Censimento delle architetture italiane dal 1945 ad oggi

VILLA PRELLE

Scheda Opera

  • Veduta d’insieme
  • Veduta d’insieme, 2018
  • Vista esterna da via Jervis, 2019
  • Vista prospettica, 2019
  • Perimetrazione nominated property e buffer zone su base ortofoto, 2018
  • Comune: Ivrea
  • Denominazione: VILLA PRELLE
  • Indirizzo: Via Jervis
  • Data: 1951 - 1953
  • Tipologia: Abitazioni unifamiliari
  • Autori principali: Emilio Aventino Tarpino
Descrizione

1. Opera originaria

«Scale, corrimano, cornicioni, parapetti, pensiline, caminetti, inferriate di protezione, grondaie e sporti di gronda sono i dettagli su cui Tarpino concentra di più la sua attenzione. Il grado di elaborazione che questi elementi vivono non solamente li rende segni di modernità delle architetture, ma, subendo un’evoluzione attraverso i decenni di lavoro dell’ufficio, cresce e rende il dettaglio progressivamente più sofisticato ed elegante, fino ha un livello più complesso di trattamento formale. […] Anche il gradino risulta tra i dettagli oggetto di sperimentazione. Già da alcune tavole di dettaglio dei primi anni Cinquanta i gradini assumono la forma di volumi in calcestruzzo a sezione pentagonale con il lato più lungo che funge da pedata, come nelle soluzioni impiegate in casa Spagliardi e villa Prelle. In quest’ultimo caso, l’aspetto di interesse risiede nel rapporto di continuità formale tra i gradini la fascia basamentale in pietra, rapporto garantito dall’innesto di due lati dei gradini direttamente nella struttura del muro». (Carlo Olmo, Patrizia Bonifazio, Luca Lazzarini, Le case Olivetti a Ivrea. L’Ufficio Consulenza Case Dipendenti ed Emilio A. Tarpino, il Mulino, Bologna 2018, pp. 157-158)

«Nell’area sono presenti alcuni esempi significativi dell’originale programma di housing, quantitativamente e qualitativamente rilevante, promosso dalla Società Olivetti e diretto dall’Ufficio Consulenza Case Dipendenti Olivetti (UCCD), quali il condominio Fiò Bellot (Via Pinchia n. 3; 1951), Villa Prelle (corso Jervis n. 39; 1951), Casa Stratta (strada Monte Navale n. 8e; 1951), Casa Morucci (via del Lys n.11; 1958) e Casa Perotti (via del Lys n. 9; 1958)». (Dossier di Candidatura “Ivrea Città Industriale del XX secolo”, Ivrea 2018, p. 48)

«La villa unifamiliare denominata Villa Prelle a Ivrea venne progettata dall'Ufficio Consulenza Case Dipendenti Olivetti (UCCD). Tale ufficio, diretto dall'architetto Emilio Aventino Tarpino (1923-1990), aveva il compito di fornire assistenza ai dipendenti Olivetti nella costruzione, riparazione o adattamento delle loro abitazioni. L'ufficio concedeva prestiti con interesse del 4% e sino alla copertura del 60% dell'intera spesa e forniva gratuitamente il progetto e la direzione lavori. La struttura elaborò, tra 1949 e il 1969, più di 600 progetti e, con la sua attività, contribuì a creare un paesaggio edilizio di notevole qualità formale e costruttiva, quale oggi appare. Le case progettate dall'UCCD sono edifici unifamiliari, studiati tipologicamente, tenendo conto delle aspirazioni sociali dei dipendenti, formate da un vocabolario di pochi elementi compositivi che, combinati insieme, permettono una grande varietà di soluzioni architettoniche. di Villa Prelle. L'abitazione, costruita per il dirigente dottor Camillo Prelle, ottenne il 22 febbraio 1951 l'autorizzazione a costruire; al 2 febbraio 1952 risale la relazione tecnica in cui si dichiarò l'abitabilità da parte dell'Ufficiale sanitario e del tecnico del Comune di Ivrea. L'architettura era caratterizzata da una sofisticata ricerca compositiva volumetrica ed è situata in un lotto residenziale che precede i grandi corpi di fabbrica produttivi principali dell'Olivetti, con accesso diretto dalla via Jervis ed è immersa in un piccolo parco. Si ideò originariamente la villa con una pianta a "L", avente la scalinata d'accesso ed il seguente ingresso fulcro compositivo delle 2 ali abitative: la prima ospitante gli ambienti giorno (in prosecuzione dell'accesso e comprensivi di una grande sala); la seconda le camere da letto, raggiungibili svoltando a sinistra dell'ingresso. Una scala permetteva il collegamento con gli ambienti della manica notte, posti ad un livello più elevato. Ambienti di servizio erano ospitati ai livelli inferiori. Le coperture erano previste a falda unica. Pur non risultando la pianta regolare e simmetrica come per gli esempi del primo gruppo di edifici progettati dall'architetto Tarpino, l'impianto di Villa Prelle non risulta 'plastico' come Casa Ricci (sempre progettata da Tarpino); l'attenzione è più che altro rivolta all’insieme, al rapporto dell'abitazione con il giardino e con l'intorno. L'abitazione dell'ingegnere Prelle si presenta, infatti, più attenta a conformarsi alla differenza di quota del lotto di progetto, più che a sperimentazioni nell'ambito dell'organizzazione spaziale della pianta. Elemento che rimane ben evidente anche in questi casi più elaborati, è il corridoio centrale di distribuzione ai vari ambienti, vista la dilatazione longitudinale in pianta: esso non è più in posizione centrale e quindi cieco, ma segue il muro perimetrale e si affaccia sul giardino tramite aperture molto ampie, riprendendo un artifizio, tipico dell'architettura del Nordeuropea, resa celebre nei progetti di Alvar Aalto per abitazioni unifamiliari». ("Relazione storica descrittiva", in Commissione Regionale per il Patrimonio Culturale del Piemonte MiBACT, DCR n. 1/2019)




