Censimento delle architetture italiane dal 1945 ad oggi

EDIFICIO INA IN VIA SAN PAOLO 7

Scheda Opera

  • L'edificio visto da piazza del Liberty
  • Supporto cartografico. Comune di Milano - Servizio SIT e Toponomastica
  • Comune: Milano
  • Denominazione: EDIFICIO INA IN VIA SAN PAOLO 7
  • Indirizzo: Via San Paolo N. 7
  • Data: 1963 - 1967
  • Tipologia: Istituti di credito e assicurativi
  • Autori principali: Studio Ponti Fornaroli Rosselli
Descrizione

La nuova sede dell'INA, l'Istituto Nazionale delle Assicurazioni, sorge in via San Paolo, su un terreno a cavallo con la via Agnello bonificato dai resti di un edificio bombardato nel 1943. Si tratta di un complesso per uffici che si sviluppa in un blocco compatto di sette piani fuori terra, disegnato intorno a una vasta corte interna da cui prendono luce i locali interni.
Il prospetto su strada è l'unico elemento attraverso cui l'opera si presenta alla città: scomposto verso via San Paolo in dieci brevi campate, è scandito dal cemento bianco dei pilastri a vista; sopra le vetrine collocate al pianterreno corre una pensilina continua in rame, che enfatizza il basamento trasparente su cui poggia l'intera costruzione, mentre i due livelli superiori sono incorniciati da un lungo marcapiano interrotto in corrispondenza dell'unico aggetto esterno, costituito dalla sequenza di vetri continui posti a cavallo dei piedritti in prossimità dell'accesso carrabile. La composizione è, infine, conclusa da un attico, che arretra rispetto ai piani sottostanti e l'intera costruzione è rivestita in piastrelle di ceramica bruna a faccia liscia o a diamante.
L'affaccio su via San Paolo assolve dunque un ruolo-chiave nel progetto e il motivo per cui l'attenzione dei progettisti si concentri soprattutto sulle sue aperture, che si dispongono asimmetricamente a filo del rivestimento nel tentativo di annullare il peso e lo spessore del paramento murario, ci viene spiegato da Ponti in uno dei pochi scritti dedicati al complesso. “Perché accontentarsi di allineare pigramente finestre tutte uguali ed equidistanti?“ (G. Ponti 1968): un risultato migliore si ottiene rimodulando il fronte, che nell'edificio dell'INA diviene esempio paradigmatico di quella scansione armonica, in grado di contribuire a migliorare l'immagine di un'intera città, teorizzata fin dai tempi di “Amate l'Architettura“. L'alternanza tra i vuoti delle vetrate - concentrati al piede della costruzione e diradati in altezza - e i pieni del rivestimento produce, infatti, l'effetto di riflessione del cielo su quelle che Ponti considera le pareti della strada, materia prima di cui si compone il paesaggio urbano. E la lucentezza che così assumono è acuita dall'utilizzo dell'amata ceramica, rischiarando le strette vie della “fumosa“ Milano.

