Censimento delle architetture italiane dal 1945 ad oggi

COMPLESSO RESIDENZIALE INA CASA SAN DONATO

Scheda Opera

  • Vista di uno dei blocchi porticati di via Benini
  • Vista dell'istituto scolastico Garibaldi
  • Vista della parrocchia di San Domenico Savio
  • Dettaglio delle logge di uno degli edifici
  • Vista di un blocco edilizio su via Bartali
  • Dettaglio di una soluzione costruttiva di un blocco su via Bartali
  • Blocco edilizio su via Andreini
  • Blocco edilizio su via Andreini
  • Uno degli spazi aperti sul retro delle cortine edilizie di via Andreini
  • Edificio porticato su via Andreini
  • Vista degli spazi verdi su via Bettini
  • Vista di via Bettini
  • Vista di via Bettini
  • Vista di via Emanuel Giovanni
  • Vista di via Emanuel Giovanni
  • Vista dell'imbocco di via Bartoli
  • Comune: Bologna
  • Località: San Donato
  • Denominazione: COMPLESSO RESIDENZIALE INA CASA SAN DONATO
  • Indirizzo: Via Isabella Andreini; Via Filippo e Angelo Cuccoli
  • Data: - 1957
  • Tipologia: Edilizia residenziale pubblica
  • Autori principali: Cooperativa Architetti e Ingegneri di Reggio Emilia
Descrizione

La Motta fa il suo ingresso nel campo della ristorazione autostradale alla fine degli anni Cinquanta, poco dopo la costruzione del primo autogrill da parte della concorrente Pavesi sull’autostrada Milano-Torino. Un accordo con la petrolifera BP prevede la costruzione di un Mottagrill in ognuna delle stazioni di servizio della compagnia inglese. Il progetto delle nuove strutture viene affidato a Melchiorre Bega, che ha alle spalle una lunga collaborazione con l’azienda per la realizzazione di negozi e padiglioni fieristici.
Il Mottagrill della stazione di Cantagallo è il primo ad essere terminato e viene descritto all’epoca come il più grande luogo di ristoro autostradale d’Europa.
La struttura sorge nel tratto dell’autostrada del Sole tra Casalecchio di Reno e Sasso Marconi. L’edificio segue il modello americano dell’autogrill a ponte. Oltre all’aspetto funzionale che permette con un'unica struttura di servire entrambi i sensi di marcia, la tipologia della stazione di sosta, grazie alla sua giacitura trasversale, consente di caricare di ulteriori valenze il disegno del prospetto in un progetto integrato di architettura e comunicazione, indirizzato alla commercializzazione del marchio.
La sagoma della copertura del fronte dell’edificio e i cavi tesi sui pennoni laterali, riproducono chiaramente la lettera “M”, iniziale della casa proprietaria del servizio, diventando un chiaro segnale per chi arriva dall’autostrada e un efficace mezzo pubblicitario.
L’edificio è sostenuto alla base da due grandi scatole murarie in laterizio che nascondono una struttura intelaiata. Il richiamo al luogo simbolico del ponte è dato anche dalla struttura in ferro, tamponata con telai in alluminio smaltati di verde scuro, interamente vetrati, anche questo per offrire dall’interno lo spettacolo del movimento e del paesaggio disegnato dall’infrastruttura.
Internamente la cura dell’arredo diventa funzionale all’acquisto dei prodotti, trasformando questo luogo in uno dei simboli dello sviluppo economico del Paese. Il rivestimento in marmo del ristorante al piano superiore, il progetto delle sedute che richiama il motivo del pavimento a piccoli tasselli o quello delle lampade che illuminano i tavoli da pranzo, testimoniano il debito con le esperienze precedenti dell’architetto. Diverse funzioni trovano collocazione sui due piani dell’edificio. Al piano terra sono posti una pasticceria e un punto vendita di prodotti Motta; al piano primo invece vi è un ristorante con 200 coperti disposti lungo un tavolo a nastro che girano attorno alla cucina a vista. Altre funzioni completano il complesso: un’edicola-libreria, una filiale di banca, l'Ufficio dell'Ente Turismo ed una piccola chiesa.
(Matteo Sintini, Margherita Merendino)

