Censimento delle architetture italiane dal 1945 ad oggi

VILLA BALETTI

Scheda Opera

  • Vista dal giardino
  • Pianta a livello dell’ingresso
  • Pianta del piano superiore con le sale e le stanze da letto
  • Sezione. Il piano della copertura è a quota unica, cosicché i locali sottostanti risultano di altezze diverse
  • Vista dal vialetto d’ingresso. Attraverso l’atrio passante si intravede il lago
  • Lo sfalsamento a pettine delle stanze da letto dà a ognuna di esse oltre la vista del lago e l’orientamento a levante, uno spazio esterno intimo
  • Il fronte laterale della casa, con il corpo avanzato della sala da pranzo
  • Il corpo avanzato della sala da pranzo. La visuale panoramica è continua. I serramenti continui sono a livelli diversi
  • La sala da pranzo. Il tavolo è di Ignazio Gardella, sedie vecchio Chiavari
  • Dettaglio del corpo della sala da pranzo
  • Gli antoni a tutt’altezza in pitch-pine continuano all’interno il motivo delle pareti di chiusura in legno dividendo soggiorno e pranzo
  • La sala di soggiorno con la parete verso il lago. Il pavimento è in mattonelle rosso viola
  • Il grande atrio passante che permette la vista verso il lago dall’ingresso posteriore della casa
  • La scala che collega i tre piano sfalsati dell’atrio, delle sale e delle camere
  • La seconda rampa che porta alle camere da letto. La scala è tutta in legno e si restringe
  • 16. La camera da letto dei genitori si apre verso il lago con u grande serramento in pitch-pine. Pavimento in listoni di pitch-pine
  • Vista della casa dal lago
  • Dettaglio dello sfalsamento a pettine delle stanze da letto
  • Dettaglio dello sfalsamento a pettine delle stanze da letto, 2019
  • Ortofoto, 2019
  • Comune: Lesa
  • Denominazione: VILLA BALETTI
  • Indirizzo: Via Davicini N. 5
  • Data: 1952 - 1953
  • Tipologia: Abitazioni unifamiliari
  • Autori principali: Ignazio Gardella
Descrizione

1. Opera originaria

«Questa bellissima nuova casa di Gardella, a Lesa sul lago Maggiore, sorge isolata nel mezzo di un grande prato, che si stende in leggero declivio verso il lago. Su questa vasta superficie lievemente ondulata e sgombra, la costruzione si articola con grande libertà aderendo alle disuguaglianze di livello del terreno, e orientandosi secondo molteplici visuali. L’ineguale livello del terreno fa sì che l’interno si svolga su tre piani sfalsati. Il grande tetto a quota unica unifica e armonizza questi movimenti e la libera articolazione, in pianta, della costruzione: questa è composta da un elemento centrale fra due patii, con le scale e i servizi, e da due ali divergenti una con le scale l’altra con le camere. Le piante […] illustrano la distribuzione fluida degli ambienti e dei paesaggi, e come ne nascano ben disposti orientamenti e visuali molteplici e inattese. Le fotografie testimoniano il chiaro impianto dell’architettura degli interni, la grande cura dei particolari, e le invenzioni del tutto nuove nella soluzione delle aperture. La sistemazione del giardino è stata ideata e curata da Ignazio Vigoni. Intorno alla casa si stende una unica superficie a prato, continua, non interrotta da viali, e limitata sugli altri lati da vecchi alberi esistenti, integrati con nuovi gruppi di piante, disposte in funzione della casa». (Casa sul lago in «Domus», n. 290, gennaio 1954, p. 15)

