Censimento delle architetture italiane dal 1945 ad oggi

INA-CASA

Scheda Opera

  • Fronte nord-ovest
  • Pianta piano tipo, scala 1:100
  • Prospetti e sezione trasversale, scala 1:100
  • Fronte sud-est
  • Dettaglio del fronte nord-ovest
  • Dettaglio dell’ingresso alla scala
  • Dettaglio dei gradini del corpo scala, 2019
  • Fronte nord-ovest, 2019
  • Scorcio del fronte sud-est, 2019
  • Particolare del fronte sud-est, 2019
  • Particolare del fronte sud-est, 2019
  • Fronte nord-ovest, 2019
  • Dettaglio del fronte nord-ovest, 2019
  • Dettaglio del fronte nord-ovest, 2019
  • Ortofoto, 2020
  • Comune: San Maurizio Canavese
  • Località: Fatebenefratelli
  • Denominazione: INA-CASA
  • Indirizzo: Via Dottore Croce N. 9
  • Data: 1952 - 1953
  • Tipologia: Abitazioni plurifamiliari
  • Autori principali: Roberto Gabetti, Giorgio Raineri, Massimo Amodei
Descrizione

1. Opera originaria

«C’è un accademismo rurale, vezzeggiativo o cerebrale, che è una finzione, cha sta da cittadino in campagna. C’è invece una forma di continuità con il paese e la vita, che è veritiera. Questa case Ina nel Canavese [n.d.r.: ci si riferisce alla casa qui catalogata e ad altre due case realizzate dagli architetti a Leynì] appartengono a questa seconda, e più meritoria, classificazione. Esse non sono da professionisti cittadini che vogliono fare da campagnoli, sono una architettura semplice e schietta come di chi sa parlare il dialetto del luogo. […] La struttura portante e a vista nei muri esterni. Scala aperta. Tetto a falda unica in tegole piane con pendenza opposta sul vano scala; alzate in pietra che fanno da cassero al gradino in graniglia gettata. Impostazione condizionata al minimo stanziamento, L. 385.000 a vano». (Massimo Amodei, Roberto Gabetti, Giorgio Raineri, Case nel paesaggio, in «Domus», n. 291, febbraio 1954, p. 1).

«A San Maurizio Canavese (1952-53) un fabbricato a quattro piani, con fascioni esterni in laterizio contrapposti a superfici intonacate, si compone intorno all’emergenza della scala, posta in posizione assiale, interamente aperta e conclusa da una copertura emergente. […] Ma più in generale, nei due interventi citati [San Maurizio Canavese e San Mauro Torinese, 1951] si coglie una ricezione sorprendentemente precoce dei motivi contemporaneamente sviluppati da Ignazio Gardella nelle case per impiegati Borsalino a Alessandria, in progettazione nel corso del 1950. Non si tratta infatti di affinità generiche, ma di riprese tanto puntuali da richiedere una diretta conoscenza di tale opera prima della sua pubblicazione. Nei fascioni laterizi che fiancheggiano le finestre allungate della casa a San Maurizio si riconosce infatti la “pietrificazione” dell’effetto di fluttuazione della superficie muraria ottenuto, in Alessandria, con le persiane a chiusura scorrevole […]. È tuttavia palese la ricerca della qualità abitativa nelle prime esperienze Ina cui Gabetti prende parte: il riferimento esplicito a Gardella è già di per sé sintomatico di un preciso orientamento linguistico nell’ambito della produzione italiana». (Andrea Guerra, Manuela Morresi, Gabetti e Isola. Opere di architettura, Electa, Milano 1996, p. 286).

