Censimento delle architetture italiane dal 1945 ad oggi

QUARTIERE “TRIESTE” INA-CASA

Scheda Opera

  • Vista del trattamento di facciata
  • Vista di una delle unità residenziali
  • Vista del profilo di una parte di quartiere
  • Vista del retro delle unità residenziali
  • Vista di una unità residenziale
  • Vista di una unità residenziale
  • Comune: Ravenna
  • Località: Ravenna
  • Denominazione: QUARTIERE “TRIESTE” INA-CASA
  • Indirizzo: Via Trieste, Via Lanciani, Via Gulli
  • Data: 1949 - 1963
  • Tipologia: Edilizia residenziale pubblica
  • Autori principali: Giovanni Gandolfi
Descrizione

Il quartiere “Trieste” di Ravenna rappresenta un’esperienza tipica dell’edilizia del Piano INA-Casa. La sperimentazione prevede l'equilibrata combinazione di elementi in muratura e calcestruzzo armato, mirata a realizzare l'edificio interamente in opera con procedimenti artigianali, rispondendo alla finalità occupazionale della legge che prevedeva di evitare la prefabbricazione. L'appello a costruire in modo tradizionale è accolto mantenendo il modo di costruire disponibile in Italia in quegli anni, evitando innovazioni, mettendo a nudo il sistema costruttivo moderno in facciate semplici ma articolate, rese familiari talvolta da logge e coperture a falde.
Anche da un punto di vista urbanistico l'intervento non si differenzia dalle realizzazioni del piano, presentandosi come un'eccezione al resto del costruito, che denuncia indirettamente l'inattuabilità di una pianificazione organica dello sviluppo urbano in quegli anni.
Si prefigura infatti come nucleo abitativo autosufficiente, in cui forme e volumi si articolano combinando schiere e torri dando vita a ripetizioni con diverse varianti.
Gandolfi, di provenienza romana, molto attivo nella progettazione dei quartieri Ina-Casa, partecipa in qualità di capogruppo alla progettazione del “Trieste”, occupandosi in particolare della parte di progetto disposto su via Lanciani, avvalendosi della collaborazione di Arnaboldi, Giubilei, Cavani, Bozzato, Calanchini, Montini e Ornaldi per la progettazione delle aree restanti. Si tratta di un quartiere realizzato soltanto in parte rispetto al progetto iniziale, posto a continuazione del preesistente isolato in cui sorge un nucleo abitativo anch’esso realizzato nel corso del I° Settennio Ina-Casa e ad esso collegato tramite via T. Gulli. Il disegno del quartiere si definisce intorno al tracciato di nuovi assi viari, portati il più possibile al limitare dell'insediamento, in modo da ridurre a un'unica via l'interruzione carrabile dell'area pedonale. Una piazza di ampie dimensioni sorge al centro dell'intervento, del tutto esclusa dal traffico e pensata per servire i poli d'interesse più importanti alla collettività. Attorno a questo spazio pubblico centrale, esclusivamente pedonale, si diramano i luoghi pubblici di aggregazione, quali la Chiesa, il cinema, il centro sociale e un complesso di negozi. La piazza si apre esattamente sul percorso pedonale che collega da un estremo all'altro l'insediamento.
I blocchi edilizi sono caratterizzati da strutture portanti in calcestruzzo armato con rivestimento delle pareti esterne in mattone faccia a vista, che si interrompe in prossimità dei porticati al piano terra e dei cordoli marcapiano, a conferire varietà alle facciate. Tutte le bucature sono realizzate con infissi in ferro standardizzati, utilizzati in tutti gli edifici del quartiere. Internamente, gli appartamenti sono ridotti a pochi tipi, ripetuti secondo diversi orientamenti all'interno dell'area.

