Censimento delle architetture italiane dal 1945 ad oggi

CASE PER GLI OPERAI DELLA FABBRICA TESSILE BOSSI

Scheda Opera

  • Planimetria generale: A. Ampliamento dello stabilimento originario; B. Primo nucleo residenziale per i dipendenti; C. Secondo nucleo residenziale; D. Fabbrica tessile (in via di ampliamento)
  • Planimetria generale
  • Vista esterna dell’ingresso
  • Particolari costruttivi
  • Sezione AA
  • Piante del piano terreno e primo
  • Particolari del serramento di servizio. I serramenti quadrati posti sulla diagonale illuminano le scale e i bagni
  • La costruzione vista da nord
  • La costruzione vista da ovest
  • Un particolare della soluzione di spigolo della muratura. Le aperture in colonna di uno dei duplex
  • Particolare della gronda
  • Il serramento di uno dei soggiorni e l’ingresso secondario
  • La fronte est con gli ingressi
  • La costruzione vista da ovest, 2019
  • Vista esterna da oltre il muro di recinzione, 2019
  • Vista esterna, 2019
  • La costruzione vista da nord, 2019
  • A sinistra, le case per dipendenti della Bossi; a destra le case per operai, 2019
  • Vista dell’edificio a garage, 2019
  • Casa a quattro piani per i dipendenti dell’industria tessile Bossi, 1961. Sezione sul vano scala. Pianta del terzo piano. Particolari del fronte sud
  • Ortofoto, 2020
  • Comune: Cameri
  • Denominazione: CASE PER GLI OPERAI DELLA FABBRICA TESSILE BOSSI
  • Indirizzo: Via Martiri Partigiani N. 56
  • Data: 1954 - 1958
  • Tipologia: Complessi residenziali
  • Autori principali: Vittorio Gregotti, Lodovico Meneghetti, Giotto Stoppino
Descrizione

1. Opera originaria

«Le tre abitazioni costruite sono le prime di una serie di nove che ospiteranno le famiglie degli operai di una industria tessile. Il piccolo nucleo residenziale è posto alla periferia del paese di Cameri (6000 abitanti), ad 8 km dalla città di Novara.
La soluzione in duplex adottata ha permesso di aderire ai caratteri distributivi della tradizione locale, di soddisfare il desiderio del diretto contatto di ogni abitazione con il proprio orto-giardino.
La muratura perimetrale è composta da un tavolato interno di cm. 4,5, da una camera d’aria di cm. 4 e da un muro portante esterno a vista di cm. 25, intonacato sulla faccia interna.
La muratura portante è tutta di testa in mattoni a mano sabbiati con incasso per la malta: la tessitura del muro subisce variazioni solo al di sopra degli architravi delle finestre (dove il muro è di fascia), in corrispondenza degli spigoli convessi e alle spallette delle aperture dove gli spazi dei quarti di mattone che risultano dal cambiamento di tessitura sono riempiti da una serie di ceramiche color verde scuro.
Davanzali e architravi delle aperture sono in cemento e graniglia martellinato color grigio chiaro; prefabbricati, essi sono stati posti in opera col crescere della muratura così che giunti alla gronda la casa risultava all’esterno completamente finita.
I solai sono in laterizio armato: il tetto è a capriate di cemento con copertura di tegole alla marsigliese.
La gronda è in lamiera verniciata color rosso viola cupo. I serramenti sono in abete verniciato color marrone ed i ferri delle ringhiere sono color verde scuro. Il piccolo piazzale su cui si aprono gli ingressi alle tre abitazioni è pavimentato, come la rampa di accesso, in mattoni grigi del Ticino.
Il costo totale dell’opera, comprese le sistemazioni a terra, escluso il prezzo del terreno, è di circa L. 8.000 al m3. La qualità degli esecutori ha permesso un’ottima traduzione dal disegno all’opera finita». (Vittorio Gregotti, Lodovico Meneghetti, Giotto Stoppino, Tre appartamenti in duplex, in «Casabella-Continuità», n. 219, aprile-maggio 1958, pp. 27-31).

