionalmente indipendente, come sede decentrata degli uffici di Soprintendenza; oltre agli spazi espositivi, vengono ricavati locali per il ricovero di materiali di scavo, laboratori di fotografia e restauro, aule di studio e di riunione, uno spazio biblioteca e l’alloggio per il custode, mentre la chiesa contigua viene destinata a sala conferenze. A conferma dell’intenzione di valorizzare la musealità intrinseca agli stessi spazi ospitanti, il percorso include la cripta funeraria sottostante la chiesa, rinvenuta nel corso dei lavori e restaurata.
Il progetto museografico asseconda la configurazione dell’impianto conventuale, valorizzando con larghe vetrate la vista sul cortile interno e connettendo fluidamente la sequenza delle sale. L’ordinamento insiste sulle connessioni degli oggetti esposti con il sistema territoriale di riferimento, accompagnandone la lettura mediante modelli, mappe e fotografie. In analogia con quanto sperimentato negli interventi di Palazzo Varisano a Enna o nel museo Pepoli di Trapani, gli espositori diventano l’elemento di articolazione degli ambienti e di orientamento del percorso di visita. Gli elementi metallici di supporto delle vetrine disegnano nuove geometrie all’interno delle strutture antiche e le teche di cristallo sono concepite come diaframmi diafani che si lasciano attraversare dalla luce e dallo sguardo, offrendo alla vista gli oggetti senza impedire la percezione della spazialità originaria. Alla severa essenzialità degli espositori fa da contrappunto il segno deciso della scala, ingegnosa macchina a doppia elica con percorsi separati di salita e discesa, costituita dalla semplice giustapposizione di profili metallici a doppio T verniciati di nero a cui è stato impresso un movimento di rotazione intorno al proprio asse. Nell’originaria disposizione, questo elemento di carattere quasi scultoreo e di fattura dichiaratamente artigianale costituiva la cerniera spaziale che permetteva lo svolgimento di un percorso anulare continuo fra primo e secondo livello. Un rivestimento ligneo accuratamente disegnato, al pari del parapetto in profili metallici a U, definisce la parte calpestabile delle pedate, del basamento circolare e della pedana passante di arrivo al livello superiore. La scala è ormai da più di un decennio sottratta all’uso del pubblico, il che ha comportato il cambiamento del percorso di visita e l’utilizzo di quella di servizio per i collegamenti verticali. Inoltre, a seguito di importanti ritrovamenti, nuove sale sono state allestite per accogliere la cosiddetta Venere di Morgantina e la testa di Ade restituite dal Getty Museum e gli acroliti di Demetra e Kore restituiti dal Bayly Art Museum dell’Università della Virginia.

Info
  • Progetto: 1961 -
  • Esecuzione: - 1984
  • Tipologia Specifica: Museo archeologico
  • Committente: Regione Siciliana Assessorato per il Turismo e Spettacolo; Soprintendenza alle Antichità di Siracusa, poi di Agrigento
  • Proprietà: proprietà Ente pubblico territoriale
  • Destinazione originaria: Convento dei frati Cappuccini
  • Destinazione attuale: Museo archeologico
Autori
Nome Cognome Ruolo Fase Progetto Archivio Architetti Url Profilo Autore Principale
Franco Minissi Progetto di restauro Progetto Visualizza Profilo https://siusa.archivi.beniculturali.it/cgi-bin/siusa/pagina.pl?TipoPag=prodpersona&Chiave=32028 NO
Franco Minissi Progetto museografico Progetto Visualizza Profilo https://siusa.archivi.beniculturali.it/cgi-bin/siusa/pagina.pl?TipoPag=prodpersona&Chiave=32028 SI
Franco Minissi Direzione lavori Esecuzione Visualizza Profilo https://siusa.archivi.beniculturali.it/cgi-bin/siusa/pagina.pl?TipoPag=prodpersona&Chiave=32028 NO
  • Strutture: muratura
  • Materiale di facciata: muratura a vista
  • Coperture: capriate metalliche
  • Serramenti: legno
  • Stato Strutture: Ottimo
  • Stato Materiale di facciata: Ottimo
  • Stato Coperture: Ottimo
  • Stato Serramenti: Ottimo

