Censimento delle architetture italiane dal 1945 ad oggi

CASA BOMPARD

Scheda Opera

  • Vista del fronte con i due balconi
  • Foto d’insieme della casa che si fonde con la natura che la circonda
  • Piante del piano terreno, del piano primo e secondo
  • Vista esterna con in primo piano la copertura ondulata grigio chiaro in cemento-amianto
  • Inquadrature della casa costruita su pilotis rotondi che racchiudono il piano servizi. Al primo piano la zona giorno e nel sottotetto la zona notte
  • Inquadrature da nord. La copertura è costituita da due falde che confluiscono ni due vertici bassi dove lo scarico dell’acqua è libero e quello della neve si trasforma in colonne di ghiaccio
  • L’angolo nord-est della casa su cui si apre l’ampio soggiorno
  • Vista esterna È ancora presente il portico al piano terreno, 2011
  • Vista esterna. È ancora presente il portico al piano terreno, chiuso dopo il 2011
  • Vista d’insieme. Il portico originario al piano terreno è stato chiuso, dopo il 2011, e trasformato in locale ad uso residenziale, 2019
  • Vista d’insieme. Il portico originario al piano terreno è stato chiuso, dopo il 2011, e trasformato in locale ad uso residenziale, 2019
  • L’angolo nord-est della casa su cui si apre l’ampio soggiorno del piano primo. Il portico originario al piano terreno è stato chiuso, dopo il 2011, e trasformato in locale ad uso residenziale, 2019
  • Dettaglio dell’angolo nord-est della casa. Il portico originario al piano terreno è stato chiuso, dopo il 2011, e trasformato in locale ad uso residenziale, 2019
  • Dettaglio della copertura, 2019
  • Comune: Bardonecchia
  • Denominazione: CASA BOMPARD
  • Indirizzo: Strada San Francesco 35
  • Data: 1966 - 1966
  • Tipologia: Abitazioni unifamiliari
  • Autori principali: Giorgio Raineri
Descrizione

1. Opera originaria

«La casa è destinata all’abitazione permanente di quattro persone (nonna, genitori, figlio).
Nasce nella pineta di Bardonecchia che è quasi al centro della piccola città alpina. In questo bosco, stretto d’assedio dalla speculazione edilizia, proprietario ed architetto hanno cercato di realizzare una forma che generasse qualche momento di vita quasi primordiale.
Si è scelta come ubicazione una breve radura; così nessun pino è stato abbattuto (e nemmeno alcun cespuglio di nocciolo). La casa è su pilotis rotondi che sembrano ripetere le compagini dei tronchi, e alzano il piano d’abitazione col suo grande balcone sopra il prato o sopra la coltre di neve.
Tra i pilotis è il “bulbo”, dei servizi (garage, centralina termica, lavanderia): poi vi è un piano completo di abitazione su tutto l’esatto quadrato di pianta (12x12), smussato in corrispondenza del soggiorno.
Il colmo piano del tetto è la diagonale del quadrato: la copertura dell’edificio ha quindi due sole falde triangolari che determinano in mezzo il piano superiore, come previsto dal regolamento locale.
Le due falde versano lateralmente lungo grondaie inclinate che confluiscono nei due vertici bassi, dove lo scarico dell’acqua è libero e quello della neve si trasforma in due colonne di ghiaccio.
Vi è poi una terza falda, esterna all’edificio e raccordata alle precedenti, che funge da portico sull’ingresso. Essa ha una pendenza molto superiore: nel raccordo è ricavata una loggetta per una delle stanze del sottotetto.
Nelle fotografie sono illustrati alcuni aspetti stagionali del sito in cui la costruzione sorge: in autunno con la prima neve impastata agli aghi di pino; un’altra immagine primaverile; d’estate la casa è ricoperta e addirittura nascosta dalle fronde dei pini e dei noccioli». (L. Montaigne, Casa a Bardonecchia nella pineta, in «Costruire», XVII, n. 87-88, marzo-giugno 1975, Ca-3).