[…] Nello spazio della manifattura tessile familiare, una “famiglia” di edifici costruiti in anni successivi per le esigenze di una produzione in espansione (1956 nucleo residenziale e 1961 casa a quattro piani per i dipendenti, 1968 nuovo stabilimento) dimostra come a distanza di pochi metri e pochi anni l’uno dall’altro sia possibile seguire un discorso coerente attraverso edificazioni di volta in volta diverse, non solo sul piano funzionale ma, ciò che più importa, sul piano delle risposte alle questioni che il contesto pone nel suo trasformarsi…». (Giacomo Polin, Gregotti Associati, nuovi uffici Bossi a Cameri, in «Casabella n. 493, luglio-agosto 1983, p. 2) Traduzione inglese: sì

«Nel nucleo di tre edifici alla periferia di Cameri, gli alloggi, tutti distribuiti su due piani, e dotati di un orto giardino, aderiscono alla tradizionale tipologia diffusa nel luogo: lo stesso spazio che raccoglie gli ingressi alle abitazioni miniaturizza la corte comune delle preesistenze rurali.
Anche la tessitura muraria uniforme, che attenua l’articolazione dei volumi, sottolinea il radicamento al circostante: le pareti, in mattoni a mano sabbiati disposti di testa, si disegnano in corrispondenza delle finestre, degli spigoli convessi e delle spallette, dove quarti di mattone sono alternati a ceramiche color verde scuro, davanzali, soglie e architravi, accuratamente disegnati, sono in cemento e graniglia color grigio chiaro, i serramenti in abete verniciato, la copertura in tegole alla marsigliese». (Sergio Crotti, a cura di, Vittorio Gregotti, Zanichelli, Bologna 1986, pp. 18-19).

«Nell’arco di quasi trent’anni si snoda il rapporto di Gregotti con un luogo – Cameri – e con una industria – la Bossi – per la realizzazione di edifici per abitazione, dello stabilimento e infine di nuovi uffici per la vecchia manifattura. Chiaramente leggibile risulta il passaggio da una ricerca di radicamento nell’ambiente – tramite sia l’adesione a tipologie tradizionali, sia l’attenzione alle accentuazioni espressive, ai caratteri costruttivi e ai materiali dei progetti residenziali – alla indeterminatezza linguistica dell’architettura del lavoro…». (Sergio Polano con M. Mulazzani, Guida all’architettura italiana del Novecento, Electa, Milano 1991, p. 24).

«L’edificio di tre alloggi duplex a schiera doveva essere la prima cellula-base di un nucleo urbano formato da un complesso residenziale di nove alloggi per gli operai di un’industria tessile di Cameri, a 8 km dalla città di Novara […] L’adesione empirica a modelli insediativi a corte della tradizione padana, qui contratta e miniaturizzata in una piccola piazza rialzata e lastricata in mattoni grigi del Ticino su cui si affacciano gli ingressi delle abitazioni, trova corrispondenza nell’attenzione calligrafica assegnata alla risoluzione dei volumi attraverso il recupero delle tecniche di costruzione tradizionali». (Guido Morpurgo, Gregotti Associati 1953-2003, Rizzoli/Skira, Milano 2004, pp. 16-19).

Casa a quattro piani per i dipendenti dell’industria tessile Bossi, 1961
L’edificio è composto da due blocchi accostati, leggermente sfalsati in pianta, i cui volumi sono uniti da una scala coperta da un lucernario a volta. La disposizione degli alloggi su diversi livelli, manifestata dalla discontinuità delle finestrature e dall’alternarsi dei balconi accentua la plasticità dell’edificio. La scelta di mattoni scuri sabbiati faccia a vista, per le pareti perimemetrali, evidenzia l’unitarietà dell’impianto.


2. Consistenza dell’opera al 2019 / Stato attuale

L’edificio è conservato quasi integralmente nei caratteri percettivi. I serramenti sono stati verniciati in colore verde scuro. Sostituite le tapparelle.

(Scheda a cura di Gentucca Canella, DAD - Politecnico di Torino)


