Censimento delle architetture italiane dal 1945 ad oggi

RISTRUTTURAZIONE DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA

Scheda Opera

  • Vista interna delle balconate e della piazza coperta
  • Vista del fonte nord
  • Piante dei piani terreno e quinto: 1. ingresso di rappresentanza; 2. ingresso ordinario; 3. sorveglianza; 4. servizi generali, 5. conciliazione; 6 ufficiali giudiziari; 7. piazza coperta; 8. Tribunale; 9. Corte d'Appello
  • Sezioni AA, BB
  • Prospetto nord su via Magenta
  • Prospetto sud su via Mazzini
  • Sezione sulla piazza coperta
  • Spaccato assonometrico
  • Vista da sud
  • Vista di scorcio del fronte nord
  • Vista interna del lucernario
  • Vista interna dell'intercapedine tra muratura di bordo preesistente e nuovo tamponamento
  • Vista interna delle balconate della piazza coperta
  • Vista interna di un'aula di udienza
  • Vista interna di un'aula di udienza
  • Vista interna delle balconate della piazza coperta, 2016
  • Vista interna delle balconate e delle travi a traliccio, 2016
  • Vista interna, dettaglio della scala, 2016
  • Vista interna del lucernario, 2016
  • Comune: Ancona
  • Località: Ancona
  • Denominazione: RISTRUTTURAZIONE DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA
  • Indirizzo: Corso Giuseppe Mazzini N. 95
  • Data: 1975 - 1989
  • Tipologia: Palazzi di Giustizia e Tribunali
  • Autori principali: Guido Canella
Descrizione

«Inizialmente l'incarico di progetto contemplava la demolizione del Palazzo di Giustizia (costruito tra il 1878 e il 1884 nei modi di un umbratile revival neorinascimentale dall'ingegnere primario della Provincia Alessandro Benedetti) e la sua sostituzione in luogo, dopo le lesioni riportate nel terremoto del 1972, con edificio nuovo di aumentata capacità.
Dopo le obiezioni da parte dei progettisti (spintesi fino a provocare una temporanea revoca d'incarico), e anche per diretto interessamento dell'ente locale, venne accolta la loro proposta tesa a mantenere e restaurare l'involucro esterno originale come testimonianza di esclusivo rilievo storico-ambientale (dato lo scarso valore tipologico-architettonico) nel paesaggio composito risultato dall'espansione postunitaria della Spina dei corsi, e a inserire la piazza coperta ricavata al centro dell'edificio radicalmente ristrutturato nell'intrico dei flussi pedonali alternativi a quelli stradali.
L'impostazione di progetto, concettualmente unitaria, ha dato luogo così a due espressioni architettoniche: del passato e del presente, percepibili separatamente dall'esterno e dall'interno, evitando la contaminazione di cui spesso si fanno portatori gli adattamenti a rinnovate funzioni di edifici del passato.
La soluzione adottata, minimizzando gli ingombri fissi, si articola a partire da quattro torri angolari dislocate alle intersezioni interne dei quattro corpi di fabbrica. Da esse si estende ad albero un sistema di impalcati i cui terminali perimetrali sono sostenuti da una struttura verticale a diedri, che trapunta la muratura superstite consolidandola. Resa così indipendente, la struttura primaria consente una ripartizione di piani praticabili diversa da quella preesistente. Pertanto i vari piani, agganciati ma arretrati a risega dalla muratura di bordo, danno luogo all'intercapedine che circonda l'edificio per tutta l’altezza, mentre verso l’interno si estendono fino alle balconate sostenute da un sistema di quattro travi a traliccio alle quali sono appesi gli sbalzi protesi fino a delimitare l'invaso della piazza coperta interna.
Il sistema delle quattro travi a traliccio sostiene anche l’ombrello centrale di copertura, dotato di tamburo aerabile, dove il lucernario risulta da lastre e da cupole in policarbonato, a doppia parete (interna trasparente, esterna in opalino traslucido). La pavimentazione in porfido della piazza interna riproduce, per proiezione verticale, il disegno a cerchi dcl lucernario. Le torri svolgono funzioni multiple, contenendo le colonne verticali dei disimpegni, impianti, servizi e assolvendo alla funzione statica antisismica primaria.
Si è ottenuta così una serie di piani pressoché liberi (con i soli vincoli delle torri angolari, delle quattro coppie dei pilastri rompitratta e dei tiranti di bordo di sostegno degli sbalzi), che consente una larga adattabilità distributiva. Mentre al piano seminterrato si trovano archivio e depositi, al piano terreno sono dislocate quelle funzioni a più diretto contatto col pubblico disimpegnate dalla piazza coperta interna accessibile dai quattro lati dell'edificio. I piani intermedi (dal primo al quarto), prolungando gli sbalzi delle balconate fino ad allinearli ai lati interni delle torri angolari, costruiscono quell'alternanza di pieni e vuoti che si affaccia sull'invaso centrale. Dal piano della piazza ai parapetti delle balconate si protende la sistemazione a verde. All'ultimo piano, dove sono dislocate le principali aule di udienza, tanto i tralicci perimetrali esistenti quanto quelli interni filtrano una ricca e articolata immissione di luce. A questo livello lo sbalzo aggetta ulteriormente per offrire più profondità ai disimpegni delle aule» (Guido Canella, Relazione di progetto, in E. Bordogna, "Guido Canella. Opere e progetti", Electa, 2001, pp. 66-71).


