Censimento delle architetture italiane dal 1945 ad oggi

STAZIONE DI SERVIZIO E RISTORANTE MOTTAGRILL CANTAGALLO

Scheda Opera

  • Planimetria generale
  • Pianta del Piano Terra
  • Pianta del Primo Piano
  • Prospetti Nord e Sud
  • Sezione longitudinale
  • Vista d’angolo dell’edificio
  • Modello del l’edificio inserito nel contesto urbanistico
  • Modello dell’edificio, vista del fronte dall’autostrada
  • Modello dell’edificio, dall’alto
  • Veduta dell’interno dell’edificio
  • Veduta dell’interno dell’edificio
  • Prospetto laterale
  • Comune: Sasso Marconi
  • Denominazione: STAZIONE DI SERVIZIO E RISTORANTE MOTTAGRILL CANTAGALLO
  • Indirizzo: Autostrada del Sole
  • Data: - 1961
  • Tipologia: Edifici per i trasporti
  • Autori principali: Melchiorre Bega
Descrizione

La Motta fa il suo ingresso nel campo della ristorazione autostradale alla fine degli anni Cinquanta, poco dopo la costruzione del primo autogrill da parte della concorrente Pavesi sull’autostrada Milano-Torino. Un accordo con la petrolifera BP prevede la costruzione di un Mottagrill in ognuna delle stazioni di servizio della compagnia inglese. Il progetto delle nuove strutture viene affidato a Melchiorre Bega, che ha alle spalle una lunga collaborazione con l’azienda per la realizzazione di negozi e padiglioni fieristici.
Il Mottagrill della stazione di Cantagallo è il primo ad essere terminato e viene descritto all’epoca come il più grande luogo di ristoro autostradale d’Europa.
La struttura sorge nel tratto dell’autostrada del Sole tra Casalecchio di Reno e Sasso Marconi. L’edificio segue il modello americano dell’autogrill a ponte. Oltre all’aspetto funzionale che permette con un'unica struttura di servire entrambi i sensi di marcia, la tipologia della stazione di sosta, grazie alla sua giacitura trasversale, consente di caricare di ulteriori valenze il disegno del prospetto in un progetto integrato di architettura e comunicazione, indirizzato alla commercializzazione del marchio.
La sagoma della copertura del fronte dell’edificio e i cavi tesi sui pennoni laterali, riproducono chiaramente la lettera “M”, iniziale della casa proprietaria del servizio, diventando un chiaro segnale per chi arriva dall’autostrada e un efficace mezzo pubblicitario.
L’edificio è sostenuto alla base da due grandi scatole murarie in laterizio che nascondono una struttura intelaiata. Il richiamo al luogo simbolico del ponte è dato anche dalla struttura in ferro, tamponata con telai in alluminio smaltati di verde scuro, interamente vetrati, anche questo per offrire dall’interno lo spettacolo del movimento e del paesaggio disegnato dall’infrastruttura.
Internamente la cura dell’arredo diventa funzionale all’acquisto dei prodotti, trasformando questo luogo in uno dei simboli dello sviluppo economico del Paese. Il rivestimento in marmo del ristorante al piano superiore, il progetto delle sedute che richiama il motivo del pavimento a piccoli tasselli o quello delle lampade che illuminano i tavoli da pranzo, testimoniano il debito con le esperienze precedenti dell’architetto. Diverse funzioni trovano collocazione sui due piani dell’edificio. Al piano terra sono posti una pasticceria e un punto vendita di prodotti Motta; al piano primo invece vi è un ristorante con 200 coperti disposti lungo un tavolo a nastro che girano attorno alla cucina a vista. Altre funzioni completano il complesso: un’edicola-libreria, una filiale di banca, l'Ufficio dell'Ente Turismo ed una piccola chiesa.
(Matteo Sintini, Margherita Merendino)

Info
  • Progetto: -
  • Esecuzione: 1960 - 1961
  • Committente: Motta S. p. A
  • Proprietà: Proprietà privata
  • Destinazione originaria: stazione di sosta autostradale
  • Destinazione attuale: stazione di sosta autostradale
Autori
Nome Cognome Ruolo Fase Progetto Archivio Architetti Url Profilo Autore Principale
Melchiorre Bega Progetto architettonico Progetto Visualizza Profilo https://www.iuav.it/ARCHIVIO-P/ARCHIVIO/collezioni/Bega--Melc/index.htm SI
Lieuwe Op ‘t Land Collaboratore Progetto NO
  • Strutture: struttura intelaiata in calcestruzzo armato
  • Materiale di facciata: alluminio, cristallo, laterizio
  • Coperture: calcestruzzo armato
  • Serramenti: alluminio, cristallo
  • Stato Strutture: Buono
  • Stato Materiale di facciata: Buono
  • Stato Coperture: Buono
  • Stato Serramenti: Buono