«La casa sorge isolata, nel mezzo di un grande prato, che si stende in leggero declivio verso il lago. L'ineguale livello del terreno fa sì che l'interno si svolga su tre piani sfalsati di m. 1,25 l’uno rispetto all'altro: un piano a livello del patio di ingresso, con l'atrio e l'appartamento degli ospiti, un secondo piano con le sale e i servizi, un terzo piano nel quale trovano posto le stanze da letto. Questa particolare distribuzione consente di avere un atrio passante al piano di ingresso, con l’immediato panorama del lago per chi entra, e inoltre permette il collegamento diretto tra servizi e sale, tra servizi e stanze da letto, senza interferenza e senza passare né per l’atrio né per le sale. Il piano della copertura è a quota unica, cosicché i locali sottostanti risultano di altezza diversa a seconda della destinazione. L’articolazione della pianta crea due ambienti esterni: un patio a monte davanti all'ingresso, e un patio al piano delle sale, dominato da un grande ciliegio, con un lato aperto verso il lago; inoltre moltiplica le visuali dall'interno della casa: in particolare lo sfalsamento a pettine delle stanze da letto dà ad ognuna di esse, oltre che la vista del lago e l’orientamento a levante, uno spazio esterno intimo senza soggezione di finestre di altri locali. La costruzione è in muratura. I serramenti esterni sono in abete verniciati di bianco, gli antoni e le pareti vetrate in pitch-pine lucidato naturale. Le finestre dei servizi sono formate da una grigliatura nel muro, che funziona da griglia di sicurezza». (Giulio Carlo Argan, Ignazio Gardella, Edizioni di Comunità, Milano 1959, p. 117) Traduzione inglese: sì

«[…] La villa Baletti a Lesa mostra a fondo le componenti, apparentemente contrastanti, sulle quali progredisce la personalità artistica di Gardella nell’ultimo dopoguerra: da una parte la tentazione di penetrare sempre più a fondo l’ambiente, per immergervi un’opera già radicata nel paesaggio e nella crosta edilizia locale; dall’altro la preoccupazione di mantenersi nell’ambito di una tradizione neoclassica e razionalista. Entrambi questi atteggiamenti trovano riscontro, separatamente, nell’edilizia residenziale lacustre: il primo è tipico della cosiddetta “architettura spontanea”, cioè degli agglomerati indigeni (l’isola dei pescatori, i paesini rivieraschi, ecc.); l’altro è caratteristico delle ville e dimore che, nel passato, patrizi, cardinali ed istituti religiosi, hanno fatto costruire sui laghi settentrionali. L’edilizia minore del Verbano, fatta di aggiunte successive, di un pittoresco e lindo disordine nei volumi e nelle aperture, è qui evocato dal predisposto arbitrio col quale sono stati ricavati, nelle murature intonacate, i serramenti dalle rustiche chiusure ad antoni; dall’andamento, su diversi livelli, secondo il quale si svolge la pianta; dal corpo di fabbrica a sud, dal caratteristico profilo “a pettine”, che permette da ogni stanza la vista sul lago. L’aristocratico senso dell’architettura che domina la natura circostante, di derivazione classica, traspare invece nella facciata a nord, simmetricamente regolata su una veranda aggettante, affiancata da due ali di eguale dimensioni; e nei telai e montanti che reggono le finestre continue dei due belvedere, sia a nord che verso il lago. (Guido Canella, Ignazio Gardella nella grande tradizione dell’abitazione italiana, in «Fantasia», giugno 1963, p. 72)


«Uno dei maggiori pregi di questa casa, che la rende tale da reggere al tempo, è il ben calcolato taglio degli spazi. Un corpo centrale arretrato fa da perno e origina due corpi laterali dalle funzioni nettamente definite: a destra l’atrio e la zona notte al primo piano; a sinistra, su un piano che sta a metà rispetto ai due precedenti, la zona giorno. Chi entra dal fronte verso strada […] nell’ampio atrio arriva subito con lo sguardo al di là, verso il lago e le colline inquadrate dalla grande porta-finestra sul fronte posteriore. Qui sopra la casa dalla parte del lago: un grande spazio aperto, a prato, digrada verso la riva […] Più si osserva questa casa più ci si rende conto di quanto essa sia “progettata”, di come ogni aspetto e particolare sia stato studiato e risolto fino in fondo, di come dall’impianto nello stesso tempo ricco e rigoroso scaturisca una quantità di “conseguenze” […]». (Una villa anni cinquanta in «Abitare», n. 167, 1978, pp. 72, 74) Traduzione inglese: sì

