Censimento delle architetture italiane dal 1945 ad oggi

CASA PAPANICE (ORA SEDE DELL'AMBASCIATA DI GIORDANIA)

Scheda Opera

  • Pianta piano terreno
  • Vista esterna
  • Dettaglio balconi
  • Vista da via Marchi
  • Comune: Roma
  • Località: Nomentano
  • Denominazione: CASA PAPANICE (ORA SEDE DELL'AMBASCIATA DI GIORDANIA)
  • Indirizzo: Via Giuseppe Marchi N. 3
  • Data: 1966 - 1970
  • Tipologia: Abitazioni unifamiliari
  • Autori principali: Paolo Portoghesi, Vittorio Gigliotti
Descrizione

Casa Papanice è un villino costruito, nei pressi di Via Nomentana, durante il biennio 1969-1970 su progetto di Paolo Portoghesi e Valerio Gigliotti e costituisce una tra le più significative opere nell'ambito dell’edilizia residenziale e del lavoro di revisione del linguaggio del Movimento Moderno sviluppato dall’architetto romano nel decennio precedente. A livello tipologico l’edificio risponde ai canoni del villino signorile, costruito nella parte residua di un parco privato, su tre livelli, con un alloggio per piano e un piccolo attico. Oggi è sede dell’Ambasciata della Giordania.
Il progetto mostra come l’articolazione plastica delle superfici delimiti lo spazio, predisponendosi ad una ricerca formale che affonda le sue radici nel Barocco Romano, a cui l’architetto guarda spesso come eredità imprescindibile. Egli si avvale inoltre di suggestioni provenienti dalle Secessioni di inizio secolo e dall’Art Déco. In linea con le tendenze barocche, Portoghesi sceglie di usare sistematicamente la linea curva nella modellazione dello spazio ed opera attraverso l’inflessione delle pareti interne ed esterne, che si alternano tra concave e convesse e caratterizzano formalmente la composizione. Il muro inflesso, una superficie curva variabile a seconda della posizione degli spazi interni ed esterni, crea una prospettiva che modella lo spazio come se fosse sostanza plastica. La tecnica che Portoghesi utilizza per piegare la parete gli consente di ottenere un’estensione spaziale, tanto da definire il muro inflesso come “l’elemento chiave della soluzione“. L’accostamento di due inflessioni è il risultato della combinazione dell’architettura con la natura e con la plasticità barocca, dove la linea curva diventa il giusto compromesso estetico fra natura, cultura del luogo ed il manufatto in rapporto alle sue necessità funzionali.
In questo progetto la parete inflessa, già utilizzata nella Casa Baldi, assume inoltre un valore completamente diverso anche all'esterno grazie al rivestimento continuo in listelli di maioliche che, unito alle “canne d’organo” di metallo dei parapetti dei balconi e del coronamento, inserisce l’edificio all'interno di un linguaggio architettonico sempre più ricco di ambiguità. La gamma dei riferimenti tende così a moltiplicarsi, insieme alla sperimentazione architettonica che investe il cromatismo organico – evidenziato nel riferimento ai colori delle maioliche che richiamano gli elementi naturali - in cui casa Papanice è avvolta. La transizione tra spazio esterno ed interno individua un tipo di apertura denominata “finestra dialettica”, risultato di diverse contrapposizioni di muri inflessi.
All'interno, le pareti sono dipinte con fasce colorate che le percorrono orizzontalmente mentre una serie di cilindri concentrici originati da tre serie diverse di poli definiscono i soffitti del soggiorno. Questi soffitti denunciano in maniera quasi didascalica uno dei metodi di organizzazione dello spazio utilizzati da Portoghesi. Si tratta di costruire un reticolo geometrico di riferimento attraverso l’interferenza tra campi determinati da “centri” a loro volta individuati attraverso una lettura degli elementi polarizzanti dell’edificio o del luogo. Nella casa Papanice questi poli sono costituiti dalle porte, dalla luce delle finestre e dalle più importanti attività del soggiorno: il pranzo, la conversazione e il riunirsi intorno al camino. Portoghesi si cimenta inoltre nella progettazione di interni, con elementi di arredo basati sulla stessa grammatica progettuale dell’edificio.
Venduta nel 1972 alla casa editrice Giunti e successivamente all'Ambasciata di Giordania, l'edificio ha subito un progressivo processo di degrado che ha portato, grazie alla spinta di Edmondo Papanice, nipote del committente, a chiedere alla Soprintendenza un vincolo di tutela e salvaguardia dell'architettura per favorire un intervento di restauro. Nel corso del tempo infatti è stata abbattuta una scala, sono state sostituite tutte le ringhiere originarie, le maioliche sono malandate, sono state asportate tutte le canne di ferro della recinzione dei balconi e all'ultimo piano sono stati abbattuti alcuni tubi di cemento. La casa è stata utilizzata come set in diversi film, di cui il più famoso è “Dramma della gelosia (tutti i particolari in cronaca)“ di Ettore Scola (1970).

