Censimento delle architetture italiane dal 1945 ad oggi

BIBLIOTECA CIVICA LUIGI EINAUDI

Scheda Opera

  • La biblioteca da est, anni Sessanta
  • Planimetria, piante delle due diverse configurazioni, prospetti e sezioni
  • Scorcio dal ponte sul torrente Rea, nel caratteristico paesaggio delle Langhe, anni Sessanta
  • Veduta da sud est, anni Sessanta
  • L’edificio dall’altra sponda del torrente Rea, anni Sessanta
  • Veduta parziale del fronte sud, anni Sessanta
  • Veduta da sud est, anni Sessanta
  • Particolare sezione. Particolare copertura corpo sud. Scorci diurno e notturno del fronte sud, anni Sessanta
  • Particolare dell’interno, anni Sessanta
  • A destra l’angolo di lettura dei bambini, anni Sessanta
  • L’angolo di lavoro del bibliotecario (in primo piano lo schedario e l’ingresso alla biblioteca, anni Sessanta
  • Scorcio dell’interno, con in primo piano la vetrina per l’esposizione delle novità librarie e, sullo sfondo, l’angolo audio sovrastato dalle due semisfere trasparenti, anni Sessanta
  • L’ingresso alla biblioteca, 2019
  • La biblioteca vista dall’altra sponda del torrente Rea , 2019
  • La biblioteca vista dall’altra sponda del torrente, 2019
  • Veduta da sud est, 2019
  • Particolare del fronte sud est , 2019)
  • Particolare del fronte principale, 2019
  • Particolare, 2019
  • La terrazza in affaccio sul torrente, 2019
  • La sala lettura/conferenze, 2019
  • La sala lettura/conferenze, 2019
  • La biblioteca con gli scaffali aperti e le semisfere trasparenti in copertura, 2019
  • La scultura di Nino Franchina, 2019
  • Comune: Dogliani
  • Denominazione: BIBLIOTECA CIVICA LUIGI EINAUDI
  • Indirizzo: Piazza Luigi Einaudi N. 9
  • Data: 1963 - 1964
  • Tipologia: Biblioteche e Archivi
  • Autori principali: Bruno Zevi, Studio A/Z
Descrizione

1. Opera originaria

«L’interesse principale della biblioteca di Dogliani sta principalmente nella dimostrazione, che essa offre, di quanto un programma integrato possa informare e vitalizzare un intervento architettonico.
Il merito va a Giulio Einaudi, che, esplicitamente o implicitamente, ha formulato agli architetti le seguenti richieste:
a) reinventare per l’Italia, l’organismo della biblioteca popolare moderna, aperta al pubblico nella sua configurazione come nell’organizzazione, strumento non retorico ma immediato di democrazia;
b) onorare, così facendo, con un intervento non monumentalistico ma di autentico “memorial”, la figura di Luigi Einaudi;
c) attuare, con questo edificio, lo studio per un prototipo, tale da poter essere agevolmente riprodotto a costo economico in modo da colmare una gravissima lacuna civile: quella degli ottomila comuni italiani simili a Dogliani, in gran parte tuttora privi di biblioteca pubblica;
d) inserirla nell’ambiente, paesisticamente ben definito, di fronte ad una chiesa ottocentesca, presso un frequentato nodo stradale: cioè di renderla parte viva del paese. Luogo di incontro e di scambio umano, non semplice centro nozionale;
e) tener conto dei risultati degli studi e delle inchieste svolte, della partecipazione da parte dello stesso editore ai convegni e ai dibattiti dei bibliotecari, della convergenza di circa trecento esperti nella formazione del catalogo più adatto per 6000 volumi in dotazione: corrispondere cioè ad una preparazione minuziosa e approfondita.

[…] La biblioteca è aperta dalla mattina alle nove fino a mezzanotte, senza interruzione di sorta. Non vi sono formalità, non vi sono ostacoli, non vi sono pedanterie….
Il progetto ha perseguito, sin dall’inizio, criteri di semplicità e funzionalità. Si tratta di un unico, ampio spazio fluente articolato nei seguenti settori, delimitati da speciali scaffalature mobili: sala di lettura per adulti; zona lettura bambini; zona mezzi audiovisivi; segreteria con schedario; servizi (impianti igienici, deposito, centrale termica per impianto di condizionamento). Le scaffalature centrali scorrono agevolmente su guide disposte a soffitto; si ottiene così in breve tempo un auditorium con circa 80 posti a sedere usato per l’ascolto collettivo di musica, conferenze, proiezioni di un film.