Info
  • Progetto: -
  • Esecuzione: - 1957
  • Committente: Gestione Ina Casa
  • Proprietà: Proprietà pubblica
  • Destinazione originaria: Quartiere residenziale e servizi
  • Destinazione attuale: Quartiere residenziale e servizi
Autori
Nome Cognome Ruolo Fase Progetto Archivio Architetti Url Profilo Autore Principale
Cooperativa Architetti e Ingegneri di Reggio Emilia Progetto architettonico Progetto Visualizza Profilo https://www.bibliotecapanizzi.it/in-panizzi/archivi/fondi-speciali/archi-architettura/#accordion-header-1 SI
  • Strutture: telai in cemento armato
  • Materiale di facciata: cemento a vista e mattoni faccia a vista
  • Coperture: a falde in coppi
  • Serramenti: lignei
  • Stato Strutture: Buono
  • Stato Materiale di facciata: Buono
  • Stato Coperture: Buono
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Il Mottagrill della stazione di Cantagallo è il primo ad essere terminato e viene descritto all’epoca come il più grande luogo di ristoro autostradale d’Europa. 
La struttura sorge nel tratto dell’autostrada del Sole tra Casalecchio di Reno e Sasso Marconi. L’edificio segue il modello americano dell’autogrill a ponte. Oltre all’aspetto funzionale che permette con un'unica struttura di servire entrambi i sensi di marcia, la tipologia della stazione di sosta, grazie alla sua giacitura trasversale, consente di caricare di ulteriori valenze il disegno del prospetto in un progetto integrato di architettura e comunicazione, indirizzato alla commercializzazione del marchio.
La sagoma della copertura del fronte dell’edificio e i cavi tesi sui pennoni laterali, riproducono chiaramente la lettera “M”, iniziale della casa proprietaria del servizio, diventando un chiaro segnale per chi arriva dall’autostrada e un efficace mezzo pubblicitario. 
L’edificio è sostenuto alla base da due grandi scatole murarie in laterizio che nascondono una struttura intelaiata. Il richiamo al luogo simbolico del ponte è dato anche dalla struttura in ferro, tamponata con telai in alluminio smaltati di verde scuro, interamente vetrati, anche questo per offrire dall’interno lo spettacolo del movimento e del paesaggio disegnato dall’infrastruttura.
Internamente la cura dell’arredo diventa funzionale all’acquisto dei prodotti, trasformando questo luogo in uno dei simboli dello sviluppo economico del Paese. Il rivestimento in marmo del ristorante al piano superiore, il progetto delle sedute che richiama il motivo del pavimento a piccoli tasselli o quello delle lampade che illuminano i tavoli da pranzo, testimoniano il debito con le esperienze precedenti dell’architetto. Diverse funzioni trovano collocazione sui due piani dell’edificio. Al piano terra sono posti una pasticceria e un punto vendita di prodotti Motta; al piano primo invece vi è un ristorante con 200 coperti disposti lungo un tavolo a nastro che girano attorno alla cucina a vista. Altre funzioni completano il complesso: un’edicola-libreria, una filiale di banca, l'Ufficio dell'Ente Turismo ed una piccola chiesa.
(Matteo Sintini, Margherita Merendino)

