Censimento delle architetture italiane dal 1945 ad oggi

VILLA CAPELLARO

Scheda Opera

  •  Vista di insieme da nord-ovest
  • Vista di insieme da sud-est
  • Vista di insieme da sud-est
  • Particolare della facciata sud-est
  • Pianta piano terra
  • Pianta piano interrato
  • Sezione A-A’
  • Sezione B-B’
  • Vista di insieme da nord-ovest
  • Vista della facciata sud-est
  • Vista esterna da sud-est, 2018
  • Fronte sud, 2018
  • Particolare della facciata sud-est con balcone a sbalzo, 2018
  • Particolare del fronte sud-ovest, 2018
  • Particolare della facciata sud-est con la scala verso il giardino, 2018
  • Particolare della rampa di accesso all’abitazione, 2018
  • Particolare del rivestimento in intonaco e pietra, 2018
  • Particolare della rampa verso il giardino, 2018
  • Particolare della scala a sbalzo in pietra e cemento a vista che permette l’accesso da via Pinchia, 2019
  • Ivrea. Perimetrazione nominated property e buffer zone su base ortofoto, 2018
  • Comune: Ivrea
  • Località: Carale
  • Denominazione: VILLA CAPELLARO
  • Indirizzo: Via Pinchia N. 8
  • Data: 1953 - 1956
  • Tipologia: Abitazioni unifamiliari
  • Autori principali: Marcello Nizzoli, Giuseppe Mario Oliveri
Descrizione

1. Opera originaria

«Ha sido edificada sobre un terreno, cuyo desnivel se aprovechó para lograr bellos contrastes y crear un paisaje interesante. Consta de planta baja y semisótano sólo en una parte del mismo. El semisótano, cuya superficie útil es de 64,30 m2 tiene la forma de un rectángulo de 10,80 X 8,00. Aloja los cuartos de calefacción, una bodega de 4,80 X 4,50 m y el garaje. Este último, con una escalera de acceso al piso superior. La superficie útil de la planta baja es de 208,70 m2, que podemos dividir en tres zonas, dedicadas a estancia, servicios generales y dormitorios. En la forma que adopta su planta, constituida por una serie de rectángulos organizados convenientemente, ha influido, considerablemente, el propósito de que las piezas principales gozasen de las orientaciones más adecuadas. Y, efectivamente, aparecen los dormitorios al E, la zona de estancia con orientación SE, quedando relegado el N. para las zonas de servicio. El ala izquierda de la construcción está ocupada por una estancia, de 9,00 X 4,30 m, en la que, mediante la disposición del mobiliario y decoración, se ha logrado crear una serie de ambientes dentro de un mismo recinto. Unos sistemas de puertas correderas ponen en comunicación dicha estancia con el comedor, y con la amplia terraza en voladizo sobre la calzada para el tráfico interior de la villa. El acceso al edificio se realiza por el bloque central, una distribución apropiada aisla la zona de servicio - cocina, dormitorio y aseo del servicio - del vestíbulo y resto de dependencias. Existe otro acceso desde el exterior, para el servicio, por la cocina. El ala derecha está constituida por un dormitorio principal - con vestidor -, dormitorio de huéspedes - con terraza, baño, aseo -, y un estudio conectado con el vestíbulo. La estructura ha sido ejecutada a base de muros de piedra y machones con pilastras de hormigón armado. Ofrecen un interés especial las cubiertas planas, protegidas con una capa aislante impermeable. Aparecen a distintas alturas, formando una serie de planos que, en determinados puntos, vuelan con formas sencillas y graciosas, ayudando a romper la monotonía del conjunto. Para los acabados exteriores han sido empleados: piedra, revoco y revestimientos de madera. La carpintería exterior es asimismo de madera y está provista de doble cristal y persianas arrollables. Merece mención la barandilla de hierro de la terraza - a la que se asoma la estancia - ejecutada según un original diseño. Cerca de la casa hay una amplia piscina de forma irregular, y el espacio restante - con excepción de las rampas y caminos de tráfico - está cubierto de césped entremezclado con las piedras, las cuales nos señalan sendas de circulación dentro del jardín. Resumiendo, podemos decir: la impresión que nos ofrece esta villa - de blancura mediterránea sobre la que contrastan las recortadas sombras producidas por los voladizos de cubierta - es sumamente agradable». (Marcello Nizzoli, Gian Mario Oliveri, Villa en Ivrea, in «Informes de la Construcciòn» vol. 16, n. 150, maggio 1963, pp. 27-31)