«La casa è costruita su un grande prato ondulato, in leggero declivio verso il lago. L'interno, sfruttando i dislivelli del terreno, si articola su tre piani sfalsati: un piano a livello del patio d'ingresso, con l'atrio e l'appartamento degli ospiti; un secondo piano, alto m. 1,25 sul primo con sale e servizi; un terzo piano, alto m. 1,25 sul secondo per le stanze da letto. Questa distribuzione consente un atrio passante al piano d'ingresso, con l'immediato panorama del lago, e inoltre permette il collegamento direno tra servizi e sale, e tra servizi e stanze da letto, senza interferenze e senza attraversare l'atrio. Il piano della copertura è a quota unica, cosicché i locali risultano di altezze diverse: m. 2,70 le stanze da letto, m. 4,00 le sale. L'articolazione della pianta crea due ambienti esterni: a monte un patio d'ingresso e, al piano delle sale, un patio dominato da un grande ciliegio, aperto verso il lago. Moltiplica poi le visuali dall'interno della casa: in particolare lo sfalsamento delle stanze da letto dà ad ognuna di esse, oltre che la vista del lago e l'orientamento a levante, uno spazio esterno riservato senza altri affacci. L'atrio d'ingresso è unito al piano delle sale da una breve, larga scala: ad accentuare il senso di continuità le pedate della scala sono rivestite delle stesse piastrelle di maiolica che pavimentano i due ambienti. Volendo ottenere in alcuni ambienti (sala da pranzo, soggiorno, stanza da letto dei genitori) visuali panoramiche continue senza ricorrere a grandi lastre vetrate, si sono adottate pareti di chiusura di legno con serramenti continui disposti a livelli diversi: alcuni con parapetto ad altezza consueta, altri bassissimo in modo che stando seduti si veda il prato all'esterno. Queste pareti di legno continuano all'interno, articolate in antoni a tutta altezza, e determinano le divisioni tra i locali di soggiorno. La costruzione è in muratura. I serramenti esterni sono in abete verniciati di bianco, gli antoni e le prime pareti vetrate in pitchpine lucidato naturale. Le finestre dei servizi sono formate da una grigliatura nel muro, che funziona da griglia di sicurezza. La sistemazione del giardino è stata ideata e curata da Ignazio Vigoni. Intorno alla casa si stende un'unica superficie a prato, a livelli dolcemente raccordati, non interrotta da viali, aperta verso il lago, e limitata sugli altri lati da vecchi alberi esistenti, che sono stati integrati con nuovi gruppi di piante opportunamente disposte in funzione della casa». (Marco Porta, a cura di, L’architettura di Ignazio Gardella, Etas Libri, Milano 1985, p. 102)

«La casa è costruita su un grande prato a superficie ondulata, in leggero declivio verso il lago. La distribuzione interna, usufruendo dei dislivelli del terreno, si articola su tre piani sfalsati: un piano a livello del patio di ingresso, con l'atrio e l'appartamento degli ospiti; un secondo piano, alto m 1,25 sul primo, con le sale e 1 servizi, terzo piano, alto m 1,25 sul secondo, nel quale trovano posto le stanze da letto. Questa particolare distribuzione consente di avere un atrio passante al piano di ingresso, con l'immediato panorama del lago, e inoltre permette il collegamento diretto tra servizi e sale, e tra servizi e stanze da letto, senza interferenze e senza passare per l'atrio. L'articolazione della pianta crea due ambienti esterni, un patio a monte davanti all'ingresso, e un patio al piano delle sale dominato da un grande ciliegio, con un lato aperto verso il lago; inoltre moltiplica le visuali dall'interno della casa. In particolare lo sfalsamento a pettine delle stanze da letto dà ad ognuna di esse oltre che la vista del lago e l'orientamento a levante, uno spazio esterno intimo senza soggezione di finestre di altri locali». (Paolo Zermani, Ignazio Gardella, Editori Laterza, Bari 1991, p. 82)


