Censimento delle architetture italiane dal 1945 ad oggi

SCUOLA ELEMENTARE

Scheda Opera

  • Vista delle classi e corpo scala
  • Veduta di una classe
  • Comune: Ravenna
  • Denominazione: SCUOLA ELEMENTARE
  • Indirizzo: Via Caorle N. 24
  • Data: 1972 - 1974
  • Tipologia: Scuole
  • Autori principali: Danilo Naglia
Descrizione

Nel 1972, gli architetti Danilo Naglia e Renzo Strumia ricevono l’incarico di progettare una scuola elementare nella zona dell’ippodromo di Ravenna, vicino a via Aquileia, più precisamente in via Caorle 24.
Lo schema progettuale è funzionale, proprio come altri progetti di scuole o istituti realizzati in questi anni dagli stessi architetti.
L’impianto è stabilito da due assi ortogonali tra loro, al cui centro è collocato l’ingresso principale e un piccolo giardino interno.
Un lungo portico basso, in cemento armato, forato da quindici lucernari circolari, occupa quasi l’intera ala ovest del complesso. A esso si affiancano le stanze degli uffici e la direzione, di nuovo con copertura piana, ma leggermente rialzata rispetto al portico.
All’ingresso, la scala principale è segnalata da un volume più alto in cemento armato.
L’asse nord-sud è interamente dedicato alle aule per studenti. L’ala nord, a differenza di quella sud che è costituita solo dal piano terra, si presenta su due livelli. In ciascun piano, a destra e a sinistra del corridoio si trovano le aule di lezione, cui si alternano le stanze di attività interciclo.
Tutte le aule e gli spazi del fabbricato godono della vista sul giardino, grazie alle ampie vetrate di cui è dotata la scuola.
Una fascia di finestre è collocata anche internamente nella parte alta del corridoio, in mattoni faccia a vista, sì da permettere alle correnti d’aria di attraversare liberamente l’intero corpo di fabbrica.
Un’elegante scala a chiocciola in cemento armato, esterna e aperta fa da contrappunto al volume rettangolare della scala d’ingresso.
L’ala est è dedicata agli spazi collettivi della scuola: la mensa e la sala per le attività comuni. Inoltre, un corridoio piega verso sud e conduce alla vicina palestra, un corpo di fabbrica più elevato, accessibile anche da un ingresso secondario.
L’intero complesso è sollevato dal terreno circostante di circa 50 cm e il giardino è accessibile da ogni aula del piano terra, tramite tre gradini esterni.
La struttura è in cemento armato a vista, i tetti sono piani e le grandi finestre in alluminio, dipinte di azzurro.
La luce inonda tutti gli spazi interni e pertanto, per schermare il sole, il fabbricato è dotato di tapparelle di colore bianco.

(Elisa Alessandrini)

Info
  • Progetto: 1972 - 1973
  • Esecuzione: - 1974
  • Proprietà: Proprietà pubblica
  • Destinazione originaria: Scuola elementare
  • Destinazione attuale: Scuola elementare: Istituto Comprensivo M. Montanari scuola elementare statale Pasini
Autori
Nome Cognome Ruolo Fase Progetto Archivio Architetti Url Profilo Autore Principale
Pavini di Pisogne Progetto Interni Esecuzione NO
Danilo Naglia Progetto architettonico Progetto SI
Ingegnere Ramilli, Forli Progetto Impianti Esecuzione NO
Marino Silvestroni di Russi Impresa esecutrice Esecuzione NO
Renzo Strumia Progetto architettonico Progetto NO
  • Strutture: cemento armato
  • Materiale di facciata: cemento armato a vista, mattoni a vista, intonaco, vetro
  • Coperture: laterocemento, piana
  • Serramenti: alluminio anodizzato
  • Stato Strutture: Ottimo
  • Stato Materiale di facciata: Ottimo
  • Stato Coperture: Buono
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L’impianto è stabilito da due assi ortogonali tra loro, al cui centro è collocato l’ingresso principale e un piccolo giardino interno. 
Un lungo portico basso, in cemento armato, forato da quindici lucernari circolari, occupa quasi l’intera ala ovest del complesso. A esso si affiancano le stanze degli uffici e la direzione, di nuovo con copertura piana, ma leggermente rialzata rispetto al portico.  
All’ingresso, la scala principale è segnalata da un volume più alto in cemento armato.
L’asse nord-sud è interamente dedicato alle aule per studenti. L’ala nord, a differenza di quella sud che è costituita solo dal piano terra, si presenta su due livelli. In ciascun piano, a destra e a sinistra del corridoio si trovano le aule di lezione, cui si alternano le stanze di attività interciclo. 
Tutte le aule e gli spazi del fabbricato godono della vista sul giardino, grazie alle ampie vetrate di cui è dotata la scuola.   
Una fascia di finestre è collocata anche internamente nella parte alta del corridoio, in mattoni faccia a vista, sì da permettere alle correnti d’aria di attraversare liberamente l’intero corpo di fabbrica. 
Un’elegante scala a chiocciola in cemento armato, esterna e aperta fa da contrappunto al volume rettangolare della scala d’ingresso. 
L’ala est è dedicata agli spazi collettivi della scuola: la mensa e la sala per le attività comuni. Inoltre, un corridoio piega verso sud e conduce alla vicina palestra, un corpo di fabbrica più elevato, accessibile anche da un ingresso secondario. 
L’intero complesso è sollevato dal terreno circostante di circa 50 cm e il giardino è accessibile da ogni aula del piano terra, tramite tre gradini esterni. 
La struttura è in cemento armato a vista, i tetti sono piani e le grandi finestre in alluminio, dipinte di azzurro. 
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(Elisa Alessandrini)

