Censimento delle architetture italiane dal 1945 ad oggi

CORTE DELLE STELLE

Scheda Opera

  • PA062_Corte delle stelle
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  • Comune: Cefalù
  • Denominazione: CORTE DELLE STELLE
  • Indirizzo: Corso Ruggero
  • Data: 1982 - 1990
  • Tipologia: Spazi pubblici
  • Autori principali: Marcello Panzarella
Descrizione

Un sistema di piazze sovrapposte che raccordano due diverse quote della città.
Il complesso racchiude una sala polifunzionale ricavata sotto la piazza della quota superiore.
La piazza superiore, delimitata da pareti bianche, misurate da calibrate aperture, contrasta con il colore utilizzato per le parti rimanenti.
L'edifico occupa l'area dell’edificio dell’ex Municipio, già Ospedale della cittadina.
L’intervento mantiene, quindi, il vecchio fronte sul Corso, ristrutturato e completato. Su di questo i cinque varchi vuoti consentono ancora la trasparenza che era del rudere.
Il luogo si attraversa dal Corso alla via Costa con un itinerario a cielo aperto; solo se si vuole si possono penetrare gli spazi intimi e coperti dell’intervento.
Altri due fronti delimitano l’organismo architettonico. Dei due quello sulla gradonata di via Carmine Papa si configura, con rigida volontà, come un robusto muro violato solo da due piccoli ingressi a quote diverse. Man mano che la gradonata sale, si comincia a guadagnare la visione di ciò che sta al di là del muro. Verifico nella realtà che il progetto è pensato come una scatola che ne contiene un’altra. Se quella esterna ha il compito di definire l’intervento nel circostante, quella interna segna la separazione tra i due microcosmi delle piazze a differente quota. Le pareti delle scatole definiscono e separano, ma istituiscono anche i rapporti tra dentro e fuori là dove le corrispondenze tra le due geometrie, quella del luogo e quella del progetto, li rendono praticabili, o dove l’autonomia dell’intervento li considera congruenti.
L’altro prospetto, quello sulla via Costa, emerge senza clamore dal fronte di case. Da questo, varcato un portoncino «domestico», si accede al bar che si affaccia direttamente sulla piazza superiore. All’esterno ci si trova immersi nello spazio di una vasta «camera» senza tetto, circondata da muri bianchi. Quello ad ovest, traforato da sei grandi aperture quadrate, prospetta sulla piazza inferiore. Un ballatoio addossato al muro laterale della chiesa ci conduce alla rampa sviluppata attorno ad un nucleo ottagonale; il colore è cambiato, dal bianco solare al rosso pompeiano. Il dispositivo della rampa riesce molto abilmente, con «naturalezza», a distribuire i flussi agli imbocchi dei vari livelli. Nella discesa agevole il luogo ruota intorno e ci si trova, come per una segreta attrazione, al centro della stella ottagonale generatrice dell’impianto.
Dal fondo di questo largo pozzo provo a girare lo sguardo in tondo. Se da una parte l’atmosfera più raccolta di questo spazio comunica una certa quiete, pure è inquietante. È come se l’architettura si scomponesse in frammenti riflessi da uno specchio rotto.
La sala polifunzionale, disegnata da un ovale inscritto nel quadrilatero della scatola, forma una cavità accogliente e liscia, molto diversa da quella del pozzo ottagono, al contrario sfaccettata e tesa. Passata la soglia, la penombra, l’improvviso attutirsi dei rumori esterni, la mancanza di spigoli e ombre nette, ci fanno percepire una distanza dall’esterno più grande di quella reale e una prossimità ad un centro celato. Gli spazi tra le pareti curve dell’ovale e quelle rettilinee del perimetro della scatola, arricchiscono la sala di dinamici deambulatori. Lo spazio è soppalcato e nella porzione a doppia altezza si può scorgere la copertura realizzata da una fitta sequenza di travoni in cemento armato. Dalla quota del soppalco si accede ad una piccola sala che ospita il ritrovamento archeologico, avvenuto in corso d’opera, di un tratto di strada risalente al I secolo d.C. L’emozione di ritrovarsi di fronte a questa testimonianza remota e inaspettata rende tangibile la prossimità alla radice del luogo. (Lo Conte)

Info
  • Progetto: 1982 - 1983
  • Esecuzione: 1984 - 1990
  • Proprietà: Proprietà pubblica
Autori
Nome Cognome Ruolo Fase Progetto Archivio Architetti Url Profilo Autore Principale
Marcello Panzarella Progetto architettonico Progetto SI
Leandro Parlavecchio Progetto architettonico Progetto NO
  • Strutture: calcestruzzo armato
  • Materiale di facciata: intonaco
  • Serramenti: metallici
  • Stato Strutture: Buono
  • Stato Materiale di facciata: Buono
  • Stato Serramenti: Buono

