Censimento delle architetture italiane dal 1945 ad oggi

CITTÀ SOCIALE MARZOTTO

Scheda Opera

  • Vista delle case operaie tipo 1. Stampa fotografica b/n.
  • Vista delle case operaie tipo 1. Stampa fotografica b/n.
  • Planimetria generale, scala 1:1000
  • Casa per dirigenti, prospetti, scala 1:100
  • Casa per operai tipo 4, prospetti, scala 1:100
  • Casa per operai tipo 1, prospetti, scala 1:100
  • Casa per impiegati, pianta primo piano, scala 1:50
  • Casa per impiegati, sezioni, scala 1:50
  • Casa per impiegati, prospetti, scala 1:50
  • Case degli assistenti
  • Case degli assistenti
  • Case degli assistenti
  • Case degli impiegati
  • Case degli impiegati
  • Portineria
  • Spaccio del lanificio
  • Villa bifamigliare
  • Villa bifamigliare
  • Comune: Manerbio
  • Denominazione: CITTÀ SOCIALE MARZOTTO
  • Indirizzo: Via Giuseppe Verdi N. 110
  • Data: 1937 - 1950
  • Tipologia: Quartieri
  • Autori principali: Ulisse Andolfatto, Francesco Bonfanti, Francesco Zardini
Descrizione

La città sociale ha interessato due aree periferiche di Manerbio: a nord vicino allo stabilimento le zone "operaie"; a sud le abitazioni per i dirigenti. Ancora oggi lo schema del progetto urbanistico è ben leggibile, a testimonianza della ricerca, ad opera dei progettisti e della committenza, di coniugare la funzionalità dell'intervento con una forma architettonica improntata ad elementi razionalisti, sebbene echeggiati in maniera riduttiva e semplificata.
A partire dal 1937 si cominciarono ad edificare le prime case della nuova città sociale, su uno schema simile a quello utilizzato a Valdagno, in provincia di Vicenza, un progetto che influirà molto sull'assetto urbanistico di Manerbio.
Su progetto dell'ingegnere Gino Bonfanti e di Gino Zardini vennero edificati i primi 100 alloggi per gli operai, suddivisi in tre corpi di fabbrica su quattro piani, e la cooperativa di consumo. Gli appartamenti erano e sono ancora chiamati dai manerbiesi "le ville" a testimonianza dell'aspetto ritenuto signorile sia per le comodità "moderne"che offrivano, sia per l'elevato canone di affitto -se paragonato a quello medio- e per stile abitativo, lontano dalle abitudini contadine. I servizi generali, su progetto di Bonfanti, vennero ultimati nel corso degli anni '40 e comprendevano il cinema-teatro per 900 spettatori, il dopolavoro aziendale con bar ristorante, una sala da ballo, il biliardo, la palestra, la piscina scoperta, campi da bocce e da tennis, una scuola materna per 200 bambini e un nido d'infanzia per 100 bambini servito da una sala d'allattamento accessibile dalla fabbrica.
Un edificio costruito nel 1929 come convitto venne ristrutturato e parzialmente rialzato per ospitare le opere assistenziali "minori": il refettorio, il dormitorio, la casa di riposo, un poliambulatorio specialistico, un ambulatorio generico, la maternità e gli alloggi delle religiose cui era affidata la gestione. Venne poi realizzato, a nord ovest del lanificio, il campo sportivo.
Nel 1937 su progetto dell'architetto Valconi e dell'ingegnere Zapua venne costruita una villa per il direttore, mentre su progetto di Bonfanti si costruirono due palazzine con 8 appartamenti per impiegati e dirigenti. Dopo la guerra, ad opera di Bonfanti, che termina in questi anni la sua collaborazione con Marzotto, una villa bifamiliare, 12 appartamenti per gli impiegati e 18 appartamenti in 3 case per gli assistenti del lanificio. Le ultime realizzazioni, a cavallo degli anni '50, sono state progettate dal geometra Ulisse Andolfatto: il fabbricato delle "Lanerie" per la vendita di tessuti, l'Albergo Marzotto e infine altri 24 appartamenti in 2 caseggiati, destinati agli assistenti.