Il Palazzo di Giustizia di Ancona, opera di Alessandro Benedetti realizzata nel 1878-1884, ha subito gravi lesioni nel terremoto del 1972. Ritenuto di scarso valore architettonico, l'edificio era destinato alla demolizione per essere sostituito da un nuovo complesso più adeguato alle nuove richieste.
A tale soluzione si sono opposti i progettisti incaricati, Guido Canella con Fernando Clemente e Alberto Sandroni, che hanno proposto la conservazione dell'involucro esterno come documento dei caratteri della spina dei corsi dell'espansione ottocentesca del capoluogo dorico.
Il nuovo edificio è quindi sorto staccato e indipendente all’interno delle quattro pareti esterne che sono collegate ad esso solo puntualmente per motivi strutturali antisismici. Si è dunque realizzato un edificio dal duplice volto, una parte esterna neorinascimentale integrata con il contesto e testimone del passato, e una parte interna spiccatamente moderna volta al presente. Quattro torri con funzione strutturale antisismica, destinate a ospitare scale e servizi, sorreggono travi reticolari a vista all’ultimo livello a cui sono appesi tutti i vari piani; questi rimangono aperti verso la corte-piazza centrale coperta con un sistema di lucernari. Se l’edificio dal basso risulta classico, nel suo interno e visto dall’alto denuncia la sua modernità con la serie di cupolini bianchi le falde dalle finestrature triangolari quasi ad imitare una base spaziale. (Francesco Paci)

Info
  • Progetto: 1975 - 1980
  • Esecuzione: 1982 - 1989
  • Tipologia Specifica: Palazzo di Giustizia
  • Committente: Provincia di Ancona
  • Proprietà: proprietà Ente pubblico territoriale
  • Destinazione originaria: Palazzo di Giustizia
  • Destinazione attuale: Palazzo di Giustizia
Autori
Nome Cognome Ruolo Fase Progetto Archivio Architetti Url Profilo Autore Principale
Guido Canella Progetto architettonico Progetto Visualizza Profilo https://siusa.archivi.beniculturali.it/cgi-bin/siusa/pagina.pl?TipoPag=prodpersona&Chiave=53530 SI
Andrea Castiglioni Progetto strutturale Progetto NO
Fernando Clemente Progetto architettonico Progetto NO
Maurizio Ferrari Collaboratore Progetto NO
Giuseppe Grandori Progetto strutturale Progetto NO
Alberto Sandroni Progetto architettonico Progetto NO
  • Strutture: Muratura portante, acciaio e calcestruzzo armato
  • Materiale di facciata: Muratura faccia-vista
  • Coperture: Rame
  • Serramenti: Metallo
  • Stato Strutture: Ottimo
  • Stato Materiale di facciata: Ottimo
  • Stato Coperture: Ottimo
  • Stato Serramenti: Ottimo