«Già nella Villa Capellaro a Ivrea (1955) comincia infatti a manifestarsi l’abbandono dell’apollineo rigore geometrico che aveva contraddistinto l’architettura di Nizzoli negli anni Trenta (nella fase di affinità elettiva con Terragni, Persico, Baldessari e Sartoris) e che traspariva ancora nelle prime realizzazioni del dopoguerra, quali il Palazzo Olivetti in via Clerici a Milano (in collaborazione con G. A. Bernasconi)». (Benedetto Gravagnuolo, Decoro e ragione: cronistoria degli studi Nizzoli, in Benedetto Gravagnuolo (a cura di), Gli Studi Nizzoli: architettura e design, 1948-1983, Electa, Milano, 1983, p. 15)

«Infine, merita un cenno villa Capellaro costruita nel 1955 ancora da Nizzoli e Oliveri. Di questa casa si è rinvenuto uno schizzo preliminare che mostra un’architettura su pilotis impostata su una rigida pianta ad “elle”: prima ipotesi di progetto, poi abbandonata a favore di una soluzione con pianta a tre bracci diseguali ed una serie di ambienti articolati sul terreno con un’alternanza di muri e setti in pietra a faccia vista, linde pareti intonacate, parti rivestite in legno. L’edificio finito è indicativo di un ripensamento dei due architetti se non proprio in chiave organica, più verosimilmente «volto al recupero di tradizioni locali» e ammiccante ad un «neoartigianalesimo» molto diffuso nella cultura architettonica degli anni Cinquanta; in ogni caso esso evidenzia in maniera inequivocabile «l'abbandono dell’apollineo rigore geometrico» tipico dell’architettura nizzoliana degli anni precedenti. Fino al limite cronologico assunto, pertanto, il quartiere Castellamonte testimonia il passaggio dal razionalismo ortodosso delle case di Figini e Pollini dei primi anni Quaranta ad un suo superamento critico verso una duplice polarità, neorazionalista da una parte, e, in qualche misura, organica dall’altra. Se per la cittadella industriale il punto di flesso si è individua o nel Centro studi ed esperienze di Eduardo Vittoria, qui è possibile scorgerlo nella doppia casa a quattro alloggi di Nizzoli e Olivieri. E sono proprio le due planimetrie generali del quartiere, appena esaminate, che tratteggiano il percorso di questa transizione». (Rossano Astarita, Gli architetti di Olivetti. Una storia di committenza industriale, Franco Angeli, Milano 2000, pp. 134-135)

«L’edificio si sviluppa su due piani fuori terra e si caratterizza per una complessa articolazione dei volumi, in parte definiti con una nitida sagoma parallelepipeda e in parte segnati da una copertura leggermente inclinata a geometria variabile e da profondi balconi a sbalzo chiusi da un parapetto a fascia. Il progetto mostra una particolare attenzione all’inserimento dell’edificio nel contesto naturale, con una soluzione formale che richiama le architetture di Richard Neutra: di particolare interesse è il trattamento della balza rocciosa che spicca da via Pinchia e sulla quale sorge l’edificio, modellata con muri in pietra e calcestruzzo e attraversata da una suggestiva scala a sbalzo che permette un accesso ardito alla strada». (Patrizia Bonifazio, Enrico Giacopelli, Il paesaggio futuro. Letture e norme per il patrimonio dell'architettura moderna a Ivrea, Allemandi, Torino 2007, p. 77)

«Vicina al quartiere Castellamonte, la villa, su due piani fuori terra, è caratterizzata da una complessa articolazione dei volumi che gioca sui principi della varietà, nel tentativo di rendere l’architettura “organica” con l’ambiente. Alcuni corpi sono parallelepipedi con copertura piana, altri con copertura leggermente inclinata a geometria variabile e profondi balconi a sbalzo. Le superfici esterne sono alternativamente trattate con intonaco e pietra. L’ingresso è strutturalmente dichiarato da una scala a sbalzo inserita nel muro di contenimento lungo la strada, realizzata in pietra e cemento a vista». (Maria Adriana Giusti, Rosa Tamborrino, Guida all'architettura del Novecento in Piemonte (1902-2006), Allemandi, Torino 2008, p. 178)

