Censimento delle architetture italiane dal 1945 ad oggi

COMPLESSO RESIDENZIALE INA-CASA

Scheda Opera

  • Unità abitativa su Via Argelli, complesso residenziale INA-Casa di Rimini
  • Vista di un blocco abitativo da Via Adeglio Pagliarani, unità residenziale INA-Casa di Rimini
  • Vista di unità residenziale in Via Mario Capelli, complesso residenziale INA-Casa di Rimini
  • Dettaglio di aperture, fasce marcapiano e laterizio in facciata su Via Mario Capelli, complesso residenziale INA-Casa di Rimini
  • Particolare soluzione angolare tra via Argelli e via Capelli, complesso residenziale INA-Casa di Rimini
  • Dettaglio finestratura su soluzione angolare tra via Argelli e via Capelli, complesso residenziale INA-Casa di Rimini
  • Particolare di finestratura al primo piano affacciante su Via Argelli, complesso residenziale INA-Casa di Rimini
  • Vista di unità abitativa da via Dario Campana, complesso residenziale INA-Casa di Rimini
  • Percorso pedonale all'interno del piano INA-Casa di Rimini
  • Interno di unità abitativa tipo in via Dario Campana, complesso residenziale INA-Casa di Rimini
  • Particolare gioco di volumi su ingresso di unità abitativa in via Dario Campana, complesso residenziale INA-Casa di Rimini
  • Vista di unità residenziale su Via Argelli, complesso residenziale INA-Casa di Rimini
  • Comune: Rimini
  • Denominazione: COMPLESSO RESIDENZIALE INA-CASA
  • Indirizzo: Via Dario Campana, Largo Gomberto Bordoni, Via Luigi Nicolò, Via Mario Capelli, Via Pagliarani
  • Data: 1949 - 1956
  • Tipologia: Edilizia residenziale pubblica
  • Autori principali: Claudio Dall'Olio, Piero Maria Lugli
Descrizione

Progettato dagli architetti romani P. M. Lugli e S. Lenci, il quartiere rappresenta, all’epoca, il più vasto intervento popolare della provincia di Rimini pensato per ospitare 3 000 abitanti in un’area di 8,6 ettari, posta al fondo di via Condotti (oggi via Dario Campana) in prossimità del fiume Marecchia, da cui prende anche il nome di villaggio Ina-Casa Marecchia.
L’insediamento tiene conto della previsione di una strada di circonvallazione, poi non realizzata, che avrebbe dovuto raccordare, attraversando l’area, la S.S Adriatica con la via Emilia.
Il quartiere si sviluppa a raggiera, simmetricamente rispetto alla via centrale che costituisce la spina dorsale dell’impianto planimetrico.
Su questa insistono gli edifici pubblici, che fanno dell’insediamento un’unità autosufficiente dal punto di vista dei servizi primari, quali la scuola materna e elementare, il centro sociale, il mercato coperto e i negozi. Nella corona esterna i fabbricati a uso residenziale si dispongono secondo un tipo a corte aperta ottenuta dal ripiegamento dei corpi in linea, che disegna una sequenza di spazi verdi semi-privati direttamente connessi a quelli pubblici, che a loro volta, si connettono al sistema più ampio di circolazione che percorre il parco del fiume Marecchia. I blocchi edilizi sono uniformemente trattati con mattoni faccia a vista nei piani degli alloggi, fasce marcapiano intonacate e basamenti, a volte, rivestiti in pietra. I fronti rispecchiano la regolarità del modulo distributivo interno degli alloggi articolati dai chiaro-scuri prodotti dagli scavi delle logge in facciata, che accentua l’immagine fortemente “costruttiva” degli edifici affidata al mattone, utilizzato anche per i parapetti delle logge e dei balconi.