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Dopo le obiezioni da parte dei progettisti (spintesi fino a provocare una temporanea revoca d'incarico), e anche per diretto interessamento dell'ente locale, venne accolta la loro proposta tesa a mantenere e restaurare l'involucro esterno originale come testimonianza di esclusivo rilievo storico-ambientale (dato lo scarso valore tipologico-architettonico) nel paesaggio composito risultato dall'espansione postunitaria della Spina dei corsi, e a inserire la piazza coperta ricavata al centro dell'edificio radicalmente ristrutturato nell'intrico dei flussi pedonali alternativi a quelli stradali.
L'impostazione di progetto, concettualmente unitaria, ha dato luogo così a due espressioni architettoniche: del passato e del presente, percepibili separatamente dall'esterno e dall'interno, evitando la contaminazione di cui spesso si fanno portatori gli adattamenti a rinnovate funzioni di edifici del passato.
La soluzione adottata, minimizzando gli ingombri fissi, si articola a partire da quattro torri angolari dislocate alle intersezioni interne dei quattro corpi di fabbrica. Da esse si estende ad albero un sistema di impalcati i cui terminali perimetrali sono sostenuti da una struttura verticale a diedri, che trapunta la muratura superstite consolidandola. Resa così indipendente, la struttura primaria consente una ripartizione di piani praticabili diversa da quella preesistente. Pertanto i vari piani, agganciati ma arretrati a risega dalla muratura di bordo, danno luogo all'intercapedine che circonda l'edificio per tutta l’altezza, mentre verso l’interno si estendono fino alle balconate sostenute da un sistema di quattro travi a traliccio alle quali sono appesi gli sbalzi protesi fino a delimitare l'invaso della piazza coperta interna.
Il sistema delle quattro travi a traliccio sostiene anche l’ombrello centrale di copertura, dotato di tamburo aerabile, dove il lucernario risulta da lastre e da cupole in policarbonato, a doppia parete (interna trasparente, esterna in opalino traslucido). La pavimentazione in porfido della piazza interna riproduce, per proiezione verticale, il disegno a cerchi dcl lucernario. Le torri svolgono funzioni multiple, contenendo le colonne verticali dei disimpegni, impianti, servizi e assolvendo alla funzione statica antisismica primaria.
Si è ottenuta così una serie di piani pressoché liberi (con i soli vincoli delle torri angolari, delle quattro coppie dei pilastri rompitratta e dei tiranti di bordo di sostegno degli sbalzi), che consente una larga adattabilità distributiva. Mentre al piano seminterrato si trovano archivio e depositi, al piano terreno sono dislocate quelle funzioni a più diretto contatto col pubblico disimpegnate dalla piazza coperta interna accessibile dai quattro lati dell'edificio. I piani intermedi (dal primo al quarto), prolungando gli sbalzi delle balconate fino ad allinearli ai lati interni delle torri angolari, costruiscono quell'alternanza di pieni e vuoti che si affaccia sull'invaso centrale. Dal piano della piazza ai parapetti delle balconate si protende la sistemazione a verde. All'ultimo piano, dove sono dislocate le principali aule di udienza, tanto i tralicci perimetrali esistenti quanto quelli interni filtrano una ricca e articolata immissione di luce. A questo livello lo sbalzo aggetta ulteriormente per offrire più profondità ai disimpegni delle aule» (Guido Canella, Relazione di progetto, in E. Bordogna, "Guido Canella. Opere e progetti", Electa, 2001, pp. 66-71).


