CHIESA DI SAN CARLO BORROMEO
Scheda Opera
- Comune: Biella
- Località: Frazione Pavignano
- Denominazione: CHIESA DI SAN CARLO BORROMEO
- Indirizzo: Strada Parrocchia N. 5
- Data: 1958 - 1975
- Tipologia: Edifici per il culto
- Autori principali: Nicola Mosso
Descrizione
1. Opera originaria
«[…] aula esagonale seguita dalla più piccola cellula presbiteriale semiesagonale, spazio caratterizzato dai pilastri a “V” rivolto verso il cuore dell’aula ed illuminato dalle possenti nervature in c.a. che, partendo dai pilastri, si alzano incrociandosi a schermare le alte fonti di luce creando un effetto che rimanda stavolta più a Vittone che a Guarini». (Sandro Benedetti, L’architettura delle chiese contemporanee. Il caso italiano, Jaca Book, Roma 2000, pp. 23-28)
«Il significato dogmatico si trova nella stessa materiale struttura e non potrà mai essere cancellato senza distruggere il complesso architettonico”. Così scrisse l’architetto Nicola Mosso a proposito della chiesa da lui progettata a Pavignano, a fianco dell’antico tempio divenuto insufficiente alle necessità della popolazione. L’edificio in cemento armato e mattoni a vista, la cui costruzione incominciò nel 1966, risulta infatti particolarmente interessante per i contenuti simbolici sottesi e per le soluzioni adottate per le funzioni liturgiche. Lo spazio si sviluppa attorno ad un unico grande vano culminante in tre cupole sovrapposte a tre livelli diversi: quella più elevata ha la forma del triangolo equilatero a ricordo della SS: Trinità e i suoi tre vertici corrispondono ai sottostanti spazi riservati al Battesimo, la penitenza e l’Eucarestia; la cupola intermedia, a forma di stella raggiata, manda luce al sottostante “anello portante” esagonale che vuole ricordare la corona di spine del Salvatore. Punto focale del presbiterio è la pala d’altare, dalla cornice raggiata, con la fotografia delle due immagini impresse in negativo sulla Sindone che si trova a Torino grazie a San Carlo, a cui è intitolata la chiesa. Anche in questo progetto, come per altri di Mosso, si manifesta l’integrazione tra le arti, in particolare la fusione tra architettura e scultura: le stazioni della Via Crucis sono state impresse indelebilmente e direttamente sui pilastri in cemento armato durante il getto e sono opera dell’artista Carlo Rapp». (Paola Bacchi, Gian Luca Bazzan, Mario Zenoglio (a cura di), Identità di pietra architettura del ‘900 a Biella, M10 Edizioni, Gaglianico 2011, p. 104-105)
«Ubicata tra la casa canonica e l’antica parrocchiale, la chiesa nuova, costituisce uno dei migliori esempi di edifici di culto contemporanei del Biellese, nonché una delle realizzazioni di più alto livello dell’architetto Nicola Mosso che, oltre alla struttura, ha seguito anche la realizzazione dell’arredo interno.
L’edificio, sviluppato su due livelli sovrapposti ed interamente realizzato in cemento armato e mattoni a vista, presenta una pianta poligonale complessa e risulta coperto da una sola grande cupola, che dall’iniziale forma esagonale termina a pianta triangolare. Queste due figure geometriche elementari, infatti, ricorrono continuamente sia nella struttura che nell’arredo della chiesa, costituendone i veri elementi di base.
Salendo, una grande scalinata centrale o due laterali più piccole, si raggiunge l’ingresso della chiesa, i cui portali, di fattura molto semplice, sono monumentalizzati da un coronamento di forma triangolare.
Internamente l’edificio si presenta come una grande aula priva di suddivisioni, scandita unicamente dalla presenza di sei pilastri in cemento armato che sorreggono la volta, posti isolati vicino ai perimetrali. Sono composti da un elemento poligonale irregolare dal quale dipartono verso l’esterno due ampi bracci.
Lo spazio è in buona parte occupato dalle panche per i fedeli, gradatamente rivolte verso l’area presbiteriale (leggermente rialzata) e l’altare, sopra il quale si trova una grande croce metallica con una riproduzione della Sacra Sindone di Torino.
Il continuo rimando al Sacro Telo risulta palese se si alza lo sguardo: la soluzione adottata per la copertura, seppur nella differenza di tecniche e materiali, rimanda chiaramente al modello guariniano della Cappella della Sindone di Torino.
