Censimento delle architetture italiane dal 1945 ad oggi

SEDE CENTRALE DELL’UNIPOL

Scheda Opera

  • Vista Nord-Ovest del prospetto frontale
  • Vista Sud-Ovest del prospetto frontale
  • Vista d’angolo del prospetto frontale
  • Inquadramento generale
  • Pianta del piano terra
  • Pianta del piano primo
  • Pianta del piano secondo
  • Pianta del piano terzo
  • Prospetti a e b dell’edificio tipo
  • Prospetti c e d dell’edificio tipo
  • Sezioni 1-1 e 2-2 nei due lati ortogonali dell’edificio tipo
  • Particolare costruttivo dell’attacco solaio - pareti
  • Particolare costruttivo dell’attacco angolare solaio - pareti
  • Particolare costruttivo dell’attacco solaio- pareti
  • Particolare costruttivo dell’attacco trave - pannelli prefabbricati della parete
  • Comune: Bologna
  • Località: San Donato
  • Denominazione: SEDE CENTRALE DELL’UNIPOL
  • Indirizzo: Via Stalingrado N. 45
  • Data: 1975 - 1984
  • Tipologia: Istituti di credito e assicurativi
  • Autori principali: Ettore Masi
Descrizione

L’intervento si colloca nell’ambito del più ampio quadro di riqualificazione del settore come completamento della rete di servizi a sostegno del nuovo centro direzionale. Ultimo tassello del “sistema Fiera”, il progetto si svincola dai rapporti volumetrico-spaziali dell’intorno privilegiando un indirizzo rivolto alla creazione di un edificio dalla spiccata orizzontalità.
L’edificio si configura come un sistema di maglie a corte concatenate fra loro a formare un organismo chiuso in se stesso, caratterizzato dalla forte permeabilità con l’esterno e con gli spazi interni e dalla presenza di luoghi di sosta e attesa all’interno dei percorsi a costituire complessivamente un ambiente di lavoro confortevole, oltre che attento alla funzionalità.
Il principale asse di collegamento attraversa le corti del lato nord, mentre quelle a sud, divengono spazi verdi più raccolti. Una serie di percorsi si sviluppa tra interno ed esterno e tra i vari livelli dell’edificio, i cui blocchi funzionali si sviluppano su tre-quattro piani fuori terra, fino a raggiugere un massimo di sei nei nodi di collegamento fra le diverse “maglie” dell’edificio.
Il progetto è regolato da stretta organizzazione modulare che detta i principi dimensionali e salda tra loro il processo compositivo e quello costruttivo.
Dal punto di vista strutturale, l’impiego di componenti standardizzati e prefabbricati porta alla scelta di un modulo di 120x120 cm, ritenuto il migliore per una distribuzione sia orizzontale che verticale. La struttura lavora per pareti portanti, con partizioni interne mobili che risultano adattabili e trasformabili alle mutabili esigenze.
La modularità della struttura influenza direttamente la composizione dei prospetti, scanditi da pannelli di tamponamento di 240 x 360 cm. I pieni e i vuoti di facciata si alternano mantenendo la stessa logica delle campate strutturali. Per gli spazi interni aperti, invece, viene utilizzato un telaio di 240 cm di luce.
Anche per il solaio la scelta ricade sull’impiego di elementi prefabbricati in pannelli precompressi alleggeriti a sezione prismatica, di larghezza di 120 cm e luce di 12 m.
Lo schema modulare che caratterizza la costruzione è chiaramente leggibile grazie all’impiego ridotto degli elementi di base, che, a seconda della modalità con cui sono assemblati gli uni con gli altri, conferiscono varietà alla lettura. Essa viene integrata con la scelta dei materiali e del loro trattamento, rimarcando la distinzione tra terreno, basamento in mattoni e porzione prefabbricata dell’edificio. Quest’ultima viene trattata con una verniciatura epossidica marrone che uniformemente asseconda l’intera volumetria conferendo un’elevata riconoscibilità dell’intervento sul contesto.
L’ingresso principale dell’edificio è individuato dalla struttura bianca di un porticato, unico elemento in contrasto con lo scuro rivestimento dell’intero complesso. Gli accessi sono molteplici e disposti sui vari lati del lotto; tra questi, uno di quelli su via Stalingrado è segnalato dalla presenza delle sculture dell’artista Giuseppe Bersani.
(Matteo Sintini, Margherita Merendino)