Il libro è chiaramente il protagonista della biblioteca; aggredisce e conforma le stesse pareti perimetrali, che vengono in sostanza abolite nella loro stesura bidimensionale, e sostituite da una serie di fasce aggettanti, scaffalature esse stesse: utili, d’altronde, anche per l’esposizione di riviste, disegni, sculture e quanto altro può attenere ai compiti educativi della biblioteca, concepita come centro di irradiazione di cultura.
“I seimila volumi, donati anche da molti editori italiani – ha scritto Alfredo Todisco sul «Corriere della Sera», – non soltanto risultano quasi tutti visibili all’interno come una libreria offerta immediatamente alle curiosità più diverse: essi sono visibili anche al di fuori attraverso le pareti di vetro che corrono tutt’intorno all’edificio, costituendo così una trasparente vetrina culturale…”.
Sotto il profilo statico, l’edificio è realizzato in strutture metalliche prefabbricate, con doppio telaio longitudinale e montanti perimetrali su cui sono ancorati i tamponamenti e le coperture.
Le strutture verticali mediane di sostegno della copertura sono in cemento armato. Le pareti esterne metalliche, articolate nelle fasce orizzontali aggettanti, sono collegate sul piano di sfalsamento, da lastre di vetro.
[…] La disposizione dello spazio interno, ottiene fra l’altro l’effetto di una diffusione della luce diurna, studiatamente diaframmata dai ricorsi orizzontali.
Di sera, l’effetto è fedelmente riprodotto: i punti luce situati lungo le pareti perimetrali, in corrispondenza dei piani di vetro, realizzano all’interno un’illuminazione artificiale diffusa, analoga a quella diurna; contemporaneamente, esaltano all’esterno il significato architettonico del volume.

Alcuni dati: la Biblioteca, intesa come prototipo, ha una capacità “minima” di 3.000 volumi, disposti su 4 scaffali mobili scorrevoli a soffitto (larghezza cm. 30; sviluppo ml. 42) e su 112 m. di ripiani sugli sfalsamenti delle pareti. Tale dotazione, ben selezionata, è già sufficiente per un piccolo comune. Dimezzando la distanza tra alcuni ripiani-parete e aggiungendo opportunamente altre scaffalature, si può raggiungere uno sviluppo totale di 268 ml. Con una capacità massima di 10.000 volumi. In nessuno dei due casi risulta diminuito il risultato formale.
La soluzione prefabbricata (tempo di montaggio: 100 giorni) è quindi assicurata.
L’eventualità di un’immediata ripetizione è stata subito presa in considerazione, su iniziativa del Consorzio provinciale per il servizio della pubblica lettura, da 20 comuni della provincia di Bologna.

Due impianti audio con sei posti di ascolto, cinque tavoli di lettura per adulti, ribaltabili a parete per accrescere la disponibilità di spazio, con 10 posti a sedere, due tavoli per lettura bambini con 8 posti a sedere costituiscono, con le scaffalature fisse e mobili, l’attrezzatura base della biblioteca. Le superfici vetrate, cioè le finestre a nastro sul lato torrente e sul lato strada, all’altezza dei tavoli di lettura e di lavoro, le porte vetrate, i finestrini e le semisfere trasparenti sulla copertura per la diffusione della luce diretta sulle zone dell’impianto audio, ed infine le finestre orizzontali larghe 20 cm. In corrispondenza di tutti gli sfalsamenti delle pareti esterne (per diffusione di luce filtrata in tutto l’ambiente) coprono complessivamente oltre 60 mq., cioè il 40% della superficie in pianta della biblioteca.
L’isolamento termico è garantito dallo strato di lana di roccia interposto tra i pannelli esterni in lamiera zincata (spessore 10/10) e il rivestimento interno in legno compensato.
La copertura è costituita da strutture metalliche e lamiera zincata grecata, con sovrastante massetto in calcestruzzo di pomice e cemento e un’impermeabilizzazione a 5 strati incrociati». (Biblioteca civica Luigi Einaudi a Dogliani, in «L’Architettura. Cronache e storia», n.100, febbraio 1964, pp. 727-737). Inglese: si.