«[…] Nell’anno successivo Raineri torna a confrontarsi con l’architettura alpina, costruendo una casetta unifamiliare a Bardonecchia, che si differenzia nettamente dal tipo ricorrente di casa di montagna, la baita in legno intonacata a rustico, con due falde spioventi e capannina d’ingresso, per muoversi verso una più libera interpretazione del sito.
La scelta dei mattoni e di una copertura in eternit per una casa di montagna dovette sembrare a Raineri una bizzarra e originale proposta, possibile solo grazie a una committenza molto fiduciosa. La casa nasce in una radura naturale dell’ultimo residuo della pineta di Bardonecchia, al termine della strada S. Francesco. Per questa ricerca di isolamento, la casa cerca di riprodurre un tipo di architettura che conceda “qualche momento di vita quasi primordiale”. Quindi una casa-palafitta, o meglio una casa sugli alberi, per una specie di “barone rampante” alpino.
Perciò la casa è eretta su pilotis che la sollevano verso sud, a raccogliere tutto il sole che filtra tra i rami. L’unico nucleo a terra è quello del garage. L’ingresso è leggermente sollevato su un riporto di terra, e configura un giardino roccioso. Su questo si appoggiano i primi gradini; la seconda rampa continua oltre la porta. La pianta della casa è un quadrato di dodici metri di lato, orientato a sud. Il colmo orizzontale è la diagonale del quadrato e crea un sottotetto abitabile a due falde triangolari molto pendenti dalle cui punte si formano suggestive colonne di ghiaccio durante i mesi di gelo. La falda sul lato nord della casa, che tocca quasi terra, diventa portico d’ingresso: dall’intersezione con le altre due falde simmetriche nasce un balconcino a rombo. Il primo livello ha le stanze consuete: un ampio soggiorno, la cucina, uno studio e una camera con bagno. Il piano superiore ospita altre due camere e il bagno.
La casa di Bardonecchia è tra quelle che in maniera più evidente dimostrano l’attenzione, talvolta accanita, con cui Raineri si sofferma sui minimi particolari: basta osservare i davanzali delle finestre, realizzati con mattoni posti di taglio, spioventi verso l’esterno, il tipo di paramano messo di costa così da mostrare la concavità per l’alloggiamento della malta (vedi nota 89: “la posa dei mattoni paramano di costa con la conca di alloggiamento della malta in vista, era già stata adottata da Jaretti e Luzi nel ’64-’66), le putrelle a vista che consentono di eliminare il pilastro d’angolo, il giunto tra la muratura e il pilastro circolare, le inferriate di chiusura del portone d’ingresso, la scala mista in marmo e legno; le piastrelle dei bagni a papaveri e girasoli». (Tamara Del Bel Belluz, Giorgio Raineri Architetto, Celid, Torino 1998, p. 155-156).

«Committente del progetto fu l’ingegnere Fulvio Bompard, il quale ha ora lasciato la casa al figlio, che vi abita con la moglie. Per la nuova coppia la casa aveva bisogno di qualche “ritocco”: oltre alla posa del nuovo rivestimento della copertura, eseguito con lastre ondulate di cemento non fibroso del tutto simili a quelle di eternit, sono in corso i lavori di sostituzione del caminetto e di isolamento del tetto…». (Tamara Del Bel Belluz, Giorgio Raineri Architetto, Celid, Torino 1998, p. 162n).

2. Consistenza dell’opera al 2019 / Stato attuale
Il rivestimento di copertura originariamente in eternit, è stato sostituito con lastre in lamiera.
Dopo il 2011 il portico del piano terreno è stato chiuso (con tamponamenti in muratura color cemento e serramenti con tapparelle grigie) e trasformato in locale ad uso residenziale, alterando sensibilmente i caratteri percettivi originari.

(Scheda a cura di Gentucca Canella, DAD - Politecnico di Torino)