«[…] Roberto Gabetti e Giorgio Raineri […] con Massimo Amodei, partecipano a un concorso Ina-Casa per un piccolo intervento a Favria Canavese, che resta irrealizzato, ma attrae l’attenzione della critica locale; successivamente lo stesso gruppo riesce a costruire a Leinì e San Mauro Torinese (1951); poi i soli Gabetti e Raineri realizzano due interventi a S. Maurizio Canavese (1951-53), ed ancora a Leinì, S. Francesco al Campo e Luserna S. Giovanni (1953), a Orbassano (1954-55), a Mazzè (1953-55, con Aimaro Isola). Infine, con Augusto Cavallari Murat quale capogruppo, Gabetti, Isola e Raineri sono incaricati del progetto per la Zona G alle Vallette […] (1958-60). Si tratta di una produzione talvolta sottovalutata da una parte della storiografia: eppure alcune di queste case sono immediatamente pubblicate su «Domus» e «Casabella-Continuità», contribuendo a delineare la precoce fama dei loro autori, ma anche a delineare un’ipotesi di architettura antiretorica che diventerà caratteristica (talvolta luogo comune) di buona parte del dopoguerra torinese». (Sergio Pace, Oltre Falchera. L’Ina-Casa a Torino e dintorni, in Paola Di Biagi (a cura di), La grande ricostruzione. Il piano Ina-Casa e l'Italia degli anni cinquanta, Donzelli, Roma 2010 [II ed.], p. 266).

2. Consistenza dell’opera al 2019 / Stato attuale

L’edificio, stretto fra la linea ferroviaria e la strada, ha subito alcuni adattamenti (fra i quali la chiusura con infissi del corpo scala, già nel 1961 e l’introduzione di un controsoffitto sull’intradosso; una più recente sostituzione dei serramenti delle abitazioni; la ritinteggiatura delle porzioni intonacate dell’involucro murario in colore giallo), ma conserva i caratteri (e la grazia) originari, anche nel rapporto con l’intorno e con la vicina Casa Ina progettata sempre da Massimo Amodei, Roberto Gabetti e Giorgio Raineri (1951-53).


(Scheda a cura di Maria Luisa Barelli, DAD - Politecnico di Torino)

Info
  • Progetto: 1952 -
  • Esecuzione: 1952 - 1953
  • Committente: Gestione Ina-Casa (stazione appaltante: IACP Torino, Presidente Carlo Villa)
  • Proprietà: Nessuna opzione
  • Destinazione originaria: Edificio per abitazioni Ina-Casa Due alloggi per piano (otto in tutto)
  • Destinazione attuale: Edificio per abitazioni
Autori
Nome Cognome Ruolo Fase Progetto Archivio Architetti Url Profilo Autore Principale
Massimo Amodei Progetto architettonico Progetto SI
Boccalatte Direzione lavori Esecuzione NO
Bosso & Ferrero Impresa esecutrice Esecuzione NO
Roberto Gabetti Progetto architettonico Progetto Visualizza Profilo https://www.treccani.it/enciclopedia/roberto-gabetti/ SI
Giorgio Raineri Progetto architettonico Progetto Visualizza Profilo https://www.museotorino.it/view/s/557ba297e18845aa870a5c8a0f47ab46 SI
Giuseppe Raineri Progetto strutturale Progetto Visualizza Profilo https://www.studiolambro.it/profilo/ NO
  • Strutture: Struttura portante verticale in muratura di mattoni, con pilastri in mattoni pieni faccia a vista e pareti di collegamento a cassa vuota intonacate (tranne che per l’ultimo piano del fronte rivolto a sud-est, tutto realizzato in faccia a vista e con un’or
  • Materiale di facciata: Fascioni esterni in laterizio contrapposti a superfici intonacate,
  • Coperture: Tetto a falda unica in tegole piane con pendenza opposta sul vano scala. Sulle travi è chiodata una perlinatura in legno.
  • Serramenti: Serramenti delle abitazioni, ad anta unica spinta sino contro l’intradosso del solaio realizzati, secondo la “Relazione tecnica” conservata nell’archivio ATC, in essenza forte (larice o castagno), con persiane a stecche
  • Stato Strutture: Ottimo
  • Stato Materiale di facciata: Buono
  • Stato Coperture: Mediocre