«[…] Viceversa, nei Centri comunitari localizzati nei vari paesi del Canavese, dove il Movimento Comunità conquista la maggioranza alle elezioni amministrative del ’54 e ’56, le iniziative culturali e per il tempo libero si si sovrappongono ai momenti di gestione collettiva e socializzata avviati con la costituzione di cooperative agricole e con il coordinamento intercomunale. Nel Centro comunitario-tipo ideato da Edoardo Vittoria nel 1956 a Palazzo Canavese che comprende locali per l’assistenza, sale per spettacoli, per la musica per il ballo, aule-studio per raggruppamenti speciali, biblioteca, patio e terrazza per i momenti di ricreazione all’aria aperta, il tempo libero si integra al tempo di formazione culturale e di costruzione del progetto sociale (in una direzione non dissimile, di promozione della campagne, si colloca l’iniziativa di Giulio Einaudi per la creazione di biblioteche popolari che avrebbero dovuto divenire centri di incontro e dibattito, delle quali però quella di Dogliani, costruita nel ’64 da Bruno Zevi resta l’unica realizzata)». (Letizia Caruzzo, Italia anni '60: dall'integralismo comunitario al tempo libero di consumo, in «Hinterland», n. 7-8, gennaio-aprile 1979, pp. 78-79).

«Nel 1963, su incarico di Giulio Einaudi, lo studio A/Z Architetti e Ingegneri di Roma progetta, con la consulenza critica di Bruno Zevi, la Biblioteca di Dogliani, dedicata alla memoria di Luigi Einaudi. Un prototipo, nelle intenzioni, da moltiplicarsi in centinaia di esemplari, per diffondere capillarmente la cultura nei comuni e nei quartieri urbani. Una svolta radicale nella politica delle biblioteche: i libri al popolo, e non più l’aristocrazia ai libri chiusi in mastodontici e inaccessibili edifici; la biblioteca come coagulo della vita sociale, di giorno e di notte. Nel conferire l’incarico, lo stesso Einaudi ne precisa i principi conduttori: prefabbricazione, per ottenere bassi costi; libero montaggio degli elementi prefabbricati; posizionamento strategico nel tessuto urbano.
Tali principi si inverano nell’immagine inedita di Dogliani, distesa orizzontalmente lungo il corso del fiume, vera “passeggiata tra i libri”. All’interno, scaffalature sospese e scorrevoli consentono la massima flessibilità funzionale: spazi per la lettura, il gioco dei bambini, l’ascolto della musica, conferenze e concerti. All’esterno, le fasce aggettanti e protese, di matrice wrightiana, utilizzate come scaffali, favoriscono, attraverso la piena visibilità dei libri, la massima osmosi tra interno ed esterno.
La scultura di Nino Franchina, collocata discretamente a lato della biblioteca, contrasta nel libero e frastagliato svolgimento verticale, l’orizzontalità dell’impianto architettonico.
Con l’eccezione di Beinasco, Dogliani è rimasto un pezzo unico. Ma la sua attualità architettonica, funzionale e sociale fa sperare, anche a quarant’anni di distanza, che quel seme possa ancora germogliare».
(https://www.fondazionebrunozevi.it/it/2003/11/15/la-biblioteca-di-dogliani-40-anni-dopo/, 2019)

«[…] l’edificio realizzato in collaborazione con lo Studio A/Z presenta un unico spazio reso flessibile e adattabile alle varie funzioni previste dalla sua destinazione, grazie a un sistema di scaffalature mobili. L’orizzontalità del piccolo volume, data dalla scansione di setti murari in cemento che ne determinano la struttura, è sottolineata dalla partitura in fasce orizzontali rivestite di lamiera rossa che caratterizza l’esterno dell’edificio e dalla presenza di una sottile copertura piana fortemente aggettante». (Maria Adriana Giusti e Rosa Tamborrino, Guida all’architettura del Novecento in Piemonte (1902-2006), Allemandi, Torino 2008, pp. 133-134) Inglese: si..

2. Consistenza dell’opera al 2019 / Stato attuale

L’edificio sembra conservato quasi integralmente nei caratteri percettivi e distributivi. Sono stati sostituiti i serramenti originali, cercando di mantenere il più possibile le tipologie originarie.

