Censimento delle architetture italiane dal 1945 ad oggi

RESTAURO E AMPLIAMENTO DI PALAZZO BELGIOIOSO

Scheda Opera

  • Il cortile principale
  • Supporto cartografico. Comune di Milano - Servizio SIT e Toponomastica
  • Vista dal piano copertura con a destra il retro nuovo edificio
  • L'affaccio del nuovo edificio sul giardino
  • Vista dal giardino del nuovo edificio e del corpo più basso nord-ovest
  • Interno, corpo scala
  • Interno, atrio
  • L'affaccio del corpo nord-ovest sul giardino
  • Vista del nuovo palazzo accostato all'antico
  • Dettaglio della facciata sul giardino
  • Pianta piano secondo, soluzione H. Scala 1:100, 1952
  • Pianta piano terzo, soluzione H. Scala 1:100, 1952
  • Pianta piano quarto, soluzione H. Scala 1:100, 1952
  • Pianta piano quinto, soluzione H. Scala 1:100, 1952
  • Pianta piano sesto, soluzione H. Scala 1:100, 1952
  • Pianta piano primo, soluzione H. Scala 1:100, 1952
  • Sezione, soluzione H. Scala 1:100, 1952
  • Vista della corte nobile dell'antico Palazzo Belgioioso dopo i bombardamenti, dettaglio di un ala del portico. Stampa fotografica b/n
  • Vista della corte nobile dell'antico Palazzo Belgioioso dopo i bombardamenti. Stampa fotografica b/n
  • Planimetria generale e sezione assonometrica del primo piano di Palazzo Belgioioso prima del danneggiamento bellico. Scale 1:1000 e 1:100, 1934
  • Vista della facciata principale dell'antico Palazzo Belgioioso. Stampa fotografica b/n
  • Vista della corte nobile dell'antico Palazzo Belgioioso. Stampa fotografica b/n
  • Scalone monumentale dell'antico palazzo Belgioioso. Stampa fotografica b/n
  • Comune: Milano
  • Denominazione: RESTAURO E AMPLIAMENTO DI PALAZZO BELGIOIOSO
  • Indirizzo: Piazza Belgioioso N. 2
  • Data: 1948 - 1955
  • Tipologia: Edifici polifunzionali
  • Autori principali: Giulio Minoletti, Giuseppe Chiodi
Descrizione

Prestigioso esempio di residenza nobiliare milanese di età neoclassica dell'architetto Giuseppe Piermarini, Palazzo Belgioioso viene colpito dai bombardamenti dell'agosto del 1943 che ne causano il crollo dell'ala rivolta verso il giardino, in corrispondenza del braccio di separazione tra la corte nobile e quella di servizio. La famiglia Brivio Sforza, proprietaria dell'immobile, affida allo studio milanese Minoletti-Chiodi la commessa per il restauro e l'ampliamento dell'edificio, a seguito di uno stanziamento pubblico ottenuto nel 1946. Il programma progettuale prevede, oltre al restauro del palazzo e alla restituzione dell'integrità architettonica delle corti, anche la realizzazione di un nuovo corpo edilizio - dalla rilevante volumetria - rivolto verso il giardino e destinato alla rendita.
I progettisti, sin dalle prime ipotesi, dispongono il restauro delle parti danneggiate e la ricomposizione dell'ala crollata del palazzo; inoltre, dimostrando di voler rispettare l'integrità spaziale della città storica e la percezione dall'esterno dell'architettura preesistente, collocano il corpo nuovo nei pressi della torre altana, all'interno dell'isolato, come da prassi ricorrente negli interventi razionalisti di ricostruzione del centro storico tra la fine degli anni Quaranta e gli anni Cinquanta. Per assecondare le necessità volumetriche, l'ampliamento viene dotato in pianta di un profilo aggettante rispetto al filo dell'edificio storico ed è inizialmente concepito come una vera e propria torre razionalista, svettante sulla corte nobile. A seguito delle indicazioni del Soprintendente Pacchioni, che ne auspicava un minor impatto visivo, il nuovo corpo viene riconfigurato in maniera da risultare scarsamente percepibile dalla corte e dotato di alcuni accorgimenti che lo integrano in maniera più organica al complesso piermariniano.
Il progetto di Minoletti e Chiodi, nella versione realizzata, è frutto di un lungo iter di lavoro non privo di revisioni e controproposte. Si tratta di uno dei più interessanti interventi di matrice razionalista effettuati all'interno della città storica di Milano per la raffinatezza e l'eleganza di molte soluzioni, che mirano a integrare organicamente l'importante incremento volumetrico all'edificio preesistente. Senza rinunciare alla propria vocazione moderna, Minoletti e Chiodi cercano un costante dialogo con l'architettura piermariniana attraverso l'uso di cromie tenui, di superfici bugnate, di marcapiani, scuretti, proporzioni ed euritmie dotate di controllo e senso della misura. La straordinaria teoria delle logge rivolte verso il giardino costituisce uno dei vertici espressivi dell'intervento che si esalta, come spesso accade nei lavoro di Minoletti, attraverso il rapporto con l'elemento naturale. Il corpo basso, che conclude il giardino sul lato nord-ovest, attestandosi sul vicolo retrostante, è un ulteriore saggio della capacità compositiva dei progettisti nel disegno dei fronti: un ordine regolare di finestre "alla milanese" inserito in un impaginato moderno posto come sfondo al contesto naturale. Il progetto viene concluso nel 1955.