«Progettata tra 1953 e 1955 da Marcello Nizzoli e Gian Mario Oliveri, Villa Capellaro fa parte di quel nucleo di ville progettate per il personale direttivo della fabbrica da architetti già impegnati a Ivrea nella realizzazione di opere commissionate dalla Società Olivetti. Villa Capellaro è caratterizzata da una ricerca sulla composizione volumetrica particolare, accentuata dalle diverse soluzioni utilizzate per il trattamento delle facciate (pietra e intonaco). Come in altri edifici progettati da Nizzoli, molti elementi della composizione spesso ritenuti secondari, assumono un valore caratterizzante l’edificio: in questo caso – per esempio – la collocazione della muratura in pietra e in cemento a vista del muro di contenimento, al pari delle travi orizzontali con ali frangisole costituiscono elemento di spicco di questa architettura». (Dossier di Candidatura “Ivrea Città Industriale del XX secolo”, Ivrea 2018, p. 48)

La villa unifamiliare denominata Villa Capellaro a Ivrea venne progettata dagli architetti Marcello Nizzoli (1887-1969) e Gianmario Oliveri (1921-2001). Il Comune di Ivrea autorizzò ad eseguire i lavori il 31 ottobre 1953.Nel 1956 venne rilasciata la licenza di abitabilità. L'abitazione, costruita per l'ingegner Natale Capellaro (1902-1977), il progettista Olivetti che inventò l'Elettrosumma 14 del 1945, la Multisumma 14 e la Divisumma 14, nel 1956 fa parte di qual gruppo di ville progettate per il personale direttivo della fabbrica da architetti già impegnati nella realizzazione di opere per la Società eporediese. L'edificio (caratterizzato da una sofisticata ricerca compositiva volumetrica) è stato disegnato in modo da adattarsi alla natura accidentata del terreno e ne sottolinea i dislivelli con altrettanti elementi architettonici. Si ideò la villa come un nucleo germinante: dal gruppo servizi (ingresso e servizi veri e propri) originano, variamente orientate, le porzioni del gruppo notte e del gruppo giorno, entrambi assai chiaramente compositivamente qualificati e distinti tra loro. Il garage, e la cantina sono stati invece scavati nella roccia, poiché, sotto un primo leggero strato di terra di cultura, il terreno si presenta roccioso'. Tipico del volume dell'edificio è il terrazzamento. Coperto in parte da una pensilina a sbalzo, tale terrazzamento costituisce la caratteristica progettuale più evidente dell'architettura, con la pensilina che assolve una funzione non solamente funzionale di copertura, quale era richiesta dall'orientamento sud-ovest, ma compositiva: la pensilina scherma la luce e permette anche il prolungamento all'aperto del soggiorno. I serramenti sono di legno e scorrevoli, la perlinatura di larice. Agli effetti termici, inoltre, la protezione dal sole è stata completata dal complesso dei rivestimenti in legno che, assolvendo un'esigenza prettamente funzionale, entrano anche nel gioco compositivo. La zona notte è stata articolata in modo da presentare le fronti delle camere da letto ad est, rispettando così una giusta norma di orientamento. Nel gruppo notte è compreso anche lo studio che invece è orientato a nord: ciò porta ad avere una giusta illuminazione diffusa per riflesso della luminosità esterna, senza la diretta e fastidiosa immissione di luce solare. Da un punto di vista costruttivo la villa presenta il solettone a sbalzo sul terrazzo ed il muro di calcestruzzo armato, con gradini a sbalzo a formare una scala di accesso al terrazzamento superiore, i suoi elementi preminenti. Coloristicamente il rapporto tra il legno, la pensilina bianca ed il diaframma murario di pietra a vista che blocca lo studio forma elemento distintivo e caratteristico della scuola post-razionalista italiana degli anni Cinquanta anche aperto all'esperienza internazionale (in particolare Richard Neutra). Le altre parti della casa hanno colorazioni diverse che evidenziano la natura del materiale impiegato e tradiscono l'espressione pura del gusto dei progettisti tramite la sola funzione semplicemente estetica, di rapporti cromatici capaci di suscitare, con i loro accostamenti, vive emozioni nel visitatore. Particolare interesse suscita il disegno del parapetto del corpo soggiorno con forme organiche eseguite in tondino di ferro variamente sagomato.
[…] L'arredamento degli interni è stato curato dagli stessi architetti con passione nei dettagli e corretta scelta dei materiali. ("Relazione storica descrittiva", in Commissione Regionale per il Patrimonio Culturale del Piemonte MiBACT, DCR n. 10/2019).