1. Original Work
«These three houses built are the first in a series of nine that will accommodate the families of textile industry workers. The small residential nucleus is in the suburbs of the village of Cameri (6000 inhabitants), 8 km from the city of Novara.
The duplex solution adopted allowed to observe to the distribution characteristics of the local tradition and to satisfy the desire to have each house in direct contact with its own garden.
The external masonry is made with an internal boarding of cm. 4,5, an air chamber of cm. 4 and an external bearing wall exposed to view of cm. 25, plastered on the inner face.
The load-bearing masonry is in sandblasted header courses bricks, with embedding for the mortar: the wall’s texture differs only above the window lintels at the convex corners and at the embrasures of the openings where the spaces of the quarter bricks, resulting from the texture change, are filled by dark green ceramic elements.
The sills and the lintels of the windows are in cement and grey crushed-stone mix; being precast, they were placed with the growing of the masonry, so that, reaching the eaves, the outside of the house was finished. The floors are in reinforced brickwork: the roof is in concrete trusses with Marseillaise tiles. The eaves are in sheet metal painted in a dark purple red. The windows are in brown painted fir and the railings are dark green. The small square overlooked by the entrances to the three houses is paved, like the access ramp, in grey Ticino bricks.
The total cost, including works on the ground and excluding the price of the land, is about L. 8,000 per m3. The builders’ quality made possible an excellent translation from the drawing to the architecture» («Casabella-Continuità», n. 219, aprile-maggio 1958).
«[…] In the area of the family textile manufacturing, a "family" of buildings built in following years in order to answer the needs of an expanding production (1956 residential nucleus and 1961 house with four plans for employees, 1968 a new building) shows as, at a distance of a few meters and a few years from each other and through buildings different every time, a coherent idea can be followed, not only on the functional level but, mostly, on that of the answers to the questions that the context asks in its transformation ... » («Casabella n. 493, luglio-agosto 1983)
The work is rooted in the territory through the small square, raised and paved in grey bricks, that takes up the Po area’s traditional settlement models with courtyard, and by using traditional construction techniques for the buildings’ volume. So, it is characterized by the transition from traditional types and materials to the linguistic indeterminacy of the architecture of work.

The house with four plans for employees of textile manufacturing Bossi, 1961
The building consists of two side by side blocks, slightly staggered in plan, joined by a staircase covered by a vaulted skylight.
The accommodations' layout on different levels, shown by the discontinuity of the windows and by the alternation of the balconies, increases the building’s plasticity. The choice of dark sandblasted header courses bricks at sight, for the external walls, highlights the unity of the architectural system.

2. Current state in 2019
The building is in a good state of conservation and the distinctive characters remain unchanged. The window frames have been painted in a dark green colour. The rolling shutters replaced.

(English version by Teresa Casale, DAD-Politecnico di Torino)

Info
  • Progetto: 1954 -
  • Esecuzione: - 1958
  • Committente: Bossi s.p.a.
  • Proprietà: Proprietà privata
  • Destinazione originaria: Tre alloggi in duplex
  • Destinazione attuale: Tre alloggi in duplex
Autori
  • Strutture: La muratura portante è tutta di testa in mattoni a mano sabbiati con incasso per la malta. I solai sono in laterizio armato. La muratura perimetrale è composta da un tavolato interno di cm. 4,5, da una camera d’aria di cm. 4 e da un muro portante esterno
  • Materiale di facciata: Facciate in mattoni a mano sabbiati disposti di testa. I cambiamenti di tessitura sono riempiti da una serie di ceramiche color verde scuro. Davanzali e architravi delle aperture sono prefabbricati, in cemento e graniglia martellinato color grigio chiaro
  • Coperture: Il tetto a falde in capriate di cemento con copertura di tegole alla marsigliese. La gronda è in lamiera verniciata color rosso viola cupo.
  • Serramenti: I serramenti sono in abete verniciato color marrone I ferri delle ringhiere sono color verde scuro
  • Stato Strutture: Ottimo
  • Stato Materiale di facciata: Buono
  • Stato Coperture: Buono
  • Stato Serramenti: Buono

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La soluzione in duplex adottata ha permesso di aderire ai caratteri distributivi della tradizione locale, di soddisfare il desiderio del diretto contatto di ogni abitazione con il proprio orto-giardino.
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I solai sono in laterizio armato: il tetto è a capriate di cemento con copertura di tegole alla marsigliese.
La gronda è in lamiera verniciata color rosso viola cupo. I serramenti sono in abete verniciato color marrone ed i ferri delle ringhiere sono color verde scuro. Il piccolo piazzale su cui si aprono gli ingressi alle tre abitazioni è pavimentato, come la rampa di accesso, in mattoni grigi del Ticino.
Il costo totale dell’opera, comprese le sistemazioni a terra, escluso il prezzo del terreno, è di circa L. 8.000 al m3. La qualità degli esecutori ha permesso un’ottima traduzione dal disegno all’opera finita». (Vittorio Gregotti, Lodovico Meneghetti, Giotto Stoppino, Tre appartamenti in duplex, in «Casabella-Continuità», n. 219, aprile-maggio 1958, pp. 27-31).

