Censimento delle architetture italiane dal 1945 ad oggi

VILLAGGIO INA CASA DUE MADONNE

Scheda Opera

  • Vista di una delle torri residenziali
  • Dettaglio della copertura di una delle torri
  • Vista delle torri residenziali
  • Vista di piazza Lambrakis
  • Vista della cortina edilizia di via Dallolio
  • Vista della cortina edilizia di via Dallolio
  • I corpi a
  • Dettaglio del fronte di uno degli edifici
  • Il fronte porticato di piazza Lambrakis
  • Piazza Lambrakis, sullo sfondo la chiesa di Nostra Signora della Fiducia
  • Blocco edilizio su via De Carli
  • Vista dell'ingresso al quartiere da via Emilia
  • Vista di via De Carli con l'edificio dell'asilo nido
  • Vista della scuola dell'infanzia
  • Dettaglio del fronte d'ingresso della scuola elementare
  • Comune: Bologna
  • Località: Savena
  • Denominazione: VILLAGGIO INA CASA DUE MADONNE
  • Indirizzo: Piazza Grigoris Lambrakis
  • Data: 1954 - 1960
  • Tipologia: Edilizia residenziale pubblica
  • Autori principali: Luigi Vagnetti
Descrizione

Situato all’estremità est della città di Bologna, nei pressi di San Lazzaro di Savena, il quartiere costituisce insieme al villaggio Borgo Panigale, posto ad ovest, uno degl’insediamenti a cui è affidata l’espansione suburbana della città nel corso dei primi anni Cinquanta. Il nome deriva probabilmente dalla presenza di un doppio tabernacolo contenente due statue della Madonna, posizionato sul lato est del quadrivio composto dalle strade: via Emilia, via Calanco, via Due Madonne.
Realizzato attraverso il finanziamento del primo settennato della gestione Ina Casa, il villaggio è pensato per accogliere fino a dodicimila persone di diversa composizione sociale. Gli abitanti sono costituti, tanto da disoccupati provenienti dall’appennino e dal sud Italia, quanto da lavoratori appartenenti al ceto medio.
La costruzione è suddivisa in due momenti e vede la partecipazione di figure di rilievo del panorama architettonico romano, molto presenti nella progettazione dei quartieri Ina, come Montuori e Marconi, autore del Piano Regolatore della città del 1955. La prima fase termina nel 1957, la seconda, che vede il coinvolgimento tra gli architetti di Francesco Santini, interessa il periodo 1958-1960 ed estende l’iniziale superficie, ad un’area posta a nord-ovest.
L’impianto si caratterizza, secondo un consolidato principio dell’epoca, per la ricerca di una composizione che conferisca all’insediamento un’immagine libera, anche dai tracciati storici della centuriazione su cui di fatto insiste l’area, presa a riferimento solo per alcuni allineamenti dei corpi di fabbrica.
Nell’aggregazione dei volumi e nella strutturazione delle varie parti del quartiere, si riconoscono comunque alcuni rapporti formali, seppur autonomi e autoreferenziali. La zona occidentale, ad esempio, è caratterizzata dalla disposizione a ventaglio di corpi lineari dalla forma spezzata in pianta, che scandisce una sequenza di spazi aperti. Sul lato opposto si dispongono: le torri prospettanti l’edificio a “L”, progettato da Vito e Gustavo Latis, e il corpo delle case a schiera a due piani che cingono questa porzione del quartiere definendone il confine.
Le torri, tutte differenti le une dalle altre, affidano la propria immagine ad alcuni elementi compositivi comuni come: il telaio strutturale in vista, che definisce un rigoroso motivo a griglia e una certa potenza plastica, data dai rapporti dimensionali di pianta e altezza, dalla rotazione di un’infilata di finestre, dal profilo di copertura e dal taglio a quarantacinque gradi degli spigoli in pianta, che, nel riferimento alle ridolfiane case di via Etiopia, aggiungono un altro element alle manifestazioni dell’influenza della scuola romana.
Al centro, un lungo edificio in linea porticato definisce il fronte occidentale dello spazio pubblico, innestandosi sul lato nord del complesso parrocchiale posto al fondo della piazza, cuore del quartiere.
Aperta su due lati e occupata al centro da due filari di alberi, la diretta relazione con il verde e gli spazi aperti intende sottolineare l’importanza per la piccola comunità, di spazi che favoriscano le relazioni sociali grazie all’integrazione organica con l’ambiente naturale.
La chiesa di Nostra Signora della Fiducia, terminata nel 1971 dallo stesso Vagnetti che realizza pochi anni prima la chiesa di Croce Coperta a Imola, ripropone questa dimensione famigliare anche nella figura della trave reticolare del tetto in cemento lasciata a vista, riproposta anche nella copertura a quattro falde degli edifici alti, segno del processo di rivisitazione dei linguaggi popolari e regionali in atto in questo periodo. Il quartiere è dotato di un asilo nido e di un plesso comprendente la scuola dell’infanzia ed elementare, realizzato da Plinio Marconi nel 1961.
Questo è impostato su uno schema poi ripetuto anche nel quartiere San Donato, in forme del tutto simili. Esso prevede un corpo in linea con due ingressi per la scuola elementare, uno dei quali particolamente lavorato a bassorilievo e con diverse tessiture dei tamponamenti. A questo corpo s’innesta, in testata, disposto perpendicolarmente, quello più basso della scuola dell’infanzia che crea un interessante dialogo volumetrico dei due elementi, a cui partecipa anche il diverso profilo delle falde inclinate del tetto.
(Matteo Sintini)

