Censimento delle architetture italiane dal 1945 ad oggi

COMPLESSO RESIDENZIALE PER LA COOPERATIVA ALEPH

Scheda Opera

  • Vista dall'alto
  • Prospetto principale
  • Particolare facciata
  • Schizzo prospetto
  • Piante e prospetto
  • Comune: Ciampino
  • Denominazione: COMPLESSO RESIDENZIALE PER LA COOPERATIVA ALEPH
  • Indirizzo: Via di Mola Cavona N. 3
  • Data: 1972 - 1977
  • Tipologia: Complessi residenziali
  • Autori principali: Francesco Cellini, Felice Marchioni
Descrizione

Le cinque case sono disegnate per una cooperativa di intellettuali e sindacalisti di sinistra da due giovani progettisti: un architetto, Cellini, non ancora laureato, e un ingegnere, Marchioni, appena abilitato alla professione. Le case dovevano coniugare idee apparentemente contrastanti: il desiderio di una vita comunitaria e l’aspirazione a un alloggio borghese.
La scelta si orienta verso case bifamiliari che si sviluppano in larghezza dando luogo a sottili volumi alti tre piani con tetto a due falde; in questo modo la linea di gronda molto bassa ‘nasconde’, dal punto di vista della cubatura, il terzo piano rispondendo al regolamento edilizio. Le facciate fortemente simmetriche e dall'originale impaginato, sono inquadrate da pilastri di ordine gigante che, alternati a campi murari, ordinano le aperture.
Figurativamente, come ricorda l’autore, le case risentono dell’opera di Robert Venturi, ma anche della Low House di McKim Mead & White, a Rhode Island, del 1886-87 e riflettono sulle considerazioni di Wittkower sulle facciate palladiane a Venezia. Dal punto di vista costruttivo, gli edifici presentano, come nelle case IACP di Lanuvio (Cellini con F. Coccia, 1978-83), dettagli innovativi come l’impiego di casseforme metalliche per i pilastri o di lamiere grecate per i solai.
Le case oggi risultano immerse in un parco di alti alberi che ne attutiscono la monumentalità scultorea, ma negli anni - probabilmente anche a causa del cambio di proprietà delle quote dovuto a un intervallo di diversi anni tra l’avvio del cantiere e il completamento - sono state trasformate: hanno perso i finti camini e hanno acquisito alcuni inutili sporti di gronda.

Info
  • Progetto: 1972 -
  • Esecuzione: 1976 - 1977
  • Committente: Cooperativa Aleph
  • Proprietà: Proprietà privata
Autori
Nome Cognome Ruolo Fase Progetto Archivio Architetti Url Profilo Autore Principale
Francesco Cellini Progetto architettonico Progetto Visualizza Profilo https://accademiasanluca.it/accademici/archivio/francesco-cellini SI
Felice Marchioni Progetto strutturale Progetto NO
Felice Marchioni Progetto architettonico Progetto SI
Cinque Monti Impresa esecutrice Esecuzione NO
  • Strutture: pilastri realizzati con casseforme metalliche e solai in lamiera grecata
  • Materiale di facciata: intonaco
  • Coperture: a doppia falda
  • Serramenti: legno
  • Stato Strutture: Buono
  • Stato Materiale di facciata: Buono
  • Stato Coperture: Buono
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La scelta si orienta verso case bifamiliari che si sviluppano in larghezza dando luogo a sottili volumi alti tre piani con tetto a due falde; in questo modo la linea di gronda molto bassa ‘nasconde’, dal punto di vista della cubatura, il terzo piano rispondendo al regolamento edilizio. Le facciate fortemente simmetriche e dall'originale impaginato, sono inquadrate da pilastri di ordine gigante che, alternati a campi murari, ordinano le aperture. 
Figurativamente, come ricorda l’autore, le case risentono dell’opera di Robert Venturi, ma anche della Low House di McKim Mead & White, a Rhode Island, del 1886-87 e riflettono sulle considerazioni di Wittkower sulle facciate palladiane a Venezia. Dal punto di vista costruttivo, gli edifici presentano, come nelle case IACP di Lanuvio (Cellini con F. Coccia, 1978-83), dettagli innovativi come l’impiego di casseforme metalliche per i pilastri o di lamiere grecate per i solai.
Le case oggi risultano immerse in un parco di alti alberi che ne attutiscono la monumentalità scultorea, ma negli anni - probabilmente anche a causa del cambio di proprietà delle quote dovuto a un intervallo di diversi anni tra l’avvio del cantiere e il completamento - sono state trasformate: hanno perso i finti camini e hanno acquisito alcuni inutili sporti di gronda.
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  • Vincolo: Non Vincolata
  • Provvedimenti di tutela: Nessuna opzione
  • Data Provvedimento:
  • Riferimento Normativo:
  • Altri Provvedimenti:
  • Foglio Catastale: 10
  • Particella: 207-2

