VILLAGGIO INA CASA DUE MADONNE
Scheda Opera
- Comune: Bologna
- Località: Savena
- Denominazione: VILLAGGIO INA CASA DUE MADONNE
- Indirizzo: Piazza Grigoris Lambrakis
- Data: 1954 - 1960
- Tipologia: Edilizia residenziale pubblica
- Autori principali: Luigi Vagnetti
Descrizione
Situato all’estremità est della città di Bologna, nei pressi di San Lazzaro di Savena, il quartiere costituisce insieme al villaggio Borgo Panigale, posto ad ovest, uno degl’insediamenti a cui è affidata l’espansione suburbana della città nel corso dei primi anni Cinquanta. Il nome deriva probabilmente dalla presenza di un doppio tabernacolo contenente due statue della Madonna, posizionato sul lato est del quadrivio composto dalle strade: via Emilia, via Calanco, via Due Madonne.
Realizzato attraverso il finanziamento del primo settennato della gestione Ina Casa, il villaggio è pensato per accogliere fino a dodicimila persone di diversa composizione sociale. Gli abitanti sono costituti, tanto da disoccupati provenienti dall’appennino e dal sud Italia, quanto da lavoratori appartenenti al ceto medio.
La costruzione è suddivisa in due momenti e vede la partecipazione di figure di rilievo del panorama architettonico romano, molto presenti nella progettazione dei quartieri Ina, come Montuori e Marconi, autore del Piano Regolatore della città del 1955. La prima fase termina nel 1957, la seconda, che vede il coinvolgimento tra gli architetti di Francesco Santini, interessa il periodo 1958-1960 ed estende l’iniziale superficie, ad un’area posta a nord-ovest.
L’impianto si caratterizza, secondo un consolidato principio dell’epoca, per la ricerca di una composizione che conferisca all’insediamento un’immagine libera, anche dai tracciati storici della centuriazione su cui di fatto insiste l’area, presa a riferimento solo per alcuni allineamenti dei corpi di fabbrica.
Nell’aggregazione dei volumi e nella strutturazione delle varie parti del quartiere, si riconoscono comunque alcuni rapporti formali, seppur autonomi e autoreferenziali. La zona occidentale, ad esempio, è caratterizzata dalla disposizione a ventaglio di corpi lineari dalla forma spezzata in pianta, che scandisce una sequenza di spazi aperti. Sul lato opposto si dispongono: le torri prospettanti l’edificio a “L”, progettato da Vito e Gustavo Latis, e il corpo delle case a schiera a due piani che cingono questa porzione del quartiere definendone il confine.
Le torri, tutte differenti le une dalle altre, affidano la propria immagine ad alcuni elementi compositivi comuni come: il telaio strutturale in vista, che definisce un rigoroso motivo a griglia e una certa potenza plastica, data dai rapporti dimensionali di pianta e altezza, dalla rotazione di un’infilata di finestre, dal profilo di copertura e dal taglio a quarantacinque gradi degli spigoli in pianta, che, nel riferimento alle ridolfiane case di via Etiopia, aggiungono un altro element alle manifestazioni dell’influenza della scuola romana.
Al centro, un lungo edificio in linea porticato definisce il fronte occidentale dello spazio pubblico, innestandosi sul lato nord del complesso parrocchiale posto al fondo della piazza, cuore del quartiere.
Aperta su due lati e occupata al centro da due filari di alberi, la diretta relazione con il verde e gli spazi aperti intende sottolineare l’importanza per la piccola comunità, di spazi che favoriscano le relazioni sociali grazie all’integrazione organica con l’ambiente naturale.
La chiesa di Nostra Signora della Fiducia, terminata nel 1971 dallo stesso Vagnetti che realizza pochi anni prima la chiesa di Croce Coperta a Imola, ripropone questa dimensione famigliare anche nella figura della trave reticolare del tetto in cemento lasciata a vista, riproposta anche nella copertura a quattro falde degli edifici alti, segno del processo di rivisitazione dei linguaggi popolari e regionali in atto in questo periodo. Il quartiere è dotato di un asilo nido e di un plesso comprendente la scuola dell’infanzia ed elementare, realizzato da Plinio Marconi nel 1961.
