CASA PAPANICE (ORA SEDE DELL'AMBASCIATA DI GIORDANIA)
Scheda Opera
- Comune: Roma
- Località: Nomentano
- Denominazione: CASA PAPANICE (ORA SEDE DELL'AMBASCIATA DI GIORDANIA)
- Indirizzo: Via Giuseppe Marchi N. 3
- Data: 1966 - 1970
- Tipologia: Abitazioni unifamiliari
- Autori principali: Paolo Portoghesi, Vittorio Gigliotti
Descrizione
Casa Papanice è un villino costruito, nei pressi di Via Nomentana, durante il biennio 1969-1970 su progetto di Paolo Portoghesi e Valerio Gigliotti e costituisce una tra le più significative opere nell'ambito dell’edilizia residenziale e del lavoro di revisione del linguaggio del Movimento Moderno sviluppato dall’architetto romano nel decennio precedente. A livello tipologico l’edificio risponde ai canoni del villino signorile, costruito nella parte residua di un parco privato, su tre livelli, con un alloggio per piano e un piccolo attico. Oggi è sede dell’Ambasciata della Giordania.
Il progetto mostra come l’articolazione plastica delle superfici delimiti lo spazio, predisponendosi ad una ricerca formale che affonda le sue radici nel Barocco Romano, a cui l’architetto guarda spesso come eredità imprescindibile. Egli si avvale inoltre di suggestioni provenienti dalle Secessioni di inizio secolo e dall’Art Déco. In linea con le tendenze barocche, Portoghesi sceglie di usare sistematicamente la linea curva nella modellazione dello spazio ed opera attraverso l’inflessione delle pareti interne ed esterne, che si alternano tra concave e convesse e caratterizzano formalmente la composizione. Il muro inflesso, una superficie curva variabile a seconda della posizione degli spazi interni ed esterni, crea una prospettiva che modella lo spazio come se fosse sostanza plastica. La tecnica che Portoghesi utilizza per piegare la parete gli consente di ottenere un’estensione spaziale, tanto da definire il muro inflesso come “l’elemento chiave della soluzione“. L’accostamento di due inflessioni è il risultato della combinazione dell’architettura con la natura e con la plasticità barocca, dove la linea curva diventa il giusto compromesso estetico fra natura, cultura del luogo ed il manufatto in rapporto alle sue necessità funzionali.
In questo progetto la parete inflessa, già utilizzata nella Casa Baldi, assume inoltre un valore completamente diverso anche all'esterno grazie al rivestimento continuo in listelli di maioliche che, unito alle “canne d’organo” di metallo dei parapetti dei balconi e del coronamento, inserisce l’edificio all'interno di un linguaggio architettonico sempre più ricco di ambiguità. La gamma dei riferimenti tende così a moltiplicarsi, insieme alla sperimentazione architettonica che investe il cromatismo organico – evidenziato nel riferimento ai colori delle maioliche che richiamano gli elementi naturali - in cui casa Papanice è avvolta. La transizione tra spazio esterno ed interno individua un tipo di apertura denominata “finestra dialettica”, risultato di diverse contrapposizioni di muri inflessi.
All'interno, le pareti sono dipinte con fasce colorate che le percorrono orizzontalmente mentre una serie di cilindri concentrici originati da tre serie diverse di poli definiscono i soffitti del soggiorno. Questi soffitti denunciano in maniera quasi didascalica uno dei metodi di organizzazione dello spazio utilizzati da Portoghesi. Si tratta di costruire un reticolo geometrico di riferimento attraverso l’interferenza tra campi determinati da “centri” a loro volta individuati attraverso una lettura degli elementi polarizzanti dell’edificio o del luogo. Nella casa Papanice questi poli sono costituiti dalle porte, dalla luce delle finestre e dalle più importanti attività del soggiorno: il pranzo, la conversazione e il riunirsi intorno al camino. Portoghesi si cimenta inoltre nella progettazione di interni, con elementi di arredo basati sulla stessa grammatica progettuale dell’edificio.
Venduta nel 1972 alla casa editrice Giunti e successivamente all'Ambasciata di Giordania, l'edificio ha subito un progressivo processo di degrado che ha portato, grazie alla spinta di Edmondo Papanice, nipote del committente, a chiedere alla Soprintendenza un vincolo di tutela e salvaguardia dell'architettura per favorire un intervento di restauro. Nel corso del tempo infatti è stata abbattuta una scala, sono state sostituite tutte le ringhiere originarie, le maioliche sono malandate, sono state asportate tutte le canne di ferro della recinzione dei balconi e all'ultimo piano sono stati abbattuti alcuni tubi di cemento. La casa è stata utilizzata come set in diversi film, di cui il più famoso è “Dramma della gelosia (tutti i particolari in cronaca)“ di Ettore Scola (1970).
