Censimento delle architetture italiane dal 1945 ad oggi

AUDITORIUM NICCOLÒ PAGANINI

Scheda Opera

  • Prospetto frontale dell’Auditorium
  • Veduta del prospetto Ovest dell’Auditorium dal parco
  • Veduta del prospetto Sud dell’Auditorium con vetrata alle spalle del palcoscenico
  • Veduta del prospetto Est dell’Auditorium
  • Comune: Parma
  • Denominazione: AUDITORIUM NICCOLÒ PAGANINI
  • Indirizzo: Via Toscana N. 5/a
  • Data: 1997 - 2001
  • Tipologia: Edifici per la promozione culturale
  • Autori principali: Renzo Piano Building Workshop RPBW
Descrizione

Inserito in un più ampio programma di recupero urbano volto al recupero di edifici dismessi, l’Auditorium Paganini è il frutto della riqualificazione dello zuccherificio Eridania (costruito nel 1899 e dismesso nel 1968) posto all’interno di un parco in una delle prime aree industriali della città.
Il progetto prevede la conservazione della ciminiera (memoria del passato industriale del complesso) e dell’involucro del fabbricato principale (lungo ottanta metri e coperto da capriate in acciaio). Quest'ultimo è privato dei tamponamenti trasversali: in questo modo la struttura è determina un “effetto cannocchiale”, sfruttato nel nuovo progetto che enfatizza questo "taglio" mediante la sostituzione delle pareti nord e sud con ampie vetrate. Espediente che consente di fare entrare la natura del parco circostante all’interno dell’edificio, che divenire quinta per gli spettacoli.
Il foyer è disposto sul lato sud dell’edificio ed è separato dalla sala mediante un’altra parete vetrata interna che consente di mantenere una continuità visiva pur garantendo le divisioni funzionali necessarie allo svolgimento delle varie funzioni.
La sala è organizzata su di un piano (per consentire la visione della scena da tutti i punti) in lieve pendenza fino ai piedi del palco che è posto all’altezza del raggio visivo degli spettatori. Il palcoscenico termina con una breve scalinata pensata per ospitare l’orchestra, alle cui spalle si staglia la vetrata nord. La grande parete trasparente chiude il corpo longitudinale dell’edificio, consentendo di ammirare il parco anche durante le perfomance teatrali e artistiche.
Lo studio dell’acustica e l’esperienza maturata dal progettista su questo tema progettuale, (negli stessi anni Piano lavora anche all’Auditorium del Lingotto a Torino e all’Auditorium Parco della Musica a Roma), conduce all’utilizzo di alcune soluzioni tecniche volte a regolare la trasmissione del suono. Soluzioni visibili nei pannelli di cristallo inclinabili e fissati alle travi nel controsoffitto che corrono lungo le pareti vetrate per riflettere e assorbire le onde sonore e nelle pannellature acustiche in vetro e legno (ai lati del palco e appese alle capriate) che distribuiscono in modo omogeneo il suono in tutti i punti della sala. Ancora, l’utilizzo del legno di ciliegio e il progetto delle sedute della platea assolvono il compito di creare una “cassa di risonanza” e favorire l’assorbimento del suono.
Lo stesso parco, poi, funge da barriera acustica per il vicino nucleo urbano: a tal scopo vengono messe a dimora numerose nuove essenze arboree per potenziare l’effetto fonoassorbente.
Il corpo principale è affiancato a est da un volume di dimensioni minori dove sono collocati sale prove e camerini. Gli uffici sono invece distribuiti sui piani superiori, raggiungibili attraverso il blocco scale incastrato tra i due fabbricati.