Questo è impostato su uno schema poi ripetuto anche nel quartiere San Donato, in forme del tutto simili. Esso prevede un corpo in linea con due ingressi per la scuola elementare, uno dei quali particolamente lavorato a bassorilievo e con diverse tessiture dei tamponamenti. A questo corpo s’innesta, in testata, disposto perpendicolarmente, quello più basso della scuola dell’infanzia che crea un interessante dialogo volumetrico dei due elementi, a cui partecipa anche il diverso profilo delle falde inclinate del tetto.
(Matteo Sintini)
Info
- Progetto: 1954 -
- Esecuzione: 1955 - 1960
- Committente: Gestione Ina Casa
- Proprietà: Proprietà pubblico-privata
- Destinazione originaria: Quartiere residenziale e servizi
- Destinazione attuale: Quartiere residenziale e servizi
Autori
- Strutture: cemento armato a vista. Solai e tamponamenti in laterocemento
- Materiale di facciata: intonaco, tamponamenti in laterizio faccia a vista
- Coperture: cemento a vista
- Stato Strutture: Buono
- Stato Materiale di facciata: Buono
- Stato Coperture: Buono
- Stato Serramenti: Buono
- Vincolo: Non Vincolata
- Provvedimenti di tutela: Nessuna opzione
- Data Provvedimento:
- Riferimento Normativo:
- Altri Provvedimenti:
- Foglio Catastale: -
- Particella: -
Note
Nel 2003 il sagrato della Chiesa è stato sottoposto ad un intervento di ripristino ed adeguamento, opera dell’ing. Bellodi Luigi Vagnetti (Roma 1915 - Firenze 1980) Laureato a Roma nel 1938, abbina all’attività di architetto quella di docente universitario, dapprima nella stessa capitale è professore di disegno, in seguito svolge incarichi di insegnamento nelle università di Palermo e Genova, e come visiting professor a Varsavia, Budapest e Theran. Autore di numerosi testi in particolare incentrati sulla disciplina del disegno in architettura e sulla metodologia di ricerca storica, collabora con diverse testate specialistiche tra cui "Casabella". Tra la sua attività professionale, si ricordano: i progetti per il Piano Regolatore e per il Piano di Ricostruzione del centro storico di Palermo (1940 e 1953) e nello stesso capoluogo siciliano le abitazioni in via Libertà e Siracusa (1967-68) e il palazzo per uffici S. Matteo (1961-64). Partecipa oltre al progetto del quartiere Due Madonne, anche ad altre importanti vicende come quelle del Tuscolano II (1951-53) e del quartiere Ina a ponte Mammolo (1958-60) a Roma e del Te-Brunetti a Mantova (1953-55).
Bibliografia
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Fonti Archivistiche
Titolo | Autore | Ente | Descrizione | Conservazione |
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Fondo Eugenio Montuori | Eugenio Montuori | Fondazione MAXXI. Museo nazionale delle arti del XXI secolo, Roma | Quartiere residenziale INA Casa presso S. Lazzaro di Savena, Bologna: 51 fotografie |
Allegati
Criteri
6. L’edificio o l’opera di architettura è stata progettata da una figura di rilievo nel panorama dell’architettura nazionale e/o internazionale. | |
7. L’edificio o l’opera di architettura si segnala per il particolare valore qualitativo all’interno del contesto urbano in cui è realizzata. |
Sitografia ed altri contenuti online
Titolo | Url |
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Dizionario biografico degli Italiani - Eugenio Montuori | Visualizza |
Enciclopedia Treccani - Eugenio Montuori | Visualizza |
MAXXI Patrimonio - Eugenio Montuori | Visualizza |
Fondo Luigi Vagnetti | Visualizza |
Dizionario biografico degli Italiani - Luigi Vagnetti | Visualizza |
Crediti Scheda
Enti di riferimento: PaBAAC - Segretariato Regionale per l'Emilia RomagnaTitolare della ricerca: Università degli studi di Bologna Dipartimento di Architettura
Responsabile scientifico: Marco Pretelli
Scheda redatta da Matteo Sintini
creata il 31/12/2013
ultima modifica il 27/02/2025
Revisori:
Stefano Setti