Censimento delle architetture italiane dal 1945 ad oggi

NUOVO STABILIMENTO TESSILE BOSSI

Scheda Opera

  • Planimetria generale: A. Ampliamento dello stabilimento originario; B. Primo nucleo residenziale per i dipendenti; C. Secondo nucleo residenziale; D. Fabbrica tessile (in via di ampliamento)
  • Disegno di studio
  • Vista di scorcio del fronte sud
  • Vista parziale del fronte sud
  • Vista prospettica del fronte sud
  • Vista di scorcio fronte sud
  • Dettaglio del fronte sud
  • Vista di scorcio degli ingressi del fonte sud
  • Fronte sud, 2019
  • Scorcio del fronte nord, 2019
  • Scorcio del fronte ovest, 2019
  • Dettaglio del fronte ovest con le bocche di espulsione e aspirazione dell’aria, 2019
  • Ortofoto, 2020
  • Comune: Cameri
  • Denominazione: NUOVO STABILIMENTO TESSILE BOSSI
  • Indirizzo: Strada Michelona N. 9
  • Data: 1968 -
  • Tipologia: Edifici per attività produttive
  • Autori principali: Vittorio Gregotti, Lodovico Meneghetti, Giotto Stoppino
Descrizione

1. Opera originaria
«Questo edificio è la sede della Filatura Bossi di Novara; ciò che qui appare è solo la prima parte, cioè circa la metà dell’intero complesso previsto, ora in corso di realizzazione. È una struttura metallica di tipo tradizionale (con campate di 30 metri e pilastri ogni 10) rivestita nella parte alta (che comprende le travi e gli impianti di condizionamento) da una fascia in alluminio dipinta in bianco e nella parte bassa da pannelli di tamponamento in graniglia – staccati dalla fascia di alluminio da una sottile striscia di vetro. I volumi delle centrali di condizionamento sono in cemento e sottolineano gli ingressi. Tutti questi elementi sono differenziati fra loro morfologicamente, come le grandi bocche di espulsione e aspirazione dell’aria, aggettanti». (Nuove esperienze- Vittorio Gregotti Lodovico Meneghetti, Giotto Stoppino architetti, in «Domus» n. 513, 1972, p. 16) Traduzione inglese: sì

[…] Nello spazio della manifattura tessile familiare, una “famiglia” di edifici costruiti in anni successivi per le esigenze di una produzione in espansione (1956 nucleo residenziale e 1961 casa a quattro piani per i dipendenti, 1968 nuovo stabilimento) dimostra come a distanza di pochi metri e pochi anni l’uno dall’altro sia possibile seguire un discorso coerente attraverso edificazioni di volta in volta diverse, non solo sul piano funzionale ma, ciò che più importa, sul piano delle risposte alle questioni che il contesto pone nel suo trasformarsi. […] Per questo più recente ampliamento il problema era quello di dotare il vecchio stabilimento esistente di un corpo contiguo che contenesse nuovi uffici e nuovi spazi per piccole lavorazioni, accessibili direttamente dalla fabbrica, e risolvesse degnamente il nuovo ingresso dalla strada». (Giacomo Polin, Gregotti Associati, nuovi uffici Bossi a Cameri, in «Casabella n. 493, luglio-agosto 1983, p. 3) Traduzione inglese: sì

«I contenuti significativi del fabbricato, pur integralmente ricompreso nel recinto perimetrale, si esprimono nell’accentuazione dei portali e delle bocche tecniche degli impianti d'aerazione, intercalati e sovrapposti alla partitura modulare del rivestimento a pannelli di graniglia. L'accostamento geometrico dei componenti enfatizzati dissimula appena la perduta semanticità dell'“architettura del lavoro” nell'età postfunzionalista, rovesciando all'esterno una rappresentazione figurativamente allusiva e sdrammatizzata dalla dimensione “domestica” del manufatto. Perduta ogni eco behrensiana, l'indeterminazione linguistica dell’immagine coincide con la crisi di trapasso storico nell'organizzazione produttiva che associa la sovrastrutturalità dell'involucro, culturalmente decontestualizzato, a una tendenziale indifferenza localizzativa. La struttura metallica di tipo tradizionale, con campate di 30 m e passo di 10 m, è sormontata da una intercapedine tecnica il cui coronamento esterno in alluminio verniciato bianco è congiunto al volume murario mediante una sottile striscia di vetro». (Sergio Crotti, a cura di, Vittorio Gregotti, Zanichelli, Bologna 1986, p. 34)