(Matteo Sintini, Valentina Gili)

Info
  • Progetto: 1949 -
  • Esecuzione: - 1963
  • Proprietà: Proprietà pubblico-privata
  • Destinazione originaria: Complesso residenziale INA-Casa
  • Destinazione attuale: Complesso residenziale
Autori
Nome Cognome Ruolo Fase Progetto Archivio Architetti Url Profilo Autore Principale
Renzo Arnaboldi Collaboratore Progetto NO
Giorgio Bozzato Collaboratore Progetto NO
Rinaldo Calanchi Collaboratore Progetto NO
Guido Cavani Progetto architettonico Progetto Visualizza Profilo NO
Giovanni Gandolfi Progetto architettonico Progetto Visualizza Profilo https://bbcc.regione.emilia-romagna.it/pater/loadcard.do?id_card=263805&force=1 SI
Leo Giubilei Collaboratore Progetto NO
Pietro Montini Collaboratore Progetto NO
Massimo Orlandi Collaboratore Progetto NO
  • Strutture: solaio misto laterocementizio per chiusure orizzontali, strutture verticali portanti in muratura e CLS armato
  • Materiale di facciata: mattone faccia a vista
  • Coperture: piana in laterocemento
  • Serramenti: ferro
  • Stato Strutture: Buono
  • Stato Materiale di facciata: Buono
  • Stato Coperture: Buono
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Anche da un punto di vista urbanistico l'intervento non si differenzia dalle realizzazioni del piano,  presentandosi come un'eccezione al resto del costruito, che denuncia indirettamente l'inattuabilità di una pianificazione organica dello sviluppo urbano in quegli anni. 
Si prefigura infatti come nucleo abitativo autosufficiente, in cui forme e volumi si articolano combinando schiere e torri dando vita a ripetizioni con diverse varianti.  
Gandolfi, di provenienza romana, molto attivo nella progettazione dei quartieri Ina-Casa, partecipa in qualità di capogruppo alla progettazione del “Trieste”, occupandosi in particolare della parte di progetto disposto su via Lanciani, avvalendosi della collaborazione di Arnaboldi, Giubilei, Cavani, Bozzato, Calanchini, Montini e Ornaldi per la progettazione delle aree restanti. Si tratta di un quartiere realizzato soltanto in parte rispetto al progetto iniziale, posto a continuazione del preesistente isolato in cui sorge un nucleo abitativo anch’esso realizzato nel corso del I° Settennio Ina-Casa e ad esso collegato tramite via T. Gulli. Il disegno del quartiere si definisce intorno al tracciato di nuovi assi viari, portati il più possibile al limitare dell'insediamento, in modo da ridurre a un'unica via l'interruzione carrabile dell'area pedonale. Una piazza di ampie dimensioni sorge al centro dell'intervento, del tutto esclusa dal traffico e pensata per servire i poli d'interesse più importanti alla collettività. Attorno a questo spazio pubblico centrale, esclusivamente pedonale, si diramano i luoghi pubblici di aggregazione, quali la Chiesa, il cinema, il centro sociale e un complesso di negozi. La piazza si apre esattamente sul percorso pedonale che collega da un estremo all'altro l'insediamento. 
I blocchi edilizi sono caratterizzati da strutture portanti in calcestruzzo armato con rivestimento delle pareti esterne in mattone faccia a vista, che si interrompe in prossimità dei porticati al piano terra e dei cordoli marcapiano, a conferire varietà alle facciate. Tutte le bucature sono realizzate con infissi in ferro standardizzati, utilizzati in tutti gli edifici del quartiere. Internamente, gli appartamenti sono ridotti a pochi tipi, ripetuti secondo diversi orientamenti all'interno dell'area.

