PALAZZO DI GIUSTIZIA
Scheda Opera
- Comune: Ragusa
- Località: Ragusa Superiore
- Denominazione: PALAZZO DI GIUSTIZIA
- Indirizzo: via Natalelli
- Data: 1958 - 1969
- Tipologia: Palazzi di Giustizia e Tribunali
- Autori principali: Massimo Battaglini
Descrizione
Il Palazzo di Giustizia di Ragusa occupa un lotto compreso tra le vie Natalelli, Angelo Maiorana e Carlo Alberto Dalla Chiesa e si trova a ridosso del Ponte Vecchio o dei Cappuccini, collegamento ottocentesco fra Ragusa superiore e i nuovi quartieri sorti al di là della vallata di Santa Domenica. L’importante differenza altimetrica ha comportato la realizzazione di un edificio dallo sviluppo irregolare ma dall’andamento compatto, caratterizzato da tre blocchi geometrici giustapposti, uno dei quali sostenuto da sei pilotis sul prospetto di via Dalla Chiesa.
Al 28 agosto 1957 risale il bando di concorso nazionale emesso dall'Amministrazione Comunale di Ragusa per la realizzazione del nuovo edificio e per la sistemazione urbanistica della zona limitrofa, rivolto a ingegneri e architetti. Tra i progetti presentati, i cui materiali grafici e documentari si conservano presso l’Archivio Storico Comunale di Ragusa, figurano alcune proposte anonime, contrassegnate dai motti “Astrea”, “Iustitia” e “Ad nova Fert animus”, e i due progetti vincitori ex-aequo. Si tratta del progetto “Sicilia” di Massimo Battaglini (Portici, 1924), Sante de Sanctis e Franco Tenca e del progetto “UNO + 1” dei fratelli Gaetano ed Ernesto Rapisardi, attestato anche da alcuni disegni custoditi presso l'Archivio Privato Gaetano Rapisardi di Roma. Malgrado l’ex-aequo, il 27 ottobre 1959 l’incarico del progetto esecutivo, comprensivo della direzione artistica dei lavori, è stato affidato al gruppo Battaglini - de Sanctis - Tenca, che negli stessi anni partecipò a numerosi concorsi tra cui si segnalano quello per il Palazzo di Giustizia di Caltagirone vinto nel 1959, quello per la nuova sede dell’Ente Siciliano Elettricità a Catania (insignito del Premio Regionale InArch per la Sicilia nel 1962) e quello per il Piano Regolatore Generale di Modica. Tra i progetti elaborati dal gruppo occorre, inoltre, menzionare tre casi siciliani accomunabili al Tribunale ragusano per il ricorso alle medesime strutture alveolari aggettanti in calcestruzzo armato a faccia vista, memori della lezione dei brise-soleil di Le Corbusier, concepite allo scopo di schermare le vetrate dall’eccessivo calore solare derivante dalla situazione climatica dell’isola: si tratta del centralissimo palazzo I.N.A. a Ragusa, posto dinanzi il duomo di San Giovanni, del palazzo dell’I.N.A. a Caltagirone e di un complesso abitativo I.N.A.I.L. a Palermo, mentre a Massimo Battaglini si deve anche la progettazione di numerosi quartieri legati a I.N.A. Casa, G.E.S.C.A.L. e I.A.C.P. negli anni della ricostruzione.
Nonostante il rapido conferimento dell’incarico, la pronta consegna dei materiali progettuali richiesti e l’approvazione da parte della Giunta Municipale, la fase esecutiva ha subito diversi rallentamenti dovuti principalmente alle lungaggini per le espropriazioni dell’area individuata e al reperimento dei fondi necessari, ottenuti attraverso un mutuo concesso dal Consorzio di Credito per le Opere Pubbliche di Roma e un contributo straordinario per il finanziamento del secondo lotto di lavori richiesto al Ministero di Grazia e Giustizia ai sensi dell’art. 2 della legge 15/2/1957 n. 26.
Dalle tavole di progetto presentate in occasione del concorso è possibile desumere la concezione generale e i criteri distributivi messi in atto dagli architetti. Nel descrivere il prospetto nord, ad esempio, i tre professionisti sottolineavano: «la minima altezza di questo fronte bene s’inquadra nel tessuto edilizio e lascia che la vicina cattedrale sovrasti, con la sua facciata, la zona circostante, non turbando quell’equilibrio urbanistico ben definito e caratteristico di quasi tutte le città siciliane».
Al 29 novembre 1965 risale l’incarico di rielaborazione del progetto, «al fine di raggiungere una effettiva economia e una maggiore funzionalità costruttiva anche con l’adozione di materiali più idonei», e di condirezione dei lavori dal punto di vista artistico. Pertanto i tre architetti si sono occupati della progettazione dei particolari costruttivi e dell’arredamento degli interni effettuando numerosi sopralluoghi, elaborando alcune varianti nel periodo 1966/1967 e indicando nei dettagli il ricorso a determinati materiali (vari tipi di marmo come il grigio S. Vito, il marmo nero del Belgio o il porfido rosso, la gomma per i pavimenti, il legno di palissandro, il linoleum, l'acciaio inox etc.) e altre specifiche relative agli arredi, ai rivestimenti interni ed esterni e alle rifiniture. Il completamento dell'edificio in tutte le sue rifiniture esterne e interne risale al 1969 ma nel 1990/1991 il secondo piano ha subito delle modifiche su progetto dell'Ufficio Tecnico Comunale, allo scopo di realizzare l'archivio della Procura della Repubblica presso la Pretura: i lavori hanno comportato la demolizione di pareti in mattoni forati e di controsoffitti in gesso e la collocazione di frangi-sole.