«Nell’arco di quasi trent’anni si snoda il rapporto di Gregotti con un luogo – Cameri – e con una industria – la Bossi – per la realizzazione di edifici per abitazione, dello stabilimento e infine di nuovi uffici per la vecchia manifattura. Chiaramente leggibile risulta il passaggio da una ricerca di radicamento nell’ambiente – tramite sia l’adesione a tipologie tradizionali, sia l’attenzione alle accentuazioni espressive, ai caratteri costruttivi e ai materiali dei progetti residenziali – alla indeterminatezza linguistica dell’architettura del lavoro…». (Sergio Polano con M. Mulazzani, Guida all’architettura italiana del Novecento, Electa, Milano 1991, p. 24)

«L'edificio del reparto filatura collocato all'interno del recinto di un'industria tessile padana, è costituito da una struttura metallica di tipo tradizionale, con campate che presentano una luce di 30 m e passo di 10 m. Rivestito in pannelli modulari prefabbricati in graniglia di cemento, il fabbricato è chiuso da un coronamento in lamiera metallica dipinta bianca, che riveste un'intercapedine nella quale sono alloggiati gli impianti tecnici. La partitura geometrica dei pannelli delle facciate si rapporta con il coronamento superiore mediante la sottile fascia vetrata che corre su tutta la lunghezza del corpo di fabbrica principale. Solo i due volumi dei grandi portali d'ingresso verso strada, che alloggiano le bocche cilindriche e semicilindriche degli impianti di aerazione, presentano una forte accentuazione formale, coerente con il ruolo funzionale dell'edificio e con il significato simbolico rappresentato dal tema architettonico. L'enfasi assegnata agli elementi tecnici della fabbrica rende manifesta la funzione produttiva dell'edificio, determinando al contempo un chiaro effetto di contrappunto con la semplice linearità del volume principale. L'estensione della regola costruttiva che fissa l'ordinamento geometrico delle facciate ai diversi elementi della filatura, è la condizione che stabilizza l'unitarietà complessiva dell'intervento». (Guido Morpurgo, Gregotti Associati 1953-2003, Rizzoli Gruppo Skira, Ginevra-Milano 2004, p. 48)

«Struttura metallica di tipo tradizionale, rivestita da un paramento murario in pannelli di graniglia. I portali d’accesso sormontati dalle bocche tecniche degli impianti d’aerazione diventano elementi di caratterizzazione di volumi geometrici che compongono un recinto chiuso all’esterno». (Adriana Giusti, Rosa Tamborrino, Guida all’architettura del Novecento in Piemonte (1902-2006), Allemandi, Torino 2008, p. 145). Traduzione inglese: sì


2. Consistenza dell’opera al 2019/Stato attuale
Il complesso, dismesso dal 2013, nonostante la mancata manutenzione, preserva i caratteri originali dell’opera e un discreto stato di conservazione.

(Scheda a cura di Carolina Crozzoli, Guido Pavia, Gentucca Canella, DAD - Politecnico di Torino)


1. Original Work
«The first stage of works for a new spinning-mill. The metal frame is closed by two horizontal fasciae of different materials (at the bottom, concrete panels; on top, sheet-aluminium painted white) separated by a narrow strip of glass. The entrances are emphasized by the concrete volumes of the conditioning plant and the big projecting air-outlets» («Domus» n. 513, 1972).
«[…] In the area of the family textile manufacturing, a "family" of buildings built in following years in order to answer the needs of an expanding production (1956 residential nucleus and 1961 house with four plans for employees, 1968 a new building) shows as, at a distance of a few meters and a few years from each other and through buildings different every time, a coherent idea can be followed, not only on the functional level but, mostly, on that of the answers to the questions that the context asks in its transformation. […] For this most recent extension to the factory, the problem was to equip the existing old factory with a contiguous build containing new offices and new spaces for small processing, accessible directly from the factory, properly resolving the new entrance from the street». («Casabella n. 493, luglio-agosto 1983)
Gregotti's work clearly shows the passage from a search of the respect of the tradition to the adoption of the language of the architecture of work in the post-functionalist age.
The building, located inside the enclosure of the textile industry, is characterized by the presence of some elements that consistently show its functional role and by the symbolic meaning of the architectural theme.
These elements are the cylindrical and semi-cylindrical vents of the aeration systems that characterize the large entrance portals on the road that are opposed to the simple linearity of the main block. These elements alternated with the modular score of the grit panel cladding and superimposed on them.

2. Current state in 2019
The complex abandoned since 2013. But nowadays the distinctive characters remain unchanged and it is in a decent state of conservation.