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Il Mottagrill della stazione di Cantagallo è il primo ad essere terminato e viene descritto all’epoca come il più grande luogo di ristoro autostradale d’Europa. 
La struttura sorge nel tratto dell’autostrada del Sole tra Casalecchio di Reno e Sasso Marconi. L’edificio segue il modello americano dell’autogrill a ponte. Oltre all’aspetto funzionale che permette con un'unica struttura di servire entrambi i sensi di marcia, la tipologia della stazione di sosta, grazie alla sua giacitura trasversale, consente di caricare di ulteriori valenze il disegno del prospetto in un progetto integrato di architettura e comunicazione, indirizzato alla commercializzazione del marchio.
La sagoma della copertura del fronte dell’edificio e i cavi tesi sui pennoni laterali, riproducono chiaramente la lettera “M”, iniziale della casa proprietaria del servizio, diventando un chiaro segnale per chi arriva dall’autostrada e un efficace mezzo pubblicitario. 
L’edificio è sostenuto alla base da due grandi scatole murarie in laterizio che nascondono una struttura intelaiata. Il richiamo al luogo simbolico del ponte è dato anche dalla struttura in ferro, tamponata con telai in alluminio smaltati di verde scuro, interamente vetrati, anche questo per offrire dall’interno lo spettacolo del movimento e del paesaggio disegnato dall’infrastruttura.
Internamente la cura dell’arredo diventa funzionale all’acquisto dei prodotti, trasformando questo luogo in uno dei simboli dello sviluppo economico del Paese. Il rivestimento in marmo del ristorante al piano superiore, il progetto delle sedute che richiama il motivo del pavimento a piccoli tasselli o quello delle lampade che illuminano i tavoli da pranzo, testimoniano il debito con le esperienze precedenti dell’architetto. Diverse funzioni trovano collocazione sui due piani dell’edificio. Al piano terra sono posti una pasticceria e un punto vendita di prodotti Motta; al piano primo invece vi è un ristorante con 200 coperti disposti lungo un tavolo a nastro che girano attorno alla cucina a vista. Altre funzioni completano il complesso: un’edicola-libreria, una filiale di banca, l'Ufficio dell'Ente Turismo ed una piccola chiesa.
(Matteo Sintini, Margherita Merendino)

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Melchiorre Bega (Caselle di Crevalcore 1898-  Milano, 1976)
Si laurea in architettura all'Accademia di Belle Arti di Bologna e subito dopo, si iscrive all’albo degli Architetti. Diviene ben presto architetto di fama nazionale per il grande impegno rivolto all’architettura d’interni, aiutato dalla notorietà della ditta di famiglia nel campo della produzione artigianale specializzata. Benché la sua formazione fosse avvenuta su forme e linguaggio di tipo “tradizionale”, si dimostra uno degli architetti più capaci ad esprimersi con forme del movimento moderno.  Nonostante la sua professione lo porti ad operare in tutta Italia, mantiene dei contatti costanti con Bologna, dove spesso riceve degli incarichi.
Dal 1940 al 1945 dirige la rivista Domus, dal 1940 al 1943 coadiuvato da Pagano e Bontempelli, succedendo al fondatore Gio Ponti. Nel dopoguerra si trasferisce definitivamente a Milano, dedicandosi maggiormente alla progettazione architettonica ed urbanistica.
Tra i suoi lavori di maggior successo, si ricordano il palazzo di Piazza Ravegnana a Bologna (1954), la Torre Galfa a Milano (1958), la stazione di servizio Mottagrill Cantagallo, Bologna (1959), gli uffici Stipel a Milano (1964), la sede della casa editrice Springer a Berlino (1966), il grattacielo SIP a Genova (1969), il Palazzo dei Congressi a Bologna (1975).
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  • Vincolo: Non Vincolata
  • Provvedimenti di tutela: Nessuna opzione
  • Data Provvedimento:
  • Riferimento Normativo:
  • Altri Provvedimenti:
  • Foglio Catastale: -
  • Particella: -