Info
  • Progetto: 1966 - 1966
  • Esecuzione: 1969 - 1970
  • Committente: Pasquale Papanice
  • Proprietà: proprietà Ente pubblico territoriale
  • Destinazione originaria: abitazione unifamiliare
  • Destinazione attuale: ambasciata
Autori
Nome Cognome Ruolo Fase Progetto Archivio Architetti Url Profilo Autore Principale
Mario Alamanni Collaboratore Progetto NO
Vittorio Gigliotti Progetto strutturale Progetto SI
Giuseppe Palma Collaboratore Progetto NO
Paolo Portoghesi Progetto architettonico Progetto Visualizza Profilo https://siusa.archivi.beniculturali.it/cgi-bin/siusa/pagina.pl?TipoPag=prodpersona&Chiave=36163 SI
  • Strutture: cemento armato
  • Materiale di facciata: intonaco, materiali ceramici
  • Coperture: piana
  • Serramenti: legno
  • Stato Strutture: Buono
  • Stato Materiale di facciata: Mediocre
  • Stato Coperture: Mediocre
  • Stato Serramenti: Discreto

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Il progetto mostra come l’articolazione plastica delle superfici delimiti lo spazio, predisponendosi ad una ricerca formale che affonda le sue radici nel Barocco Romano, a cui l’architetto guarda spesso come eredità imprescindibile. Egli si avvale inoltre di suggestioni provenienti dalle Secessioni di inizio secolo e dall’Art Déco. In linea con le tendenze barocche, Portoghesi sceglie di usare sistematicamente la linea curva nella modellazione dello spazio ed opera attraverso l’inflessione delle pareti interne ed esterne, che si alternano tra concave e convesse e caratterizzano formalmente la composizione. Il muro inflesso, una superficie curva variabile a seconda della posizione degli spazi interni ed esterni, crea una prospettiva che modella lo spazio come se fosse sostanza plastica. La tecnica che Portoghesi utilizza per piegare la parete gli consente di ottenere un’estensione spaziale, tanto da definire il muro inflesso come “l’elemento chiave della soluzione“. L’accostamento di due inflessioni è il risultato della combinazione dell’architettura con la natura e con la plasticità barocca, dove la linea curva diventa il giusto compromesso estetico fra natura, cultura del luogo ed il manufatto in rapporto alle sue necessità funzionali.
In questo progetto la parete inflessa, già utilizzata nella Casa Baldi, assume inoltre un valore completamente diverso anche all'esterno grazie al rivestimento continuo in listelli di maioliche che, unito alle “canne d’organo” di metallo dei parapetti dei balconi e del coronamento, inserisce l’edificio all'interno di un linguaggio architettonico sempre più ricco di ambiguità. La gamma dei riferimenti tende così a moltiplicarsi, insieme alla sperimentazione architettonica che investe il cromatismo organico – evidenziato nel riferimento ai colori delle maioliche che richiamano gli elementi naturali - in cui casa Papanice è avvolta. La transizione tra spazio esterno ed interno individua un tipo di apertura denominata “finestra dialettica”, risultato di diverse contrapposizioni di muri inflessi.
All'interno, le pareti sono dipinte con fasce colorate che le percorrono orizzontalmente mentre una serie di cilindri concentrici originati da tre serie diverse di poli definiscono i soffitti del soggiorno. Questi soffitti denunciano in maniera quasi didascalica uno dei metodi di organizzazione dello spazio utilizzati da Portoghesi. Si tratta di costruire un reticolo geometrico di riferimento attraverso l’interferenza tra campi determinati da “centri” a loro volta individuati attraverso una lettura degli elementi polarizzanti dell’edificio o del luogo. Nella casa Papanice questi poli sono costituiti dalle porte, dalla luce delle finestre e dalle più importanti attività del soggiorno: il pranzo, la conversazione e il riunirsi intorno al camino. Portoghesi si cimenta inoltre nella progettazione di interni, con elementi di arredo basati sulla stessa grammatica progettuale dell’edificio.
Venduta nel 1972 alla casa editrice Giunti e successivamente all'Ambasciata di Giordania, l'edificio ha subito un progressivo processo di degrado che ha portato, grazie alla spinta di Edmondo Papanice, nipote del committente, a chiedere alla Soprintendenza un vincolo di tutela e salvaguardia dell'architettura per favorire un intervento di restauro. Nel corso del tempo infatti  è stata abbattuta una scala, sono state sostituite tutte le ringhiere originarie, le maioliche sono malandate, sono state asportate tutte le canne di ferro della recinzione dei balconi e all'ultimo piano sono stati abbattuti alcuni tubi di cemento. La casa è stata utilizzata come set in diversi film, di cui il più famoso è “Dramma della gelosia (tutti i particolari in cronaca)“ di Ettore Scola (1970).
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  • Data Provvedimento:
  • Riferimento Normativo:
  • Altri Provvedimenti:
  • Foglio Catastale: -
  • Particella: -