(English version by Teresa Casale, DAD-Politecnico di Torino)

Info
  • Progetto: 1968 -
  • Esecuzione: -
  • Committente: Ditta Bossi
  • Proprietà: Proprietà privata
  • Destinazione originaria: Edificio industriale con annessi spazi per uffici
  • Destinazione attuale: Dismesso dal 2013
Autori
Nome Cognome Ruolo Fase Progetto Archivio Architetti Url Profilo Autore Principale
Vittorio Gregotti Progetto architettonico Progetto Visualizza Profilo https://siusa.archivi.beniculturali.it/cgi-bin/siusa/pagina.pl?TipoPag=prodpersona&Chiave=19481 SI
Lodovico Meneghetti Progetto architettonico Progetto Visualizza Profilo https://siusa.archivi.beniculturali.it/cgi-bin/siusa/pagina.pl?TipoPag=prodpersona&Chiave=19483 SI
Giotto Stoppino Progetto architettonico Progetto Visualizza Profilo https://siusa.archivi.beniculturali.it/cgi-bin/siusa/pagina.pl?TipoPag=prodpersona&Chiave=19779 SI
  • Strutture: La struttura metallica è di tipo tradizionale (con campate di 30 metri e pilastri ogni 10). I volumi delle centrali di condizionamento sono in cemento.
  • Materiale di facciata: La struttura metallica è sormontata da una intercapedine tecnica il cui coronamento esterno in alluminio verniciato bianco è congiunto al volume murario mediante una sottile striscia di vetro. I volumi delle centrali di condizionamento in cemento sottolin
  • Coperture: Piane
  • Serramenti: In alluminio verniciato in colore bianco
  • Stato Strutture: Buono
  • Stato Materiale di facciata: Buono
  • Stato Coperture: Buono
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[…] Nello spazio della manifattura tessile familiare, una “famiglia” di edifici costruiti in anni successivi per le esigenze di una produzione in espansione (1956 nucleo residenziale e 1961 casa a quattro piani per i dipendenti, 1968 nuovo stabilimento) dimostra come a distanza di pochi metri e pochi anni l’uno dall’altro sia possibile seguire un discorso coerente attraverso edificazioni di volta in volta diverse, non solo sul piano funzionale ma, ciò che più importa, sul piano delle risposte alle questioni che il contesto pone nel suo trasformarsi. […] Per questo più recente ampliamento il problema era quello di dotare il vecchio stabilimento esistente di un corpo contiguo che contenesse nuovi uffici e nuovi spazi per piccole lavorazioni, accessibili direttamente dalla fabbrica, e risolvesse degnamente il nuovo ingresso dalla strada». (Giacomo Polin, Gregotti Associati, nuovi uffici Bossi a Cameri, in «Casabella n. 493, luglio-agosto 1983, p. 3) Traduzione inglese: sì

«I contenuti significativi del fabbricato, pur integralmente ricompreso nel recinto perimetrale, si esprimono nell’accentuazione dei portali e delle bocche tecniche degli impianti d'aerazione, intercalati e sovrapposti alla partitura modulare del rivestimento a pannelli di graniglia. L'accostamento geometrico dei componenti enfatizzati dissimula appena la perduta semanticità dell'“architettura del lavoro” nell'età postfunzionalista, rovesciando all'esterno una rappresentazione figurativamente allusiva e sdrammatizzata dalla dimensione “domestica” del manufatto. Perduta ogni eco behrensiana, l'indeterminazione linguistica dell’immagine coincide con la crisi di trapasso storico nell'organizzazione produttiva che associa la sovrastrutturalità dell'involucro, culturalmente decontestualizzato, a una tendenziale indifferenza localizzativa. La struttura metallica di tipo tradizionale, con campate di 30 m e passo di 10 m, è sormontata da una intercapedine tecnica il cui coronamento esterno in alluminio verniciato bianco è congiunto al volume murario mediante una sottile striscia di vetro». (Sergio Crotti, a cura di, Vittorio Gregotti, Zanichelli, Bologna 1986, p. 34)

«Nell’arco di quasi trent’anni si snoda il rapporto di Gregotti con un luogo – Cameri – e con una industria – la Bossi – per la realizzazione di edifici per abitazione, dello stabilimento e infine di nuovi uffici per la vecchia manifattura. Chiaramente leggibile risulta il passaggio da una ricerca di radicamento nell’ambiente – tramite sia l’adesione a tipologie tradizionali, sia l’attenzione alle accentuazioni espressive, ai caratteri costruttivi e ai materiali dei progetti residenziali – alla indeterminatezza linguistica dell’architettura del lavoro…». (Sergio Polano con M. Mulazzani, Guida all’architettura italiana del Novecento, Electa, Milano 1991, p. 24)