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L’intervento mantiene, quindi, il vecchio fronte sul Corso, ristrutturato e completato. Su di questo i cinque varchi vuoti consentono ancora la trasparenza che era del rudere.
Il luogo si attraversa dal Corso alla via Costa con un itinerario a cielo aperto; solo se si vuole si possono penetrare gli spazi intimi e coperti dell’intervento.
Altri due fronti delimitano l’organismo architettonico. Dei due quello sulla gradonata di via Carmine Papa si configura, con rigida volontà, come un robusto muro violato solo da due piccoli ingressi a quote diverse. Man mano che la gradonata sale, si comincia a guadagnare la visione di ciò che sta al di là del muro. Verifico nella realtà che il progetto è pensato come una scatola che ne contiene un’altra. Se quella esterna ha il compito di definire l’intervento nel circostante, quella interna segna la separazione tra i due microcosmi delle piazze a differente quota. Le pareti delle scatole definiscono e separano, ma istituiscono anche i rapporti tra dentro e fuori là dove le corrispondenze tra le due geometrie, quella del luogo e quella del progetto, li rendono praticabili, o dove l’autonomia dell’intervento li considera congruenti.
L’altro prospetto, quello sulla via Costa, emerge senza clamore dal fronte di case. Da questo, varcato un portoncino «domestico», si accede al bar che si affaccia direttamente sulla piazza superiore. All’esterno ci si trova immersi nello spazio di una vasta «camera» senza tetto, circondata da muri bianchi. Quello ad ovest, traforato da sei grandi aperture quadrate, prospetta sulla piazza inferiore. Un ballatoio addossato al muro laterale della chiesa ci conduce alla rampa sviluppata attorno ad un nucleo ottagonale; il colore è cambiato, dal bianco solare al rosso pompeiano. Il dispositivo della rampa riesce molto abilmente, con «naturalezza», a distribuire i flussi agli imbocchi dei vari livelli. Nella discesa agevole il luogo ruota intorno e ci si trova, come per una segreta attrazione, al centro della stella ottagonale generatrice dell’impianto.
Dal fondo di questo largo pozzo provo a girare lo sguardo in tondo. Se da una parte l’atmosfera più raccolta di questo spazio comunica una certa quiete, pure è inquietante. È come se l’architettura si scomponesse in frammenti riflessi da uno specchio rotto.
La sala polifunzionale, disegnata da un ovale inscritto nel quadrilatero della scatola, forma una cavità accogliente e liscia, molto diversa da quella del pozzo ottagono, al contrario sfaccettata e tesa. Passata la soglia, la penombra, l’improvviso attutirsi dei rumori esterni, la mancanza di spigoli e ombre nette, ci fanno percepire una distanza dall’esterno più grande di quella reale e una prossimità ad un centro celato. Gli spazi tra le pareti curve dell’ovale e quelle rettilinee del perimetro della scatola, arricchiscono la sala di dinamici deambulatori. Lo spazio è soppalcato e nella porzione a doppia altezza si può scorgere la copertura realizzata da una fitta sequenza di travoni in cemento armato. Dalla quota del soppalco si accede ad una piccola sala che ospita il ritrovamento archeologico, avvenuto in corso d’opera, di un tratto di strada risalente al I secolo d.C. L’emozione di ritrovarsi di fronte a questa testimonianza remota e inaspettata rende tangibile la prossimità alla radice del luogo. (Lo Conte)
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  • Vincolo: Non Vincolata
  • Provvedimenti di tutela: Nessuna opzione
  • Data Provvedimento:
  • Riferimento Normativo:
  • Altri Provvedimenti:
  • Foglio Catastale: -
  • Particella: -

Note

-

Bibliografia
Autore Anno Titolo Edizione Luogo Edizione Pagina Specifica
Panzarella Marcello 1989 Corte delle Stelle «Lotus International», n. 62 88-91 Si
Lo Conte M. 1990 Corte delle Stelle. Progetto di M. Panzarella con L. Parlavecchio «Un Architettura», n. 16 Si
Panzarella Marcello, Chiaramonte Giovanni 1993 Attorno ad un progetto. Dalla Corte delle Stelle Sistema di due piazze e locali polifunzionali a Cefalù «Area», n. 13 Si
Oddo Maurizio 2007 Architettura contemporanea in Sicilia Corrao Editore Trapani 315 Si
Panzarella Marcello 2009 Il cantiere archeologico dentro al cantiere architettonico, in Tania Culotta, Progetto di architettura archeologica Epos Palermo 128-132 Si
Elmo Ivana 2018 Sicilia. Architettura tra paesaggi e habitat LISt Lab Palermo 140-141 Si

Allegati
File Didascalia Credito Fotografico
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Criteri
1. L’edificio o l’opera di architettura è citata in almeno tre studi storico-sistematici sull’architettura contemporanea di livello nazionale e/o internazionale.
2. L’edificio o l’opera di architettura è illustrata in almeno due riviste di architettura di livello nazionale e/o internazionale.
6. L’edificio o l’opera di architettura è stata progettata da una figura di rilievo nel panorama dell’architettura nazionale e/o internazionale.
7. L’edificio o l’opera di architettura si segnala per il particolare valore qualitativo all’interno del contesto urbano in cui è realizzata.

Crediti Scheda
Enti di riferimento: DGAAP - Regione Sicilia, Assessorato Regionale dei beni culturali e dell'identità siciliana
Titolare della ricerca: Università degli studi di Palermo - Dipartimento di Architettura
Responsabile scientifico: Maurizio Carta


Scheda redatta da
creata il 31/12/2016
ultima modifica il 31/01/2023

Revisori:

Martina Massaro