Info
- Progetto: 1966 - 1966
- Esecuzione: 1969 - 1970
- Committente: Pasquale Papanice
- Proprietà: proprietà Ente pubblico territoriale
- Destinazione originaria: abitazione unifamiliare
- Destinazione attuale: ambasciata
Autori
| Nome | Cognome | Ruolo | Fase Progetto | Archivio Architetti | Url Profilo | Autore Principale |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Mario | Alamanni | Collaboratore | Progetto | NO | ||
| Vittorio | Gigliotti | Progetto strutturale | Progetto | SI | ||
| Giuseppe | Palma | Collaboratore | Progetto | NO | ||
| Paolo | Portoghesi | Progetto architettonico | Progetto | Visualizza Profilo | https://siusa.archivi.beniculturali.it/cgi-bin/siusa/pagina.pl?TipoPag=prodpersona&Chiave=36163 | SI |
- Strutture: cemento armato
- Materiale di facciata: intonaco, materiali ceramici
- Coperture: piana
- Serramenti: legno
- Stato Strutture: Buono
- Stato Materiale di facciata: Mediocre
- Stato Coperture: Mediocre
- Stato Serramenti: Discreto
- Vincolo: Non Vincolata
- Provvedimenti di tutela: Nessuna opzione
- Data Provvedimento:
- Riferimento Normativo:
- Altri Provvedimenti:
- Foglio Catastale: -
- Particella: -
Note
-
Bibliografia
| Autore | Anno | Titolo | Edizione | Luogo Edizione | Pagina | Specifica |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 1969 | L'industria delle costruzioni n. 12 | No | ||||
| Norberg-Schulz Christian | 1975 | Alla ricerca dell'architettura perduta. Le opere di Paolo Portoghesi, Vittorio Gigliotti, 1959-1975 | Officina | Roma | 11; 140-145 | Si |
| De Guttry Irene | 1978 | Guida di Roma moderna dal 1870 ad oggi | De Luca | Roma | 88 | No |
| 1978 | Architectural Design n. 11-12 | No | ||||
| 1979 | A+U n. 109 | 63-64 | No | |||
| Portoghesi Paolo | 1979 | Le inibizioni dell'architettura moderna | Laterza | Roma-Bari | 176-186 | Si |
| Jenks Charles | 1980 | Late-Modern Architecture | Rizzoli International | New York | 15-18 | No |
| Norberg-Schulz Christian | 1982 | Architetture di Paolo Portoghesi e Vittorio Gigliotti | Officina | Roma | 57-65; 150-155 | Si |
| Rossi Piero Ostilio | 1984 | Roma. Guida all'architettura moderna 1909-1984 (I ed.) | Laterza | Roma-Bari | Scheda n. 169 | Si |
| Priori Giancarlo (a cura di) | 1985 | Paolo Portoghesi | Zanichelli | Bologna | 54-57 | Si |
| Muratore Giorgio, Capuano Alessandra, Garofalo Francesco, Pellegrini Ettore | 1988 | Italia. Gli ultimi trent'anni | Zanichelli | Bologna | 344; Scheda n. 80 | No |
| Rossi Piero Ostilio | 1991 | Roma. Guida all'architettura moderna 1909-1991 (II ed.) | Laterza | Roma-Bari | Scheda n. 163 | Si |
| Sgarbi Vittorio | 1991 | Dizionario dei monumenti italiani e dei loro autori. Roma. Dal Rinascimento ai giorni nostri | Bompiani | Milano | 123 | No |
| Pisani Mario | 1992 | Paolo Portoghesi. Opere e progetti | Electa | Milano | 64-67 | Si |
| 1993 | Guida d'Italia. Roma | Touring Club Italiano | Milano | 730 | No | |
| Magnago Lampugnani Vittorio (a cura di) | 2000 | Dizionario Skira dell'architettura del Novecento | Skira | Genève-Milano | 333 | No |
| Rossi Piero Ostilio | 2000 | Roma. Guida all'architettura moderna 1909-2000 (III ed.) | Laterza | Roma-Bari | Scheda n. 163 | Si |
| Massobrio Giovanna, Ercadi Maria, Tuzi Stefania | 2001 | Paolo Portoghesi architetto | Skira | Milano | 56-59 | Si |
| De Guttry Irene | 2001 | Guida di Roma moderna dal 1870 ad oggi | De Luca | Roma | 88 | No |
| Bernitsa Petra, Ercadi Maria (a cura di) | 2006 | Paolo Portoghesi | Skira | Milano | 56-57 | Si |
| Seminario Gioia | 2009 | Paolo Portoghesi. L'architettura come riflesso dell'anima | Edizioni Scientifiche e Artistiche | Napoli | 126-127 | No |
| Rossi Piero Ostilio | 2012 | Roma. Guida all'architettura moderna 1909-2011 (IV ed.) | Laterza | Roma-Bari | Scheda n. 163 | Si |
| Passeri Alfredo | 2013 | Palazzine romane. Valutazione e fattibilità del progetto di conservazione | Aracne | Roma | 1010-1019 | No |
Criteri
| 1. L’edificio o l’opera di architettura è citata in almeno tre studi storico-sistematici sull’architettura contemporanea di livello nazionale e/o internazionale. | |
| 2. L’edificio o l’opera di architettura è illustrata in almeno due riviste di architettura di livello nazionale e/o internazionale. | |
| 3. L’edificio o l’opera di architettura ha una riconosciuta importanza nel panorama dell’architettura nazionale, degli anni nei quali è stata costruita, anche in relazione ai contemporanei sviluppi sia del dibattito, sia della ricerca architettonica nazionale e internazionale, | |
| 5. L’edificio o l’opera di architettura introduce e sperimenta significative innovazioni nell’uso dei materiali o nell’applicazione delle tecnologie costruttive. | |
| 6. L’edificio o l’opera di architettura è stata progettata da una figura di rilievo nel panorama dell’architettura nazionale e/o internazionale. |
Sitografia ed altri contenuti online
| Titolo | Url |
|---|---|
| Enciclopedia Treccani - Paolo Portoghesi | Visualizza |
Crediti Scheda
Enti di riferimento: PaBAAC - Direzione Regionale per il LazioTitolare della ricerca: Università degli studi di Roma "Sapienza"
Responsabile scientifico: Piero Ostilio Rossi
Scheda redatta da
creata il 31/12/2012
ultima modifica il 26/02/2025
Revisori:
Alberto Coppo 2021