2. Consistenza dell’opera al 2019/Stato attuale
La villa presenta un ottimo stato di conservazione


(Scheda a cura di Carolina Crozzolin, Guido Pavia, Gentucca Canella, DAD - Politecnico di Torino)

Info
  • Progetto: 1952 -
  • Esecuzione: - 1953
  • Committente: Famiglia Baletti
  • Proprietà: Proprietà privata
  • Destinazione originaria: Villa
  • Destinazione attuale: Villa
Autori
Nome Cognome Ruolo Fase Progetto Archivio Architetti Url Profilo Autore Principale
Ignazio Gardella Progetto architettonico Progetto Visualizza Profilo https://siusa.archivi.beniculturali.it/cgi-bin/siusa/pagina.pl?TipoPag=prodpersona&Chiave=60047 SI
Ignazio Vigoni Progetto del verde Progetto NO
  • Strutture: La costruzione è in muratura
  • Materiale di facciata: Volendo ottenere in alcuni ambienti (sala da pranzo, soggiorno, stanza da letto dei genitori) visuali panoramiche continue senza ricorrere a grandi lastre vetrate, si sono adottate pareti di chiusura di legno con serramenti continui disposti a livelli div
  • Coperture: Copertura a doghe di legno
  • Serramenti: I serramenti esterni sono in abete verniciati di bianco. I serramenti della sala da pranzo sono in pitch-pine lucidato naturale e a doppi vetri, contenenti venetian blinds. Anche gli antoni sono in legno. Le finestre dei servizi sono formate da una grigli
  • Stato Strutture: Ottimo
  • Stato Materiale di facciata: Ottimo
  • Stato Coperture: Ottimo
  • Stato Serramenti: Ottimo

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«Questa bellissima nuova casa di Gardella, a Lesa sul lago Maggiore, sorge isolata nel mezzo di un grande prato, che si stende in leggero declivio verso il lago. Su questa vasta superficie lievemente ondulata e sgombra, la costruzione si articola con grande libertà aderendo alle disuguaglianze di livello del terreno, e orientandosi secondo molteplici visuali. L’ineguale livello del terreno fa sì che l’interno si svolga su tre piani sfalsati. Il grande tetto a quota unica unifica e armonizza questi movimenti e la libera articolazione, in pianta, della costruzione: questa è composta da un elemento centrale fra due patii, con le scale e i servizi, e da due ali divergenti una con le scale l’altra con le camere. Le piante […] illustrano la distribuzione fluida degli ambienti e dei paesaggi, e come ne nascano ben disposti orientamenti e visuali molteplici e inattese. Le fotografie testimoniano il chiaro impianto dell’architettura degli interni, la grande cura dei particolari, e le invenzioni del tutto nuove nella soluzione delle aperture. La sistemazione del giardino è stata ideata e curata da Ignazio Vigoni. Intorno alla casa si stende una unica superficie a prato, continua, non interrotta da viali, e limitata sugli altri lati da vecchi alberi esistenti, integrati con nuovi gruppi di piante, disposte in funzione della casa». (Casa sul lago in «Domus», n. 290, gennaio 1954, p. 15)