Note

Nel 1964 viene realizzato un ampliamento sulla facciata a sud con l'inserimento di due volumi destinati a self service. il 22 ottobre 1981 un incendio ha distrutto l’edificio, che è stato ricostruito in forme del tutto diverse rispetto all’originale. Melchiorre Bega (Caselle di Crevalcore 1898-  Milano, 1976) Si laurea in architettura all'Accademia di Belle Arti di Bologna e subito dopo, si iscrive all’albo degli Architetti. Diviene ben presto architetto di fama nazionale per il grande impegno rivolto all’architettura d’interni, aiutato dalla notorietà della ditta di famiglia nel campo della produzione artigianale specializzata. Benché la sua formazione fosse avvenuta su forme e linguaggio di tipo “tradizionale”, si dimostra uno degli architetti più capaci ad esprimersi con forme del movimento moderno. Nonostante la sua professione lo porti ad operare in tutta Italia, mantiene dei contatti costanti con Bologna, dove spesso riceve degli incarichi. Dal 1940 al 1945 dirige la rivista Domus, dal 1940 al 1943 coadiuvato da Pagano e Bontempelli, succedendo al fondatore Gio Ponti. Nel dopoguerra si trasferisce definitivamente a Milano, dedicandosi maggiormente alla progettazione architettonica ed urbanistica. Tra i suoi lavori di maggior successo, si ricordano il palazzo di Piazza Ravegnana a Bologna (1954), la Torre Galfa a Milano (1958), la stazione di servizio Mottagrill Cantagallo, Bologna (1959), gli uffici Stipel a Milano (1964), la sede della casa editrice Springer a Berlino (1966), il grattacielo SIP a Genova (1969), il Palazzo dei Congressi a Bologna (1975).

Bibliografia
Autore Anno Titolo Edizione Luogo Edizione Pagina Specifica
Zironi Stefano 1983 Melchiorre Bega architetto Editoriale Domus Milano 82-85 Si
Bernabei Giancarlo, Gresleri Giuliano, Zagnoni Stefano 1984 Bologna moderna. 1860-1980 Pàtron Bologna 292 Si
Muratore Giorgio, Capuano Alessandra, Garofalo Francesco, Pellegrini Ettore (a cura di) 1988 Italia. Gli ultimi trent’anni Zanichelli Bologna 258 Si
Menduni Enrico 1999 L'autostrada del Sole Il Mulino Bologna 82 No
Casciato Maristella, Orlandi Piero (a cura di) 2005 Quale e Quanta. Architettura in Emilia Romagna nel secondo Novecento Clueb Bologna No
Gentili Moreno (a cura di) 2007 On the move. Nel paesaggio di Autogrill. In the landscape of Autogrill Skira Milano No
Colafranceschi Simone 2007 Autogrill. Una storia italiana Il Mulino Bologna 37 Si
Agnese Maria Luisa 2007 Ha trent'anni. Ora l'Autogrill si fa "verde" Il Corriere della Sera, 29 ottobre 24 No
Greco Laura 2010 Architetture autostradali in Italia Gangemi Roma Si
Focardi Paola, Palumbo Giorgio (a cura di) 2011 Da Bologna allo spazio. Avvio, promozione e sviluppo della ricerca astrofisica Bononia University Press Bologna 24 No
Donzelli Luca 2017 Lo stile di Bega. Opere, progetti, idee di un protagonista del professionismo milanese Arpeggio libero Lodi No
Costa Tiziano 2018 Bologna prima e dopo il '68 ... ricordi di una vita Costa Bologna 101 No

Allegati
File Didascalia Credito Fotografico
Planimetria generale Planimetria generale Archivio Bega
Pianta del Piano Terra Pianta del Piano Terra Archivio Bega
Pianta del Primo Piano Pianta del Primo Piano Archivio Bega
Prospetti Nord e Sud Prospetti Nord e Sud Archivio Bega
Sezione longitudinale Sezione longitudinale Archivio Bega
Vista d’angolo dell’edificio Vista d’angolo dell’edificio Archivio Bega
Modello del l’edificio inserito nel contesto urbanistico Modello del l’edificio inserito nel contesto urbanistico Archivio Bega
Modello dell’edificio, vista del fronte dall’autostrada Modello dell’edificio, vista del fronte dall’autostrada Archivio Bega
Modello dell’edificio, dall’alto Modello dell’edificio, dall’alto Archivio Bega
Veduta dell’interno dell’edificio Veduta dell’interno dell’edificio Archivio Bega
Veduta dell’interno dell’edificio Veduta dell’interno dell’edificio Archivio Bega
Prospetto laterale Prospetto laterale Archivio Bega

Criteri
4. L’edificio o l’opera di architettura riveste un ruolo significativo nell’ambito dell’evoluzione del tipo edilizio di pertinenza, ne offre un’interpretazione progressiva o sperimenta innovazioni di carattere distributivo e funzionale.
6. L’edificio o l’opera di architettura è stata progettata da una figura di rilievo nel panorama dell’architettura nazionale e/o internazionale.
7. L’edificio o l’opera di architettura si segnala per il particolare valore qualitativo all’interno del contesto urbano in cui è realizzata.
Sitografia ed altri contenuti online
Titolo Url
Enciclopedia Treccani - Melchiorre Bega Visualizza

Crediti Scheda
Enti di riferimento: PaBAAC - Segretariato Regionale per l'Emilia Romagna
Titolare della ricerca: Università degli studi di Bologna Dipartimento di Architettura
Responsabile scientifico: Marco Pretelli


Scheda redatta da Matteo Sintini, Margherita Merendino
creata il 31/12/2013
ultima modifica il 11/04/2024

Revisori:

Stefano Setti