2. Consistenza dell’opera al 2019 / Stato attuale

L’opera mantiene la destinazione d’uso originaria a residenza unifamiliare. Gli interventi di manutenzione eseguiti nel corso degli anni dai proprietari non hanno danneggiato l'autenticità dell’architettura: l’edificio è in ottimo stato di conservazione e non si rileva la presenza di particolari fenomeni di degrado.

Villa Capellaro è tra le architetture incluse nella core zone del sito “Ivrea, città industriale del XX secolo” inserito nel 2018 nella World Heritage List dell'UNESCO. (http://whc.unesco.org/en/list/1538).

Nel 2019 per Villa Capellaro è stata emanata la Dichiarazione di interesse culturale particolarmente importante ai sensi degli artt. 10, c. 3, lett. a) e d) e 13 del D.Lgs. 42/2004 e s.m.i.

(Scheda a cura di Stefania Dassi MiBACT SR-PIE con Bianca Guiso, DAD - Politecnico di Torino)

Info
  • Progetto: 1953 -
  • Esecuzione: - 1956
  • Tipologia Specifica: villa
  • Committente: Natale Capellaro
  • Proprietà: Proprietà privata
  • Destinazione originaria: Villa unifamiliare
  • Destinazione attuale: Villa unifamiliare
Autori
Nome Cognome Ruolo Fase Progetto Archivio Architetti Url Profilo Autore Principale
Marcello Nizzoli Progetto architettonico Progetto Visualizza Profilo https://www.csacparma.it/fondo-nizzoli-associati-1965-1991/ SI
Giuseppe Mario Oliveri Progetto architettonico Progetto Visualizza Profilo https://www.treccani.it/enciclopedia/giuseppe-mario-oliveri_(Dizionario-Biografico)/ SI
  • Strutture: Struttura formata da pareti in muratura di blocchi di pietra irregolari e pilastri di cemento armato
  • Materiale di facciata: Superfici esterne alternativamente trattate con intonaco, pietra a vista e listelli di legno
  • Coperture: Copertura piana protetta da uno strato isolante e impermeabile; copertura leggermente inclinata a geometria variabile
  • Serramenti: Serramenti in legno provvisti di doppi vetri e persiane avvolgibili
  • Stato Strutture: Buono
  • Stato Materiale di facciata: Buono
  • Stato Coperture: Buono
  • Stato Serramenti: Buono

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«Ha sido edificada sobre un terreno, cuyo desnivel se aprovechó para lograr bellos contrastes y crear un paisaje interesante. Consta de planta baja y semisótano sólo en una parte del mismo. El semisótano, cuya superficie útil es de 64,30 m2 tiene la forma de un rectángulo de 10,80 X 8,00. Aloja los cuartos de calefacción, una bodega de 4,80 X 4,50 m y el garaje. Este último, con una escalera de acceso al piso superior. La superficie útil de la planta baja es de 208,70 m2, que podemos dividir en tres zonas, dedicadas a estancia, servicios generales y dormitorios. En la forma que adopta su planta, constituida por una serie de rectángulos organizados convenientemente, ha influido, considerablemente, el propósito de que las piezas principales gozasen de las orientaciones más adecuadas. Y, efectivamente, aparecen los dormitorios al E, la zona de estancia con orientación SE, quedando relegado el N. para las zonas de servicio. El ala izquierda de la construcción está ocupada por una estancia, de 9,00 X 4,30 m, en la que, mediante la disposición del mobiliario y decoración, se ha logrado crear una serie de ambientes dentro de un mismo recinto. Unos sistemas de puertas correderas ponen en comunicación dicha estancia con el comedor, y con la amplia terraza en voladizo sobre la calzada para el tráfico interior de la villa. El acceso al edificio se realiza por el bloque central, una distribución apropiada aisla la zona de servicio - cocina, dormitorio y aseo del servicio - del vestíbulo y resto de dependencias. Existe otro acceso desde el exterior, para el servicio, por la cocina. El ala derecha está constituida por un dormitorio principal - con vestidor -, dormitorio de huéspedes - con terraza, baño, aseo -, y un estudio conectado con el vestíbulo. La estructura ha sido ejecutada a base de muros de piedra y machones con pilastras de hormigón armado. Ofrecen un interés especial las cubiertas planas, protegidas con una capa aislante impermeable. Aparecen a distintas alturas, formando una serie de planos que, en determinados puntos, vuelan con formas sencillas y graciosas, ayudando a romper la monotonía del conjunto. Para los acabados exteriores han sido empleados: piedra, revoco y revestimientos de madera. La carpintería exterior es asimismo de madera y está provista de doble cristal y persianas arrollables. Merece mención la barandilla de hierro de la terraza - a la que se asoma la estancia - ejecutada según un original diseño. Cerca de la casa hay una amplia piscina de forma irregular, y el espacio restante - con excepción de las rampas y caminos de tráfico - está cubierto de césped entremezclado con las piedras, las cuales nos señalan sendas de circulación dentro del jardín. Resumiendo, podemos decir: la impresión que nos ofrece esta villa - de blancura mediterránea sobre la que contrastan las recortadas sombras producidas por los voladizos de cubierta - es sumamente agradable». (Marcello Nizzoli, Gian Mario Oliveri, Villa en Ivrea, in «Informes de la Construcciòn» vol. 16, n. 150, maggio 1963, pp. 27-31)