1. Original Work
Raineri built a detached house in Bardonecchia, a mountain house for the engineer Fulvio Bompard.
The House has still its original residential destination for four people (grandmother, parents, son).
«[…] The choice of bricks and a roofing is in asbestos lumber for a mountain house was a strange and original Raineri’s proposal, only possible thanks to a very confident client. The house is located in the remains of the pine-forest’s natural glade of Bardonecchia, at the end of S. Francesco street. For this research of isolation, the house tries to reproduce a type of architecture that allows "a few moments of almost primordial life". So, a pile-dwelling house, or rather a tree house, for an alpine “The Baron in the Trees”. Therefore the house is erected on pilotis which lift it to the south, to collect all sun that filters through the branches. The only element located on the ground is the garage. The entrance is slightly raised on an embankment, and it gives shape a rocky garden. The first steps lean on this, the second ramp continues beyond the door. The plan of the house is a square with twelve-meter side, south oriented. […]
The first floor has the usual rooms: a spacious living room, the kitchen, a study and a bedroom with bathroom. The upper floor has two other bedrooms and the bathroom. The house in Bardonecchia is among those that clearly show the attention, sometimes bitter, with which Raineri dwells on the smallest details: is enough to observe window-sills, realized with arch bricks, flowing outward, the type of hand-rail set on edge so as to show the concavity for spread the mortar […],thanks to the iron beams on sight is possible eliminate the corner pillar, the joint between masory and the circular pillar, the closing railings of the entrance door, the mixed staircase in marble and wood, the tiles in the bathrooms with poppies and sunflowers» (Tamara Del Bel Belluz, Giorgio Raineri Architetto, 1998).
«[…] The house is erected on round pilotis which simulate the framework of trunks, and lift the floor of the house with its large balcony above the lawn or above the blanket of snow.
[…] The plane ridge of the roof is the diagonal of the square: so, the roof of the building has only double triangular pitched roof that define in the middle the upper level, according to the local regulations.
The two pitches laterally inclined by the side of inclined eaves which converge in the two low vertexes, where the water-drain is free and the snow-drain changes in two columnes of ice.
Then, there is a third pich of roof, outside the building and conneted to preceding pitches, which is used as porch of entrance. It has a higher slope: in the connection is obtained a little loggia for a bedroom of garret. […]» («Costruire», n. 87-88, marzo-giugno 1975).

2. Current state in 2019
The reconstruction work for roof covering (originally in eternit), is executed with wavy concrete slabes. So, the distinctive characters of building and the architect’s goals remain unchanged. Today, the house is inhabited by Bompard's son and his wife.

(English version by Teresa Casale, DAD-Politecnico di Torino)

Info
  • Progetto: 1966 - 1966
  • Esecuzione: 1966 - 1966
  • Tipologia Specifica: Casa unifamiliare
  • Committente: Fulvio Bompard
  • Proprietà: Proprietà privata
  • Destinazione originaria: Casa unifamiliare
  • Destinazione attuale: Casa unifamiliare
Autori
Nome Cognome Ruolo Fase Progetto Archivio Architetti Url Profilo Autore Principale
Impresa Cet Impresa esecutrice Esecuzione NO
Giorgio Raineri Progetto architettonico Progetto Visualizza Profilo https://www.museotorino.it/view/s/557ba297e18845aa870a5c8a0f47ab46 SI
Giuseppe Raineri Progetto strutturale Progetto Visualizza Profilo https://www.studiolambro.it/profilo/ NO
Giorgio Raineri Direzione lavori Esecuzione Visualizza Profilo https://www.museotorino.it/view/s/557ba297e18845aa870a5c8a0f47ab46 NO
  • Strutture: Putrelle a vista
  • Materiale di facciata: Mattoni a vista. I davanzali delle finestre sono in mattoni posti di taglio, spioventi verso l’esterno
  • Coperture: La copertura ha due falde triangolari che versano lateralmente lungo grondaie inclinate che confluiscono nei due vertici bassi, dove lo scarico dell’acqua è libero. Vi è poi una terza falda, esterna all’edificio e raccordata alle precedenti, che funge da
  • Stato Strutture: Ottimo
  • Stato Materiale di facciata: Buono
  • Stato Coperture: Ottimo
  • Stato Serramenti: Buono