(Matteo Sintini, Margherita Merendino)

Info
  • Progetto: 1997 - 1999
  • Esecuzione: 1999 - 2001
  • Tipologia Specifica: Auditorium
  • Committente: Comune di Parma
  • Proprietà: Proprietà pubblica
  • Destinazione originaria: auditorium per concerti
  • Destinazione attuale: auditorium per concerti
Autori
Nome Cognome Ruolo Fase Progetto Archivio Architetti Url Profilo Autore Principale
M. Alvisi Collaboratore Progetto NO
Amitaf Consulente Progetto NO
G. Anzani Collaboratore Progetto NO
Müller BBM GMBH Consulente Progetto NO
spa Bonatti Direzione lavori Esecuzione NO
D. Cavagna Disegnatore Progetto NO
G. Chimeri Collaboratore Progetto NO
Ital Cida Progetto Impianti Esecuzione NO
P. Costa Progetto strutturale Progetto NO
D. De Macina Collaboratore Progetto NO
Studio Galli Consulente Progetto NO
Gierrevideo Consulente Progetto NO
E. Guazzone Collaboratore Progetto NO
G. Guerrieri Collaboratore Progetto NO
Manens Intertecnica Consulente Progetto NO
Austin Italia Consulente Progetto NO
Gianpaolo Monteverdi Direzione lavori Esecuzione NO
Paghera Consulente Progetto NO
Renzo Piano Progetto architettonico Progetto Visualizza Profilo https://www.rpbw.com/people NO
S. Rossi Disegnatore Progetto NO
Renzo Piano Building Workshop RPBW Progetto architettonico Progetto Visualizza Profilo https://www.rpbw.com SI
F. Santolini Consulente Progetto NO
  • Strutture: muratura portante con setti in calcestruzzo armato
  • Materiale di facciata: vetro
  • Coperture: copertura in legno con travi in acciaio
  • Serramenti: acciaio, vetro
  • Stato Strutture: Ottimo
  • Stato Materiale di facciata: Ottimo
  • Stato Coperture: Ottimo
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Il progetto prevede la conservazione della ciminiera (memoria del passato industriale del complesso) e dell’involucro del fabbricato principale (lungo ottanta metri e coperto da capriate in acciaio). Quest'ultimo è privato dei tamponamenti trasversali: in questo modo la struttura è determina un “effetto cannocchiale”, sfruttato nel nuovo progetto che enfatizza questo "taglio" mediante la sostituzione delle pareti nord e sud con ampie vetrate. Espediente che consente di fare entrare la natura del parco circostante all’interno dell’edificio, che divenire quinta per gli spettacoli.
Il foyer è disposto sul lato sud dell’edificio ed è separato dalla sala mediante un’altra parete vetrata interna che consente di mantenere una continuità visiva pur garantendo le divisioni funzionali necessarie allo svolgimento delle varie funzioni. 
La sala è organizzata su di un piano (per consentire la visione della scena da tutti i punti) in lieve pendenza fino ai piedi del palco che è posto all’altezza del raggio visivo degli spettatori. Il palcoscenico termina con una breve scalinata pensata per ospitare l’orchestra, alle cui spalle si staglia la vetrata nord. La grande parete trasparente chiude il corpo longitudinale dell’edificio, consentendo di ammirare il parco anche durante le perfomance teatrali e artistiche. 
Lo studio dell’acustica e l’esperienza maturata dal progettista su questo tema progettuale, (negli stessi anni Piano lavora anche all’Auditorium del Lingotto a Torino e all’Auditorium Parco della Musica a Roma), conduce all’utilizzo di alcune soluzioni tecniche volte a regolare la trasmissione del suono. Soluzioni visibili nei pannelli di cristallo inclinabili e fissati alle travi nel controsoffitto che corrono lungo le pareti vetrate per riflettere e assorbire le onde sonore e nelle pannellature acustiche in vetro e legno (ai lati del palco e appese alle capriate) che distribuiscono in modo omogeneo il suono in tutti i punti della sala. Ancora, l’utilizzo del legno di ciliegio e il progetto delle sedute della platea assolvono il compito di creare una “cassa di risonanza” e favorire l’assorbimento del suono.
Lo stesso parco, poi, funge da barriera acustica per il vicino nucleo urbano: a tal scopo vengono messe a dimora numerose nuove essenze arboree per potenziare l’effetto fonoassorbente.
Il corpo principale è affiancato a est da un volume di dimensioni minori dove sono collocati sale prove e camerini. Gli uffici sono invece distribuiti sui piani superiori, raggiungibili attraverso il blocco scale incastrato tra i due fabbricati.