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Nel 1957 si laurea con il massimo dei voti presso la Facoltà di Architettura di Venezia, i suoi studi eserciteranno una forte influenza sulla sua produzione, venendo a contatto con figure quali: Ignazio Gardella (docente di composizione architettonica) e Giovanni Astengo (docente di urbanistica).
A seguito della laurea si iscrive all’ordine degli architetti della Provincia di Ravenna e proprio nel capoluogo romagnolo si concentra gran parte del suo lavoro. 
Inizia un’intensa collaborazione con l’amico universitario Gino Gamberini e altre collaborazioni di rilievo con Sandro Gatti, Giorgio Piani, Renzo Stumìa, Leonardo Cordone, Giuseppe Grossi e Roberto Raffoni.
Danilo Naglia è considerato uno degli architetti più influenti e rappresentativi che abbia operato nell’area ravennate tra il 1960 ed il 1980, al pari di Gino Gamberini e Antonino Manzone, con i quali esso stesso collabora. Molto attivo nell’ambito pubblico a lui si devono i progetti di molte strutture scolastiche e lavora anche a molti progetti di abitazioni private. Tra i suoi lavori più significativi: l’Hotel Bisanzio a Ravenna (1958), l’Istituto tecnico industriale Nullo Baldini a Ravenna (1961), casa Ercolani (1962), la Colonia città di Tirano a Milano Marittima (1966) e l’edificio di piazza Marsala a Ravenna (1981).
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  • Vincolo: Non Vincolata
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  • Data Provvedimento:
  • Riferimento Normativo:
  • Altri Provvedimenti:
  • Foglio Catastale: RA/81
  • Particella: 721

Note

Danilo Naglia (Ravenna, 1928 - 2022) Nel 1957 si laurea con il massimo dei voti presso la Facoltà di Architettura di Venezia, i suoi studi eserciteranno una forte influenza sulla sua produzione, venendo a contatto con figure quali: Ignazio Gardella (docente di composizione architettonica) e Giovanni Astengo (docente di urbanistica). A seguito della laurea si iscrive all’ordine degli architetti della Provincia di Ravenna e proprio nel capoluogo romagnolo si concentra gran parte del suo lavoro. Inizia un’intensa collaborazione con l’amico universitario Gino Gamberini e altre collaborazioni di rilievo con Sandro Gatti, Giorgio Piani, Renzo Stumìa, Leonardo Cordone, Giuseppe Grossi e Roberto Raffoni. Danilo Naglia è considerato uno degli architetti più influenti e rappresentativi che abbia operato nell’area ravennate tra il 1960 ed il 1980, al pari di Gino Gamberini e Antonino Manzone, con i quali esso stesso collabora. Molto attivo nell’ambito pubblico a lui si devono i progetti di molte strutture scolastiche e lavora anche a molti progetti di abitazioni private. Tra i suoi lavori più significativi: l’Hotel Bisanzio a Ravenna (1958), l’Istituto tecnico industriale Nullo Baldini a Ravenna (1961), casa Ercolani (1962), la Colonia città di Tirano a Milano Marittima (1966) e l’edificio di piazza Marsala a Ravenna (1981).

Bibliografia
Autore Anno Titolo Edizione Luogo Edizione Pagina Specifica
1977 Quattro realizzazioni di Danilo Naglia in collaborazione con Gino Gamberini L’Architettura. Cronache e storia n. 255 504-506 Si
Gaudenzi Maurizio 1997 Danilo Naglia architettura & progetto fra etica, meomoria e ragione Edizioni del Girasole 119 No
Casciato Maristella, Orlandi Piero (a cura di) 2005 Quale e Quanta. Architettura in Emilia Romagna nel secondo Novecento Clueb Bologna No

Allegati
File Didascalia Credito Fotografico
Vista delle classi e corpo scala Vista delle classi e corpo scala Elisa Alessandrini 2015
Veduta di una classe Veduta di una classe Elisa Alessandrini 2015

Criteri
6. L’edificio o l’opera di architettura è stata progettata da una figura di rilievo nel panorama dell’architettura nazionale e/o internazionale.
7. L’edificio o l’opera di architettura si segnala per il particolare valore qualitativo all’interno del contesto urbano in cui è realizzata.

Crediti Scheda
Enti di riferimento: PaBAAC - Segretariato Regionale per l'Emilia Romagna
Titolare della ricerca: Università degli studi di Bologna Dipartimento di Architettura
Responsabile scientifico: Marco Pretelli


Scheda redatta da Elisa Alessandrini
creata il 31/12/2013
ultima modifica il 24/01/2025

Revisori:

Setti Stefano 2022