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«C’è un accademismo rurale, vezzeggiativo o cerebrale, che è una finzione, cha sta da cittadino in campagna. C’è invece una forma di continuità con il paese e la vita, che è veritiera. Questa case Ina nel Canavese [n.d.r.: ci si riferisce alla casa qui catalogata e ad altre due case realizzate dagli architetti a Leynì] appartengono a questa seconda, e più meritoria, classificazione. Esse non sono da professionisti cittadini che vogliono fare da campagnoli, sono una architettura semplice e schietta come di chi sa parlare il dialetto del luogo. […] La struttura portante e a vista nei muri esterni. Scala aperta. Tetto a falda unica in tegole piane con pendenza opposta sul vano scala; alzate in pietra che fanno da cassero al gradino in graniglia gettata. Impostazione condizionata al minimo stanziamento, L. 385.000 a vano». (Massimo Amodei, Roberto Gabetti, Giorgio Raineri, Case nel paesaggio, in «Domus», n. 291, febbraio 1954, p. 1).

«A San Maurizio Canavese (1952-53) un fabbricato a quattro piani, con fascioni esterni in laterizio contrapposti a superfici intonacate, si compone intorno all’emergenza della scala, posta in posizione assiale, interamente aperta e conclusa da una copertura emergente. […] Ma più in generale, nei due interventi citati [San Maurizio Canavese e San Mauro Torinese, 1951] si coglie una ricezione sorprendentemente precoce dei motivi contemporaneamente sviluppati da Ignazio Gardella nelle case per impiegati Borsalino a Alessandria, in progettazione nel corso del 1950. Non si tratta infatti di affinità generiche, ma di riprese tanto puntuali da richiedere una diretta conoscenza di tale opera prima della sua pubblicazione. Nei fascioni laterizi che fiancheggiano le finestre allungate della casa a San Maurizio si riconosce infatti la “pietrificazione” dell’effetto di fluttuazione della superficie muraria ottenuto, in Alessandria, con le persiane a chiusura scorrevole […]. È tuttavia palese la ricerca della qualità abitativa nelle prime esperienze Ina cui Gabetti prende parte: il riferimento esplicito a Gardella è già di per sé sintomatico di un preciso orientamento linguistico nell’ambito della produzione italiana». (Andrea Guerra, Manuela Morresi, Gabetti e Isola. Opere di architettura, Electa, Milano 1996, p. 286).

«[…] Roberto Gabetti e Giorgio Raineri […] con Massimo Amodei, partecipano a un concorso Ina-Casa per un piccolo intervento a Favria Canavese, che resta irrealizzato, ma attrae l’attenzione della critica locale; successivamente lo stesso gruppo riesce a costruire a Leinì e San Mauro Torinese (1951); poi i soli Gabetti e Raineri realizzano due interventi a S. Maurizio Canavese (1951-53), ed ancora a Leinì, S. Francesco al Campo e Luserna S. Giovanni (1953), a Orbassano (1954-55), a Mazzè (1953-55, con Aimaro Isola). Infine, con Augusto Cavallari Murat quale capogruppo, Gabetti, Isola e Raineri sono incaricati del progetto per la Zona G alle Vallette […] (1958-60). Si tratta di una produzione talvolta sottovalutata da una parte della storiografia: eppure alcune di queste case sono immediatamente pubblicate su «Domus» e «Casabella-Continuità», contribuendo a delineare la precoce fama dei loro autori, ma anche a delineare un’ipotesi di architettura antiretorica che diventerà caratteristica (talvolta luogo comune) di buona parte del dopoguerra torinese». (Sergio Pace, Oltre Falchera. L’Ina-Casa a Torino e dintorni, in Paola Di Biagi (a cura di), La grande ricostruzione. Il piano Ina-Casa e l'Italia degli anni cinquanta, Donzelli, Roma 2010 [II ed.], p. 266).