Il Palazzo di Giustizia di Ancona, opera di Alessandro Benedetti realizzata nel 1878-1884, ha subito gravi lesioni nel terremoto del 1972. Ritenuto di scarso valore architettonico, l'edificio era destinato alla demolizione per essere sostituito da un nuovo complesso più adeguato alle nuove richieste. 
A tale soluzione si sono opposti i progettisti incaricati, Guido Canella con Fernando Clemente e Alberto Sandroni, che hanno proposto la conservazione dell'involucro esterno come documento dei caratteri della spina dei corsi dell'espansione ottocentesca del capoluogo dorico. 
Il nuovo edificio è quindi sorto staccato e indipendente all’interno delle quattro pareti esterne che sono collegate ad esso solo puntualmente per motivi strutturali antisismici. Si è dunque realizzato un edificio dal duplice volto, una parte esterna neorinascimentale integrata con il contesto e testimone del passato, e una parte interna spiccatamente moderna volta al presente. Quattro torri con funzione strutturale antisismica, destinate a ospitare scale e servizi, sorreggono travi reticolari a vista all’ultimo livello a cui sono appesi tutti i vari piani; questi rimangono aperti verso la corte-piazza centrale coperta con un sistema di lucernari. Se l’edificio dal basso risulta classico, nel suo interno e visto dall’alto denuncia la sua modernità con la serie di cupolini bianchi le falde dalle finestrature triangolari quasi ad imitare una base spaziale. (Francesco Paci)
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  • Vincolo: Non Vincolata
  • Provvedimenti di tutela: Nessuna opzione
  • Data Provvedimento:
  • Riferimento Normativo:
  • Altri Provvedimenti:
  • Foglio Catastale: 4
  • Particella: 650

Note

-

Bibliografia
Autore Anno Titolo Edizione Luogo Edizione Pagina Specifica
Stagni Giovanni e Giovannini Paolo 1986 Ristrutturazione con adeguamento antisismico del Palazzo di Giustizia di Ancona Acciaio. Forma e funzione n. 9 363-369 No
Bordogna Enrico 1987 Guido Canella. Architetture 1957-1987 Electa Milano No
Simonelli G. 1988 Il Palazzo di giustizia di Ancona Modulo n. 144 1066-1073 No
AA.VV. 1991 Almanacco Electa dell’architettura italiana 1991 Electa Milano 33-36 No
Monica Luca 1992 Due architetture non milanesi ad Ancona e Fidenza di Guido Canella d’Architettura n. 6 30-35 No
Canella Guido 1995 Palazzo di Giustizia di Ancona Zodiac, nuova serie n. 14 144-151 No
Vitale Daniele 2000 Guido Canella, in Carlo Olmo (a cura di), Dizionario dell'architettura del XX secolo, vol. 2 Allemandi Torino 17-22 No
Bordogna Enrico 2001 Guido Canella. Opere e progetti Electa Milano 66-71 No
Chilton J., Volpe A., Prandoni F. 2002 Atlante delle strutture reticolari Utet Torino 197-200 No
Bordogna Enrico, Canella Gentucca, Manganaro Elvio (a cura di) 2014 Guido Canella 1931-2009 FrancoAngeli Milano No
Ciccarelli Lorenzo 2016 Guida all'architettura nelle Marche 1900-2015 Quodlibet Macerata 144-145 No
Bordogna Enrico 2019 Costruire la tutela del secondo Novecento. Una questione generazionale, in Gentucca Canella e Paolo Mellano Paolo (a cura di), Il diritto alla tutela. Architettura d’autore del secondo Novecento FrancoAngeli Milano 44-53 No