«Già nella Villa Capellaro a Ivrea (1955) comincia infatti a manifestarsi l’abbandono dell’apollineo rigore geometrico che aveva contraddistinto l’architettura di Nizzoli negli anni Trenta (nella fase di affinità elettiva con Terragni, Persico, Baldessari e Sartoris) e che traspariva ancora nelle prime realizzazioni del dopoguerra, quali il Palazzo Olivetti in via Clerici a Milano (in collaborazione con G. A. Bernasconi)». (Benedetto Gravagnuolo, Decoro e ragione: cronistoria degli studi Nizzoli, in Benedetto Gravagnuolo (a cura di), Gli Studi Nizzoli: architettura e design, 1948-1983, Electa, Milano, 1983, p. 15)

«Infine, merita un cenno villa Capellaro costruita nel 1955 ancora da Nizzoli e Oliveri. Di questa casa si è rinvenuto uno schizzo preliminare che mostra un’architettura su pilotis impostata su una rigida pianta ad “elle”: prima ipotesi di progetto, poi abbandonata a favore di una soluzione con pianta a tre bracci diseguali ed una serie di ambienti articolati sul terreno con un’alternanza di muri e setti in pietra a faccia vista, linde pareti intonacate, parti rivestite in legno. L’edificio finito è indicativo di un ripensamento dei due architetti se non proprio in chiave organica, più verosimilmente «volto al recupero di tradizioni locali» e ammiccante ad un «neoartigianalesimo» molto diffuso nella cultura architettonica degli anni Cinquanta; in ogni caso esso evidenzia in maniera inequivocabile «l'abbandono dell’apollineo rigore geometrico» tipico dell’architettura nizzoliana degli anni precedenti. Fino al limite cronologico assunto, pertanto, il quartiere Castellamonte testimonia il passaggio dal razionalismo ortodosso delle case di Figini e Pollini dei primi anni Quaranta ad un suo superamento critico verso una duplice polarità, neorazionalista da una parte, e, in qualche misura, organica dall’altra. Se per la cittadella industriale il punto di flesso si è individua o nel Centro studi ed esperienze di Eduardo Vittoria, qui è possibile scorgerlo nella doppia casa a quattro alloggi di Nizzoli e Olivieri. E sono proprio le due planimetrie generali del quartiere, appena esaminate, che tratteggiano il percorso di questa transizione». (Rossano Astarita, Gli architetti di Olivetti. Una storia di committenza industriale, Franco Angeli, Milano 2000, pp. 134-135)

«L’edificio si sviluppa su due piani fuori terra e si caratterizza per una complessa articolazione dei volumi, in parte definiti con una nitida sagoma parallelepipeda e in parte segnati da una copertura leggermente inclinata a geometria variabile e da profondi balconi a sbalzo chiusi da un parapetto a fascia. Il progetto mostra una particolare attenzione all’inserimento dell’edificio nel contesto naturale, con una soluzione formale che richiama le architetture di Richard Neutra: di particolare interesse è il trattamento della balza rocciosa che spicca da via Pinchia e sulla quale sorge l’edificio, modellata con muri in pietra e calcestruzzo e attraversata da una suggestiva scala a sbalzo che permette un accesso ardito alla strada». (Patrizia Bonifazio, Enrico Giacopelli, Il paesaggio futuro. Letture e norme per il patrimonio dell'architettura moderna a Ivrea, Allemandi, Torino 2007, p. 77)