«La casa sorge isolata, nel mezzo di un grande prato, che si stende in leggero declivio verso il lago. L'ineguale livello del terreno fa sì che l'interno si svolga su tre piani sfalsati di m. 1,25 l’uno rispetto all'altro: un piano a livello del patio di ingresso, con l'atrio e l'appartamento degli ospiti, un secondo piano con le sale e i servizi, un terzo piano nel quale trovano posto le stanze da letto. Questa particolare distribuzione consente di avere un atrio passante al piano di ingresso, con l’immediato panorama del lago per chi entra, e inoltre permette il collegamento diretto tra servizi e sale, tra servizi e stanze da letto, senza interferenza e senza passare né per l’atrio né per le sale. Il piano della copertura è a quota unica, cosicché i locali sottostanti risultano di altezza diversa a seconda della destinazione. L’articolazione della pianta crea due ambienti esterni: un patio a monte davanti all'ingresso, e un patio al piano delle sale, dominato da un grande ciliegio, con un lato aperto verso il lago; inoltre moltiplica le visuali dall'interno della casa: in particolare lo sfalsamento a pettine delle stanze da letto dà ad ognuna di esse, oltre che la vista del lago e l’orientamento a levante, uno spazio esterno intimo senza soggezione di finestre di altri locali. La costruzione è in muratura. I serramenti esterni sono in abete verniciati di bianco, gli antoni e le pareti vetrate in pitch-pine lucidato naturale. Le finestre dei servizi sono formate da una grigliatura nel muro, che funziona da griglia di sicurezza». (Giulio Carlo Argan, Ignazio Gardella, Edizioni di Comunità, Milano 1959, p. 117) Traduzione inglese: sì

«[…] La villa Baletti a Lesa mostra a fondo le componenti, apparentemente contrastanti, sulle quali progredisce la personalità artistica di Gardella nell’ultimo dopoguerra: da una parte la tentazione di penetrare sempre più a fondo l’ambiente, per immergervi un’opera già radicata nel paesaggio e nella crosta edilizia locale; dall’altro la preoccupazione di mantenersi nell’ambito di una tradizione neoclassica e razionalista. Entrambi questi atteggiamenti trovano riscontro, separatamente, nell’edilizia residenziale lacustre: il primo è tipico della cosiddetta “architettura spontanea”, cioè degli agglomerati indigeni (l’isola dei pescatori, i paesini rivieraschi, ecc.); l’altro è caratteristico delle ville e dimore che, nel passato, patrizi, cardinali ed istituti religiosi, hanno fatto costruire sui laghi settentrionali. L’edilizia minore del Verbano, fatta di aggiunte successive, di un pittoresco e lindo disordine nei volumi e nelle aperture, è qui evocato dal predisposto arbitrio col quale sono stati ricavati, nelle murature intonacate, i serramenti dalle rustiche chiusure ad antoni; dall’andamento, su diversi livelli, secondo il quale si svolge la pianta; dal corpo di fabbrica a sud, dal caratteristico profilo “a pettine”, che permette da ogni stanza la vista sul lago. L’aristocratico senso dell’architettura che domina la natura circostante, di derivazione classica, traspare invece nella facciata a nord, simmetricamente regolata su una veranda aggettante, affiancata da due ali di eguale dimensioni; e nei telai e montanti che reggono le finestre continue dei due belvedere, sia a nord che verso il lago. (Guido Canella, Ignazio Gardella nella grande tradizione dell’abitazione italiana, in «Fantasia», giugno 1963, p. 72)


«Uno dei maggiori pregi di questa casa, che la rende tale da reggere al tempo, è il ben calcolato taglio degli spazi. Un corpo centrale arretrato fa da perno e origina due corpi laterali dalle funzioni nettamente definite: a destra l’atrio e la zona notte al primo piano; a sinistra, su un piano che sta a metà rispetto ai due precedenti, la zona giorno. Chi entra dal fronte verso strada […] nell’ampio atrio arriva subito con lo sguardo al di là, verso il lago e le colline inquadrate dalla grande porta-finestra sul fronte posteriore. Qui sopra la casa dalla parte del lago: un grande spazio aperto, a prato, digrada verso la riva […] Più si osserva questa casa più ci si rende conto di quanto essa sia “progettata”, di come ogni aspetto e particolare sia stato studiato e risolto fino in fondo, di come dall’impianto nello stesso tempo ricco e rigoroso scaturisca una quantità di “conseguenze” […]». (Una villa anni cinquanta in «Abitare», n. 167, 1978, pp. 72, 74) Traduzione inglese: sì