Info
  • Progetto: 1963 - 1967
  • Esecuzione: 1963 - 1967
  • Committente: INA - Istituto Nazionale delle Assicurazioni
  • Proprietà: Proprietà privata
Autori
Nome Cognome Ruolo Fase Progetto Archivio Architetti Url Profilo Autore Principale
Antonio Fornaroli Progetto architettonico Progetto NO
Gio Ponti Progetto architettonico Progetto Visualizza Profilo https://siusa.archivi.beniculturali.it/cgi-bin/siusa/pagina.pl?TipoPag=prodpersona&Chiave=20138 NO
Studio Ponti Fornaroli Rosselli Progetto architettonico Progetto Visualizza Profilo https://www.gioponti.org/it/archivio/scheda-dell-opera/dd_161_6036/studio-ponti-fornaroli-rosselli-in-via-dezza SI
Alberto Rosselli Progetto architettonico Progetto Visualizza Profilo https://www.archivioalbertorosselli.com/bio NO
  • Strutture: travi e pilastri in cemento armato
  • Materiale di facciata: piastrelle in ceramica, a faccia liscia o a diamante e di colore bruno, lastre marmo verde alpi (basamento)
  • Coperture: piana, parzialmente a terrazza
  • Serramenti: in metallo bianco
  • Stato Strutture: Buono
  • Stato Materiale di facciata: Buono
  • Stato Coperture: Buono
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Il prospetto su strada è l'unico elemento attraverso cui l'opera si presenta alla città: scomposto verso via San Paolo in dieci brevi campate, è scandito dal cemento bianco dei pilastri a vista; sopra le vetrine collocate al pianterreno corre una pensilina continua in rame, che enfatizza il basamento trasparente su cui poggia l'intera costruzione, mentre i due livelli superiori sono incorniciati da un lungo marcapiano interrotto in corrispondenza dell'unico aggetto esterno, costituito dalla sequenza di vetri continui posti a cavallo dei piedritti in prossimità dell'accesso carrabile. La composizione è, infine, conclusa da un attico, che arretra rispetto ai piani sottostanti e l'intera costruzione è rivestita in piastrelle di ceramica bruna a faccia liscia o a diamante. 
L'affaccio su via San Paolo assolve dunque un ruolo-chiave nel progetto e il motivo per cui l'attenzione dei progettisti si concentri soprattutto sulle sue aperture, che si dispongono asimmetricamente a filo del rivestimento nel tentativo di annullare il peso e lo spessore del paramento murario, ci viene spiegato da Ponti in uno dei pochi scritti dedicati al complesso. “Perché accontentarsi di allineare pigramente finestre tutte uguali ed equidistanti?“ (G. Ponti 1968): un risultato migliore si ottiene rimodulando il fronte, che nell'edificio dell'INA diviene esempio paradigmatico di quella scansione armonica, in grado di contribuire a migliorare l'immagine di un'intera città, teorizzata fin dai tempi di “Amate l'Architettura“. L'alternanza tra i vuoti delle vetrate - concentrati al piede della costruzione e diradati in altezza - e i pieni del rivestimento produce, infatti, l'effetto di riflessione del cielo su quelle che Ponti considera le pareti della strada, materia prima di cui si compone il paesaggio urbano. E la lucentezza che così assumono è acuita dall'utilizzo dell'amata ceramica, rischiarando le strette vie della “fumosa“ Milano.
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Come per i coevi edifici di piazza San Babila, si trattava in quel caso di un tentativo di conciliazione tra le norme del regolamento edilizio e le istanze legate ai concetti di decoro e rappresentanza, che soggiacevano al piano generale. Assi di simmetria, aggetti e sporgenze, cornici e finestre, dovevano contribuire - tanto quanto gli obelischi che concludevano in sommità l'edificio, alla maniera del progetto della villa Marzotto a Valdagno (1936) o della successiva “casa con tre obelischi“ (1947), nonché della casa in via Randaccio (1924-1926) - alla costruzione di un partito volumetrico in grado di dettare il ritmo architettonico dell'intera costruzione.
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  • Vincolo: Non Vincolata
  • Provvedimenti di tutela: Nessuna opzione
  • Data Provvedimento:
  • Riferimento Normativo:
  • Altri Provvedimenti:
  • Foglio Catastale: 390
  • Particella: 94

Note

L'edificio di via San Paolo è il secondo progetto che Ponti firma per l'ente assicurativo: già a cavallo tra gli anni Trenta e Quaranta si era occupato di una casa ad appartamenti, che avrebbe dovuto sorgere in via Manin, all'interno di un piano immobiliare disegnato sull'area della villa Palestro. Come per i coevi edifici di piazza San Babila, si trattava in quel caso di un tentativo di conciliazione tra le norme del regolamento edilizio e le istanze legate ai concetti di decoro e rappresentanza, che soggiacevano al piano generale. Assi di simmetria, aggetti e sporgenze, cornici e finestre, dovevano contribuire - tanto quanto gli obelischi che concludevano in sommità l'edificio, alla maniera del progetto della villa Marzotto a Valdagno (1936) o della successiva “casa con tre obelischi“ (1947), nonché della casa in via Randaccio (1924-1926) - alla costruzione di un partito volumetrico in grado di dettare il ritmo architettonico dell'intera costruzione.