Info
  • Progetto: 1954 -
  • Esecuzione: 1955 - 1960
  • Committente: Gestione Ina Casa
  • Proprietà: Proprietà pubblico-privata
  • Destinazione originaria: Quartiere residenziale e servizi
  • Destinazione attuale: Quartiere residenziale e servizi
Autori
Nome Cognome Ruolo Fase Progetto Archivio Architetti Url Profilo Autore Principale
Eugenio Berardi Collaboratore Progetto Visualizza Profilo https://bbcc.regione.emilia-romagna.it/pater/loadcard.do?id_card=256759&force=1 NO
Gustavo Latis Progetto architettonico Progetto Visualizza Profilo https://siusa.archivi.beniculturali.it/cgi-bin/siusa/pagina.pl?TipoPag=prodpersona&Chiave=21186 NO
Vito Latis Progetto architettonico Progetto Visualizza Profilo https://siusa.archivi.beniculturali.it/cgi-bin/siusa/pagina.pl?TipoPag=prodpersona&Chiave=21179 NO
Alberto Legnani Progetto architettonico Progetto NO
Plinio Marconi Progetto urbano Progetto Visualizza Profilo https://siusa.archivi.beniculturali.it/cgi-bin/siusa/pagina.pl?TipoPag=prodpersona&Chiave=27845 NO
Eugenio Montuori Progetto architettonico Progetto Visualizza Profilo https://siusa.archivi.beniculturali.it/cgi-bin/siusa/pagina.pl?TipoPag=prodpersona&Chiave=34213 NO
Francesco Santini Collaboratore Progetto NO
Luigi Vagnetti Progetto urbano Progetto Visualizza Profilo https://siusa.archivi.beniculturali.it/cgi-bin/siusa/pagina.pl?TipoPag=comparc&Chiave=333062 SI
  • Strutture: cemento armato a vista. Solai e tamponamenti in laterocemento
  • Materiale di facciata: intonaco, tamponamenti in laterizio faccia a vista
  • Coperture: cemento a vista
  • Stato Strutture: Buono
  • Stato Materiale di facciata: Buono
  • Stato Coperture: Buono
  • Stato Serramenti: Buono