(Matteo Sintini, Margherita Merendino)

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OPERE
Tra le opere di maggiore rilievo, su scala nazionale e internazionale, vanno ricordati: padiglioni per la Triennale di Milano (1966) e per l'Esposizione di Osaka (1970); laboratorio elettromeccanico PAT a Cambridge (1976); Centre G. Pompidou (1971-77) e ampliamento dell'Institut de recherche et coordination acoustique/musique (IRCAM), completato con la torre realizzata nel 1989, a Parigi; progetto UNESCO di riabilitazione con laboratorio di quartiere sperimentale a Otranto (1978); laboratorio di quartiere (Japigia, 1980) a Bari; Menil Collection a Houston, Texas (1981-83); centro commerciale di Bércy, Parigi (1986-90); strutture per le celebrazioni colombiane a Genova (recupero dei Magazzini del cotone e del Deposito Franco, realizzazione del Grande Bigo, dell'Acquario e altri fabbricati minori, 1986-92); stadio San Nicola a Bari (1988-89); aeroporto di Kinsai nella Baia di Osaka (1988-94); ristrutturazione a uso pubblico dello stabilimento del Lingotto a Torino (1991-94). Dal 1985 è attivo il Renzo Piano building workshop, che ha sedi a Parigi e Genova. Tra le altre opere si ricordano: il Centro culturale J.-M. Tjibaou, Nouméa (1991-98); la Torre Debis e il Centro Stile della Daimler Benz, Berlino (1992-2000); l'Auditorium, Roma (1994-2000); gli uffici e il centro congressi della Cité Internationale, Lione (1995); il Museo della scienza e della tecnica, Amsterdam (1997); il completamento e la sistemazione del Porto antico, Genova (1999); la ristrutturazione del Centre G. Pompidou, Parigi (2000). Tra gli altri progetti realizzati agli inizi del Duemila si segnalano: il convento dei Frati minori cappuccini, a San Giovanni Rotondo (1991-2004); il Museo Paul Klee, a Berna (1999-2005); la ristrutturazione della Morgan Library, a New York (2000-06), la nuova sede del New York Times, a New York (2007); Il Vulcano Buono, centro commerciale a Nola, Napoli (2007), il City Tech Tower, il grattacielo più alto di Brooklyn, a New York (2007); la California academy of sciences a San Francisco (2008), nuova struttura museale costruita secondo i criteri della sostenibilità ambientale; lo Shard, il grattacielo più alto d'Europa, a Londra (2009-12); il nuovo Tjuvholmen Art Museum di Oslo, inaugurato nel 2012; il nuovo Auditorium dell'Aquila, anch'esso ultimato nel 2012; il Muse, nuovo museo della scienza di Trento, inaugurato nel 2013; la nuova sede del Whitney Museum a New York, aperta al pubblico nel 2015; il campus della Colombia University a West Harlem (2002-16); il centro Botín a Santander in Spagna (2010-17); l'Academy Museum of Motion Pictures a Los Angeles (2012-21). Nel settembre 2018, a seguito del crollo del Ponte Morandi, P. ha donato alla città di Genova il progetto per la ricostruzione del nuovo viadotto sul Polcevera, approvato nel dicembre successivo e di cui è stato il supervisore, inaugurato nel 2020. Delle mostre dedicate alla sua attività sono degne di nota: Out of the blue (Kunst-und Ausstellungshalle, Bonn, e Villa Pignatelli, Napoli, 1997; MA Gallery, Tokyo, 1998); Renzo Piano: Architekturen des Lebens (Neue Nationalgalerie, Berlino, 2000); Installazione, 7 (Biennale di architettura, Venezia, 2000); Renzo Piano building workshop. Le città visibili (Triennale di Milano, 2007); Renzo Piano: The Art of Making Buildings (Royal Academy, Londra, 2018).