Allegati
File Didascalia Credito Fotografico
Vista interna delle balconate e della piazza coperta Vista interna delle balconate e della piazza coperta Stefano Topuntoli - Archivio Guido Canella
Vista del fonte nord Vista del fonte nord Stefano Topuntoli - Archivio Guido Canella
Piante dei piani terreno e quinto: 1. ingresso di rappresentanza; 2. ingresso ordinario; 3. sorveglianza; 4. servizi generali, 5. conciliazione; 6 ufficiali giudiziari; 7. piazza coperta; 8. Tribunale; 9. Corte d'Appello Piante dei piani terreno e quinto: 1. ingresso di rappresentanza; 2. ingresso ordinario; 3. sorveglianza; 4. servizi generali, 5. conciliazione; 6 ufficiali giudiziari; 7. piazza coperta; 8. Tribunale; 9. Corte d'Appello Archivio Guido Canella
Sezioni AA, BB Sezioni AA, BB Archivio Guido Canella
Prospetto nord su via Magenta Prospetto nord su via Magenta Archivio Guido Canella
Prospetto sud su via Mazzini Prospetto sud su via Mazzini Archivio Guido Canella
Sezione sulla piazza coperta Sezione sulla piazza coperta Archivio Guido Canella
Spaccato assonometrico Spaccato assonometrico Archivio Guido Canella
Vista da sud Vista da sud Stefano Topuntoli - Archivio Guido Canella
Vista di scorcio del fronte nord Vista di scorcio del fronte nord Archivio Guido Canella
Vista interna del lucernario Vista interna del lucernario Stefano Topuntoli - Archivio Guido Canella
Vista interna dell'intercapedine tra muratura di bordo preesistente e nuovo tamponamento Vista interna dell'intercapedine tra muratura di bordo preesistente e nuovo tamponamento Stefano Topuntoli - Archivio Guido Canella
Vista interna delle balconate della piazza coperta Vista interna delle balconate della piazza coperta Stefano Topuntoli - Archivio Guido Canella
Vista interna di un'aula di udienza Vista interna di un'aula di udienza Stefano Topuntoli - Archivio Guido Canella
Vista interna di un'aula di udienza Vista interna di un'aula di udienza Stefano Topuntoli - Archivio Guido Canella
Vista interna delle balconate della piazza coperta, 2016 Vista interna delle balconate della piazza coperta, 2016 Francesco Paci, 2016
Vista interna delle balconate e delle travi a traliccio, 2016 Vista interna delle balconate e delle travi a traliccio, 2016 Francesco Paci, 2016
Vista interna, dettaglio della scala, 2016 Vista interna, dettaglio della scala, 2016 Francesco Paci, 2016
Vista interna del lucernario, 2016 Vista interna del lucernario, 2016 Francesco Paci, 2016

Criteri
1. L’edificio o l’opera di architettura è citata in almeno tre studi storico-sistematici sull’architettura contemporanea di livello nazionale e/o internazionale.
2. L’edificio o l’opera di architettura è illustrata in almeno due riviste di architettura di livello nazionale e/o internazionale.
3. L’edificio o l’opera di architettura ha una riconosciuta importanza nel panorama dell’architettura nazionale, degli anni nei quali è stata costruita, anche in relazione ai contemporanei sviluppi sia del dibattito, sia della ricerca architettonica nazionale e internazionale,
4. L’edificio o l’opera di architettura riveste un ruolo significativo nell’ambito dell’evoluzione del tipo edilizio di pertinenza, ne offre un’interpretazione progressiva o sperimenta innovazioni di carattere distributivo e funzionale.
5. L’edificio o l’opera di architettura introduce e sperimenta significative innovazioni nell’uso dei materiali o nell’applicazione delle tecnologie costruttive.
6. L’edificio o l’opera di architettura è stata progettata da una figura di rilievo nel panorama dell’architettura nazionale e/o internazionale.
7. L’edificio o l’opera di architettura si segnala per il particolare valore qualitativo all’interno del contesto urbano in cui è realizzata.
Sitografia ed altri contenuti online
Titolo Url
Dizionario biografico degli Italiani - Guido Canella Visualizza

Crediti Scheda
Enti di riferimento: DGAAP - Segretariato Regionale per le Marche
Titolare della ricerca: Università Politecnica delle Marche - Dipartimento di Ingegneria Civile Edile e di Architettura
Responsabile scientifico: Antonello Alici


Scheda redatta da Francesco Paci, Gentucca Canella
creata il 31/12/2016
ultima modifica il 03/04/2024

Revisori:

Menzietti Giulia 2021