Info
  • Progetto: 1975 - 1975
  • Esecuzione: 1977 - 1984
  • Committente: UNIPOL S.p.A.
  • Proprietà: Proprietà privata
  • Destinazione originaria: Sede centrale UNIPOL S. p. A.
  • Destinazione attuale: Sede centrale UNIPOL S. p. A.
Autori
Nome Cognome Ruolo Fase Progetto Archivio Architetti Url Profilo Autore Principale
Dante Bersani Progetto architettonico Progetto NO
Giuseppe Fini Progetto strutturale Progetto NO
Rita Finzi Progetto architettonico Progetto NO
Andrea Guidotti Progetto architettonico Progetto NO
Ettore Masi Progetto architettonico Progetto SI
A. Nerieri Collaboratore Progetto NO
C. Porrelli Progetto strutturale Progetto NO
B. Rossi Collaboratore Progetto NO
M. Santoni Collaboratore Progetto NO
C. Veggetti Collaboratore Progetto NO
Cesare Zambonelli Progetto Impianti Progetto NO
  • Strutture: murature portanti ad elementi prefabbricati
  • Materiale di facciata: pannelli modulari con verniciatura epossidica
  • Coperture: solaio in pannelli precompressi a sezione prismatica alleggerita
  • Serramenti: vetro, alluminio
  • Stato Strutture: Ottimo
  • Stato Materiale di facciata: Ottimo
  • Stato Coperture: Ottimo
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L’edificio si configura come un sistema di maglie a corte concatenate fra loro a formare un organismo chiuso in se stesso, caratterizzato dalla forte permeabilità con l’esterno e con gli spazi interni e dalla presenza di luoghi di sosta e attesa all’interno dei percorsi a costituire complessivamente un ambiente di lavoro confortevole, oltre che attento alla funzionalità. 
Il principale asse di collegamento attraversa le corti del lato nord, mentre quelle a sud, divengono spazi verdi più raccolti. Una serie di percorsi si sviluppa tra interno ed esterno e tra i vari livelli dell’edificio, i cui blocchi funzionali si sviluppano su tre-quattro piani fuori terra, fino a raggiugere un massimo di sei nei nodi di collegamento fra le diverse “maglie” dell’edificio.
Il progetto è regolato da stretta organizzazione modulare che detta i principi dimensionali e salda tra loro il processo compositivo e quello costruttivo.
Dal punto di vista strutturale, l’impiego di componenti standardizzati e prefabbricati porta alla scelta di un modulo di 120x120 cm, ritenuto il migliore per una distribuzione sia orizzontale che verticale. La struttura lavora per pareti portanti, con partizioni interne mobili che risultano adattabili e trasformabili alle mutabili esigenze.
La modularità della struttura influenza direttamente la composizione dei prospetti, scanditi da pannelli di tamponamento di 240 x 360 cm. I pieni e i vuoti di facciata si alternano mantenendo la stessa logica delle campate strutturali. Per gli spazi interni aperti, invece, viene utilizzato un telaio di 240 cm di luce.
Anche per il solaio la scelta ricade sull’impiego di elementi prefabbricati in pannelli precompressi alleggeriti a sezione prismatica, di larghezza di 120 cm e luce di 12 m.
Lo schema modulare che caratterizza la costruzione è chiaramente leggibile grazie all’impiego ridotto degli elementi di base, che, a seconda della modalità con cui sono assemblati gli uni con gli altri, conferiscono varietà alla lettura. Essa viene integrata con la scelta dei materiali e del loro trattamento,  rimarcando la distinzione tra terreno, basamento in mattoni e porzione prefabbricata dell’edificio. Quest’ultima viene trattata con una verniciatura epossidica marrone che uniformemente asseconda l’intera volumetria conferendo un’elevata riconoscibilità dell’intervento sul contesto.
L’ingresso principale dell’edificio è individuato dalla struttura bianca di un porticato, unico elemento in contrasto con lo scuro rivestimento dell’intero complesso. Gli accessi sono molteplici e disposti sui vari lati del lotto; tra questi, uno di quelli su via Stalingrado è segnalato dalla presenza delle sculture dell’artista Giuseppe Bersani.
(Matteo Sintini, Margherita Merendino)

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Architetto, svolge attività di progettazione e ricerca nei settori dell'edilizia scolastica, residenziale, direzionale, divenendo ben presto uno dei progettisti più noti di Bologna. Dagli anni Settanta collabora con A. Guidotti, M. Gentilini, A. Vanzini con cui fonda, nel 1994, lo studio di architettura STOÀ che si occupa di interventi urbanistici, di edilizia residenziale, direzionale e di servizio nelle ZIS (zone integrate di settore) a Bologna.
A lungo responsabile dell’ufficio progetti del Consorzio Cooperative di Costruzioni, riceve importanti incarichi sia in ambito pubblico che privato. Per Unipol realizza la sede centrale e la nuova sede di porta Europa realizzata nel 2004 su un progetto redatto vent’anni prima.
Tra gli altri suoi lavori si ricordano la partecipazione al progetto per il Fiera District di K.Tange (1975), gli interventi residenziali «lo Steccone» di via Lorenzetti nel quartiere Reno (1973), il “Virgolone” di via Salgari nel quartiere San Donato (1978) e la sede della Graficoop (1976).