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Si è scelta come ubicazione una breve radura; così nessun pino è stato abbattuto (e nemmeno alcun cespuglio di nocciolo). La casa è su pilotis rotondi che sembrano ripetere le compagini dei tronchi, e alzano il piano d’abitazione col suo grande balcone sopra il prato o sopra la coltre di neve.
Tra i pilotis è il “bulbo”, dei servizi (garage, centralina termica, lavanderia): poi vi è un piano completo di abitazione su tutto l’esatto quadrato di pianta (12x12), smussato in corrispondenza del soggiorno.
Il colmo piano del tetto è la diagonale del quadrato: la copertura dell’edificio ha quindi due sole falde triangolari che determinano in mezzo il piano superiore, come previsto dal regolamento locale.
Le due falde versano lateralmente lungo grondaie inclinate che confluiscono nei due vertici bassi, dove lo scarico dell’acqua è libero e quello della neve si trasforma in due colonne di ghiaccio.
Vi è poi una terza falda, esterna all’edificio e raccordata alle precedenti, che funge da portico sull’ingresso. Essa ha una pendenza molto superiore: nel raccordo è ricavata una loggetta per una delle stanze del sottotetto.
Nelle fotografie sono illustrati alcuni aspetti stagionali del sito in cui la costruzione sorge: in autunno con la prima neve impastata agli aghi di pino; un’altra immagine primaverile; d’estate la casa è ricoperta e addirittura nascosta dalle fronde dei pini e dei noccioli». (L. Montaigne, Casa a Bardonecchia nella pineta, in «Costruire», XVII, n. 87-88, marzo-giugno 1975, Ca-3).

«[…] Nell’anno successivo Raineri torna a confrontarsi con l’architettura alpina, costruendo una casetta unifamiliare a Bardonecchia, che si differenzia nettamente dal tipo ricorrente di casa di montagna, la baita in legno intonacata a rustico, con due falde spioventi e capannina d’ingresso, per muoversi verso una più libera interpretazione del sito. 
La scelta dei mattoni e di una copertura in eternit per una casa di montagna dovette sembrare a Raineri una bizzarra e originale proposta, possibile solo grazie a una committenza molto fiduciosa. La casa nasce in una radura naturale dell’ultimo residuo della pineta di Bardonecchia, al termine della strada S. Francesco. Per questa ricerca di isolamento, la casa cerca di riprodurre un tipo di architettura che conceda “qualche momento di vita quasi primordiale”. Quindi una casa-palafitta, o meglio una casa sugli alberi, per una specie di “barone rampante” alpino. 
Perciò la casa è eretta su pilotis che la sollevano verso sud, a raccogliere tutto il sole che filtra tra i rami. L’unico nucleo a terra è quello del garage. L’ingresso è leggermente sollevato su un riporto di terra, e configura un giardino roccioso. Su questo si appoggiano i primi gradini; la seconda rampa continua oltre la porta. La pianta della casa è un quadrato di dodici metri di lato, orientato a sud. Il colmo orizzontale è la diagonale del quadrato e crea un sottotetto abitabile a due falde triangolari molto pendenti dalle cui punte si formano suggestive colonne di ghiaccio durante i mesi di gelo. La falda sul lato nord della casa, che tocca quasi terra, diventa portico d’ingresso: dall’intersezione con le altre due falde simmetriche nasce un balconcino a rombo. Il primo livello ha le stanze consuete: un ampio soggiorno, la cucina, uno studio e una camera con bagno. Il piano superiore ospita altre due camere e il bagno.
La casa di Bardonecchia è tra quelle che in maniera più evidente dimostrano l’attenzione, talvolta accanita, con cui Raineri si sofferma sui minimi particolari: basta osservare i davanzali delle finestre, realizzati con mattoni posti di taglio, spioventi verso l’esterno, il tipo di paramano messo di costa così da mostrare la concavità per l’alloggiamento della malta (vedi nota 89: “la posa dei mattoni paramano di costa con la conca di alloggiamento della malta in vista, era già stata adottata da Jaretti e Luzi nel ’64-’66), le putrelle a vista che consentono di eliminare il pilastro d’angolo, il giunto tra la muratura e il pilastro circolare, le inferriate di chiusura del portone d’ingresso, la scala mista in marmo e legno; le piastrelle dei bagni a papaveri e girasoli». (Tamara Del Bel Belluz, Giorgio Raineri Architetto, Celid, Torino 1998, p. 155-156). 

«Committente del progetto fu l’ingegnere Fulvio Bompard, il quale ha ora lasciato la casa al figlio, che vi abita con la moglie. Per la nuova coppia la casa aveva bisogno di qualche “ritocco”: oltre alla posa del nuovo rivestimento della copertura, eseguito con lastre ondulate di cemento non fibroso del tutto simili a quelle di eternit, sono in corso i lavori di sostituzione del caminetto e di isolamento del tetto…». (Tamara Del Bel Belluz, Giorgio Raineri Architetto, Celid, Torino 1998, p. 162n).