[…] Nello spazio della manifattura tessile familiare, una “famiglia” di edifici costruiti in anni successivi per le esigenze di una produzione in espansione (1956 nucleo residenziale e 1961 casa a quattro piani per i dipendenti, 1968 nuovo stabilimento) dimostra come a distanza di pochi metri e pochi anni l’uno dall’altro sia possibile seguire un discorso coerente attraverso edificazioni di volta in volta diverse, non solo sul piano funzionale ma, ciò che più importa, sul piano delle risposte alle questioni che il contesto pone nel suo trasformarsi…». (Giacomo Polin, Gregotti Associati, nuovi uffici Bossi a Cameri, in «Casabella n. 493, luglio-agosto 1983, p. 2) Traduzione inglese: sì

«Nel nucleo di tre edifici alla periferia di Cameri, gli alloggi, tutti distribuiti su due piani, e dotati di un orto giardino, aderiscono alla tradizionale tipologia diffusa nel luogo: lo stesso spazio che raccoglie gli ingressi alle abitazioni miniaturizza la corte comune delle preesistenze rurali.
Anche la tessitura muraria uniforme, che attenua l’articolazione dei volumi, sottolinea il radicamento al circostante: le pareti, in mattoni a mano sabbiati disposti di testa, si disegnano in corrispondenza delle finestre, degli spigoli convessi e delle spallette, dove quarti di mattone sono alternati a ceramiche color verde scuro, davanzali, soglie e architravi, accuratamente disegnati, sono in cemento e graniglia color grigio chiaro, i serramenti in abete verniciato, la copertura in tegole alla marsigliese». (Sergio Crotti, a cura di, Vittorio Gregotti, Zanichelli, Bologna 1986, pp. 18-19).

«Nell’arco di quasi trent’anni si snoda il rapporto di Gregotti con un luogo – Cameri – e con una industria – la Bossi – per la realizzazione di edifici per abitazione, dello stabilimento e infine di nuovi uffici per la vecchia manifattura. Chiaramente leggibile risulta il passaggio da una ricerca di radicamento nell’ambiente – tramite sia l’adesione a tipologie tradizionali, sia l’attenzione alle accentuazioni espressive, ai caratteri costruttivi e ai materiali dei progetti residenziali – alla indeterminatezza linguistica dell’architettura del lavoro…». (Sergio Polano con M. Mulazzani, Guida all’architettura italiana del Novecento, Electa, Milano 1991, p. 24).

«L’edificio di tre alloggi duplex a schiera doveva essere la prima cellula-base di un nucleo urbano formato da un complesso residenziale di nove alloggi per gli operai di un’industria tessile di Cameri, a 8 km dalla città di Novara […] L’adesione empirica a modelli insediativi a corte della tradizione padana, qui contratta e miniaturizzata in una piccola piazza rialzata e lastricata in mattoni grigi del Ticino su cui si affacciano gli ingressi delle abitazioni, trova corrispondenza nell’attenzione calligrafica assegnata alla risoluzione dei volumi attraverso il recupero delle tecniche di costruzione tradizionali». (Guido Morpurgo, Gregotti Associati 1953-2003, Rizzoli/Skira, Milano 2004, pp. 16-19).

Casa a quattro piani per i dipendenti dell’industria tessile Bossi, 1961
L’edificio è composto da due blocchi accostati, leggermente sfalsati in pianta, i cui volumi sono uniti da una scala coperta da un lucernario a volta. La disposizione degli alloggi su diversi livelli, manifestata dalla discontinuità delle finestrature e dall’alternarsi dei balconi accentua la plasticità dell’edificio. La scelta di mattoni scuri sabbiati faccia a vista, per le pareti perimemetrali, evidenzia l’unitarietà dell’impianto.


2.	Consistenza dell’opera al 2019 / Stato attuale  

L’edificio è conservato quasi integralmente nei caratteri percettivi. I serramenti sono stati verniciati in colore verde scuro. Sostituite le tapparelle.