Note

-

Bibliografia
Autore Anno Titolo Edizione Luogo Edizione Pagina Specifica
Cellini Francesco 1978 Il duomo di Civita. Progetti 1972-1977 Controspazio n. 1 22-23 Si
Bellosillo J. 1978 Italia, nota sobre la investicación de los jóvenes arquitectos italianos Arquitectura n. 215 18 Si
Portoghesi Paolo 1980 Dopo l’architettura moderna Laterza Bari 227-229 No
Cellini Francesco, D'Amato Claudio 1980 La presenza della storia. L’organismo architettonico Controspazio n. 1-6 142-143 No
Cellini Francesco 1980 La casa moderna, in Cellini Francesco, D’Amato Claudio (a cura di), La presenza del passato La Biennale di Venezia Venezia 112 No
Portoghesi Paolo 1982 Postmodern Electa Milano 50 No
Portoghesi Paolo 1982 Anche il Novecento ha il suo Cellini L’Europeo n. 15-16 161 No
Carlodalatri Paolo 1984 Percorsi dell’architettura italiana Unipress Roma 63 No
Moschini Francesco, Irace Fulvio (a cura di) 1984 Domus. Itinerari, itineraries. Roma Domus n. 654 No
Portoghesi Paolo 1985 I nuovi architetti italiani Laterza Bari 42-44; 336-337 No
Muratore Giorgio, Capuano Alessandra, Garofalo Francesco, Pellegrini Ettore 1988 Italia. Gli ultimi trent'anni Zanichelli Bologna 320; Scheda n. 11 No
Portoghesi Paolo 1988 I grandi architetti del Novecento Newton Compton Roma 633-635 No
Polano Sergio 1991 Guida all'architettura italiana del Novecento Electa Milano 406-407 No
Cellini Francesco 2016 Francesco Cellini Electa Milano Si

Allegati
File Didascalia Credito Fotografico
Vista dall'alto Vista dall'alto Francesco Cellini
Prospetto principale Prospetto principale Francesco Cellini
Particolare facciata Particolare facciata Francesco Cellini
Schizzo prospetto Schizzo prospetto Francesco Cellini
Piante e prospetto Piante e prospetto Francesco Cellini

Criteri
3. L’edificio o l’opera di architettura ha una riconosciuta importanza nel panorama dell’architettura nazionale, degli anni nei quali è stata costruita, anche in relazione ai contemporanei sviluppi sia del dibattito, sia della ricerca architettonica nazionale e internazionale,
4. L’edificio o l’opera di architettura riveste un ruolo significativo nell’ambito dell’evoluzione del tipo edilizio di pertinenza, ne offre un’interpretazione progressiva o sperimenta innovazioni di carattere distributivo e funzionale.
6. L’edificio o l’opera di architettura è stata progettata da una figura di rilievo nel panorama dell’architettura nazionale e/o internazionale.
7. L’edificio o l’opera di architettura si segnala per il particolare valore qualitativo all’interno del contesto urbano in cui è realizzata.

Crediti Scheda
Enti di riferimento: DGAAP - Segretariato Regionale per il Lazio
Titolare della ricerca: Università degli studi di Tor Vergata
Responsabile scientifico: Rosalia Vittorini


Scheda redatta da Rosalia Vittorini
creata il 31/12/2012
ultima modifica il 03/05/2024

Revisori:

Alberto Coppo 2022