													Array
(
    [id_opera] => 5284
    [codice] => EN007
    [denominazione] => MUSEO ARCHEOLOGICO REGIONALE
    [regione] => Sicilia
    [provincia] => Enna
    [comune] => Aidone
    [localita] => 
    [indirizzo] => Largo Torres, Via Sacerdote Truppia N. 1
    [id_categoria] => 2
    [id_tipologia] => 35
    [tipologia_specifica] => Museo archeologico
    [anno_inizio_progetto] => 1961
    [anno_fine_progetto] => 
    [anno_inizio_esecuzione] => 
    [anno_fine_esecuzione] => 1984
    [classificazione] => 
    [id_livello_scheda] => 1
    [codice_iccd] => 
    [codice_benitutelati] => 
    [informazioni_architettoniche] => Il museo archeologico di Aidone nasce dalla fortunata collaborazione di Franco Minissi con le Soprintendenza alle antichità prima di Siracusa e poi di Agrigento, sotto la cui giurisdizione ricadeva il vicino sito archeologico di Morgantina. Le campagne di scavo, avviate a partire dagli anni Cinquanta dall’Università di Princeton e tuttora in corso, richiedevano infatti una sede adeguata per conservare ed esporre la ricca collezione di reperti che continuavano a essere riportati alla luce. La scelta ricadde sul convento dei Cappuccini, situato in una posizione rilevata ai margini del centro storico di Aidone, con il duplice intento di una musealizzazione che mantenesse un legame – anche visivo – con l’area archeologica e, nel contempo, permettesse di riqualificare il complesso monumentale che versava in condizioni di abbandono. Il progetto di restauro e l'allestimento museografico dell’edificio conventuale e della chiesa annessa, avviati nel 1961, procedono dunque contestualmente e si inquadrano, nella proposta di Minissi, in un disegno più generale di rilancio dell’attrattività culturale e turistica della cittadina, anche in connessione con il sito della Villa del Casale di Piazza Armerina, nel quale era in corso di completamento la realizzazione delle coperture di protezione.
Il programma di restauro e riuso museale ha l’obiettivo di creare una struttura funzionalmente indipendente, come sede decentrata degli uffici di Soprintendenza; oltre agli spazi espositivi, vengono ricavati locali per il ricovero di materiali di scavo, laboratori di fotografia e restauro, aule di studio e di riunione, uno spazio biblioteca e l’alloggio per il custode, mentre la chiesa contigua viene destinata a sala conferenze. A conferma dell’intenzione di valorizzare la musealità intrinseca agli stessi spazi ospitanti, il percorso include la cripta funeraria sottostante la chiesa, rinvenuta nel corso dei lavori e restaurata.
Il progetto museografico asseconda la configurazione dell’impianto conventuale, valorizzando con larghe vetrate la vista sul cortile interno e connettendo fluidamente la sequenza delle sale. L’ordinamento insiste sulle connessioni degli oggetti esposti con il sistema territoriale di riferimento, accompagnandone la lettura mediante modelli, mappe e fotografie. In analogia con quanto sperimentato negli interventi di Palazzo Varisano a Enna o nel museo Pepoli di Trapani, gli espositori diventano l’elemento di articolazione degli ambienti e di orientamento del percorso di visita. Gli elementi metallici di supporto delle vetrine disegnano nuove geometrie all’interno delle strutture antiche e le teche di cristallo sono concepite come diaframmi diafani che si lasciano attraversare dalla luce e dallo sguardo, offrendo alla vista gli oggetti senza impedire la percezione della spazialità originaria. Alla severa essenzialità degli espositori fa da contrappunto il segno deciso della scala, ingegnosa macchina a doppia elica con percorsi separati di salita e discesa, costituita dalla semplice giustapposizione di profili metallici a doppio T verniciati di nero a cui è stato impresso un movimento di rotazione intorno al proprio asse. Nell’originaria disposizione, questo elemento di carattere quasi scultoreo e di fattura dichiaratamente artigianale costituiva la cerniera spaziale che permetteva lo svolgimento di un percorso anulare continuo fra primo e secondo livello. Un rivestimento ligneo accuratamente disegnato, al pari del parapetto in profili metallici a U, definisce la parte calpestabile delle pedate, del basamento circolare e della pedana passante di arrivo al livello superiore. La scala è ormai da più di un decennio sottratta all’uso del pubblico, il che ha comportato il cambiamento del percorso di visita e l’utilizzo di quella di servizio per i collegamenti verticali. Inoltre, a seguito di importanti ritrovamenti, nuove sale sono state allestite per accogliere la cosiddetta Venere di Morgantina e la testa di Ade restituite dal Getty Museum e gli acroliti di Demetra e Kore restituiti dal Bayly Art Museum dell’Università della Virginia.
    [committente] => Regione Siciliana Assessorato per il Turismo e Spettacolo; Soprintendenza alle Antichità di Siracusa, poi di Agrigento
    [foglio_catastale] => 78
    [particella] => 4244
    [strutture] => muratura
    [id_stato_struttura] => 1
    [materiale_facciata] => muratura a vista
    [id_stato_facciata] => 1
    [coperture] => capriate metalliche
    [id_stato_coperture] => 1
    [serramenti] => legno
    [id_stato_serramenti] => 1
    [destinazione_originaria] => Convento dei frati Cappuccini
    [destinazione_attuale] => Museo archeologico
    [trasformazioni] => dismissione dell'uso della scala
    [id_tipo_proprieta] => 3
    [specifiche_proprieta] => Regione siciliana
    [id_tipo_provvedimento] => 1
    [data_provvedimento] => 
    [riferimento_normativo] => 
    [altri_provvedimenti] => 
    [vincolo] => 0
    [note] => 
    [denominazione_aggregato] => 
    [latitude] => 37.413812
    [longitude] => 14.447965
    [score] => 2
    [id_user] => 78
    [status] => 1
    [date_add] => 2024-02-21 19:05:47
    [date_upd] => 2025-01-22 12:10:41
    [categoria] => B. Opera selezionata
    [tipologia] => Musei e Aree archeologiche
    [proprieta] => proprietà Ente pubblico territoriale