(Matteo Sintini)

Info
  • Progetto: 1949 -
  • Esecuzione: - 1956
  • Proprietà: Proprietà pubblico-privata
  • Destinazione originaria: Quartiere residenziale con servizi
  • Destinazione attuale: Quartiere residenziale con servizi
Autori
Nome Cognome Ruolo Fase Progetto Archivio Architetti Url Profilo Autore Principale
Antonio Antonelli Collaboratore Progetto NO
Claudio Dall'Olio Progetto architettonico Progetto SI
Marcello De Rossi Collaboratore Progetto NO
Alfredo Lambertucci Collaboratore Progetto Visualizza Profilo https://siusa.archivi.beniculturali.it/cgi-bin/siusa/pagina.pl?TipoPag=comparc&Chiave=131216 NO
Sergio Lenci Collaboratore Progetto Visualizza Profilo https://siusa.archivi.beniculturali.it/cgi-bin/siusa/pagina.pl?TipoPag=prodpersona&Chiave=34008&RicFrmRicSemplice=Lenci%20Sergio&RicVM=ricercasemplice&RicSez=produttori NO
Piero Maria Lugli Progetto architettonico Progetto Visualizza Profilo https://siusa.archivi.beniculturali.it/cgi-bin/siusa/pagina.pl?TipoPag=prodpersona&Chiave=32025&RicProgetto=architetti SI
Andrea Nonis Collaboratore Progetto NO
Leonida Rossi Collaboratore Progetto NO
  • Strutture: Muratura portante, telaio in cemento armato
  • Materiale di facciata: Mattone faccia a vista, intonaco, pietra
  • Coperture: A falde in coppi
  • Serramenti: Lignei, metallici
  • Stato Strutture: Mediocre
  • Stato Materiale di facciata: Mediocre
  • Stato Coperture: Buono
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L’insediamento tiene conto della previsione di una strada di circonvallazione, poi non realizzata, che avrebbe dovuto raccordare, attraversando l’area, la S.S Adriatica con la via Emilia.
Il quartiere si sviluppa a raggiera, simmetricamente rispetto alla via centrale che costituisce la spina dorsale dell’impianto planimetrico. 
Su questa insistono gli edifici pubblici, che fanno dell’insediamento un’unità autosufficiente dal punto di vista dei servizi primari, quali la scuola materna e elementare, il centro sociale, il mercato coperto e i negozi. Nella corona esterna i fabbricati a uso residenziale si dispongono secondo un tipo a corte aperta ottenuta dal ripiegamento dei corpi in linea, che disegna una sequenza di spazi verdi semi-privati direttamente connessi a quelli pubblici, che a loro volta, si connettono al sistema più ampio di circolazione che percorre il parco del fiume Marecchia. I blocchi edilizi sono uniformemente trattati con mattoni faccia a vista nei piani degli alloggi, fasce marcapiano intonacate e basamenti, a volte, rivestiti in pietra. I fronti rispecchiano la regolarità del modulo distributivo interno degli alloggi articolati dai chiaro-scuri prodotti dagli scavi delle logge in facciata, che accentua l’immagine fortemente “costruttiva” degli edifici affidata al mattone, utilizzato anche per i parapetti delle logge e dei balconi.

(Matteo Sintini)

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Piero Maria Lugli (Roma, 1923-2008)
Si laurea in architettura nel 1947 alla Sapienza di Roma, dopo aver interrotto gli studi per arruolarsi durante la Guerra nel Corpo Italiano di Liberazione,[1] e poté laurearsi a pieni voti solo nel 1947. 
Con una borsa di studio si reca in Svezia, dove lavora come urbanista dal 1947 al 1948 presso gli uffici tecnici comunali di Stoccolma e Göteborg. Esperienza raccolta nel numero monografico della "Rassegna critica d'architettura", dedicato a Aspetti dell'urbanistica svedese (1949). 
Si avvicina all'APAO, di Bruno Zevi, e collabora con alcuni dei suoi membri alla progettazione del quartiere Tiburtino III di Roma nel 1949, a Matera, del quartiere La Martella, nel 1951. Lavora ancora nell’ambito della pianificazione urbanistica, per i quartieri Ina Casa a Rimini, dal 1952 al 1956, per i piani PEEP di Forlì (1965-66), per il PRG di Roma del 1962. Nella capitale, ancora, realizza il complesso residenziale di via Giacinta Pezzana (1963) ed il palazzo della Direzione delle Pensioni a Porta Maggiore (1967). Alla metà degli anni Settanta, collabora anche con il gruppo di Mario Fiorentino alla realizzazione del Corviale. 
A scala territoriale, interviene nei piani paesistici delle neonate Regioni: nel 1972 nelle Marche, per le valli del Tronto e del Conero; nel 1978 in Toscana, per la Maremma grossetana ed il Monte Argentario; nel Lazio per il litorale pontino tra Fondi e Terracina.
Nel 1974 progetta il Monumento Ossario e il Monumento Sepolcro dei Martiri della Resistenza nel Cimitero Monumentale di Forlì.
Dopo il terremoto dell'Irpinia del 1980 e quello dell'Umbria del 1997 progetta la ricostruzione dei centri di Potenza ed Assisi. 
Importante anche la sua carriera accademica. Nel 1952 diviene assistente straordinario e nel 1963 è assistente ordinario di Urbanistica e professore incaricato di Elementi di Architettura e rilievo; nel 1970 entra in ruolo come ordinario alla facoltà di Architettura dell'Università di Roma La Sapienza, incarico che conserva fino al 1996. 
Membro effettivo dell'Istituto Italiano di Urbanistica dal 1951, membro corrispondente dell'Accademia nazionale di San Luca dal 1972, membro straniero della Reale Accademia Svedese delle Arti dal 1985. 