«Vicina al quartiere Castellamonte, la villa, su due piani fuori terra, è caratterizzata da una complessa articolazione dei volumi che gioca sui principi della varietà, nel tentativo di rendere l’architettura “organica” con l’ambiente. Alcuni corpi sono parallelepipedi con copertura piana, altri con copertura leggermente inclinata a geometria variabile e profondi balconi a sbalzo. Le superfici esterne sono alternativamente trattate con intonaco e pietra. L’ingresso è strutturalmente dichiarato da una scala a sbalzo inserita nel muro di contenimento lungo la strada, realizzata in pietra e cemento a vista». (Maria Adriana Giusti, Rosa Tamborrino, Guida all'architettura del Novecento in Piemonte (1902-2006), Allemandi, Torino 2008, p. 178)

«Progettata tra 1953 e 1955 da Marcello Nizzoli e Gian Mario Oliveri, Villa Capellaro fa parte di quel nucleo di ville progettate per il personale direttivo della fabbrica da architetti già impegnati a Ivrea nella realizzazione di opere commissionate dalla Società Olivetti. Villa Capellaro è caratterizzata da una ricerca sulla composizione volumetrica particolare, accentuata dalle diverse soluzioni utilizzate per il trattamento delle facciate (pietra e intonaco). Come in altri edifici progettati da Nizzoli, molti elementi della composizione spesso ritenuti secondari, assumono un valore caratterizzante l’edificio: in questo caso – per esempio – la collocazione della muratura in pietra e in cemento a vista del muro di contenimento, al pari delle travi orizzontali con ali frangisole costituiscono elemento di spicco di questa architettura». (Dossier di Candidatura “Ivrea Città Industriale del XX secolo”, Ivrea 2018, p. 48) 

La villa unifamiliare denominata Villa Capellaro a Ivrea venne progettata dagli architetti Marcello Nizzoli (1887-1969) e Gianmario Oliveri (1921-2001). Il Comune di Ivrea autorizzò ad eseguire i lavori il 31 ottobre 1953.Nel 1956 venne rilasciata la licenza di abitabilità. L'abitazione, costruita per l'ingegner Natale Capellaro (1902-1977), il progettista Olivetti che inventò l'Elettrosumma 14 del 1945, la Multisumma 14 e la Divisumma 14, nel 1956 fa parte di qual gruppo di ville progettate per il personale direttivo della fabbrica da architetti già impegnati nella realizzazione di opere per la Società eporediese. L'edificio (caratterizzato da una sofisticata ricerca compositiva volumetrica) è stato disegnato in modo da adattarsi alla natura accidentata del terreno e ne sottolinea i dislivelli con altrettanti elementi architettonici. Si ideò la villa come un nucleo germinante: dal gruppo servizi (ingresso e servizi veri e propri) originano, variamente orientate, le porzioni del gruppo notte e del gruppo giorno, entrambi assai chiaramente compositivamente qualificati e distinti tra loro. Il garage, e la cantina sono stati invece scavati nella roccia, poiché, sotto un primo leggero strato di terra di cultura, il terreno si presenta roccioso'. Tipico del volume dell'edificio è il terrazzamento. Coperto in parte da una pensilina a sbalzo, tale terrazzamento costituisce la caratteristica progettuale più evidente dell'architettura, con la pensilina che assolve una funzione non solamente funzionale di copertura, quale era richiesta dall'orientamento sud-ovest, ma compositiva: la pensilina scherma la luce e permette anche il prolungamento all'aperto del soggiorno. I serramenti sono di legno e scorrevoli, la perlinatura di larice. Agli effetti termici, inoltre, la protezione dal sole è stata completata dal complesso dei rivestimenti in legno che, assolvendo un'esigenza prettamente funzionale, entrano anche nel gioco compositivo. La zona notte è stata articolata in modo da presentare le fronti delle camere da letto ad est, rispettando così una giusta norma di orientamento. Nel gruppo notte è compreso anche lo studio che invece è orientato a nord: ciò porta ad avere una giusta illuminazione diffusa per riflesso della luminosità esterna, senza la diretta e fastidiosa immissione di luce solare. Da un punto di vista costruttivo la villa presenta il solettone a sbalzo sul terrazzo ed il muro di calcestruzzo armato, con gradini a sbalzo a formare una scala di accesso al terrazzamento superiore, i suoi elementi preminenti. Coloristicamente il rapporto tra il legno, la pensilina bianca ed il diaframma murario di pietra a vista che blocca lo studio forma elemento distintivo e caratteristico della scuola post-razionalista italiana degli anni Cinquanta anche aperto all'esperienza internazionale (in particolare Richard Neutra). Le altre parti della casa hanno colorazioni diverse che evidenziano la natura del materiale impiegato e tradiscono l'espressione pura del gusto dei progettisti tramite la sola funzione semplicemente estetica, di rapporti cromatici capaci di suscitare, con i loro accostamenti, vive emozioni nel visitatore. Particolare interesse suscita il disegno del parapetto del corpo soggiorno con forme organiche eseguite in tondino di ferro variamente sagomato. 
[…] L'arredamento degli interni è stato curato dagli stessi architetti con passione nei dettagli e corretta scelta dei materiali. ("Relazione storica descrittiva", in Commissione Regionale per il Patrimonio Culturale del Piemonte MiBACT, DCR n. 10/2019).