Il ricorso alla tipica struttura alveolare, adoperata in chiave funzionale ed estetica, caratterizza i tre corpi di fabbrica segnati dal contrasto tra la struttura retrostante in vetro e la solida compattezza dei blocchi aggettanti, costituiti dalla ripetizione dei moduli in cemento che creano una trama geometrica composta da quadrati e da rettangoli disposti in maniera sfalsata. Sulla vallata prospetta il blocco innalzato su pilotis (visibile anche dal ponte e dal quartiere Traspontino oltre il vallone), caratterizzato da un equilibrio tra lo slancio verticale – conferito dai sei pilastri, dall’andamento dei moduli alveolari e dalla porzione di facciata in vetro – e l’orizzontalità del coronamento. Il corpo di fabbrica posto tra la via Maiorana e la via Natalelli è contraddistinto da una parte basamentale in cui il telaio di cemento armato delimita campi tamponati da vetrate e lastre di travertino e da una porzione soprastante aggettante di nuovo contrassegnata dalla maglia ad alveoli; a separare le due parti è posta una piastra strutturale a incrocio ortogonale di travi che sorregge i piani soprastanti. L’ingresso principale sulla via Natalelli, contraddistinto dalla scritta “Palazzo di Giustizia”, è altresì caratterizzato dalla presenza del blocco sporgente, in questo caso totalmente rivestito da lastre di travertino. A destra dell’ingresso, in virtù dell’andamento altimetrico della strada, si colloca il terzo blocco che completa la composizione con un solo livello, caratterizzato dal medesimo partito di lastre di travertino nel basamento e alveoli aggettanti in calcestruzzo a facciavista.
Info
- Progetto: 1958 - 1967
- Esecuzione: 1965 - 1969
- Tipologia Specifica: Palazzo di Giustizia
- Committente: Amministrazione Comunale di Ragusa
- Proprietà: Proprietà pubblica
- Destinazione originaria: Palazzo di Giustizia
- Destinazione attuale: Tribunale e Procura della Repubblica
Autori
- Strutture: scheletro indipendente in calcestruzzo armato
- Materiale di facciata: calcestruzzo a facciavista, rivestimenti in lastre di travertino
- Coperture: tetto piano
- Serramenti: alluminio
- Stato Strutture: Buono
- Stato Materiale di facciata: Buono
- Stato Coperture: Buono
- Stato Serramenti: Buono
- Vincolo: Non Vincolata
- Provvedimenti di tutela: Nessuna opzione
- Data Provvedimento:
- Riferimento Normativo:
- Altri Provvedimenti:
- Foglio Catastale: 280
- Particella: 2095
Note
-
Bibliografia
Autore | Anno | Titolo | Edizione | Luogo Edizione | Pagina | Specifica |
---|---|---|---|---|---|---|
Redazione | 1958 | Palazzo di Giustizia di Ragusa, bando di concorso | in "L’Architettura. Cronache e storia", a. III, n. 27, gennaio | Sonzogno | 646 | No |
Fonti Archivistiche
Titolo | Autore | Ente | Descrizione | Conservazione |
---|---|---|---|---|
Ragusa, Costruzione del Tribunale (marzo 1967-marzo 1968). Ministero di Grazia e Giustizia, fondo Gabinetto, subfondo Archivio Generale, busta 76 | Ministero di Grazia e Giustizia | Archivio Centrale di Stato, Roma | Documenti relativi al progetto | |
Progetto Battaglini, altre proposte e documenti tecnici, faldoni 679 - 690 | . | Archivio Storico Comunale di Ragusa | Progetto Architetti Battaglini, De Sanctis, Tenca del 1958; proposta di progetto Architetti Blanco e Nicotra del 1958; planimetrie, varianti, computo metrico, espropri, imprese coinvolte 1966-1967; disegni e tavole delle proposte progettuali alternative; completamento del Palazzo 1967 |
Allegati
Criteri
3. L’edificio o l’opera di architettura ha una riconosciuta importanza nel panorama dell’architettura nazionale, degli anni nei quali è stata costruita, anche in relazione ai contemporanei sviluppi sia del dibattito, sia della ricerca architettonica nazionale e internazionale, | |
7. L’edificio o l’opera di architettura si segnala per il particolare valore qualitativo all’interno del contesto urbano in cui è realizzata. |
Sitografia ed altri contenuti online
Titolo | Url |
---|---|
Scheda di Massimo Battaglini sul sito dell'Ordine degli Architetti di Roma, 50 anni di professione | Visualizza |
Crediti Scheda
Enti di riferimento: Direzione generale creatività contemporaneaTitolare della ricerca: Università degli studi di Catania
Responsabile scientifico: Paola Barbera
Scheda redatta da Maria Stella Di Trapani (Università degli studi di Catania)
creata il 16/05/2024
ultima modifica il 22/01/2025