«L'edificio del reparto filatura collocato all'interno del recinto di un'industria tessile padana, è costituito da una struttura metallica di tipo tradizionale, con campate che presentano una luce di 30 m e passo di 10 m. Rivestito in pannelli modulari prefabbricati in graniglia di cemento, il fabbricato è chiuso da un coronamento in lamiera metallica dipinta bianca, che riveste un'intercapedine nella quale sono alloggiati gli impianti tecnici. La partitura geometrica dei pannelli delle facciate si rapporta con il coronamento superiore mediante la sottile fascia vetrata che corre su tutta la lunghezza del corpo di fabbrica principale. Solo i due volumi dei grandi portali d'ingresso verso strada, che alloggiano le bocche cilindriche e semicilindriche degli impianti di aerazione, presentano una forte accentuazione formale, coerente con il ruolo funzionale dell'edificio e con il significato simbolico rappresentato dal tema architettonico. L'enfasi assegnata agli elementi tecnici della fabbrica rende manifesta la funzione produttiva dell'edificio, determinando al contempo un chiaro effetto di contrappunto con la semplice linearità del volume principale. L'estensione della regola costruttiva che fissa l'ordinamento geometrico delle facciate ai diversi elementi della filatura, è la condizione che stabilizza l'unitarietà complessiva dell'intervento». (Guido Morpurgo, Gregotti Associati 1953-2003, Rizzoli Gruppo Skira, Ginevra-Milano 2004, p. 48)

«Struttura metallica di tipo tradizionale, rivestita da un paramento murario in pannelli di graniglia. I portali d’accesso sormontati dalle bocche tecniche degli impianti d’aerazione diventano elementi di caratterizzazione di volumi geometrici che compongono un recinto chiuso all’esterno». (Adriana Giusti, Rosa Tamborrino, Guida all’architettura del Novecento in Piemonte (1902-2006), Allemandi, Torino 2008, p. 145). Traduzione inglese: sì


2. Consistenza dell’opera al 2019/Stato attuale
Il complesso, dismesso dal 2013, nonostante la mancata manutenzione, preserva i caratteri originali dell’opera e un discreto stato di conservazione. 

(Scheda a cura di Carolina Crozzoli, Guido Pavia, Gentucca Canella, DAD - Politecnico di Torino)


1. Original Work 
«The first stage of works for a new spinning-mill. The metal frame is closed by two horizontal fasciae of different materials (at the bottom, concrete panels; on top, sheet-aluminium painted white) separated by a narrow strip of glass. The entrances are emphasized by the concrete volumes of the conditioning plant and the big projecting air-outlets» («Domus» n. 513, 1972). 
«[…] In the area of the family textile manufacturing, a "family" of buildings built in following years in order to answer the needs of an expanding production (1956 residential nucleus and 1961 house with four plans for employees, 1968 a new building) shows as, at a distance of a few meters and a few years from each other and through buildings different every time, a coherent idea can be followed, not only on the functional level but, mostly, on that of the answers to the questions that the context asks in its transformation. […] For this most recent extension to the factory, the problem was to equip the existing old factory with a contiguous build containing new offices and new spaces for small processing, accessible directly from the factory, properly resolving the new entrance from the street». («Casabella n. 493, luglio-agosto 1983) 
Gregotti's work clearly shows the passage from a search of the respect of the tradition to the adoption of the language of the architecture of work in the post-functionalist age.
The building, located inside the enclosure of the textile industry, is characterized by the presence of some elements that consistently show its functional role and by the symbolic meaning of the architectural theme.
These elements are the cylindrical and semi-cylindrical vents of the aeration systems that characterize the large entrance portals on the road that are opposed to the simple linearity of the main block. These elements alternated with the modular score of the grit panel cladding and superimposed on them. 

2. Current state in 2019 
The complex abandoned since 2013. But nowadays the distinctive characters remain unchanged and it is in a decent state of conservation.