(Scheda a cura di Gentucca Canella, DAD - Politecnico di Torino)


1. Original Work 
«These three houses built are the first in a series of nine that will accommodate the families of textile industry workers. The small residential nucleus is in the suburbs of the village of Cameri (6000 inhabitants), 8 km from the city of Novara.  
The duplex solution adopted allowed to observe to the distribution characteristics of the local tradition and to satisfy the desire to have each house in direct contact with its own garden. 
The external masonry is made with an internal boarding of cm. 4,5, an air chamber of cm. 4 and an external bearing wall exposed to view of cm. 25, plastered on the inner face. 
The load-bearing masonry is in sandblasted header courses bricks, with embedding for the mortar: the wall’s texture differs only above the window lintels at the convex corners and at the embrasures of the openings where the spaces of the quarter bricks, resulting from the texture change, are filled by dark green ceramic elements.
The sills and the lintels of the windows are in cement and grey crushed-stone mix; being precast, they were placed with the growing of the masonry, so that, reaching the eaves, the outside of the house was finished. The floors are in reinforced brickwork: the roof is in concrete trusses with Marseillaise tiles. The eaves are in sheet metal painted in a dark purple red. The windows are in brown painted fir and the railings are dark green. The small square overlooked by the entrances to the three houses is paved, like the access ramp, in grey Ticino bricks. 
The total cost, including works on the ground and excluding the price of the land, is about L. 8,000 per m3. The builders’ quality made possible an excellent translation from the drawing to the architecture» («Casabella-Continuità», n. 219, aprile-maggio 1958).
«[…] In the area of the family textile manufacturing, a "family" of buildings built in following years in order to answer the needs of an expanding production (1956 residential nucleus and 1961 house with four plans for employees, 1968 a new building) shows as, at a distance of a few meters and a few years from each other and through buildings different every time, a coherent idea can be followed, not only on the functional level but, mostly, on that of the answers to the questions that the context asks in its transformation ... » («Casabella n. 493, luglio-agosto 1983) 
The work is rooted in the territory through the small square, raised and paved in grey bricks, that takes up the Po area’s traditional settlement models with courtyard, and by using traditional construction techniques for the buildings’ volume. So, it is characterized by the transition from traditional types and materials to the linguistic indeterminacy of the architecture of work. 

The house with four plans for employees of textile manufacturing Bossi, 1961 
The building consists of two side by side blocks, slightly staggered in plan, joined by a staircase covered by a vaulted skylight. 
The accommodations' layout on different levels, shown by the discontinuity of the windows and by the alternation of the balconies, increases the building’s plasticity. The choice of dark sandblasted header courses bricks at sight, for the external walls, highlights the unity of the architectural system. 

2. Current state in 2019 
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  • Data Provvedimento:
  • Riferimento Normativo:
  • Altri Provvedimenti:
  • Foglio Catastale: -
  • Particella: -

Note

-

Bibliografia
Autore Anno Titolo Edizione Luogo Edizione Pagina Specifica
Rossi Aldo 1958 Il passato e il presente nelle nuova architettura: casa a Superga, dell’architetto Giorgio Raineri; abitazione e scuderia a Milano, dell’architetto Gae Aulenti; Case in duplex a Cameri, degli architetti Vittorio Gregotti, Lodovico Meneghetti, Giotto Stoppino Casabella-Continuità n. 219 16-31 No
Tentori Francesco 1962 Nel clima italiano: lo Studio Architetti Associati di Novara Casabella-Continuità n. 259 28-41 No
Roberto Gabetti 1969 Intimismo. In questi ultimi dieci anni, dieci nuove opere di Giorgio Raineri Casabella n. 338 7-21 No
Giacomo Polin 1983 Gregotti Associati, nuovi uffici Bossi a Cameri Casabella n. 493 44441 No
Crotti Sergio (a cura di) 1986 Vittorio Gregotti Zanichelli Bologna 18-19 No
Polano Sergio, Mulazzani Marco 1991 Guida all’architettura italiana del Novecento Electa Milano 24-25 No
Rykwert Joseph 1995 Gregotti associati Rizzoli Milano 18, 156 No
Morpurgo Guido 2004 Gregotti Associati 1953-2003 Rizzoli/Skira Milano 16-19 No
Giusti Maria Adriana, Tamborrino Rosa 2008 Guida all’architettura del Novecento in Piemonte (1902-2006) Allemandi Torino 144 No