Info
  • Progetto: 1948 - 1955
  • Esecuzione: 1948 - 1955
  • Committente: Famiglia Brivio Sforza
  • Proprietà: Proprietà privata
Autori
Nome Cognome Ruolo Fase Progetto Archivio Architetti Url Profilo Autore Principale
Giuseppe Chiodi Progetto architettonico Progetto SI
Giulio Minoletti Progetto architettonico Progetto Visualizza Profilo https://siusa.archivi.beniculturali.it/cgi-bin/siusa/pagina.pl?TipoPag=prodpersona&Chiave=58389 SI
  • Strutture: travi e pilastri in cemento armato
  • Materiale di facciata: intonaco (condominio interno)
  • Coperture: piana a terrazza praticabile e non praticabile
  • Serramenti: in legno
  • Stato Strutture: Buono
  • Stato Materiale di facciata: Buono
  • Stato Coperture: Buono
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I progettisti, sin dalle prime ipotesi, dispongono il restauro delle parti danneggiate e la ricomposizione dell'ala crollata del palazzo; inoltre, dimostrando di voler rispettare l'integrità spaziale della città storica e la percezione dall'esterno dell'architettura preesistente, collocano il corpo nuovo nei pressi della torre altana, all'interno dell'isolato, come da prassi ricorrente negli interventi razionalisti di ricostruzione del centro storico tra la fine degli anni Quaranta e gli anni Cinquanta. Per assecondare le necessità volumetriche, l'ampliamento viene dotato in pianta di un profilo aggettante rispetto al filo dell'edificio storico ed è inizialmente concepito come una vera e propria torre razionalista, svettante sulla corte nobile. A seguito delle indicazioni del Soprintendente Pacchioni, che ne auspicava un minor impatto visivo, il nuovo corpo viene riconfigurato in maniera da risultare scarsamente percepibile dalla corte e dotato di alcuni accorgimenti che lo integrano in maniera più organica al complesso piermariniano.
Il progetto di Minoletti e Chiodi, nella versione realizzata, è frutto di un lungo iter di lavoro non privo di revisioni e controproposte. Si tratta di uno dei più interessanti interventi di matrice razionalista effettuati all'interno della città storica di Milano per la raffinatezza e l'eleganza di molte soluzioni, che mirano a integrare organicamente l'importante incremento volumetrico all'edificio preesistente. Senza rinunciare alla propria vocazione moderna, Minoletti e Chiodi cercano un costante dialogo con l'architettura piermariniana attraverso l'uso di cromie tenui, di superfici bugnate, di marcapiani, scuretti, proporzioni ed euritmie dotate di controllo e senso della misura. La straordinaria teoria delle logge rivolte verso il giardino costituisce uno dei vertici espressivi dell'intervento che si esalta, come spesso accade nei lavoro di Minoletti, attraverso il rapporto con l'elemento naturale. Il corpo basso, che conclude il giardino sul lato nord-ovest, attestandosi sul vicolo retrostante, è un ulteriore saggio della capacità compositiva dei progettisti nel disegno dei fronti: un ordine regolare di finestre "alla milanese" inserito in un impaginato moderno posto come sfondo al contesto naturale. Il progetto viene concluso nel 1955.
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Il progetto di Minoletti e Chiodi, che ricompone l'unità architettonica del palazzo e lo restaura nelle parti interne aggiungendo una considerevole volumetria, è stato frutto di un lungo iter progettuale durato dal 1948 al 1955 in cui è possibile ricostruire per sommi capi il dialogo virtuoso operato con la Soprintendenza che, bocciato un primo progetto ritenuto eccessivamente e provocatoriamente moderno, ha fornito vincoli e indirizzi, poi intelligentemente sfruttati da Minoletti, per arrivare ad un risultato di maggior complessità e controllo. Esiste un'ulteriore versione progettuale, datata 1952, in cui il corpo nuovo era interamente rivestito in vetro, secondo un impaginato più vicino ai moderni curtain wall. L'ipotesi, poi scartata, è stata sostituita dalla composizione a logge sovrapposte sulla base di una indicazione del Soprintendente che chiedeva di ridurre a soli sette metri lo sporto in pianta del nuovo edificio rispetto al filo del corpo piermariniano. Minoletti, svuotando il corpo edilizio attraverso l'espediente della loggia, ottempera alle richieste della Soprintendenza e, nello stesso tempo, raggiunge un maggior equilibrio nella composizione architettonica del fronte.
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  • Riferimento Normativo: Vincolo architettonico preesistenza
  • Altri Provvedimenti: 25/02/1954
  • Foglio Catastale: -
  • Particella: -