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Realizzato attraverso il finanziamento del primo settennato della gestione Ina Casa, il villaggio è pensato per accogliere fino a dodicimila persone di diversa composizione sociale. Gli abitanti sono costituti, tanto da disoccupati provenienti dall’appennino e dal sud Italia, quanto da lavoratori appartenenti al ceto medio. 
La costruzione è suddivisa in due momenti e vede la partecipazione di figure di rilievo del panorama architettonico romano, molto presenti nella progettazione dei quartieri Ina, come Montuori e Marconi, autore del Piano Regolatore della città del 1955. La prima fase termina nel 1957, la seconda, che vede il coinvolgimento tra gli architetti di Francesco Santini, interessa il periodo 1958-1960 ed estende l’iniziale superficie, ad un’area posta a nord-ovest. 
L’impianto si caratterizza, secondo un consolidato principio dell’epoca, per la ricerca di una composizione che conferisca all’insediamento un’immagine libera, anche dai tracciati storici della centuriazione su cui di fatto insiste l’area, presa a riferimento solo per alcuni allineamenti dei corpi di fabbrica.
Nell’aggregazione dei volumi e nella strutturazione delle varie parti del quartiere, si riconoscono comunque alcuni rapporti formali, seppur autonomi e autoreferenziali. La zona occidentale, ad esempio, è caratterizzata dalla disposizione a ventaglio di corpi lineari dalla forma spezzata in pianta, che scandisce una sequenza di spazi aperti. Sul lato opposto si dispongono: le torri prospettanti l’edificio a “L”, progettato da Vito e Gustavo Latis, e il corpo delle case a schiera a due piani che cingono questa porzione del quartiere definendone il confine.
Le torri, tutte differenti le une dalle altre, affidano la propria immagine ad alcuni elementi compositivi comuni come: il telaio strutturale in vista, che definisce un rigoroso motivo a griglia e una certa potenza plastica, data dai rapporti dimensionali di pianta e altezza, dalla rotazione di un’infilata di finestre, dal profilo di copertura e dal taglio a quarantacinque gradi degli spigoli in pianta, che, nel riferimento alle ridolfiane case di via Etiopia, aggiungono un altro element alle manifestazioni dell’influenza della scuola romana.
Al centro, un lungo edificio in linea porticato definisce il fronte occidentale dello spazio pubblico, innestandosi sul lato nord del complesso parrocchiale posto al fondo della piazza, cuore del quartiere. 
Aperta su due lati e occupata al centro da due filari di alberi, la diretta relazione con il verde e gli spazi aperti intende sottolineare l’importanza per la piccola comunità, di spazi che favoriscano le relazioni sociali grazie all’integrazione organica con l’ambiente naturale.
La chiesa di Nostra Signora della Fiducia, terminata nel 1971 dallo stesso Vagnetti che realizza pochi anni prima la chiesa di Croce Coperta a Imola, ripropone questa dimensione famigliare anche nella figura della trave reticolare del tetto in cemento lasciata a vista, riproposta anche nella copertura a quattro falde degli edifici alti, segno del processo di rivisitazione dei linguaggi popolari e regionali in atto in questo periodo. Il quartiere è dotato di un asilo nido e di un plesso comprendente la scuola dell’infanzia ed elementare, realizzato da Plinio Marconi nel 1961.
Questo è impostato su uno schema poi ripetuto anche nel quartiere San Donato, in forme del tutto simili. Esso prevede un corpo in linea con due ingressi per la scuola elementare, uno dei quali particolamente lavorato a bassorilievo e con diverse tessiture dei tamponamenti. A questo corpo s’innesta, in testata, disposto perpendicolarmente, quello più basso della scuola dell’infanzia che crea un interessante dialogo volumetrico dei due elementi, a cui partecipa anche il diverso profilo delle falde inclinate del tetto.
(Matteo Sintini)
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Luigi Vagnetti (Roma 1915 - Firenze 1980) 
Laureato a Roma nel 1938, abbina all’attività di architetto quella di docente universitario, dapprima nella stessa capitale è professore di disegno, in seguito svolge incarichi di insegnamento nelle università di Palermo e Genova, e come visiting professor a Varsavia, Budapest e Theran. Autore di numerosi testi in particolare incentrati sulla disciplina del disegno in architettura e sulla metodologia di ricerca storica, collabora con diverse testate specialistiche tra cui "Casabella". Tra la sua attività professionale, si ricordano: i progetti per il Piano Regolatore e per il Piano di Ricostruzione del centro storico di Palermo (1940 e 1953) e nello stesso capoluogo siciliano le abitazioni in via Libertà e Siracusa (1967-68) e il palazzo per uffici S. Matteo (1961-64). Partecipa oltre al progetto del quartiere Due Madonne, anche ad altre importanti vicende come quelle del Tuscolano II (1951-53) e del quartiere Ina a ponte Mammolo (1958-60) a Roma e del Te-Brunetti a Mantova (1953-55).
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  • Data Provvedimento:
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  • Altri Provvedimenti:
  • Foglio Catastale: -
  • Particella: -