Lungo il perimetrale sinistro della chiesa si incontra il fonte battesimale in pietra, anch’esso triangolare, al quale si accede superando una balaustra metallica e scendendo due gradini. Sulle lastre del pavimento circostante sono riportati i riferimenti ai passi evangelici relativi al Battesimo di Cristo. Nella parte destra della chiesa trova posto un grande confessionale doppio in legno le cui vetrate triangolari indirizzano lo sguardo del visitatore verso il Salmo inciso nella parte centrale.
Singolare e di grande interesse e la soluzione adottata per la realizzazione della Via crucis le cui 14 immagini sono ricavate direttamente nel cemento dei sei grandi pilastri della chiesa.
Scrive lo stesso Nicola Mosso: “Nel settembre dell’anno 1966 mentre osservavo il getto delle fondazioni dei grandi pilastri in cemento armato, costituenti la struttura portante principale che regge la chiesa e il sottostante teatro, mi venne in mente di imprimere indelebilmente su questi pilastri, durante i prossimi getti di cemento, le stazioni della Via Crucis, formando le raffigurazioni direttamente con gli stessi assi dei casseri delle armature in legno, a regola d’arte disposti e scolpiti. In seguito, a conclusione delle stazioni di questa via di redenzione, pensai di collocare sul baricentro focale visivo del presbiterio, la fotografia delle due incompatibili immagini impresse in negativo sul lenzuolo detto “ Sindone”, che si trova a Torino per voto di San Carlo, titolare di questa chiesa. Penso che nessuna altra rappresentazione pittorica o grafica possa essere tanto potente ed espressiva per concludere in commosso raccoglimento questa via dolorosa che ci invita, luminosa, a sperare in una futura serena letizia”.
Al di sotto dell’aula si trova uno spazio seminterrato, diviso internamente in tre parti, al quale si accede tramite tre scalinate ubicate all’esterno e che ospita diversi locali per le esigenze del culto». (Ri-nascere. Nascita e rinascita tra arte antica e arte contemporanea, Museo del Territorio Biellese, 2013)
2. Consistenza dell’opera al 2019 / Stato attuale
L’edificio si presenta in buono stato di conservazione, preservando i caratteri originali dell’opera. Alcuni adeguamenti relativamente all’accessibilità della chiesa hanno riguardato la realizzazione di una nuova rampa di accesso.
(Scheda a cura di Tanja Marzi e Erica Meneghin, DAD - Politecnico di Torino)
1. Original Work
The building «fully made in reinforced concrete and exposed bricks, has a complex polygonal plan».
It presents underlying symbolic contents, for example, in the roofing made with «three domes overlapped on three different levels: the upper one has the shape of a equilateral triangle in memory of the Holy Trinity and its three vertices correspond to the spaces below reserved at: Baptism, Penance and the Eucharist; the intermediate dome has the shape of a star with rays and gives light to the hexagonal supporting ring placed below, which recalls the crown of thorns of the Savior».
«These two simple geometric figures, in fact, continually recur both in the structure and in the furnishings of the church, being therefore the true basic elements»: for example, in the entrance portals which have a triangular-shaped crowning, rather than in the baptismal font in stone, triangular too, or in the triangular windows of the large wooden confessional.
«Inside, the building looks like a spacious room with no subdivisions, marked only by the presence of six reinforced concrete pillars that support the vault, positioned near the perimeter walls. They have the shape of an irregular polygon, from which two broad arms branch outwards. [...] The solution adopted for the representation of the “Via Crucis” is very particular and interesting: its 14 images are created directly in the concrete of the six large pillars of the church.
The hall is mainly occupied by benches for the faithful, facing to the presbytery area, semi-hexagonal and slightly raised, and the altar “above which there is a large metal cross with a reproduction of the Holy Shroud of Turin. This is a continuous reference in the church, so clear if you look up: the solution adopted for the roof, despite different techniques and materials, obviously refers to the Guarini model of the Turin Shroud Chapel» (Museo del Territorio Biellese, 2013)
2. Current state in 2019
The building is in a good state of conservation, preserving the original features. Some adjustments relating to the accessibility have led to the construction of a new access ramp.