«La casa è costruita su un grande prato ondulato, in leggero declivio verso il lago. L'interno, sfruttando i dislivelli del terreno, si articola su tre piani sfalsati: un piano a livello del patio d'ingresso, con l'atrio e l'appartamento degli ospiti; un secondo piano, alto m. 1,25 sul primo con sale e servizi; un terzo piano, alto m. 1,25 sul secondo per le stanze da letto. Questa distribuzione consente un atrio passante al piano d'ingresso, con l'immediato panorama del lago, e inoltre permette il collegamento direno tra servizi e sale, e tra servizi e stanze da letto, senza interferenze e senza attraversare l'atrio. Il piano della copertura è a quota unica, cosicché i locali risultano di altezze diverse: m. 2,70 le stanze da letto, m. 4,00 le sale. L'articolazione della pianta crea due ambienti esterni: a monte un patio d'ingresso e, al piano delle sale, un patio dominato da un grande ciliegio, aperto verso il lago. Moltiplica poi le visuali dall'interno della casa: in particolare lo sfalsamento delle stanze da letto dà ad ognuna di esse, oltre che la vista del lago e l'orientamento a levante, uno spazio esterno riservato senza altri affacci. L'atrio d'ingresso è unito al piano delle sale da una breve, larga scala: ad accentuare il senso di continuità le pedate della scala sono rivestite delle stesse piastrelle di maiolica che pavimentano i due ambienti. Volendo ottenere in alcuni ambienti (sala da pranzo, soggiorno, stanza da letto dei genitori) visuali panoramiche continue senza ricorrere a grandi lastre vetrate, si sono adottate pareti di chiusura di legno con serramenti continui disposti a livelli diversi: alcuni con parapetto ad altezza consueta, altri bassissimo in modo che stando seduti si veda il prato all'esterno. Queste pareti di legno continuano all'interno, articolate in antoni a tutta altezza, e determinano le divisioni tra i locali di soggiorno. La costruzione è in muratura. I serramenti esterni sono in abete verniciati di bianco, gli antoni e le prime pareti vetrate in pitchpine lucidato naturale. Le finestre dei servizi sono formate da una grigliatura nel muro, che funziona da griglia di sicurezza. La sistemazione del giardino è stata ideata e curata da Ignazio Vigoni. Intorno alla casa si stende un'unica superficie a prato, a livelli dolcemente raccordati, non interrotta da viali, aperta verso il lago, e limitata sugli altri lati da vecchi alberi esistenti, che sono stati integrati con nuovi gruppi di piante opportunamente disposte in funzione della casa». (Marco Porta, a cura di, L’architettura di Ignazio Gardella, Etas Libri, Milano 1985, p. 102)

«La casa è costruita su un grande prato a superficie ondulata, in leggero declivio verso il lago. La distribuzione interna, usufruendo dei dislivelli del terreno, si articola su tre piani sfalsati: un piano a livello del patio di ingresso, con l'atrio e l'appartamento degli ospiti; un secondo piano, alto m 1,25 sul primo, con le sale e 1 servizi, terzo piano, alto m 1,25 sul secondo, nel quale trovano posto le stanze da letto. Questa particolare distribuzione consente di avere un atrio passante al piano di ingresso, con l'immediato panorama del lago, e inoltre permette il collegamento diretto tra servizi e sale, e tra servizi e stanze da letto, senza interferenze e senza passare per l'atrio. L'articolazione della pianta crea due ambienti esterni, un patio a monte davanti all'ingresso, e un patio al piano delle sale dominato da un grande ciliegio, con un lato aperto verso il lago; inoltre moltiplica le visuali dall'interno della casa. In particolare lo sfalsamento a pettine delle stanze da letto dà ad ognuna di esse oltre che la vista del lago e l'orientamento a levante, uno spazio esterno intimo senza soggezione di finestre di altri locali». (Paolo Zermani, Ignazio Gardella, Editori Laterza, Bari 1991, p. 82)


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  • Vincolo: Vincolata
  • Provvedimenti di tutela: Dichiarazione di notevole interesse
  • Data Provvedimento: D.D.R. 23/11/2008
  • Riferimento Normativo: D. Lgs 42/2004
  • Altri Provvedimenti: Vincolo ambientale
  • Foglio Catastale: -
  • Particella: -