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Soci fondatori: Ennio Barbieri, Silvano Gasparini, Aldo Ligabue, Antonio Pastorini, Osvaldo Piacentini, Athos Porta, Antonio Rossi, Eugenio Salvarani, Franco Valli. Fondata nel 1947 da un gruppo di architetti e ingegneri di Reggio Emilia, laureati presso il Politecnico di Milano, con il nome di Studio cooperativo di costruzioni civili, poi nel 1952 come Cooperativa Architetti e Ingegneri di Reggio Emilia, si afferma, fino al 1970, come unica forma associativa di tipo cooperativo presente in Italia. Agli inizi della loro carriera i soci della Cooperativa collaborano in area milanese con Franco Albini, Franco Marescotti e partecipano al Convegno di urbanistica della VIII Triennale con una indagine sul problema delle abitazioni a Reggio Emilia. Tra il 1955 ed il 1970 si affermano con importanti opere come i quartieri residenziali INA Casa a Modena (S. Agnese) e a Bologna (S. Donato), la sede nazionale della Lega delle cooperative in via Guattani a Roma, la sede della Camera di commercio a Reggio Emilia, il concorso nazionale per il quartiere Saint Gobain di Pisa (I premio) e per la stazione ferroviaria di Napoli. Nel 1961 con l’Unità di abitazione Nebbiara ricevono il premio Emilia Romagna dell’Istituto Nazionale di Architettura e nel 1962 la Medaglia d’oro per l’Architettura della Provincia di Reggio Emilia. Realizzano importanti opere all’estero, come progetti di strutture alberghiere nella Repubblica somala (1960), l’ospedale di Mogadiscio (1960) e nuove infrastrutture ferroviarie e portuali a Halkaly, Istanbul (1986). Svolgono molteplici incarichi per industrie di livello nazionale (Barilla, Lombardini, Unicem, Reggiane, Max Mara, Gilmar, CPA) e su commissione della Regione Emilia Romagna svolgono studi preparatori e il progetto esecutivo del porto sul Po a Pieve Saliceto (1982-88). La Cooperativa svolge ampia attività anche nel campo dell’urbanistica e della pianificazione territoriale.

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  • Vincolo: Non Vincolata
  • Provvedimenti di tutela: Nessuna opzione
  • Data Provvedimento:
  • Riferimento Normativo:
  • Altri Provvedimenti:
  • Foglio Catastale: -
  • Particella: -

Note

Cooperativa Architetti e Ingegneri Soci fondatori: Ennio Barbieri, Silvano Gasparini, Aldo Ligabue, Antonio Pastorini, Osvaldo Piacentini, Athos Porta, Antonio Rossi, Eugenio Salvarani, Franco Valli. Fondata nel 1947 da un gruppo di architetti e ingegneri di Reggio Emilia, laureati presso il Politecnico di Milano, con il nome di Studio cooperativo di costruzioni civili, poi nel 1952 come Cooperativa Architetti e Ingegneri di Reggio Emilia, si afferma, fino al 1970, come unica forma associativa di tipo cooperativo presente in Italia. Agli inizi della loro carriera i soci della Cooperativa collaborano in area milanese con Franco Albini, Franco Marescotti e partecipano al Convegno di urbanistica della VIII Triennale con una indagine sul problema delle abitazioni a Reggio Emilia. Tra il 1955 ed il 1970 si affermano con importanti opere come i quartieri residenziali INA Casa a Modena (S. Agnese) e a Bologna (S. Donato), la sede nazionale della Lega delle cooperative in via Guattani a Roma, la sede della Camera di commercio a Reggio Emilia, il concorso nazionale per il quartiere Saint Gobain di Pisa (I premio) e per la stazione ferroviaria di Napoli. Nel 1961 con l’Unità di abitazione Nebbiara ricevono il premio Emilia Romagna dell’Istituto Nazionale di Architettura e nel 1962 la Medaglia d’oro per l’Architettura della Provincia di Reggio Emilia. Realizzano importanti opere all’estero, come progetti di strutture alberghiere nella Repubblica somala (1960), l’ospedale di Mogadiscio (1960) e nuove infrastrutture ferroviarie e portuali a Halkaly, Istanbul (1986). Svolgono molteplici incarichi per industrie di livello nazionale (Barilla, Lombardini, Unicem, Reggiane, Max Mara, Gilmar, CPA) e su commissione della Regione Emilia Romagna svolgono studi preparatori e il progetto esecutivo del porto sul Po a Pieve Saliceto (1982-88). La Cooperativa svolge ampia attività anche nel campo dell’urbanistica e della pianificazione territoriale.