2. Consistenza dell’opera al 2019 / Stato attuale

L’opera mantiene la destinazione d’uso originaria a residenza unifamiliare. Non presenta all’esterno e all’interno trasformazioni che abbiano cambiato i caratteri del progetto originario. Stato di degrado dovuto all’assenza di manutenzione.

Villa Prelle è tra le architetture incluse nella core zone del sito “Ivrea, città industriale del XX secolo” inserito nel 2018 nella World Heritage List dell'UNESCO. (http://whc.unesco.org/en/list/1538).

Nel 2019 per Villa Prelle è stata emanata la Dichiarazione di interesse culturale particolarmente importante ai sensi degli artt. 10, c. 3, lett. a) e d) e 13 del D.Lgs. 42/2004 e s.m.i.

(Scheda a cura di Stefania Dassi MiBACT SR-PIE con Bianca Guiso, DAD - Politecnico di Torino)

Info
  • Progetto: 1951 -
  • Esecuzione: - 1953
  • Tipologia Specifica: Villa
  • Committente: Camillo Prelle
  • Proprietà: Proprietà privata
  • Destinazione originaria: Villa unifamiliare
  • Destinazione attuale: Villa unifamiliare
Autori
Nome Cognome Ruolo Fase Progetto Archivio Architetti Url Profilo Autore Principale
Emilio Aventino Tarpino Progetto architettonico Progetto SI
  • Strutture: Struttura in calcestruzzo
  • Materiale di facciata: Intonaco e pietra nella fascia basamentale
  • Coperture: Copertura piana
  • Serramenti: Serramenti in legno
  • Stato Strutture: Mediocre
  • Stato Materiale di facciata: Mediocre
  • Stato Coperture: Mediocre
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«Nell’area sono presenti alcuni esempi significativi dell’originale programma di housing, quantitativamente e qualitativamente rilevante, promosso dalla Società Olivetti e diretto dall’Ufficio Consulenza Case Dipendenti Olivetti (UCCD), quali il condominio Fiò Bellot (Via Pinchia n. 3; 1951), Villa Prelle (corso Jervis n. 39; 1951), Casa Stratta (strada Monte Navale n. 8e; 1951), Casa Morucci (via del Lys n.11; 1958) e Casa Perotti (via del Lys n. 9; 1958)». (Dossier di Candidatura “Ivrea Città Industriale del XX secolo”, Ivrea 2018, p. 48)