2.	Consistenza dell’opera al 2019 / Stato attuale 

L’opera mantiene la destinazione d’uso originaria a residenza unifamiliare. Gli interventi di manutenzione eseguiti nel corso degli anni dai proprietari non hanno danneggiato l'autenticità dell’architettura: l’edificio è in ottimo stato di conservazione e non si rileva la presenza di particolari fenomeni di degrado.

Villa Capellaro è tra le architetture incluse nella core zone del sito “Ivrea, città industriale del XX secolo” inserito nel 2018 nella World Heritage List dell'UNESCO. (http://whc.unesco.org/en/list/1538).

Nel 2019 per Villa Capellaro è stata emanata la Dichiarazione di interesse culturale particolarmente importante ai sensi degli artt. 10, c. 3, lett. a) e d) e 13 del D.Lgs. 42/2004 e s.m.i.

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  • Altri Provvedimenti:
  • Foglio Catastale: C.F.
  • Particella: 61

Note

-

Bibliografia
Autore Anno Titolo Edizione Luogo Edizione Pagina Specifica
1956 Villa ad Ivrea Architettura Cantiere n. 11 No
Nizzoli Marcello, Oliveri Mario G. 1963 Villa en Ivrea Informes de la Construccion vol. 16, n. 150 27-31 No
Gravagnuolo Benedetto 1983 Decoro e ragione: cronistoria degli studi Nizzoli, in Benedetto Gravagnuolo (a cura di), Gli Studi Nizzoli: architettura e design, 1948-1983 Electa Milano 15, 170 No
Astarita Rossano 2000 Gli architetti di Olivetti: una storia di committenza industriale Angeli Milano 134-135 No
Bonifazio Patrizia, Scrivano Paolo 2001 Olivetti costruisce. Architettura moderna a Ivrea: guida al museo a cielo aperto Skira Milano 164-166 No
Spinelli Luigi 2001 G. Mario Oliveri e gli studi Nizzoli: architecture and design - since 1948 Domus Milano 205 No
Bonifazio Patrizia, Giacopelli Enrico 2007 Il paesaggio futuro. Letture e norme per il patrimonio dell'architettura moderna a Ivrea Allemandi Torino 57, 67 No
Giusti Maria Adriana, Tamborrino Rosa 2008 Guida all'architettura del Novecento in Piemonte (1902-2006) Allemandi Torino 178 No