Bibliografia
Autore Anno Titolo Edizione Luogo Edizione Pagina Specifica
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Fregna Roberto 1980 Urbanistica e città: Bologna, in D’ Attorre Pier Paolo (a cura di), La ricostruzione in Emilia Pratiche editore Parma No
Cooperativa Architetti e Ingegneri di Reggio Emilia 1982 Cooperativa Architetti e Ingegneri di Reggio Emilia. Trenta cinque anni di Attività. 1947-1982, vol.2 Edizioni Tecnostampa Reggio Emilia No
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Malossi Elettra 2001 Spazio e comunità: passeggiando nella periferia bolognese, in Di Biagi Paola (a cura di), La Grande Ricostruzione Donzelli Editore Roma 403-413 Si
Goldoni Manuela (a cura di) 2004 I quartieri e il decentramento. Bologna 1956-1975 Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna Bologna 20-24 Si
Casciato Maristella, Orlandi Piero (a cura di) 2005 Quale e Quanta. Architettura in Emilia Romagna nel secondo Novecento Clueb Bologna No
Gresleri Giuliano 2006 Tra ‘800 e ‘900: gli architetti, le opere e i giorni, in Pierluigi Giordani, Giuliano Gresleri e Nicola Marzot (a cura di), Bologna architettura, città paesaggio Mancosu Roma 104-137 No
Genta Paolo, Zamboni Andrea 2017 Coscienza, visione, progetto. La Cooperativa Architetti e Ingegneri di Reggio Emilia Quodlibet Macerata No
Baldini Lorenzo, Gandolfi Chiara, Gasparini Giordano, La Ferrara Silvia 2018 L'arte di far vivere gli uomini. L'urbanistica sociale della Cooperativa Architetti e Ingegneri di Reggio Emilia Biblioteca Panizzi Edizioni Reggio Emilia 47-49; 54-59 Si

Allegati
File Didascalia Credito Fotografico
Vista di uno dei blocchi porticati di via Benini Vista di uno dei blocchi porticati di via Benini Fabio Mantovani 2014
Vista dell'istituto scolastico Garibaldi Vista dell'istituto scolastico Garibaldi Fabio Mantovani 2014
Vista della parrocchia di San Domenico Savio Vista della parrocchia di San Domenico Savio Fabio Mantovani 2014
Dettaglio delle logge di uno degli edifici Dettaglio delle logge di uno degli edifici Fabio Mantovani 2014
Vista di un blocco edilizio su via Bartali Vista di un blocco edilizio su via Bartali Fabio Mantovani 2014
Dettaglio di una soluzione costruttiva di un blocco su via Bartali Dettaglio di una soluzione costruttiva di un blocco su via Bartali Fabio Mantovani 2014
Blocco edilizio su via Andreini Blocco edilizio su via Andreini Fabio Mantovani 2014
Blocco edilizio su via Andreini Blocco edilizio su via Andreini Fabio Mantovani 2014
Uno degli spazi aperti sul retro delle cortine edilizie di via Andreini Uno degli spazi aperti sul retro delle cortine edilizie di via Andreini Fabio Mantovani 2014
Edificio porticato su via Andreini Edificio porticato su via Andreini Fabio Mantovani 2014
Vista degli spazi verdi su via Bettini Vista degli spazi verdi su via Bettini Fabio Mantovani 2014
Vista di via Bettini Vista di via Bettini Fabio Mantovani 2014
Vista di via Bettini Vista di via Bettini Fabio Mantovani 2014
Vista di via Emanuel Giovanni Vista di via Emanuel Giovanni Fabio Mantovani 2014
Vista di via Emanuel Giovanni Vista di via Emanuel Giovanni Fabio Mantovani 2014
Vista dell'imbocco di via Bartoli Vista dell'imbocco di via Bartoli Fabio Mantovani 2014

Criteri
3. L’edificio o l’opera di architettura ha una riconosciuta importanza nel panorama dell’architettura nazionale, degli anni nei quali è stata costruita, anche in relazione ai contemporanei sviluppi sia del dibattito, sia della ricerca architettonica nazionale e internazionale,
6. L’edificio o l’opera di architettura è stata progettata da una figura di rilievo nel panorama dell’architettura nazionale e/o internazionale.

Crediti Scheda
Enti di riferimento: PaBAAC - Segretariato Regionale per l'Emilia Romagna
Titolare della ricerca: Università degli studi di Bologna Dipartimento di Architettura
Responsabile scientifico: Marco Pretelli


Scheda redatta da Matteo Sintini, Margherita Merendino
creata il 31/12/2013
ultima modifica il 29/04/2024

Revisori:

Stefano Setti