Allegati
File Didascalia Credito Fotografico
Planimetria generale: A. Ampliamento dello stabilimento originario; B. Primo nucleo residenziale per i dipendenti; C. Secondo nucleo residenziale; D. Fabbrica tessile (in via di ampliamento) Planimetria generale: A. Ampliamento dello stabilimento originario; B. Primo nucleo residenziale per i dipendenti; C. Secondo nucleo residenziale; D. Fabbrica tessile (in via di ampliamento) Tratto da - Polin, Gregotti Associati, Casabella n. 493 1983
Planimetria generale Planimetria generale Tratto da - Casabella-Continuità n. 219 1958
Vista esterna dell’ingresso Vista esterna dell’ingresso Tratto da - Casabella-Continuità n. 219 1958
Particolari costruttivi Particolari costruttivi Tratto da - Casabella-Continuità n. 219 1958
Sezione AA Sezione AA Tratto da - Casabella-Continuità n. 219 1958
Piante del piano terreno e primo Piante del piano terreno e primo Tratto da - Casabella-Continuità n. 219 1958
Particolari del serramento di servizio. I serramenti quadrati posti sulla diagonale illuminano le scale e i bagni Particolari del serramento di servizio. I serramenti quadrati posti sulla diagonale illuminano le scale e i bagni Tratto da - Casabella-Continuità n. 219 1958
La costruzione vista da nord La costruzione vista da nord Carla De Benedetti, tratto da - Casabella-Continuità n. 219 1958
La costruzione vista da ovest La costruzione vista da ovest Carla De Benedetti, tratto da - Casabella-Continuità n. 219 1958
Un particolare della soluzione di spigolo della muratura. Le aperture in colonna di uno dei duplex Un particolare della soluzione di spigolo della muratura. Le aperture in colonna di uno dei duplex Carla De Benedetti, tratto da - Casabella-Continuità n. 219 1958
Particolare della gronda Particolare della gronda Tratto da - Casabella-Continuità n. 219 1958
Il serramento di uno dei soggiorni e l’ingresso secondario Il serramento di uno dei soggiorni e l’ingresso secondario Carla De Benedetti, tratto da - Casabella-Continuità n. 219 1958
La fronte est con gli ingressi La fronte est con gli ingressi Carla De Benedetti, tratto da - Casabella-Continuità n. 219 1958
La costruzione vista da ovest, 2019 La costruzione vista da ovest, 2019 Gentucca Canella - 2019
Vista esterna da oltre il muro di recinzione, 2019 Vista esterna da oltre il muro di recinzione, 2019 Gentucca Canella - 2019
Vista esterna, 2019 Vista esterna, 2019 Gentucca Canella - 2019
La costruzione vista da nord, 2019 La costruzione vista da nord, 2019 Gentucca Canella - 2019
A sinistra, le case per dipendenti della Bossi; a destra le case per operai, 2019 A sinistra, le case per dipendenti della Bossi; a destra le case per operai, 2019 Gentucca Canella - 2019
Vista dell’edificio a garage, 2019 Vista dell’edificio a garage, 2019 Gentucca Canella - 2019
Casa a quattro piani per i dipendenti dell’industria tessile Bossi, 1961. Sezione sul vano scala. Pianta del terzo piano. Particolari del fronte sud Casa a quattro piani per i dipendenti dell’industria tessile Bossi, 1961. Sezione sul vano scala. Pianta del terzo piano. Particolari del fronte sud Tratto da - Gregotti, Zanichelli 1986
Ortofoto, 2020 Ortofoto, 2020 Google maps - 2020

Criteri
1. L’edificio o l’opera di architettura è citata in almeno tre studi storico-sistematici sull’architettura contemporanea di livello nazionale e/o internazionale.
2. L’edificio o l’opera di architettura è illustrata in almeno due riviste di architettura di livello nazionale e/o internazionale.
3. L’edificio o l’opera di architettura ha una riconosciuta importanza nel panorama dell’architettura nazionale, degli anni nei quali è stata costruita, anche in relazione ai contemporanei sviluppi sia del dibattito, sia della ricerca architettonica nazionale e internazionale,
6. L’edificio o l’opera di architettura è stata progettata da una figura di rilievo nel panorama dell’architettura nazionale e/o internazionale.
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Enciclopedia Treccani - Vittorio Gregotti Visualizza

Crediti Scheda
Enti di riferimento: DGAAP - Segretariato Regionale per il Piemonte
Titolare della ricerca: Politecnico Torino Dipartimento Architettura & Design
Responsabile scientifico: Maria Adriana Giusti, Gentucca Canella (DAD)


Scheda redatta da Gentucca Canella
creata il 31/12/2004
ultima modifica il 23/01/2025

Revisori:

Mezzino Davide 2021