Note

Nel 2003 il sagrato della Chiesa è stato sottoposto ad un intervento di ripristino ed adeguamento, opera dell’ing. Bellodi Luigi Vagnetti (Roma 1915 - Firenze 1980) Laureato a Roma nel 1938, abbina all’attività di architetto quella di docente universitario, dapprima nella stessa capitale è professore di disegno, in seguito svolge incarichi di insegnamento nelle università di Palermo e Genova, e come visiting professor a Varsavia, Budapest e Theran. Autore di numerosi testi in particolare incentrati sulla disciplina del disegno in architettura e sulla metodologia di ricerca storica, collabora con diverse testate specialistiche tra cui "Casabella". Tra la sua attività professionale, si ricordano: i progetti per il Piano Regolatore e per il Piano di Ricostruzione del centro storico di Palermo (1940 e 1953) e nello stesso capoluogo siciliano le abitazioni in via Libertà e Siracusa (1967-68) e il palazzo per uffici S. Matteo (1961-64). Partecipa oltre al progetto del quartiere Due Madonne, anche ad altre importanti vicende come quelle del Tuscolano II (1951-53) e del quartiere Ina a ponte Mammolo (1958-60) a Roma e del Te-Brunetti a Mantova (1953-55).

Bibliografia
Autore Anno Titolo Edizione Luogo Edizione Pagina Specifica
Portoghesi Paolo (a cura di) 1969 Luigi Vagnetti (ad vocem), in DAU. Dizionario Enciclopedico di Architettura e Urbanistica, vol. VI IEI Roma 362-363 No
Fregna Roberto 1980 Urbanistica e città: Bologna, in D’ Attorre Pier Paolo (a cura di), La ricostruzione in Emilia Pratiche editore Parma No
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Cataldi Giancarlo, Rossi Michela, Mandelli Emma 2000 Luigi Vagnetti architetto (Roma, 1915-1980) Disegni – progetti – Opere Studi e documenti di Architettura n 21 21-23; 103-105 Si
Di Biagi Paola 2001 La grande ricostruzione. Il piano INA-casa e l'Italia degli anni Cinquanta Donzelli Roma No
Pedrazzini Alberto 2001 I quartieri della Ricostruzione a Bologna, in Di Biagi Paola (a cura di), La Grande Ricostruzione Donzelli Editore Roma 389-403 Si
Malossi Elettra 2001 Di Biagi Paola (curatore). La Grande Ricostruzione (libro). I quartieri della Ricostruzione a Bologna (contributo) Donzelli Editore, Roma 403-413 Si
Goldoni Manuela (a cura di) 2004 I quartieri e il decentramento. Bologna 1956-1975 Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna Bologna 20-24 Si
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Giordani Pierluigi, Gresleri Giuliano, Marzot Nicola 2006 Bologna. Architettura, città, paesaggio Mancosu Roma 144-146 No
Gresleri Glauco 2006 Alberto Legnani Parametro n. 206 4-5 Si
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Carapelli Gabriella (a cura di) 2008 Luigi Vagnetti (1915-1980). Inventario analitico dell’archivio Edifir Firenze Si
Di Giorgio Giorgio 2011 L'alloggio ai tempi dell'edilizia sociale. Dall'INA-Casa ai PEEP Edilstampa Roma 10-17 No
Ferrante Annarita 2012 AAA. Adeguamento. Adattabilità. Architettura Bruno Mondadori Milano 94-100 Si
Pedrazzini Alberto 2013 La vicenda urbanistica dall'emergenza di guerra ai primi anni Settanta, in a cura di Zangheri Renato (a cura di), Storia di Bologna vol. 4., tomo 2, Bologna in età contemporanea 1915-2000, a cura di Varni Angelo Bononia University Press Bologna 715-716 No
De Angelis Carlo 2019 Ricostruire come? La Bologna del dopoguerra, in Varni Angelo (a cura di), Rinnovare Bologna tra '800 e '900 Bononia University Press Bologna 70-71 No