Lenci Sergio (Napoli, 1927 - Roma, 2001) 
Laureatosi in Architettura all'Università “La Sapienza” di Roma nel 1950, dal 1995 al 2000 è Presidente del Corso di Laurea in Architettura.  Partecipa ad alcuni degli episodi chiave della cultura architettonica italiana della ricostruzione. Collabora infatti al progetto per il quartiere INA-Casa Tiburtino del 1949-54 (con Ludovico Quaroni, Carlo Aymonino, Mario Ridolfi e altri) e Spine Bianche (con Carlo Aymonino). Attento alle esperienze del brutalismo europeo, in Italia è uno degli architetti che maggiormente, nel passaggio degli anni ’60 e ’70, si confronta apertamente con il tema della grande dimensione e del ruolo sociale dell’architettura. Progetta i palazzi di Giustizia delle città di Lecce e di Brindisi e le Case circondariali di Spoleto, Livorno, Rimini, Roma Rebibbia e il quartiere Gescal a Secondigliano. Vittima di un attacco terroristico, continua ad esercitare la professione. In area emiliano-romagnola ha realizzato l’edificio residenziale a torre a Ravenna nel 1964,  il Centro Sociale in via Campana a Rimini, del 1965 e la Sede della Cooperativa ITER a Lugo di Romagna nel 1974. Nel 1989 ottiene la menzione d'onore al concorso internazionale  per la Nuova Biblioteca Alessandrina in Egitto, Antonino Manzone e Ruggero Lenci Nel 2001 è stato insignito dell’Honorary Fellowship da parte dell’American Institute of Architects.  Il premio InArch all’opera prima e alla carriera è a lui intitolato.  
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  • Vincolo: Non Vincolata
  • Provvedimenti di tutela: Nessuna opzione
  • Data Provvedimento:
  • Riferimento Normativo:
  • Altri Provvedimenti:
  • Foglio Catastale: -
  • Particella: -

