- Comune: Catanzaro
- Denominazione: PALAZZO DELLA PROVINCIA
- Indirizzo: Via Luigi Rossi
- Data: 1949 - 1958
- Tipologia: Sedi di enti pubblici e istituzioni
- Autori principali: Saul Greco
Descrizione
Il lotto scelto per realizzare il progetto del nuovo Palazzo della Provincia faceva parte di un’area di proprietà provinciale, tra il Corso Mazzini e via Giuseppe Raffaelli, dove sorgevano edifici di edilizia minore e pubblici, come l’Ufficio delle Poste. I primi furono abbattuti per il loro poco interesse architettonico, invece, la preesistenza dell’ufficio ha creato ostacoli alla progettazione integrale del lotto.
Nell’edificio, conosciuto anche come il Palazzo di Vetro, il prospetto principale si sviluppa, in larghezza, per otto campate, attraverso una maglia regolare e geometrica costituita dalla struttura in calcestruzzo rivestita in travertino dove ogni campata si sdoppia in sedici finestre quadrate, che a loro volta sono divise in quattro vetri di dimensione diversa. Inoltre, per conferire ulteriore movimento, al secondo piano, dalla seconda alla quinta campata, il volume aggettante si proietta “verso fuori” rispetto all’intero prospetto ed è definito da una vetrata continua e dalla scritta sovrastante PROVINCIA DI CATANZARO, che identifica la proprietà .
La lettura orizzontale del prospetto è ulteriormente rimarcata dalla ringhiera che corre per tutto il primo piano e dal coronamento finale. Quest’ultimo, realizzato dallo scultore Amerigo Tot, rappresenta una grande greca continua fatta in mosaico, successivamente lo stesso disegno fu preso come riferimento per realizzare una nuova ringhiera.
In alzato, il piano terra è occupato da un lungo portico vetrato, destinato ad attività commerciali, invece, i quattro piani superiori agli uffici. L’architetto ricercò la leggerezza strutturale attraverso lo studio della forma e dei materiali, ottenendo così opere “resistenti per forma”. Studio che fu applicato per la copertura di questo edificio realizzata in laterizio e non in calcestruzzo armato.
Anche all’interno ritroviamo caratteristiche peculiari e di notevole interesse: la struttura che diventa un elemento architettonico, definendo spazi diversi tra loro, come la triplice altezza dell’auditorium, la sala conferenze, gli uffici e la zona dei servizi. La grande scala, elemento verticale che collega tutti i piani, è concepita staccata dai muri creando doppie altezze e giochi di pieni e vuoti.
Tra il 2004 e il 2005 l’ingegnere Agostino Apa è stato incaricato del progetto di ristrutturazione e negli stessi anni Ignazio Maria Greco, figlio di Saul Greco, ha realizzato il progetto per lo spazio antistante tra l’edificio e la piazza.