Note

Riferimento normativo Art. 136, c.1 Lett. d) – D.M. 10 agosto 1950 e Art. 142 c.1 Lett. b) (del D.Lgs 42/2004)

Bibliografia
Autore Anno Titolo Edizione Luogo Edizione Pagina Specifica
1953 Casa sul lago Domus n. 290 15-23 No
Argan Giulio Carlo 1959 Ignazio Gardella Edizioni di Comunità Milano 116-123 No
Canella Guido 1963 Ignazio Gardella nella grande tradizione dell’abitazione italiana Fantasia 62-73 No
E.G.T 1978 Case che durano. Una villa anni cinquanta Abitare n. 167 70-78 No
Samonà Alberto 1981 Ignazio Gardella e il professionismo italiano Officina Roma 120-122 No
Porta Marco (a cura di) 1985 L’architettura di Ignazio Gardella Etas Libri Milano 102-107 No
Zermani Paolo 1991 Ignazio Gardella Editori Laterza Bari 82-83 No
Loi Maria Cristina, Lorenzi Angelo, Maggiore Carlo Alberto, Nonis Fabio, Riva Simona (a cura di) 1998 Ignazio Gardella architetture Electa Milano 154 No
Guidarini Stefano 2002 Ignazio Gardella nell’architettura italiana. Opere 1929-1999 Skira Editore Milano 118 No
Giusti Maria Adriana, Tamborrino Rosa 2008 Guida all’architettura del Novecento in Piemonte (1902-2006) Allemandi Torino 146 No

Allegati
File Didascalia Credito Fotografico
Vista dal giardino Vista dal giardino Martinotti, tratto da - Domus n. 290, 1954
Pianta a livello dell’ingresso Pianta a livello dell’ingresso Tratto da - Domus n. 290, 1954
Pianta del piano superiore con le sale e le stanze da letto Pianta del piano superiore con le sale e le stanze da letto Tratto da - Domus n. 290, 1954
Sezione. Il piano della copertura è a quota unica, cosicché i locali sottostanti risultano di altezze diverse Sezione. Il piano della copertura è a quota unica, cosicché i locali sottostanti risultano di altezze diverse Tratto da - Domus n. 290, 1954
Vista dal vialetto d’ingresso. Attraverso l’atrio passante si intravede il lago Vista dal vialetto d’ingresso. Attraverso l’atrio passante si intravede il lago Martinotti, tratto da - Domus n. 290, 1954
Lo sfalsamento a pettine delle stanze da letto dà a ognuna di esse oltre la vista del lago e l’orientamento a levante, uno spazio esterno intimo Lo sfalsamento a pettine delle stanze da letto dà a ognuna di esse oltre la vista del lago e l’orientamento a levante, uno spazio esterno intimo Martinotti, tratto da - Domus n. 290, 1954
Il fronte laterale della casa, con il corpo avanzato della sala da pranzo Il fronte laterale della casa, con il corpo avanzato della sala da pranzo Martinotti, tratto da - Domus n. 290, 1954
Il corpo avanzato della sala da pranzo. La visuale panoramica è continua. I serramenti continui sono a livelli diversi Il corpo avanzato della sala da pranzo. La visuale panoramica è continua. I serramenti continui sono a livelli diversi Martinotti, tratto da - Domus n. 290, 1954
La sala da pranzo. Il tavolo è di Ignazio Gardella, sedie vecchio Chiavari La sala da pranzo. Il tavolo è di Ignazio Gardella, sedie vecchio Chiavari Martinotti, tratto da - Domus n. 290, 1954
Dettaglio del corpo della sala da pranzo Dettaglio del corpo della sala da pranzo Martinotti, tratto da - Domus n. 290, 1954
Gli antoni a tutt’altezza in pitch-pine continuano all’interno il motivo delle pareti di chiusura in legno dividendo soggiorno e pranzo Gli antoni a tutt’altezza in pitch-pine continuano all’interno il motivo delle pareti di chiusura in legno dividendo soggiorno e pranzo Martinotti, tratto da - Domus n. 290, 1954
La sala di soggiorno con la parete verso il lago. Il pavimento è in mattonelle rosso viola La sala di soggiorno con la parete verso il lago. Il pavimento è in mattonelle rosso viola Tratto da - Argan, Gardella, Edizioni di Comunità 1959
Il grande atrio passante che permette la vista verso il lago dall’ingresso posteriore della casa Il grande atrio passante che permette la vista verso il lago dall’ingresso posteriore della casa Martinotti, tratto da - Domus n. 290, 1954
La scala che collega i tre piano sfalsati dell’atrio, delle sale e delle camere La scala che collega i tre piano sfalsati dell’atrio, delle sale e delle camere Martinotti, tratto da - Domus n. 290, 1954
La seconda rampa che porta alle camere da letto. La scala è tutta in legno e si restringe La seconda rampa che porta alle camere da letto. La scala è tutta in legno e si restringe Martinotti, tratto da - Domus n. 290, 1954
16. La camera da letto dei genitori si apre verso il lago con u grande serramento in pitch-pine. Pavimento in listoni di pitch-pine 16. La camera da letto dei genitori si apre verso il lago con u grande serramento in pitch-pine. Pavimento in listoni di pitch-pine Martinotti, tratto da - Domus n. 290, 1954
Vista della casa dal lago Vista della casa dal lago Tratto da - Argan, Gardella, Edizioni di Comunità 1959
Dettaglio dello sfalsamento a pettine delle stanze da letto Dettaglio dello sfalsamento a pettine delle stanze da letto Tratto da - Porta, Etas Libri 1985
Dettaglio dello sfalsamento a pettine delle stanze da letto, 2019 Dettaglio dello sfalsamento a pettine delle stanze da letto, 2019 Google maps - 2019
Ortofoto, 2019 Ortofoto, 2019 Google maps - 2019