2. Consistenza dell’opera al 2019 / Stato attuale  
Il rivestimento di copertura originariamente in eternit, è stato sostituito con lastre in lamiera. 
Dopo il 2011 il portico del piano terreno è stato chiuso (con tamponamenti in muratura color cemento e serramenti con tapparelle grigie) e trasformato in locale ad uso residenziale, alterando sensibilmente i caratteri percettivi originari.

(Scheda a cura di Gentucca Canella, DAD - Politecnico di Torino)


1. Original Work 
Raineri built a detached house in Bardonecchia, a mountain house for the engineer Fulvio Bompard.
The House has still its original residential destination for four people (grandmother, parents, son). 
«[…] The choice of bricks and a roofing is in asbestos lumber for a mountain house was a strange and original Raineri’s proposal, only possible thanks to a very confident client. The house is located in the remains of the pine-forest’s natural glade of Bardonecchia, at the end of S. Francesco street. For this research of isolation, the house tries to reproduce a type of architecture that allows "a few moments of almost primordial life". So, a pile-dwelling house, or rather a tree house, for an alpine “The Baron in the Trees”. Therefore the house is erected on pilotis which lift it to the south, to collect all sun that filters through the branches. The only element located on the ground is the garage. The entrance is slightly raised on an embankment, and it gives shape a rocky garden. The first steps lean on this, the second ramp continues beyond the door. The plan of the house is a square with twelve-meter side, south oriented. […]
The first floor has the usual rooms: a spacious living room, the kitchen, a study and a bedroom with bathroom. The upper floor has two other bedrooms and the bathroom. The house in Bardonecchia is among those that clearly show the attention, sometimes bitter, with which Raineri dwells on the smallest details: is enough to observe window-sills, realized with arch bricks, flowing outward, the type of hand-rail set on edge so as to show the concavity for spread the mortar […],thanks to the iron beams on sight is possible eliminate the corner pillar, the joint between masory and the circular pillar, the closing railings of the entrance door, the mixed staircase in marble and wood, the tiles in the bathrooms with poppies and sunflowers» (Tamara Del Bel Belluz, Giorgio Raineri Architetto, 1998). 
«[…] The house is erected on round pilotis which simulate the framework of trunks, and lift the floor of the house with its large balcony above the lawn or above the blanket of snow. 
[…] The plane ridge of the roof is the diagonal of the square: so, the roof of the building has only double triangular pitched roof that define in the middle the upper level, according to the local regulations. 
The two pitches laterally inclined by the side of inclined eaves which converge in the two low vertexes, where the water-drain is free and the snow-drain changes in two columnes of ice. 
Then, there is a third pich of roof, outside the building and conneted to preceding pitches, which is used as porch of entrance. It has a higher slope: in the connection is obtained a little loggia for a bedroom of garret. […]» («Costruire», n. 87-88, marzo-giugno 1975).

2. Current state in 2019 
The reconstruction work for roof covering (originally in eternit), is executed with wavy concrete slabes. So, the distinctive characters of building and the architect’s goals remain unchanged. Today, the house is inhabited by Bompard's son and his wife. 

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  • Vincolo: Non Vincolata
  • Provvedimenti di tutela: Nessuna opzione
  • Data Provvedimento:
  • Riferimento Normativo:
  • Altri Provvedimenti:
  • Foglio Catastale: -
  • Particella: -

Note

-

Bibliografia
Autore Anno Titolo Edizione Luogo Edizione Pagina Specifica
L. Montaigne 1975 Casa a Bardonecchia nella pineta, in «Costruire», XVII, n. 87-88, marzo-giugno 1975 Ca 3-Ca 6 No
1975 Giorgio Raineri. Maison de campagne a Bardonecchia, Italie, in «AC - Revue Internationale d’amiante-ciment», n. 78, aprile 1975 29-30 No
Vittorio Gregotti 1979 La strategia dell’invenzione e la poesia del mestiere: opere di Giorgio Raineri, in «Controspazio», n. 3, maggio-giugno 1979 26-46 No
Tamara Del Bel Belluz 1998 Giorgio Raineri Architetto Celid Torino No