Note

-

Bibliografia
Autore Anno Titolo Edizione Luogo Edizione Pagina Specifica
1969 L'industria delle costruzioni n. 12 No
Norberg-Schulz Christian 1975 Alla ricerca dell'architettura perduta. Le opere di Paolo Portoghesi, Vittorio Gigliotti, 1959-1975 Officina Roma 11; 140-145 Si
De Guttry Irene 1978 Guida di Roma moderna dal 1870 ad oggi De Luca Roma 88 No
1978 Architectural Design n. 11-12 No
1979 A+U n. 109 63-64 No
Portoghesi Paolo 1979 Le inibizioni dell'architettura moderna Laterza Roma-Bari 176-186 Si
Jenks Charles 1980 Late-Modern Architecture Rizzoli International New York 15-18 No
Norberg-Schulz Christian 1982 Architetture di Paolo Portoghesi e Vittorio Gigliotti Officina Roma 57-65; 150-155 Si
Rossi Piero Ostilio 1984 Roma. Guida all'architettura moderna 1909-1984 (I ed.) Laterza Roma-Bari Scheda n. 169 Si
Priori Giancarlo (a cura di) 1985 Paolo Portoghesi Zanichelli Bologna 54-57 Si
Muratore Giorgio, Capuano Alessandra, Garofalo Francesco, Pellegrini Ettore 1988 Italia. Gli ultimi trent'anni Zanichelli Bologna 344; Scheda n. 80 No
Rossi Piero Ostilio 1991 Roma. Guida all'architettura moderna 1909-1991 (II ed.) Laterza Roma-Bari Scheda n. 163 Si
Sgarbi Vittorio 1991 Dizionario dei monumenti italiani e dei loro autori. Roma. Dal Rinascimento ai giorni nostri Bompiani Milano 123 No
Pisani Mario 1992 Paolo Portoghesi. Opere e progetti Electa Milano 64-67 Si
1993 Guida d'Italia. Roma Touring Club Italiano Milano 730 No
Magnago Lampugnani Vittorio (a cura di) 2000 Dizionario Skira dell'architettura del Novecento Skira Genève-Milano 333 No
Rossi Piero Ostilio 2000 Roma. Guida all'architettura moderna 1909-2000 (III ed.) Laterza Roma-Bari Scheda n. 163 Si
Massobrio Giovanna, Ercadi Maria, Tuzi Stefania 2001 Paolo Portoghesi architetto Skira Milano 56-59 Si
De Guttry Irene 2001 Guida di Roma moderna dal 1870 ad oggi De Luca Roma 88 No
Bernitsa Petra, Ercadi Maria (a cura di) 2006 Paolo Portoghesi Skira Milano 56-57 Si
Seminario Gioia 2009 Paolo Portoghesi. L'architettura come riflesso dell'anima Edizioni Scientifiche e Artistiche Napoli 126-127 No
Rossi Piero Ostilio 2012 Roma. Guida all'architettura moderna 1909-2011 (IV ed.) Laterza Roma-Bari Scheda n. 163 Si
Passeri Alfredo 2013 Palazzine romane. Valutazione e fattibilità del progetto di conservazione Aracne Roma 1010-1019 No

Allegati
File Didascalia Credito Fotografico
Pianta piano terreno Pianta piano terreno
Vista esterna Vista esterna
Dettaglio balconi Dettaglio balconi
Vista da via Marchi Vista da via Marchi

Criteri
1. L’edificio o l’opera di architettura è citata in almeno tre studi storico-sistematici sull’architettura contemporanea di livello nazionale e/o internazionale.
2. L’edificio o l’opera di architettura è illustrata in almeno due riviste di architettura di livello nazionale e/o internazionale.
3. L’edificio o l’opera di architettura ha una riconosciuta importanza nel panorama dell’architettura nazionale, degli anni nei quali è stata costruita, anche in relazione ai contemporanei sviluppi sia del dibattito, sia della ricerca architettonica nazionale e internazionale,
5. L’edificio o l’opera di architettura introduce e sperimenta significative innovazioni nell’uso dei materiali o nell’applicazione delle tecnologie costruttive.
6. L’edificio o l’opera di architettura è stata progettata da una figura di rilievo nel panorama dell’architettura nazionale e/o internazionale.
Sitografia ed altri contenuti online
Titolo Url
Enciclopedia Treccani - Paolo Portoghesi Visualizza

Crediti Scheda
Enti di riferimento: PaBAAC - Direzione Regionale per il Lazio
Titolare della ricerca: Università degli studi di Roma "Sapienza"
Responsabile scientifico: Piero Ostilio Rossi


Scheda redatta da
creata il 31/12/2012
ultima modifica il 26/02/2025

Revisori:

Alberto Coppo 2021