Criteri
1. L’edificio o l’opera di architettura è citata in almeno tre studi storico-sistematici sull’architettura contemporanea di livello nazionale e/o internazionale.
2. L’edificio o l’opera di architettura è illustrata in almeno due riviste di architettura di livello nazionale e/o internazionale.
3. L’edificio o l’opera di architettura ha una riconosciuta importanza nel panorama dell’architettura nazionale, degli anni nei quali è stata costruita, anche in relazione ai contemporanei sviluppi sia del dibattito, sia della ricerca architettonica nazionale e internazionale,
4. L’edificio o l’opera di architettura riveste un ruolo significativo nell’ambito dell’evoluzione del tipo edilizio di pertinenza, ne offre un’interpretazione progressiva o sperimenta innovazioni di carattere distributivo e funzionale.
5. L’edificio o l’opera di architettura introduce e sperimenta significative innovazioni nell’uso dei materiali o nell’applicazione delle tecnologie costruttive.
6. L’edificio o l’opera di architettura è stata progettata da una figura di rilievo nel panorama dell’architettura nazionale e/o internazionale.
7. L’edificio o l’opera di architettura si segnala per il particolare valore qualitativo all’interno del contesto urbano in cui è realizzata.
Sitografia ed altri contenuti online
Titolo Url
Dizionario biografico degli Italiani - Ignazio Gardella Visualizza
Enciclopedia Treccani - Ignazio Gardella Visualizza
SAN Archivi degli Architetti - Ignazio Gardella Visualizza
Archivio Storico Fondazione Fiera Milano - Ignazio Gardella Visualizza
Sistema Museale dell’Università di Parma - Ignazio Gardella Visualizza

Crediti Scheda
Enti di riferimento: DGAAP - Segretariato Regionale per il Piemonte
Titolare della ricerca: Politecnico Torino Dipartimento Architettura e Design
Responsabile scientifico: Maria Adriana Giusti, Gentucca Canella (DAD)


Scheda redatta da Carolina Crozzolin, Guido Pavia, Gentucca Canella
creata il 31/12/2004
ultima modifica il 17/01/2025

Revisori:

Mezzino Davide 2021