Allegati
File Didascalia Credito Fotografico
Vista del fronte con i due balconi Vista del fronte con i due balconi Tratto da - AC Revue Internationale d’amiante-ciment, n. 78, 1975
Foto d’insieme della casa che si fonde con la natura che la circonda Foto d’insieme della casa che si fonde con la natura che la circonda Tratto da - Costruire, n. 87-88, 1975
Piante del piano terreno, del piano primo e secondo Piante del piano terreno, del piano primo e secondo Tratto da - AC Revue Internationale d’amiante-ciment, n. 78, 1975
Vista esterna con in primo piano la copertura ondulata grigio chiaro in cemento-amianto Vista esterna con in primo piano la copertura ondulata grigio chiaro in cemento-amianto Tratto da - AC Revue Internationale d’amiante-ciment, n. 78, 1975
Inquadrature della casa costruita su pilotis rotondi che racchiudono il piano servizi. Al primo piano la zona giorno e nel sottotetto la zona notte Inquadrature della casa costruita su pilotis rotondi che racchiudono il piano servizi. Al primo piano la zona giorno e nel sottotetto la zona notte Tratto da - Costruire, n. 87-88, 1975
Inquadrature da nord. La copertura è costituita da due falde che confluiscono ni due vertici bassi dove lo scarico dell’acqua è libero e quello della neve si trasforma in colonne di ghiaccio Inquadrature da nord. La copertura è costituita da due falde che confluiscono ni due vertici bassi dove lo scarico dell’acqua è libero e quello della neve si trasforma in colonne di ghiaccio Tratto da - Costruire, n. 87-88, 1975
L’angolo nord-est della casa su cui si apre l’ampio soggiorno L’angolo nord-est della casa su cui si apre l’ampio soggiorno Tratto da - Costruire, n. 87-88, 1975
Vista esterna È ancora presente il portico al piano terreno, 2011 Vista esterna È ancora presente il portico al piano terreno, 2011 Google maps, 2011
Vista esterna. È ancora presente il portico al piano terreno, chiuso dopo il 2011 Vista esterna. È ancora presente il portico al piano terreno, chiuso dopo il 2011 Google maps, 2011
Vista d’insieme. Il portico originario al piano terreno è stato chiuso, dopo il 2011, e trasformato in locale ad uso residenziale, 2019 Vista d’insieme. Il portico originario al piano terreno è stato chiuso, dopo il 2011, e trasformato in locale ad uso residenziale, 2019 Gentucca Canella, 2019
Vista d’insieme. Il portico originario al piano terreno è stato chiuso, dopo il 2011, e trasformato in locale ad uso residenziale, 2019 Vista d’insieme. Il portico originario al piano terreno è stato chiuso, dopo il 2011, e trasformato in locale ad uso residenziale, 2019 Gentucca Canella, 2019
L’angolo nord-est della casa su cui si apre l’ampio soggiorno del piano primo. Il portico originario al piano terreno è stato chiuso, dopo il 2011, e trasformato in locale ad uso residenziale, 2019 L’angolo nord-est della casa su cui si apre l’ampio soggiorno del piano primo. Il portico originario al piano terreno è stato chiuso, dopo il 2011, e trasformato in locale ad uso residenziale, 2019 Gentucca Canella, 2019
Dettaglio dell’angolo nord-est della casa. Il portico originario al piano terreno è stato chiuso, dopo il 2011, e trasformato in locale ad uso residenziale, 2019 Dettaglio dell’angolo nord-est della casa. Il portico originario al piano terreno è stato chiuso, dopo il 2011, e trasformato in locale ad uso residenziale, 2019 Gentucca Canella, 2019
Dettaglio della copertura, 2019 Dettaglio della copertura, 2019 Gentucca Canella, 2019

Criteri

Crediti Scheda
Enti di riferimento: DGAAP - Segretariato Regionale per il Piemonte
Titolare della ricerca: Politecnico Torino Dipartimento Architettura e Design
Responsabile scientifico: Maria Adriana Giusti, Gentucca Canella (DAD)


Scheda redatta da Gentucca Canella
creata il 31/12/2004
ultima modifica il 17/02/2025