    [cat_autori] => Franco Minissi
    [id_regione] => 7
)
1
												
  • Vincolo: Non Vincolata
  • Provvedimenti di tutela: Nessuna opzione
  • Data Provvedimento:
  • Riferimento Normativo:
  • Altri Provvedimenti:
  • Foglio Catastale: 78
  • Particella: 4244

Note

-

Bibliografia
Autore Anno Titolo Edizione Luogo Edizione Pagina Specifica
Minissi Franco 1971 Progetto per un museo archeologico in Aidone in "Musei e gallerie d'Italia", a. XVI, n. 44 18-21 Si
De Sessa Cesare (a cura di) 1990 Sei interventi museali dell'architetto Franco Minissi in "L'architettura. Cronache e storia", a. XXXVI, nn. 7-8 502-538 Si
Vivio Beatrice 2010 Franco Minissi. Musei e restauri. La trasparenza come valore Gangemi Roma No
Bellanca Calogero 2021 Musealizzazione e uso compatibile dell’esistente. L’attività di Franco Minissi attraverso la lettura di soluzioni meno note in Bellanca Calogero, Antonini Lanari Cecilia (a cura di), ReUso 2021. Roma, capitale d’Italia 150 anni dopo, vol. II, Preesistenze architettoniche. Aree archeologiche – Paesaggio, Artemide Roma 50-61 No

Fonti Archivistiche
Titolo Autore Ente Descrizione Conservazione
Progetto di restauro ed adattamento ad Antiquarium dell'ex Convento dei Cappuccini in Aidone Enna. Fondo Franco Minissi Franco Minissi Archivio Centrale dello Stato, Roma Elaborati grafici

Allegati
File Didascalia Credito Fotografico
Piante dei due livelli Piante dei due livelli De Sessa 1990
Sezione sull'ala orientale, la corte e la chiesa Sezione sull'ala orientale, la corte e la chiesa Minissi 1971
Sezione sulla chiesa e la cripta Sezione sulla chiesa e la cripta De Sessa 1990
Dettagli della nuova scala Dettagli della nuova scala De Sessa 1990
L'esterno del complesso conventuale L'esterno del complesso conventuale Emanuele Gallotta - 2024
La galleria affacciata sulla corte La galleria affacciata sulla corte Emanuele Gallotta - 2024
La sala conferenze nello spazio della chiesa La sala conferenze nello spazio della chiesa Emanuele Gallotta - 2024
L'approdo della scala e la sala espositiva del primo piano L'approdo della scala e la sala espositiva del primo piano Emanuele Gallotta - 2024
La scala elicoidale in profilati metallici La scala elicoidale in profilati metallici Emanuele Gallotta - 2024
La nuva sala degli acroliti La nuva sala degli acroliti Emanuele Gallotta - 2024
La nuova sala della Venere di Morgantina La nuova sala della Venere di Morgantina Emanuele Gallotta - 2024

Criteri
2. L’edificio o l’opera di architettura è illustrata in almeno due riviste di architettura di livello nazionale e/o internazionale.
6. L’edificio o l’opera di architettura è stata progettata da una figura di rilievo nel panorama dell’architettura nazionale e/o internazionale.
Sitografia ed altri contenuti online
Titolo Url
Dizionario biografico degli Italiani - Franco Minissi Visualizza
Servizio Archivistico Nazionale, Archivi degli architetti Visualizza
Archivio Centrale dello Stato, fondo Franco Minissi Visualizza
Regione Sicilia - Parchi archeologici Visualizza
Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche Visualizza

Crediti Scheda
Enti di riferimento: Direzione generale creatività contemporanea
Titolare della ricerca: Università degli studi di Catania
Responsabile scientifico: Paola Barbera


Scheda redatta da Maria Rosaria Vitale (Università degli studi di Catania)
creata il 21/02/2024
ultima modifica il 22/01/2025