(English version by Alessia Federica Gigliotti, DAD-Politecnico di Torino)
Info
- Progetto: 1958 - 1966
- Esecuzione: 1966 - 1975
- Tipologia Specifica: Chiesa Parrocchiale
- Committente: Diocesi di Biella, Parrocchia di Pavignano
- Proprietà: Proprietà Ente religioso
- Destinazione originaria: chiesa
- Destinazione attuale: Chiesa
Autori
Nome | Cognome | Ruolo | Fase Progetto | Archivio Architetti | Url Profilo | Autore Principale |
---|---|---|---|---|---|---|
Pericle | Aglietta | Impresa esecutrice | Esecuzione | NO | ||
Nicola | Mosso | Progetto architettonico | Progetto | Visualizza Profilo | https://www.treccani.it/enciclopedia/nicola-mosso_(Dizionario-Biografico)/ | SI |
Nicola | Mosso | Progetto Interni | Progetto | Visualizza Profilo | https://www.treccani.it/enciclopedia/nicola-mosso_(Dizionario-Biografico)/ | NO |
- Strutture: struttura a pilastri in cemento armato
- Materiale di facciata: laterizio faccia a vista
- Coperture: coppi
- Serramenti: a nastro, di legno
- Stato Strutture: Buono
- Stato Materiale di facciata: Buono
- Stato Coperture: Buono
- Stato Serramenti: Buono
- Vincolo: Non Vincolata
- Provvedimenti di tutela: Nessuna opzione
- Data Provvedimento:
- Riferimento Normativo:
- Altri Provvedimenti:
- Foglio Catastale: -
- Particella: -
Codice ICCd | Ubicazione | Tipologia | Soggetto | Autore | Materia Tecnica | Stato di Conservazione | Restauri |
---|---|---|---|---|---|---|---|
pilastri interni | Bassorilievo | Via Crucis | Carlo Rapp | Cemento | Mediocre |
Note
Sui pilastri interni della chiesa si trovano bassorilievi che raffigurano le stazioni della Via Crucis, opera di Carlo Rapp; le immagini sono state impresse direttamente sui pilastri in cemento armato durante il getto .
Bibliografia
Autore | Anno | Titolo | Edizione | Luogo Edizione | Pagina | Specifica |
---|---|---|---|---|---|---|
Lebole Delmo | 1978 | Storia della chiesa biellese, La Pieve di Biella, Vol. 4 | Unione Biellese | Biella | 113-145 | No |
Lupo Giovanni Maria (a cura di) | 1996 | Gli architetti dell’Accademia Albertina. L’insegnamento e la professione dell’architettura fra Ottocento e Novecento | Allemandi | Torino | 186-191 | No |
Benedetti Sandro | 2000 | L’architettura delle chiese contemporanee. Il caso italiano | Jaca Book | Roma | 23-28 | No |
Sistri Augusto, Mosso Nicola | 2002 | in Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Torino (a cura di). Albo d’Onore del Novecento. Architetti a Torino | Celid | Torino | 104-107 | No |
Bacchi Paola, Bazzan Gian Luca, Zenoglio Mario (a cura di) | 2011 | Identità di pietra architettura del ‘900 a Biella | M10 Edizioni | Gaglianico (Bi) | 104-105 | No |
Signorelli Bruno | 2012 | MOSSO, Nicola | Dizionario Biografico degli italiani, vol. 77, Enciclopedia Treccani | Roma | No |
Allegati
Criteri
1. L’edificio o l’opera di architettura è citata in almeno tre studi storico-sistematici sull’architettura contemporanea di livello nazionale e/o internazionale. | |
3. L’edificio o l’opera di architettura ha una riconosciuta importanza nel panorama dell’architettura nazionale, degli anni nei quali è stata costruita, anche in relazione ai contemporanei sviluppi sia del dibattito, sia della ricerca architettonica nazionale e internazionale, | |
4. L’edificio o l’opera di architettura riveste un ruolo significativo nell’ambito dell’evoluzione del tipo edilizio di pertinenza, ne offre un’interpretazione progressiva o sperimenta innovazioni di carattere distributivo e funzionale. | |
5. L’edificio o l’opera di architettura introduce e sperimenta significative innovazioni nell’uso dei materiali o nell’applicazione delle tecnologie costruttive. | |
6. L’edificio o l’opera di architettura è stata progettata da una figura di rilievo nel panorama dell’architettura nazionale e/o internazionale. | |
7. L’edificio o l’opera di architettura si segnala per il particolare valore qualitativo all’interno del contesto urbano in cui è realizzata. |
Crediti Scheda
Enti di riferimento: DGAAP - Segretariato Regionale per il PiemonteTitolare della ricerca: Politecnico Torino Dipartimento Architettura e Design
Responsabile scientifico: Maria Adriana Giusti, Gentucca Canella (DAD)
Scheda redatta da Tanja Marzi e Erica Meneghin
creata il 31/12/2004
ultima modifica il 05/02/2025
Revisori:
Mezzino Davide 2021