Note

Nell'anno 1978 iniziano i lavori per la costruzione di un Auditorium di grandi dimensioni in grado di ospitare circa 700 persone, in aggiunta alla struttura originaria che mantiene stile architettonico e scelta materica. Negli anni '90 si aggiunge un tunnel di collegamento, e si procede alla costruzione di nuovi uffici posizionati fra la sede del custode e l'edificio principale. Piero Maria Lugli (Roma, 1923-2008) Si laurea in architettura nel 1947 alla Sapienza di Roma, dopo aver interrotto gli studi per arruolarsi durante la Guerra nel Corpo Italiano di Liberazione,[1] e poté laurearsi a pieni voti solo nel 1947. Con una borsa di studio si reca in Svezia, dove lavora come urbanista dal 1947 al 1948 presso gli uffici tecnici comunali di Stoccolma e Göteborg. Esperienza raccolta nel numero monografico della "Rassegna critica d'architettura", dedicato a Aspetti dell'urbanistica svedese (1949). Si avvicina all'APAO, di Bruno Zevi, e collabora con alcuni dei suoi membri alla progettazione del quartiere Tiburtino III di Roma nel 1949, a Matera, del quartiere La Martella, nel 1951. Lavora ancora nell’ambito della pianificazione urbanistica, per i quartieri Ina Casa a Rimini, dal 1952 al 1956, per i piani PEEP di Forlì (1965-66), per il PRG di Roma del 1962. Nella capitale, ancora, realizza il complesso residenziale di via Giacinta Pezzana (1963) ed il palazzo della Direzione delle Pensioni a Porta Maggiore (1967). Alla metà degli anni Settanta, collabora anche con il gruppo di Mario Fiorentino alla realizzazione del Corviale. A scala territoriale, interviene nei piani paesistici delle neonate Regioni: nel 1972 nelle Marche, per le valli del Tronto e del Conero; nel 1978 in Toscana, per la Maremma grossetana ed il Monte Argentario; nel Lazio per il litorale pontino tra Fondi e Terracina. Nel 1974 progetta il Monumento Ossario e il Monumento Sepolcro dei Martiri della Resistenza nel Cimitero Monumentale di Forlì. Dopo il terremoto dell'Irpinia del 1980 e quello dell'Umbria del 1997 progetta la ricostruzione dei centri di Potenza ed Assisi. Importante anche la sua carriera accademica. Nel 1952 diviene assistente straordinario e nel 1963 è assistente ordinario di Urbanistica e professore incaricato di Elementi di Architettura e rilievo; nel 1970 entra in ruolo come ordinario alla facoltà di Architettura dell'Università di Roma La Sapienza, incarico che conserva fino al 1996. Membro effettivo dell'Istituto Italiano di Urbanistica dal 1951, membro corrispondente dell'Accademia nazionale di San Luca dal 1972, membro straniero della Reale Accademia Svedese delle Arti dal 1985. Lenci Sergio (Napoli, 1927 - Roma, 2001) Laureatosi in Architettura all'Università “La Sapienza” di Roma nel 1950, dal 1995 al 2000 è Presidente del Corso di Laurea in Architettura. Partecipa ad alcuni degli episodi chiave della cultura architettonica italiana della ricostruzione. Collabora infatti al progetto per il quartiere INA-Casa Tiburtino del 1949-54 (con Ludovico Quaroni, Carlo Aymonino, Mario Ridolfi e altri) e Spine Bianche (con Carlo Aymonino). Attento alle esperienze del brutalismo europeo, in Italia è uno degli architetti che maggiormente, nel passaggio degli anni ’60 e ’70, si confronta apertamente con il tema della grande dimensione e del ruolo sociale dell’architettura. Progetta i palazzi di Giustizia delle città di Lecce e di Brindisi e le Case circondariali di Spoleto, Livorno, Rimini, Roma Rebibbia e il quartiere Gescal a Secondigliano. Vittima di un attacco terroristico, continua ad esercitare la professione. In area emiliano-romagnola ha realizzato l’edificio residenziale a torre a Ravenna nel 1964, il Centro Sociale in via Campana a Rimini, del 1965 e la Sede della Cooperativa ITER a Lugo di Romagna nel 1974. Nel 1989 ottiene la menzione d'onore al concorso internazionale per la Nuova Biblioteca Alessandrina in Egitto, Antonino Manzone e Ruggero Lenci Nel 2001 è stato insignito dell’Honorary Fellowship da parte dell’American Institute of Architects. Il premio InArch all’opera prima e alla carriera è a lui intitolato.

Bibliografia
Autore Anno Titolo Edizione Luogo Edizione Pagina Specifica
Luglio Pietro Maria, Lenci Sergio 1960 Unità residenziale di via Campana a Rimini Casabella n. 236 33-39 Si
Conti Giorgio 1975 Rimini tra realtà e progetto Casabella n. 400 20-31 Si
Gobbi Grazia, Sica Paolo (a cura di) 1982 Le città nella storia d’Italia - Rimini Editori Laterza Roma No
Rosa Giancarlo (a cura di) 1987 Conversazione con Alfredo Lambertucci Parametro n. 162 (numero monografico su Alfredo Lambertucci) 10-43 No
Van Riel Silvio, Semprini Mario Paolo (a cura di) 2004 L'edilizia residenziale pubblica a Rimini e provincia dall'unità d'Italia a oggi, Rimini (libro) Acer Rimini Si
Casciato Maristella, Orlandi Piero (a cura di) 2005 Quale e Quanta. Architettura in Emilia Romagna nel secondo Novecento Clueb Bologna No
Graziani Valentina 2007 Sei esempi di quartieri INA-Casa nelle provincie di Forlì-Cesena e Rimini, in Braghieri Gianni, Trentin Annalisa, Palmieri Andrea (a cura di), I quartieri e le case. Edilizia sociale in Romagna e nell'Europa del XX secolo Clueb Bologna 67-68 Si