(enciclopedia Treccani)

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  • Vincolo: Riconosciuta
  • Provvedimenti di tutela: Nessuna opzione
  • Data Provvedimento:
  • Riferimento Normativo: Legge 22 aprile 1941, n. 633
  • Altri Provvedimenti: D.D.G. 23/12/2002
  • Foglio Catastale: -
  • Particella: -

Note

Renzo Piano (Genova 1937) Laureatosi presso la facoltà di architettura del Politecnico di Milano (1964), ha alternato gli studi con la pratica di cantiere, sia con il padre a Genova, sia sotto la guida di F. Albini a Milano (1958-64). Dal 1965 al 1970 ha lavorato con L. I. Kahn a Filadelfia e Z. S. Makowsky a Londra. Dal 1971 ha collaborato con R. Rogers, P. Rice (1977), R. Fitzgerald (1980) e con numerosi altri architetti e ingegneri associati alla sua notevole attività internazionale, caratterizzata da particolari attenzioni rivolte all'architettura di strutture provvisorie, realizzazioni stabili di vasta dimensione, interventi di recupero e valorizzazione di centri storici, studi approfonditi e innovativi sulla tecnologia dei materiali e dei processi costruttivi. È stato visiting professor alla Columbia University di New York, alla facoltà di Architettura di Oslo, al Central London Polytechnic e alla Architectural Association School di Londra. Tra i numerosi riconoscimenti internazionali ottenuti si ricordano: il Pritzker Prize (1998) e il Wexner Prize (2001); la medaglia d'oro dal RIBA (Royal Institute of British Architects) di Londra (1989) e il premio speciale della Cultura 1992 della Presidenza del Consiglio dei ministri per il settore Architettura in Italia. È stato anche insignito dei titoli di architetto dell'Accademia di San Luca (1999) e di Officier de l'Ordre national de la légion d'honneur (2000). Nel 2008 ha ottenuto la medaglia d'oro dell'AIA (American institute of architets). Su di lui nel 2018 il regista C. Saura ha girato il documentario Renzo Piano, an Architect for Santander (Renzo Piano - L'architetto della luce). OPERE Tra le opere di maggiore rilievo, su scala nazionale e internazionale, vanno ricordati: padiglioni per la Triennale di Milano (1966) e per l'Esposizione di Osaka (1970); laboratorio elettromeccanico PAT a Cambridge (1976); Centre G. Pompidou (1971-77) e ampliamento dell'Institut de recherche et coordination acoustique/musique (IRCAM), completato con la torre realizzata nel 1989, a Parigi; progetto UNESCO di riabilitazione con laboratorio di quartiere sperimentale a Otranto (1978); laboratorio di quartiere (Japigia, 1980) a Bari; Menil Collection a Houston, Texas (1981-83); centro commerciale di Bércy, Parigi (1986-90); strutture per le celebrazioni colombiane a Genova (recupero dei Magazzini del cotone e del Deposito Franco, realizzazione del Grande Bigo, dell'Acquario e altri fabbricati minori, 1986-92); stadio San Nicola a Bari (1988-89); aeroporto di Kinsai nella Baia di Osaka (1988-94); ristrutturazione a uso pubblico dello stabilimento del Lingotto a Torino (1991-94). Dal 1985 è attivo il Renzo Piano building workshop, che ha sedi a Parigi e Genova. Tra le altre opere si ricordano: il Centro culturale J.-M. Tjibaou, Nouméa (1991-98); la Torre Debis e il Centro Stile della Daimler Benz, Berlino (1992-2000); l'Auditorium, Roma (1994-2000); gli uffici e il centro congressi della Cité Internationale, Lione (1995); il Museo della scienza e della tecnica, Amsterdam (1997); il completamento e la sistemazione del Porto antico, Genova (1999); la ristrutturazione del Centre G. Pompidou, Parigi (2000). Tra gli altri progetti realizzati agli inizi del Duemila si segnalano: il convento dei Frati minori cappuccini, a San Giovanni Rotondo (1991-2004); il Museo Paul Klee, a Berna (1999-2005); la ristrutturazione della Morgan Library, a New York (2000-06), la nuova sede del New York Times, a New York (2007); Il Vulcano Buono, centro commerciale a Nola, Napoli (2007), il City Tech Tower, il grattacielo più alto di Brooklyn, a New York (2007); la California academy of sciences a San Francisco (2008), nuova struttura museale costruita secondo i criteri della sostenibilità ambientale; lo Shard, il grattacielo più alto d'Europa, a Londra (2009-12); il nuovo Tjuvholmen Art Museum di Oslo, inaugurato nel 2012; il nuovo Auditorium dell'Aquila, anch'esso ultimato nel 2012; il Muse, nuovo museo della scienza di Trento, inaugurato nel 2013; la nuova sede del Whitney Museum a New York, aperta al pubblico nel 2015; il campus della Colombia University a West Harlem (2002-16); il centro Botín a Santander in Spagna (2010-17); l'Academy Museum of Motion Pictures a Los Angeles (2012-21). Nel settembre 2018, a seguito del crollo del Ponte Morandi, P. ha donato alla città di Genova il progetto per la ricostruzione del nuovo viadotto sul Polcevera, approvato nel dicembre successivo e di cui è stato il supervisore, inaugurato nel 2020. Delle mostre dedicate alla sua attività sono degne di nota: Out of the blue (Kunst-und Ausstellungshalle, Bonn, e Villa Pignatelli, Napoli, 1997; MA Gallery, Tokyo, 1998); Renzo Piano: Architekturen des Lebens (Neue Nationalgalerie, Berlino, 2000); Installazione, 7 (Biennale di architettura, Venezia, 2000); Renzo Piano building workshop. Le città visibili (Triennale di Milano, 2007); Renzo Piano: The Art of Making Buildings (Royal Academy, Londra, 2018). (enciclopedia Treccani)