Info
  • Progetto: 1937 - 1937
  • Esecuzione: 1950 - 1950
  • Committente: Lanificio Luigi Marzotto & Figli
  • Proprietà: Proprietà privata
  • Destinazione attuale: abitazione, servizi
Autori
Nome Cognome Ruolo Fase Progetto Archivio Architetti Url Profilo Autore Principale
Ulisse Andolfatto Progetto architettonico Progetto SI
Francesco Bonfanti Progetto architettonico Progetto Visualizza Profilo http://www.iuav.it/ARCHIVIO-P/ARCHIVIO/collezioni/Bonfanti-F/index.htm SI
Francesco Zardini Progetto architettonico Progetto SI
  • Strutture: cemento armato
  • Materiale di facciata: intonaco
  • Coperture: a falde
  • Serramenti: in legno, alluminio
  • Stato Strutture: Buono
  • Stato Materiale di facciata: Buono
  • Stato Coperture: Buono
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A partire dal 1937 si cominciarono ad edificare le prime case della nuova città sociale, su uno schema simile a quello utilizzato a Valdagno, in provincia di Vicenza, un progetto che influirà molto sull'assetto urbanistico di Manerbio.
Su progetto dell'ingegnere Gino Bonfanti e di Gino Zardini vennero edificati i primi 100 alloggi per gli operai, suddivisi in tre corpi di fabbrica su quattro piani, e la cooperativa di consumo. Gli appartamenti erano e sono ancora chiamati dai manerbiesi "le ville" a testimonianza dell'aspetto ritenuto signorile sia per le comodità "moderne"che offrivano, sia per l'elevato canone di affitto -se paragonato a quello medio- e per stile abitativo, lontano dalle abitudini contadine. I servizi generali, su progetto di Bonfanti, vennero ultimati nel corso degli anni '40 e comprendevano il cinema-teatro per 900 spettatori, il dopolavoro aziendale con bar ristorante, una sala da ballo, il biliardo, la palestra, la piscina scoperta, campi da bocce e da tennis, una scuola materna per 200 bambini e un nido d'infanzia per 100 bambini servito da una sala d'allattamento accessibile dalla fabbrica. 
Un edificio costruito nel 1929 come convitto venne ristrutturato e parzialmente rialzato per ospitare le opere assistenziali "minori": il refettorio, il dormitorio, la casa di riposo, un poliambulatorio specialistico, un ambulatorio generico, la maternità e gli alloggi delle religiose cui era affidata la gestione. Venne poi realizzato, a nord ovest del lanificio, il campo sportivo.
Nel 1937 su progetto dell'architetto Valconi e dell'ingegnere Zapua venne costruita una villa per il direttore, mentre su progetto di Bonfanti si costruirono due palazzine con 8 appartamenti per impiegati e dirigenti. Dopo la guerra, ad opera di Bonfanti, che termina in questi anni la sua collaborazione con Marzotto, una villa bifamiliare, 12 appartamenti per gli impiegati e 18 appartamenti in 3 case per gli assistenti del lanificio. Le ultime realizzazioni, a cavallo degli anni '50, sono state progettate dal geometra Ulisse Andolfatto: il fabbricato delle "Lanerie" per la vendita di tessuti, l'Albergo Marzotto e infine altri 24 appartamenti in 2 caseggiati, destinati agli assistenti.
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A metà del '37 dopo la costruzione di Valdagno Nuova si dà avvio anche a Manerbio ad opera del "Lanificio Luigi Marzotto e figli" a un importante progetto di costruzione sullo stesso modello di città sociale, anche se di proporzioni più contenute rispetto a Valdagno. Fu per quegli anni l'esperienza più rilevante nel territorio bresciano di costruzioni residenziali e sociali ad opera di un'azienda.
Nel 2004 è stato chiuso lo stabilimento di Manerbio, la cui area è oggi dismessa.
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  • Vincolo: Non Vincolata
  • Provvedimenti di tutela: Nessuna opzione
  • Data Provvedimento:
  • Riferimento Normativo:
  • Altri Provvedimenti:
  • Foglio Catastale: -
  • Particella: -

Note

Il Lanificio di Manerbio, sorto nel 1907 con capitali prevalentemente francesi, fu acquistato nel 1927 da Gaetano Marzotto che diede avvio ad un processo di riorganizzazione ed espansione della produzione. A metà del '37 dopo la costruzione di Valdagno Nuova si dà avvio anche a Manerbio ad opera del "Lanificio Luigi Marzotto e figli" a un importante progetto di costruzione sullo stesso modello di città sociale, anche se di proporzioni più contenute rispetto a Valdagno. Fu per quegli anni l'esperienza più rilevante nel territorio bresciano di costruzioni residenziali e sociali ad opera di un'azienda. Nel 2004 è stato chiuso lo stabilimento di Manerbio, la cui area è oggi dismessa.