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  • Vincolo: Non Vincolata
  • Provvedimenti di tutela: Nessuna opzione
  • Data Provvedimento:
  • Riferimento Normativo:
  • Altri Provvedimenti:
  • Foglio Catastale: -
  • Particella: -

Note

-

Bibliografia
Autore Anno Titolo Edizione Luogo Edizione Pagina Specifica
1972 Nuove esperienze. Vittorio Gregotti Lodovico Meneghetti, Giotto Stoppino architetti Domus n. 513 16-17 No
Tafuri Manfredo 1982 Vittorio Gregotti progetti e architetture Electa Milano 124 No
Polin Giacomo 1983 Gregotti Associati, nuovi uffici Bossi a Cameri Casabella n. 493 44257 No
Crotti Sergio (a cura di) 1986 Vittorio Gregotti Zanichelli Bologna 34-35 No
Sergio Polano, Marco Mulazzani 1991 Guida all’architettura italiana del Novecento Electa Milano 24-25 No
Rykwert Joseph 1995 Gregotti associati Rizzoli Milano 213 No
Morpurgo Guido 2004 Gregotti Associati 1953-2003 Rizzoli/Skira Milano 48-49 No
Giusti Maria Adriana, Tamborrino Rosa 2008 Guida all’architettura del Novecento in Piemonte (1902-2006) Allemandi Torino 145 No

Allegati
File Didascalia Credito Fotografico
Planimetria generale: A. Ampliamento dello stabilimento originario; B. Primo nucleo residenziale per i dipendenti; C. Secondo nucleo residenziale; D. Fabbrica tessile (in via di ampliamento) Planimetria generale: A. Ampliamento dello stabilimento originario; B. Primo nucleo residenziale per i dipendenti; C. Secondo nucleo residenziale; D. Fabbrica tessile (in via di ampliamento) Tratto da - Polin, Gregotti Associati, Casabella n. 493 1983
Disegno di studio Disegno di studio Tratto da - Gregotti, Meneghetti, Stoppino, Domus n. 513 1972
Vista di scorcio del fronte sud Vista di scorcio del fronte sud Morpurgo, Rizzoli/Skira 2004
Vista parziale del fronte sud Vista parziale del fronte sud Tratto da - Gregotti, Zanichelli 1986
Vista prospettica del fronte sud Vista prospettica del fronte sud Tratto da - Tafuri, Gregotti, Electa 1982
Vista di scorcio fronte sud Vista di scorcio fronte sud Tratto da - Gregotti, Meneghetti, Stoppino, Domus n. 513 1972
Dettaglio del fronte sud Dettaglio del fronte sud Tratto da - Gregotti, Meneghetti, Stoppino, Domus n. 513 1972
Vista di scorcio degli ingressi del fonte sud Vista di scorcio degli ingressi del fonte sud Tratto da - Gregotti, Zanichelli 1986
Fronte sud, 2019 Fronte sud, 2019 Gentucca Canella - 2019
Scorcio del fronte nord, 2019 Scorcio del fronte nord, 2019 Gentucca Canella - 2019
Scorcio del fronte ovest, 2019 Scorcio del fronte ovest, 2019 Gentucca Canella - 2019
Dettaglio del fronte ovest con le bocche di espulsione e aspirazione dell’aria, 2019 Dettaglio del fronte ovest con le bocche di espulsione e aspirazione dell’aria, 2019 Gentucca Canella - 2019
Ortofoto, 2020 Ortofoto, 2020 Google maps - 2020

Criteri
1. L’edificio o l’opera di architettura è citata in almeno tre studi storico-sistematici sull’architettura contemporanea di livello nazionale e/o internazionale.
2. L’edificio o l’opera di architettura è illustrata in almeno due riviste di architettura di livello nazionale e/o internazionale.
3. L’edificio o l’opera di architettura ha una riconosciuta importanza nel panorama dell’architettura nazionale, degli anni nei quali è stata costruita, anche in relazione ai contemporanei sviluppi sia del dibattito, sia della ricerca architettonica nazionale e internazionale,
6. L’edificio o l’opera di architettura è stata progettata da una figura di rilievo nel panorama dell’architettura nazionale e/o internazionale.
7. L’edificio o l’opera di architettura si segnala per il particolare valore qualitativo all’interno del contesto urbano in cui è realizzata.
Sitografia ed altri contenuti online
Titolo Url
SIUSA Gregotti-Meneghetti-Stoppino Visualizza
CASVA Milano - Vittorio Gregotti Visualizza
Enciclopedia Treccani - Vittorio Gregotti Visualizza

Crediti Scheda
Enti di riferimento: DGAAP - Segretariato Regionale per il Piemonte
Titolare della ricerca: Politecnico Torino Dipartimento Architettura e Design
Responsabile scientifico: Maria Adriana Giusti, Gentucca Canella (DAD)


Scheda redatta da Carolina Crozzoli, Guido Pavia, Gentucca Canella
creata il 31/12/2004
ultima modifica il 23/01/2025

Revisori:

Mezzino Davide 2021