2. Consistenza dell’opera al 2019 / Stato attuale  

L’edificio, stretto fra la linea ferroviaria e la strada, ha subito alcuni adattamenti (fra i quali la chiusura con infissi del corpo scala, già nel 1961 e l’introduzione di un controsoffitto sull’intradosso; una più recente sostituzione dei serramenti delle abitazioni; la ritinteggiatura delle porzioni intonacate dell’involucro murario in colore giallo), ma conserva i caratteri (e la grazia) originari, anche nel rapporto con l’intorno e con la vicina Casa Ina progettata sempre da Massimo Amodei, Roberto Gabetti e Giorgio Raineri (1951-53).


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1
												
  • Vincolo: Non Vincolata
  • Provvedimenti di tutela: Nessuna opzione
  • Data Provvedimento:
  • Riferimento Normativo:
  • Altri Provvedimenti:
  • Foglio Catastale: -
  • Particella: -

Note

-

Bibliografia
Autore Anno Titolo Edizione Luogo Edizione Pagina Specifica
Amodei Massimo, Gabetti Roberto, Raineri Giorgio 1954 Case nel paesaggio Domus n. 291 44256 No
Guerra Andrea, Morresi Manuela 1996 Gabetti e Isola. Opere di architettura Electa Milano 19 - 285 No
Del Bel Belluz Tamara 1998 Giorgio Raineri Architetto Celid Torino 130; 286 No
Pace Sergio 2010 Oltre Falchera. L’Ina-Casa a Torino e dintorni, in Paola Di Biagi (a cura di), La grande ricostruzione. Il piano Ina-Casa e l'Italia degli anni cinquanta, Donzelli Roma 263-275 No

Allegati
File Didascalia Credito Fotografico
Fronte nord-ovest Fronte nord-ovest Roberto Gabetti, tratto da - Domus n. 291, 1954
Pianta piano tipo, scala 1:100 Pianta piano tipo, scala 1:100 Archivio Atc
Prospetti e sezione trasversale, scala 1:100 Prospetti e sezione trasversale, scala 1:100 Archivio Atc
Fronte sud-est Fronte sud-est Roberto Gabetti, tratto da - Domus n. 291, 1954
Dettaglio del fronte nord-ovest Dettaglio del fronte nord-ovest Roberto Gabetti, tratto da - Domus n. 291, 1954
Dettaglio dell’ingresso alla scala Dettaglio dell’ingresso alla scala Archivio Atc
Dettaglio dei gradini del corpo scala, 2019 Dettaglio dei gradini del corpo scala, 2019 Maria Luisa Barelli - 2019
Fronte nord-ovest, 2019 Fronte nord-ovest, 2019 Maria Luisa Barelli - 2019
Scorcio del fronte sud-est, 2019 Scorcio del fronte sud-est, 2019 Maria Luisa Barelli - 2019
Particolare del fronte sud-est, 2019 Particolare del fronte sud-est, 2019 Maria Luisa Barelli - 2019
Particolare del fronte sud-est, 2019 Particolare del fronte sud-est, 2019 Maria Luisa Barelli - 2019
Fronte nord-ovest, 2019 Fronte nord-ovest, 2019 Gentucca Canella - 2019
Dettaglio del fronte nord-ovest, 2019 Dettaglio del fronte nord-ovest, 2019 Carolina Crozzolin - 2019
Dettaglio del fronte nord-ovest, 2019 Dettaglio del fronte nord-ovest, 2019 Gentucca Canella - 2019
Ortofoto, 2020 Ortofoto, 2020 Google maps - 2020

Criteri
6. L’edificio o l’opera di architettura è stata progettata da una figura di rilievo nel panorama dell’architettura nazionale e/o internazionale.
7. L’edificio o l’opera di architettura si segnala per il particolare valore qualitativo all’interno del contesto urbano in cui è realizzata.

Crediti Scheda
Enti di riferimento: DGAAP - Segretariato Regionale per il Piemonte
Titolare della ricerca: Politecnico Torino Dipartimento Architettura e Design
Responsabile scientifico: Maria Adriana Giusti, Gentucca Canella (DAD)


Scheda redatta da Maria Luisa Barelli
creata il 31/12/2004
ultima modifica il 28/01/2025

Revisori:

Mezzino Davide 2021