Allegati
File Didascalia Credito Fotografico
 Vista di insieme da nord-ovest Vista di insieme da nord-ovest Tratto da - Nizzoli, Oliveri, Informes de la Construccion, vol. 16, n. 150, 1963
Vista di insieme da sud-est Vista di insieme da sud-est Tratto da - Nizzoli, Oliveri, Informes de la Construccion, vol. 16, n. 150, 1963
Vista di insieme da sud-est Vista di insieme da sud-est Tratto da - Nizzoli, Oliveri, Informes de la Construccion, vol. 16, n. 150, 1963
Particolare della facciata sud-est Particolare della facciata sud-est Tratto da - Nizzoli, Oliveri, Informes de la Construccion, vol. 16, n. 150, 1963
Pianta piano terra Pianta piano terra Tratto da - Nizzoli, Oliveri, Informes de la Construccion, vol. 16, n. 150, 1963
Pianta piano interrato Pianta piano interrato Tratto da - Nizzoli, Oliveri, Informes de la Construccion, vol. 16, n. 150, 1963
Sezione A-A’ Sezione A-A’ Tratto da - Nizzoli, Oliveri, Informes de la Construccion, vol. 16, n. 150, 1963
Sezione B-B’ Sezione B-B’ Tratto da - Nizzoli, Oliveri, Informes de la Construccion, vol. 16, n. 150, 1963
Vista di insieme da nord-ovest Vista di insieme da nord-ovest Tratto da - Celant, Nizzoli, Edizioni di Comunità 1968
Vista della facciata sud-est Vista della facciata sud-est Tratto da - Celant, Nizzoli, Edizioni di Comunità 1968
Vista esterna da sud-est, 2018 Vista esterna da sud-est, 2018 Tratto da - Dossier di Candidatura WHL “Ivrea Città Industriale del XX secolo” 2018
Fronte sud, 2018 Fronte sud, 2018 Tratto da - Dossier di Candidatura WHL “Ivrea Città Industriale del XX secolo” 2018
Particolare della facciata sud-est con balcone a sbalzo, 2018 Particolare della facciata sud-est con balcone a sbalzo, 2018 Tratto da - Dossier di Candidatura WHL “Ivrea Città Industriale del XX secolo” 2018
Particolare del fronte sud-ovest, 2018 Particolare del fronte sud-ovest, 2018 Tratto da - Dossier di Candidatura WHL “Ivrea Città Industriale del XX secolo” 2018
Particolare della facciata sud-est con la scala verso il giardino, 2018 Particolare della facciata sud-est con la scala verso il giardino, 2018 Tratto da - Dossier di Candidatura WHL “Ivrea Città Industriale del XX secolo” 2018
Particolare della rampa di accesso all’abitazione, 2018 Particolare della rampa di accesso all’abitazione, 2018 Tratto da - Dossier di Candidatura WHL “Ivrea Città Industriale del XX secolo” 2018
Particolare del rivestimento in intonaco e pietra, 2018 Particolare del rivestimento in intonaco e pietra, 2018 Tratto da - Dossier di Candidatura WHL “Ivrea Città Industriale del XX secolo” 2018
Particolare della rampa verso il giardino, 2018 Particolare della rampa verso il giardino, 2018 Tratto da - Dossier di Candidatura WHL “Ivrea Città Industriale del XX secolo” 2018
Particolare della scala a sbalzo in pietra e cemento a vista che permette l’accesso da via Pinchia, 2019 Particolare della scala a sbalzo in pietra e cemento a vista che permette l’accesso da via Pinchia, 2019 Bianca Guiso - 2019
Ivrea. Perimetrazione nominated property e buffer zone su base ortofoto, 2018 Ivrea. Perimetrazione nominated property e buffer zone su base ortofoto, 2018 Tratto da - Dossier di Candidatura WHL “Ivrea Città Industriale del XX secolo” 2018

Criteri
1. L’edificio o l’opera di architettura è citata in almeno tre studi storico-sistematici sull’architettura contemporanea di livello nazionale e/o internazionale.
2. L’edificio o l’opera di architettura è illustrata in almeno due riviste di architettura di livello nazionale e/o internazionale.
Sitografia ed altri contenuti online
Titolo Url
Dizionario biografico degli Italiani - Marcello Nizzoli Visualizza
Enciclopedia Treccani - Marcello Nizzoli Visualizza
Enciclopedia Treccani - Gian Mario Oliveri Visualizza

Crediti Scheda
Enti di riferimento: DGAAP - Segretariato Regionale per il Piemonte
Titolare della ricerca: Politecnico Torino Dipartimento Architettura e Design
Responsabile scientifico: Maria Adriana Giusti, Gentucca Canella (DAD)


Scheda redatta da Stefania Dassi con Bianca Guiso
creata il 31/12/2004
ultima modifica il 28/01/2025

Revisori:

Mezzino Davide 2021