Note

Palazzo Belgioioso, progettato e costruito da Giuseppe Piermarini tra il 1772 e il 1781 per il Principe Alberico XII di Belgioioso d'Este, è uno dei più importanti esiti architettonici della prima fase del neoclassicismo milanese. Concepito assieme alla piazza antistante, che esalta gli scorci prospettici dell'ampio fronte, il complesso costituisce un esempio unico di disegno urbano tardo settecentesco nel contesto della città di Milano. Il progetto di Minoletti e Chiodi, che ricompone l'unità architettonica del palazzo e lo restaura nelle parti interne aggiungendo una considerevole volumetria, è stato frutto di un lungo iter progettuale durato dal 1948 al 1955 in cui è possibile ricostruire per sommi capi il dialogo virtuoso operato con la Soprintendenza che, bocciato un primo progetto ritenuto eccessivamente e provocatoriamente moderno, ha fornito vincoli e indirizzi, poi intelligentemente sfruttati da Minoletti, per arrivare ad un risultato di maggior complessità e controllo. Esiste un'ulteriore versione progettuale, datata 1952, in cui il corpo nuovo era interamente rivestito in vetro, secondo un impaginato più vicino ai moderni curtain wall. L'ipotesi, poi scartata, è stata sostituita dalla composizione a logge sovrapposte sulla base di una indicazione del Soprintendente che chiedeva di ridurre a soli sette metri lo sporto in pianta del nuovo edificio rispetto al filo del corpo piermariniano. Minoletti, svuotando il corpo edilizio attraverso l'espediente della loggia, ottempera alle richieste della Soprintendenza e, nello stesso tempo, raggiunge un maggior equilibrio nella composizione architettonica del fronte.

Bibliografia
Autore Anno Titolo Edizione Luogo Edizione Pagina Specifica
Ponti Gio 1959 Architetti italiani. Minoletti Milano Moderna Milano No
Guidarini Stefano, Salvadeo Pierluigi, Zerilli Micheal 1995 Itinerario n. 15. Minoletti e Milano Domus n. 774 No
Triunveri Elena (a cura di) 2014 Giulio Minoletti. 1910-1981. Inventario analitico dell'archivio Mendrisio Academy Press, Silvana editoriale Mendrisio 159-160; 208 No
Sumi Christian, Viati Navone Annalisa (a cura di) 2014 Giulio Minoletti. Architetto urbanista e designer Mendrisio Academy Press, Silvana editoriale Mendrisio 104-107 Si
Loi Maria Cristina, Sumi Christian, Viati Navone Annalisa (a cura di) 2017 Giulio Minoletti. Lo spettacolo dell'architettura Mendrisio Academy Press, Silvana editoriale Mendrisio No

Fonti Archivistiche
Titolo Autore Ente Descrizione Conservazione
Fondo Giulio Minoletti Giulio Minoletti Università della Svizzera Italiana, Fondazione Archivio del Moderno, Mendrisio Restauro e ampliamento palazzo Belgioioso, Milano
Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Milano