«La villa unifamiliare denominata Villa Prelle a Ivrea venne progettata dall'Ufficio Consulenza Case Dipendenti Olivetti (UCCD). Tale ufficio, diretto dall'architetto Emilio Aventino Tarpino (1923-1990), aveva il compito di fornire assistenza ai dipendenti Olivetti nella costruzione, riparazione o adattamento delle loro abitazioni. L'ufficio concedeva prestiti con interesse del 4% e sino alla copertura del 60% dell'intera spesa e forniva gratuitamente il progetto e la direzione lavori. La struttura elaborò, tra 1949 e il 1969, più di 600 progetti e, con la sua attività, contribuì a creare un paesaggio edilizio di notevole qualità formale e costruttiva, quale oggi appare. Le case progettate dall'UCCD sono edifici unifamiliari, studiati tipologicamente, tenendo conto delle aspirazioni sociali dei dipendenti, formate da un vocabolario di pochi elementi compositivi che, combinati insieme, permettono una grande varietà di soluzioni architettoniche. di Villa Prelle. L'abitazione, costruita per il dirigente dottor Camillo Prelle, ottenne il 22 febbraio 1951 l'autorizzazione a costruire; al 2 febbraio 1952 risale la relazione tecnica in cui si dichiarò l'abitabilità da parte dell'Ufficiale sanitario e del tecnico del Comune di Ivrea. L'architettura era caratterizzata da una sofisticata ricerca compositiva volumetrica ed è situata in un lotto residenziale che precede i grandi corpi di fabbrica produttivi principali dell'Olivetti, con accesso diretto dalla via Jervis ed è immersa in un piccolo parco. Si ideò originariamente la villa con una pianta a "L", avente la scalinata d'accesso ed il seguente ingresso fulcro compositivo delle 2 ali abitative: la prima ospitante gli ambienti giorno (in prosecuzione dell'accesso e comprensivi di una grande sala); la seconda le camere da letto, raggiungibili svoltando a sinistra dell'ingresso. Una scala permetteva il collegamento con gli ambienti della manica notte, posti ad un livello più elevato. Ambienti di servizio erano ospitati ai livelli inferiori. Le coperture erano previste a falda unica. Pur non risultando la pianta regolare e simmetrica come per gli esempi del primo gruppo di edifici progettati dall'architetto Tarpino, l'impianto di Villa Prelle non risulta 'plastico' come Casa Ricci (sempre progettata da Tarpino); l'attenzione è più che altro rivolta all’insieme, al rapporto dell'abitazione con il giardino e con l'intorno. L'abitazione dell'ingegnere Prelle si presenta, infatti, più attenta a conformarsi alla differenza di quota del lotto di progetto, più che a sperimentazioni nell'ambito dell'organizzazione spaziale della pianta. Elemento che rimane ben evidente anche in questi casi più elaborati, è il corridoio centrale di distribuzione ai vari ambienti, vista la dilatazione longitudinale in pianta: esso non è più in posizione centrale e quindi cieco, ma segue il muro perimetrale e si affaccia sul giardino tramite aperture molto ampie, riprendendo un artifizio, tipico dell'architettura del Nordeuropea, resa celebre nei progetti di Alvar Aalto per abitazioni unifamiliari». ("Relazione storica descrittiva", in Commissione Regionale per il Patrimonio Culturale del Piemonte MiBACT, DCR n. 1/2019)




2.	Consistenza dell’opera al 2019 / Stato attuale  

L’opera mantiene la destinazione d’uso originaria a residenza unifamiliare. Non presenta all’esterno e all’interno trasformazioni che abbiano cambiato i caratteri del progetto originario. Stato di degrado dovuto all’assenza di manutenzione. 

Villa Prelle è tra le architetture incluse nella core zone del sito “Ivrea, città industriale del XX secolo” inserito nel 2018 nella World Heritage List dell'UNESCO. (http://whc.unesco.org/en/list/1538).

Nel 2019 per Villa Prelle è stata emanata la Dichiarazione di interesse culturale particolarmente importante ai sensi degli artt. 10, c. 3, lett. a) e d) e 13 del D.Lgs. 42/2004 e s.m.i.

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  • Vincolo: Vincolata
  • Provvedimenti di tutela: Dichiarazione di notevole interesse
  • Data Provvedimento: D.C.R. 08/01/2019, n. 1
  • Riferimento Normativo: D. Lgs 42/2004 art. 10, c. 3, lett. a) e d)
  • Altri Provvedimenti:
  • Foglio Catastale: C.F.
  • Particella: 89

Note

-

Bibliografia
Autore Anno Titolo Edizione Luogo Edizione Pagina Specifica
Bonifazio Patrizia, Giacopelli Enrico 2007 Il paesaggio futuro. Letture e norme per il patrimonio dell’architettura moderna di Ivrea Allemandi Torino 59, 99 No
Olmo Carlo, Bonifazio Patrizia, Lazzarini Luca 2018 Le case Olivetti a Ivrea. L’Ufficio Consulenza Case Dipendenti ed Emilio A. Tarpino il Mulino Bologna 157-158 No

Allegati
File Didascalia Credito Fotografico
Veduta d’insieme Veduta d’insieme Tratto da - Bonifazio, Giacopelli, Allemandi 2007
Veduta d’insieme, 2018 Veduta d’insieme, 2018 Tratto da - Dossier di Candidatura WHL “Ivrea Città Industriale del XX secolo” 2018
Vista esterna da via Jervis, 2019 Vista esterna da via Jervis, 2019 Bianca Guiso - 2019
Vista prospettica, 2019 Vista prospettica, 2019 Bianca Guiso - 2019
Perimetrazione nominated property e buffer zone su base ortofoto, 2018 Perimetrazione nominated property e buffer zone su base ortofoto, 2018 Tratto da - Dossier di Candidatura WHL “Ivrea Città Industriale del XX secolo” 2018

Criteri
5. L’edificio o l’opera di architettura introduce e sperimenta significative innovazioni nell’uso dei materiali o nell’applicazione delle tecnologie costruttive.
7. L’edificio o l’opera di architettura si segnala per il particolare valore qualitativo all’interno del contesto urbano in cui è realizzata.
Sitografia ed altri contenuti online
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Crediti Scheda
Enti di riferimento: DGAAP - Segretariato Regionale per il Piemonte
Titolare della ricerca: Politecnico Torino Dipartimento Architettura e Design
Responsabile scientifico: Maria Adriana Giusti, Gentucca Canella (DAD)


Scheda redatta da Stefania Dassi con Bianca Guiso
creata il 31/12/2004
ultima modifica il 28/01/2025

Revisori:

Mezzino Davide 2021