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  • Vincolo: Non Vincolata
  • Provvedimenti di tutela: Nessuna opzione
  • Data Provvedimento:
  • Riferimento Normativo:
  • Altri Provvedimenti:
  • Foglio Catastale: 121
  • Particella: 1022

Note

All’edificio viene attribuita una menzione d’onore nell’ambito del premio "IN/ARCH" del 1989. Ettore Masi (1936) Architetto, svolge attività di progettazione e ricerca nei settori dell'edilizia scolastica, residenziale, direzionale, divenendo ben presto uno dei progettisti più noti di Bologna. Dagli anni Settanta collabora con A. Guidotti, M. Gentilini, A. Vanzini con cui fonda, nel 1994, lo studio di architettura STOÀ che si occupa di interventi urbanistici, di edilizia residenziale, direzionale e di servizio nelle ZIS (zone integrate di settore) a Bologna. A lungo responsabile dell’ufficio progetti del Consorzio Cooperative di Costruzioni, riceve importanti incarichi sia in ambito pubblico che privato. Per Unipol realizza la sede centrale e la nuova sede di porta Europa realizzata nel 2004 su un progetto redatto vent’anni prima. Tra gli altri suoi lavori si ricordano la partecipazione al progetto per il Fiera District di K.Tange (1975), gli interventi residenziali «lo Steccone» di via Lorenzetti nel quartiere Reno (1973), il “Virgolone” di via Salgari nel quartiere San Donato (1978) e la sede della Graficoop (1976).

Bibliografia
Autore Anno Titolo Edizione Luogo Edizione Pagina Specifica
UNIPOL (a cura di) 1980 Nuova sede centrale Unipol Bologna Si
Bernabei Giancarlo, Gresleri Giuliano, Zagnoni Stefano 1984 Bologna moderna. 1860-1980 Pàtron Bologna 266 Si
1984 Frames n. 3 Si
Masi Ettore 1984 Storia e significati del nostro lavoro. 1975-1984: UCA- Centro Unipol, Bologna Parametro n. 125 44-47 Si
Muratore Giorgio, Capuano Alessandra, Garofalo Francesco, Pellegrini Ettore (a cura di) 1988 Italia. Gli ultimi trent’anni Zanichelli Bologna 256 Si
Rossi Sara 1989 I Premi nazionali IN/ARCH 1989- Premio nazionale IN/ARCH per un nuovo complesso architettonico Sede dell’Unipol a Bologna L'Architettura. Cronache e storia n. 409 Roma 798 Si
Casciato Maristella, Orlandi Piero (a cura di) 2005 Quale e Quanta. Architettura in Emilia Romagna nel secondo Novecento Clueb Bologna No

Allegati
File Didascalia Credito Fotografico
Vista Nord-Ovest del prospetto frontale Vista Nord-Ovest del prospetto frontale R. Vlahov. Courtesy IBC
Vista Sud-Ovest del prospetto frontale Vista Sud-Ovest del prospetto frontale R. Vlahov. Courtesy IBC
Vista d’angolo del prospetto frontale Vista d’angolo del prospetto frontale R. Vlahov. Courtesy IBC
Inquadramento generale Inquadramento generale ASCBO
Pianta del piano terra Pianta del piano terra ASCBO
Pianta del piano primo Pianta del piano primo ASCBO
Pianta del piano secondo Pianta del piano secondo ASCBO
Pianta del piano terzo Pianta del piano terzo ASCBO
Prospetti a e b dell’edificio tipo Prospetti a e b dell’edificio tipo ASCBO
Prospetti c e d dell’edificio tipo Prospetti c e d dell’edificio tipo ASCBO
Sezioni 1-1 e 2-2 nei due lati ortogonali dell’edificio tipo Sezioni 1-1 e 2-2 nei due lati ortogonali dell’edificio tipo ASCBO
Particolare costruttivo dell’attacco solaio - pareti Particolare costruttivo dell’attacco solaio - pareti ASCBO
Particolare costruttivo dell’attacco angolare solaio - pareti Particolare costruttivo dell’attacco angolare solaio - pareti ASCBO
Particolare costruttivo dell’attacco solaio- pareti Particolare costruttivo dell’attacco solaio- pareti ASCBO
Particolare costruttivo dell’attacco trave - pannelli prefabbricati della parete Particolare costruttivo dell’attacco trave - pannelli prefabbricati della parete ASCBO

Criteri
4. L’edificio o l’opera di architettura riveste un ruolo significativo nell’ambito dell’evoluzione del tipo edilizio di pertinenza, ne offre un’interpretazione progressiva o sperimenta innovazioni di carattere distributivo e funzionale.

Crediti Scheda
Enti di riferimento: PaBAAC - Segretariato Regionale per l'Emilia Romagna
Titolare della ricerca: Università degli studi di Bologna Dipartimento di Architettura
Responsabile scientifico: Marco Pretelli


Scheda redatta da Matteo Sintini, Margherita Merendino
creata il 31/12/2013
ultima modifica il 27/02/2025

Revisori:

Stefano Setti