Bibliografia
Autore Anno Titolo Edizione Luogo Edizione Pagina Specifica
Erseghe Alberto, Ferrari Giorgio, Ricci Mosè 1986 Francesco Bonfanti architetto. I progetti per la "città sociale" di Gaetano Marzotto, 1927 - 1946 Electa Milano Si
Tiefenthaler Angelo, Tiefenthaler Michelangelo 2007 Manerbio e la città sociale di Marzotto: 1927-1955 La Compagnia della Stampa Masetti Rodella Roccafranca No
Coccoli Carlotta, Cavagnini Giordano, Mondolo Silvia 2019 La "città sociale" e l'area dell'ex lanificio Marzotto di Manerbio: un patrimonio architettonico e urbano a rischio di dissipazione, in Il patrimonio culturale in mutamento. Le sfide dell'uso Edizioni Arcadia Ricerche Venezia 717-727 Si

Fonti Archivistiche
Titolo Autore Ente Descrizione Conservazione
Fondo Francesco Bonfanti Francesco Bonfanti Università IUAV Istituto Universitario di Architettura di Venezia

Allegati
File Didascalia Credito Fotografico
Vista delle case operaie tipo 1. Stampa fotografica b/n. Vista delle case operaie tipo 1. Stampa fotografica b/n. Fondo Francesco Bonfanti
Vista delle case operaie tipo 1. Stampa fotografica b/n. Vista delle case operaie tipo 1. Stampa fotografica b/n. Fondo Francesco Bonfanti
Fondo Francesco Bonfanti
Planimetria generale, scala 1:1000 Planimetria generale, scala 1:1000 Fondo Francesco Bonfanti
Casa per dirigenti, prospetti, scala 1:100 Casa per dirigenti, prospetti, scala 1:100 Fondo Francesco Bonfanti
Casa per operai tipo 4, prospetti, scala 1:100 Casa per operai tipo 4, prospetti, scala 1:100 Fondo Francesco Bonfanti
Casa per operai tipo 1, prospetti, scala 1:100 Casa per operai tipo 1, prospetti, scala 1:100 Fondo Francesco Bonfanti
Casa per impiegati, pianta primo piano, scala 1:50 Casa per impiegati, pianta primo piano, scala 1:50 Fondo Francesco Bonfanti
Casa per impiegati, sezioni, scala 1:50 Casa per impiegati, sezioni, scala 1:50 Fondo Francesco Bonfanti
Casa per impiegati, prospetti, scala 1:50 Casa per impiegati, prospetti, scala 1:50 Fondo Francesco Bonfanti
Marco Introini - 2015
Marco Introini - 2015
Marco Introini - 2015
Case degli assistenti Case degli assistenti
Case degli assistenti Case degli assistenti
Case degli assistenti Case degli assistenti
Case degli impiegati Case degli impiegati
Case degli impiegati Case degli impiegati
Portineria Portineria
Spaccio del lanificio Spaccio del lanificio
Villa bifamigliare Villa bifamigliare
Villa bifamigliare Villa bifamigliare

Criteri
4. L’edificio o l’opera di architettura riveste un ruolo significativo nell’ambito dell’evoluzione del tipo edilizio di pertinenza, ne offre un’interpretazione progressiva o sperimenta innovazioni di carattere distributivo e funzionale.
7. L’edificio o l’opera di architettura si segnala per il particolare valore qualitativo all’interno del contesto urbano in cui è realizzata.

Crediti Scheda
Enti di riferimento: DGAAP - Segretariato Regionale per la Lombardia
Titolare della ricerca: Politecnico di Milano - Dipartimento di Design; Dipartimento di Architettura e Studi Urbani - DAStU
Responsabile scientifico: Fulvo Irace, Maurizio Boriani


Scheda redatta da
creata il 31/12/2012
ultima modifica il 11/04/2024

Revisori:

Setti Stefano 2022