Allegati
File Didascalia Credito Fotografico
Il cortile principale Il cortile principale Stefano Suriano - 2012
Supporto cartografico. Comune di Milano - Servizio SIT e Toponomastica Supporto cartografico. Comune di Milano - Servizio SIT e Toponomastica Rielaborazione a cura di Ad Urbem - 2016
Vista dal piano copertura con a destra il retro nuovo edificio Vista dal piano copertura con a destra il retro nuovo edificio Stefano Suriano - 2012
L'affaccio del nuovo edificio sul giardino L'affaccio del nuovo edificio sul giardino Stefano Suriano - 2012
Vista dal giardino del nuovo edificio e del corpo più basso nord-ovest Vista dal giardino del nuovo edificio e del corpo più basso nord-ovest Stefano Suriano - 2012
Interno, corpo scala Interno, corpo scala Stefano Suriano - 2012
Interno, atrio Interno, atrio Stefano Suriano - 2012
L'affaccio del corpo nord-ovest sul giardino L'affaccio del corpo nord-ovest sul giardino Stefano Suriano - 2012
Vista del nuovo palazzo accostato all'antico Vista del nuovo palazzo accostato all'antico Stefano Suriano - 2012
Dettaglio della facciata sul giardino Dettaglio della facciata sul giardino Stefano Suriano - 2012
Pianta piano secondo, soluzione H. Scala 1:100, 1952 Pianta piano secondo, soluzione H. Scala 1:100, 1952 Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Milano
Pianta piano terzo, soluzione H. Scala 1:100, 1952 Pianta piano terzo, soluzione H. Scala 1:100, 1952 Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Milano
Pianta piano quarto, soluzione H. Scala 1:100, 1952 Pianta piano quarto, soluzione H. Scala 1:100, 1952 Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Milano
Pianta piano quinto, soluzione H. Scala 1:100, 1952 Pianta piano quinto, soluzione H. Scala 1:100, 1952 Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Milano
Pianta piano sesto, soluzione H. Scala 1:100, 1952 Pianta piano sesto, soluzione H. Scala 1:100, 1952 Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Milano
Pianta piano primo, soluzione H. Scala 1:100, 1952 Pianta piano primo, soluzione H. Scala 1:100, 1952 Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Milano
Sezione, soluzione H. Scala 1:100, 1952 Sezione, soluzione H. Scala 1:100, 1952 Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Milano
Vista della corte nobile dell'antico Palazzo Belgioioso dopo i bombardamenti, dettaglio di un ala del portico. Stampa fotografica b/n Vista della corte nobile dell'antico Palazzo Belgioioso dopo i bombardamenti, dettaglio di un ala del portico. Stampa fotografica b/n Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Milano
Vista della corte nobile dell'antico Palazzo Belgioioso dopo i bombardamenti. Stampa fotografica b/n Vista della corte nobile dell'antico Palazzo Belgioioso dopo i bombardamenti. Stampa fotografica b/n Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Milano
Planimetria generale e sezione assonometrica del primo piano di Palazzo Belgioioso prima del danneggiamento bellico. Scale 1:1000 e 1:100, 1934 Planimetria generale e sezione assonometrica del primo piano di Palazzo Belgioioso prima del danneggiamento bellico. Scale 1:1000 e 1:100, 1934 Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Milano
Vista della facciata principale dell'antico Palazzo Belgioioso. Stampa fotografica b/n Vista della facciata principale dell'antico Palazzo Belgioioso. Stampa fotografica b/n Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Milano
Vista della corte nobile dell'antico Palazzo Belgioioso. Stampa fotografica b/n Vista della corte nobile dell'antico Palazzo Belgioioso. Stampa fotografica b/n Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Milano
Scalone monumentale dell'antico palazzo Belgioioso. Stampa fotografica b/n Scalone monumentale dell'antico palazzo Belgioioso. Stampa fotografica b/n Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Milano

Criteri
6. L’edificio o l’opera di architettura è stata progettata da una figura di rilievo nel panorama dell’architettura nazionale e/o internazionale.
7. L’edificio o l’opera di architettura si segnala per il particolare valore qualitativo all’interno del contesto urbano in cui è realizzata.
Sitografia ed altri contenuti online
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SAN Archivi degli Architetti - Giulio Minoletti Visualizza
Dizionario biografico degli Italiani - Giulio Minoletti Visualizza

Crediti Scheda
Enti di riferimento: DARC
Titolare della ricerca: Politecnico di Milano - Dipartimento di Industrial Design, Arti, Comunicazione e Moda
Responsabile scientifico: Fulvo Irace, Graziella Leyla Ciagà


Scheda redatta da
creata il 31/12/2012
ultima modifica il 05/04/2024

Revisori:

Alberto Coppo 2022