(Matteo Sintini, Valentina Gili)

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Laureato in Architettura a Roma nel 1940. Libero docente in Composizione, è assistente ordinario presso la Facoltà di Architettura di Roma, città in cui ha sede il suo studio professionale con sede anche a Rimini.
Il nome di Gandolfi si lega alla progettazione di numerosi piani di intervento INA-Casa, in particolare sul territorio dell'Emilia-Romagna si possono citare: La Fiorita a Cesena (1949-56), il quartiere Trieste a Ravenna (1949-63), il complesso INA-Casa La Cava a Forlì (1959-60), il complesso residenziale V Comprensorio Peep Ausa  Rimini (1972), Peep marecchiese a Rimini (1979), il quartiere rosaedro a Rimini (1983). Realizza anche la chiesa di San Pier Damiano a Ravenna (1955), la Banca Cooperativa Marecchia a Rimini (1968), le scuole elementari a Rimini (1972). Collabora con Sergio Lenci al progetto per la casa-torre di via Trieste a Ravenna (1974).
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  • Vincolo: Non Vincolata
  • Provvedimenti di tutela: Nessuna opzione
  • Data Provvedimento:
  • Riferimento Normativo:
  • Altri Provvedimenti:
  • Foglio Catastale: -
  • Particella: -

Note

Giovanni Gandolfi (Bologna, 1915 - Rimini, 2004) Laureato in Architettura a Roma nel 1940. Libero docente in Composizione, è assistente ordinario presso la Facoltà di Architettura di Roma, città in cui ha sede il suo studio professionale con sede anche a Rimini. Il nome di Gandolfi si lega alla progettazione di numerosi piani di intervento INA-Casa, in particolare sul territorio dell'Emilia-Romagna si possono citare: La Fiorita a Cesena (1949-56), il quartiere Trieste a Ravenna (1949-63), il complesso INA-Casa La Cava a Forlì (1959-60), il complesso residenziale V Comprensorio Peep Ausa Rimini (1972), Peep marecchiese a Rimini (1979), il quartiere rosaedro a Rimini (1983). Realizza anche la chiesa di San Pier Damiano a Ravenna (1955), la Banca Cooperativa Marecchia a Rimini (1968), le scuole elementari a Rimini (1972). Collabora con Sergio Lenci al progetto per la casa-torre di via Trieste a Ravenna (1974).

Bibliografia
Autore Anno Titolo Edizione Luogo Edizione Pagina Specifica
Bonelli Renato 1959 Quartiere residenziale Trieste a Ravenna L'Architettura. Cronache e storia n. 40 696-697 Si
Beretta Anguissola Luigi (a cura di) 1963 I 14 anni del Piano INACASA Staderini Editore Roma 242-245 Si
Di Biagi Paola (a cura di) 2001 La Grande Ricostruzione Donzelli Editore Roma No
Capomolla Rinaldo, Vittorini Rosalia (a cura di) 2003 L'architettura INA Casa 1949-1963 Gangemi Editore Roma 8-15 No
Casciato Maristella, Orlandi Piero (a cura di) 2005 Quale e Quanta. Architettura in Emilia Romagna nel secondo Novecento Clueb Bologna No

Allegati
File Didascalia Credito Fotografico
Vista del trattamento di facciata Vista del trattamento di facciata Valentina Gili
Vista di una delle unità residenziali Vista di una delle unità residenziali Valentina Gili
Vista del profilo di una parte di quartiere Vista del profilo di una parte di quartiere Valentina Gili
Vista del retro delle unità residenziali Vista del retro delle unità residenziali Valentina Gili
Vista di una unità residenziale Vista di una unità residenziale Valentina Gili
Vista di una unità residenziale Vista di una unità residenziale Valentina Gili

Criteri
3. L’edificio o l’opera di architettura ha una riconosciuta importanza nel panorama dell’architettura nazionale, degli anni nei quali è stata costruita, anche in relazione ai contemporanei sviluppi sia del dibattito, sia della ricerca architettonica nazionale e internazionale,
7. L’edificio o l’opera di architettura si segnala per il particolare valore qualitativo all’interno del contesto urbano in cui è realizzata.

Crediti Scheda
Enti di riferimento: PaBAAC - Segretariato Regionale per l'Emilia Romagna
Titolare della ricerca: Università degli studi di Bologna Dipartimento di Architettura
Responsabile scientifico: Marco Pretelli


Scheda redatta da Matteo Sintini, Valentina Gili
creata il 31/12/2013
ultima modifica il 19/04/2024

Revisori:

Setti Stefano 2022