Fonti Archivistiche
Titolo Autore Ente Descrizione Conservazione
Fondo Eugenio Montuori Eugenio Montuori Fondazione MAXXI. Museo nazionale delle arti del XXI secolo, Roma Quartiere residenziale INA Casa presso S. Lazzaro di Savena, Bologna: 51 fotografie

Allegati
File Didascalia Credito Fotografico
Vista di una delle torri residenziali Vista di una delle torri residenziali Fabio Mantovani 2014
Dettaglio della copertura di una delle torri Dettaglio della copertura di una delle torri Fabio Mantovani 2014
Vista delle torri residenziali Vista delle torri residenziali Fabio Mantovani 2014
Vista di piazza Lambrakis Vista di piazza Lambrakis Fabio Mantovani 2014
Vista della cortina edilizia di via Dallolio Vista della cortina edilizia di via Dallolio Fabio Mantovani 2014
Vista della cortina edilizia di via Dallolio Vista della cortina edilizia di via Dallolio Fabio Mantovani 2014
I corpi a I corpi a "ventaglio" su via Dallolio Fabio Mantovani 2014
Dettaglio del fronte di uno degli edifici Dettaglio del fronte di uno degli edifici Fabio Mantovani 2014
Il fronte porticato di piazza Lambrakis Il fronte porticato di piazza Lambrakis Fabio Mantovani 2014
Piazza Lambrakis, sullo sfondo la chiesa di Nostra Signora della Fiducia Piazza Lambrakis, sullo sfondo la chiesa di Nostra Signora della Fiducia Fabio Mantovani 2014
Blocco edilizio su via De Carli Blocco edilizio su via De Carli Fabio Mantovani 2014
Vista dell'ingresso al quartiere da via Emilia Vista dell'ingresso al quartiere da via Emilia Fabio Mantovani 2014
Vista di via De Carli con l'edificio dell'asilo nido Vista di via De Carli con l'edificio dell'asilo nido Fabio Mantovani 2014
Vista della scuola dell'infanzia Vista della scuola dell'infanzia Fabio Mantovani 2014
Dettaglio del fronte d'ingresso della scuola elementare Dettaglio del fronte d'ingresso della scuola elementare Fabio Mantovani 2014

Criteri
6. L’edificio o l’opera di architettura è stata progettata da una figura di rilievo nel panorama dell’architettura nazionale e/o internazionale.
7. L’edificio o l’opera di architettura si segnala per il particolare valore qualitativo all’interno del contesto urbano in cui è realizzata.
Sitografia ed altri contenuti online
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MAXXI Patrimonio - Eugenio Montuori Visualizza
Fondo Luigi Vagnetti Visualizza
Dizionario biografico degli Italiani - Luigi Vagnetti Visualizza

Crediti Scheda
Enti di riferimento: PaBAAC - Segretariato Regionale per l'Emilia Romagna
Titolare della ricerca: Università degli studi di Bologna Dipartimento di Architettura
Responsabile scientifico: Marco Pretelli


Scheda redatta da Matteo Sintini
creata il 31/12/2013
ultima modifica il 27/02/2025

Revisori:

Stefano Setti