Bibliografia
Autore Anno Titolo Edizione Luogo Edizione Pagina Specifica
Ponti Gio 1968 Per le città fumose con vie strette. Facciate lucenti illuminate dal cielo Domus n. 469 20-21 Si
Grandi Maurizio, Pracchi Attilio 1980 Milano. Guida all'architettura moderna Zanichelli Bologna 340 No
Irace Fulvio 1988 Gio Ponti. La casa all'italiana Electa Milano 195 No
Licitra Ponti Lisa 1990 Gio Ponti. L'opera Leonardo Milano No
Gramigna Giuliana, Mazza Sergio 2001 Milano. Un secolo di architettura milanese dal Cordusio alla Bicocca Hoepli Milano 381 No
Irace Fulvio (a cura di) 2012 Facecity Venezia No
Berizzi Carlo 2015 Architectural Guide. Milan. Buildings and Projects since 1919 DOM Publishers Berlin 77 No

Fonti Archivistiche
Titolo Autore Ente Descrizione Conservazione
Fondo Gio Ponti Gio Ponti CSAC - Centro Studi e Archivio della Comunicazione, Parma Palazzo per uffici INA in via San Paolo, Milano
Gio Ponti Archives Gio Ponti Fondo privato, Milano Palazzi ad uffici per INA in Via S. Paolo e Via Agnello, Milano
Archivio Civico di Milano Comune di Milano

Allegati
File Didascalia Credito Fotografico
L'edificio visto da piazza del Liberty L'edificio visto da piazza del Liberty Marco Introini - 2014
Supporto cartografico. Comune di Milano - Servizio SIT e Toponomastica Supporto cartografico. Comune di Milano - Servizio SIT e Toponomastica Rielaborazione a cura di Ad Urbem - 2016

Criteri
1. L’edificio o l’opera di architettura è citata in almeno tre studi storico-sistematici sull’architettura contemporanea di livello nazionale e/o internazionale.
4. L’edificio o l’opera di architettura riveste un ruolo significativo nell’ambito dell’evoluzione del tipo edilizio di pertinenza, ne offre un’interpretazione progressiva o sperimenta innovazioni di carattere distributivo e funzionale.
5. L’edificio o l’opera di architettura introduce e sperimenta significative innovazioni nell’uso dei materiali o nell’applicazione delle tecnologie costruttive.
6. L’edificio o l’opera di architettura è stata progettata da una figura di rilievo nel panorama dell’architettura nazionale e/o internazionale.
7. L’edificio o l’opera di architettura si segnala per il particolare valore qualitativo all’interno del contesto urbano in cui è realizzata.
Sitografia ed altri contenuti online
Titolo Url
Gio Ponti official website Visualizza
Enciclopedia Treccani - Gio Ponti Visualizza
SAN Archivi degli Architetti - Gio Ponti Visualizza
Fondo Archivistico Sistema Museale dell’Università di Parma - Gio Ponti Visualizza

Crediti Scheda
Enti di riferimento: DARC
Titolare della ricerca: Politecnico di Milano - Dipartimento di Industrial Design, Arti, Comunicazione e Moda
Responsabile scientifico: Fulvo Irace, Graziella Leyla Ciagà


Scheda redatta da
creata il 31/12/2012
ultima modifica il 13/03/2024

Revisori:

Alberto Coppo 2022