Bibliografia
Autore Anno Titolo Edizione Luogo Edizione Pagina Specifica
Adorni Bruno 1997 Il teatro Farnese a Parma. Vita,miracoli e morte del teatro Casabella n. 650 Milano Si
Renzo Piano Building Workshop (a cura di) 2002 Architettura & musica. Sette cantieri per la musica dall'Ircam di Parigi all'Auditorium di Roma Lybra immagine Milano 44-53 Si
Pizzi Emilio (a cura di) 2002 Renzo Piano Zanichelli Bologna 48-51 Si
Agnoletto Matteo 2007 Renzo Piano Motta Architettura Roma 63 Si
Irace Fulvio (a cura di) 2007 Renzo Piano Building Workshop. Le città visibili Triennale Electa Milano 224-227 Si
Dal Co Francesco 2015 Renzo Piano Electa Milano 486 Si

Fonti Archivistiche
Titolo Autore Ente Descrizione Conservazione
Progetti Renzo Piano Fondazione Renzo Piano, Genova

Allegati
File Didascalia Credito Fotografico
Prospetto frontale dell’Auditorium  Prospetto frontale dell’Auditorium V. Vlahov. Courtesy IBC
Veduta del prospetto Ovest dell’Auditorium dal parco Veduta del prospetto Ovest dell’Auditorium dal parco V. Vlahov. Courtesy IBC
Veduta del prospetto Sud dell’Auditorium con vetrata alle spalle del palcoscenico Veduta del prospetto Sud dell’Auditorium con vetrata alle spalle del palcoscenico V. Vlahov. Courtesy IBC
Veduta del prospetto Est dell’Auditorium Veduta del prospetto Est dell’Auditorium V. Vlahov. Courtesy IBC

Criteri
4. L’edificio o l’opera di architettura riveste un ruolo significativo nell’ambito dell’evoluzione del tipo edilizio di pertinenza, ne offre un’interpretazione progressiva o sperimenta innovazioni di carattere distributivo e funzionale.
5. L’edificio o l’opera di architettura introduce e sperimenta significative innovazioni nell’uso dei materiali o nell’applicazione delle tecnologie costruttive.
6. L’edificio o l’opera di architettura è stata progettata da una figura di rilievo nel panorama dell’architettura nazionale e/o internazionale.
7. L’edificio o l’opera di architettura si segnala per il particolare valore qualitativo all’interno del contesto urbano in cui è realizzata.
Sitografia ed altri contenuti online
Titolo Url
Renzo Piano Building Workshop Visualizza
Fondazione Renzo Piano Visualizza
Enciclopedia Treccani - Renzo Piano Visualizza

Crediti Scheda
Enti di riferimento: PaBAAC - Segretariato Regionale per l'Emilia Romagna
Titolare della ricerca: Università degli studi di Bologna Dipartimento di Architettura
Responsabile scientifico: Marco Pretelli


Scheda redatta da Matteo Sintini, Margherita Merendino
creata il 31/12/2013
ultima modifica il 09/05/2024

Revisori:

Stefano Setti