Allegati
File Didascalia Credito Fotografico
Unità abitativa su Via Argelli, complesso residenziale INA-Casa di Rimini Unità abitativa su Via Argelli, complesso residenziale INA-Casa di Rimini Lorenzo Magi
Vista di un blocco abitativo da Via Adeglio Pagliarani, unità residenziale INA-Casa di Rimini Vista di un blocco abitativo da Via Adeglio Pagliarani, unità residenziale INA-Casa di Rimini Lorenzo Magi
Vista di unità residenziale in Via Mario Capelli, complesso residenziale INA-Casa di Rimini Vista di unità residenziale in Via Mario Capelli, complesso residenziale INA-Casa di Rimini Lorenzo Magi
Dettaglio di aperture, fasce marcapiano e laterizio in facciata su Via Mario Capelli, complesso residenziale INA-Casa di Rimini Dettaglio di aperture, fasce marcapiano e laterizio in facciata su Via Mario Capelli, complesso residenziale INA-Casa di Rimini Lorenzo Magi
Particolare soluzione angolare tra via Argelli e via Capelli, complesso residenziale INA-Casa di Rimini Particolare soluzione angolare tra via Argelli e via Capelli, complesso residenziale INA-Casa di Rimini Lorenzo Magi
Dettaglio finestratura su soluzione angolare tra via Argelli e via Capelli, complesso residenziale INA-Casa di Rimini Dettaglio finestratura su soluzione angolare tra via Argelli e via Capelli, complesso residenziale INA-Casa di Rimini Lorenzo Magi
Particolare di finestratura al primo piano affacciante su Via Argelli, complesso residenziale INA-Casa di Rimini Particolare di finestratura al primo piano affacciante su Via Argelli, complesso residenziale INA-Casa di Rimini Lorenzo Magi
Vista di unità abitativa da via Dario Campana, complesso residenziale INA-Casa di Rimini Vista di unità abitativa da via Dario Campana, complesso residenziale INA-Casa di Rimini Lorenzo Magi
Percorso pedonale all'interno del piano INA-Casa di Rimini Percorso pedonale all'interno del piano INA-Casa di Rimini Lorenzo Magi
Interno di unità abitativa tipo in via Dario Campana, complesso residenziale INA-Casa di Rimini Interno di unità abitativa tipo in via Dario Campana, complesso residenziale INA-Casa di Rimini Lorenzo Magi
Particolare gioco di volumi su ingresso di unità abitativa in via Dario Campana, complesso residenziale INA-Casa di Rimini Particolare gioco di volumi su ingresso di unità abitativa in via Dario Campana, complesso residenziale INA-Casa di Rimini Lorenzo Magi
Vista di unità residenziale su Via Argelli, complesso residenziale INA-Casa di Rimini Vista di unità residenziale su Via Argelli, complesso residenziale INA-Casa di Rimini Lorenzo Magi

Criteri
2. L’edificio o l’opera di architettura è illustrata in almeno due riviste di architettura di livello nazionale e/o internazionale.
3. L’edificio o l’opera di architettura ha una riconosciuta importanza nel panorama dell’architettura nazionale, degli anni nei quali è stata costruita, anche in relazione ai contemporanei sviluppi sia del dibattito, sia della ricerca architettonica nazionale e internazionale,
6. L’edificio o l’opera di architettura è stata progettata da una figura di rilievo nel panorama dell’architettura nazionale e/o internazionale.
7. L’edificio o l’opera di architettura si segnala per il particolare valore qualitativo all’interno del contesto urbano in cui è realizzata.
Sitografia ed altri contenuti online
Titolo Url
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Crediti Scheda
Enti di riferimento: PaBAAC - Segretariato Regionale per l'Emilia Romagna
Titolare della ricerca: Università degli studi di Bologna Dipartimento di Architettura
Responsabile scientifico: Marco Pretelli


Scheda redatta da Matteo Sintini
creata il 31/12/2013
ultima modifica il 24/04/2024

Revisori:

Setti Stefano 2022