(Scheda a cura di Gentucca Canella, DAD - Politecnico di Torino)


1. Original Work

In 1963 the Dogliani library, on behalf of Giulio Einaudi, and with the critical advice of Bruno Zevi, was designed by the A/Z Studio of Rome, to honor the memory of Giulio’s father Luigi Einaudi. The building was thought as a prototype, that, ideally, should have been duplicated in hundred examples, in oder to disseminate culture in the urban areas still lacking in adequate facilities. A radical change caused by cultural initiative of the “Movimento Comunità” in the Canavese villages. The public library in Dogliani, that was the only realized, represents the place in which free time and cultural activities walk together.
In addition to the social theme already mentioned, other guide principles were the following:
- the prefabrication to obtain low costs;
- the blendation of the building in a natural setting, in front of a Nineteenth-century church, and near a popular road node.
The horizontality of the small building situated close to the river side, a “walk through books”, is emphasized by horizontal bands in red sheet and by the presence of thin flat roof greatly jutting out. «The roof is made of metal structures, and galvanized and corrugated metal sheets, with overlying screed in concrete made of pumice stone and cement and a waterproofing in 5 crossed layers». «[…] Outside, the jutted out bands, confirm his reinterpreting of the Wright’s architecture, used as bookshelves, favor, through the full visibility of books, the highest osmosis between the inside and the outside. The sculpture designed by Nino Franchina, located on the side of the library, due to his vertical course, is in contrast with at the horizontality of the architectural system».
« […] The Library is open from 9 am to midnight, continuously. […] The project was aimed, since the beginning, at the respect of principles of simplicity and functionality».
The internal space is fluid and spacious, even though the various areas are precisely defined by four movable shelves: adults reading area; children reading area; audiovisual media area; a secretariat with a file cabinet and services (toilets, storage, thermal power plant for air conditioning system). The central shelves (width 30 cm) can be easily pushed to convert the room into an auditorium of 80 available seats, used as a conference room, a music hall or even to screen a movie.
«The books give shape to the perimeter walls, overcoming their two-dimensionality, since they are replaced by a series of projecting bands which constitute the shelves. […]The six thousand volumes can also be seen from outside, through the glass walls that run all around the building, thus constituting a transparent cultural showcase ... ».
«The building is realized in prefabricated metal structures with a double longitudinal frame and perimeter uprights on which the infill and roofs are fixed. The vertical structures in the middle supporting the roof, are made in reinforced concrete. The external metal walls, marked by the projecting horizontal bands, are connected on the offset plane by sheets of glass».
«[…] The internal layout also gives a diffuse daylight effect. Both day and night light have been carefully studied. Even during the evening, in-fact, a similar effect is generated by the points of light located along the perimeter walls, where the glass sheets are situated, thus creating inside a diffuse artificial lighting and simultaneously, enhancing the architectural meaning of the volume outside».
The library equipment consists of the following: «two audio systems, with six listening seats, five reading tables for adults, folding on the wall made to increase the availability of space, with 10 seats, two reading tables for children with 8 seats, in addition to fixed and movable shelving.
The ribbon windows on the river side and on the road side that are located at the same height of the reading and work tables, as well as the glass doors, windows and transparent hemispheres designed on the roof for the diffusion of direct light on the areas of the audio system, and finally the horizontal windows, 20 cm wide, covering a total area of over 60 square meters, that is 40% of the library's floor area.
The thermal insulation is guaranteed by the layer of rock wool positioned between the external panels in galvanized sheet metal (10/10 thickness) and the internal lining in plywood».

2. Current state in 2019

The building is in a good state of conservation and the distinctive and structural characters remain unchanged. The original window and door frames replaced with other that aren’t much different from original typology.

(English version by Teresa Casale e Alessia Federica Gigliotti, DAD-Politecnico di Torino)

Info
  • Progetto: 1963 - 1964
  • Esecuzione: 1964 - 1964
  • Committente: Giulio Einaudi
  • Proprietà: Proprietà pubblica
  • Destinazione originaria: Biblioteca
  • Destinazione attuale: Biblioteca
Autori
Nome Cognome Ruolo Fase Progetto Archivio Architetti Url Profilo Autore Principale
Studio A/Z Progetto architettonico Progetto SI
Aerferrisi Progetto Impianti Esecuzione NO
Ruggero Altavilla Progetto strutturale Progetto NO
Asteggiano Progetto del verde Esecuzione NO
Vittorio Gigliotti Direzione lavori Esecuzione NO
Michele Pagano Progetto strutturale Progetto NO
Nello Renacco Progetto del verde Progetto Visualizza Profilo https://www.museotorino.it/view/s/4822f635387541059e60e30fa5096c4d NO
Angelo Tarditi Progetto Interni Esecuzione NO
Bruno Zevi Progetto architettonico Progetto Visualizza Profilo https://www.fondazionebrunozevi.it/it/biografia-bruno-zevi/ SI
  • Strutture: L’edificio è realizzato in strutture metalliche prefabbricate, con doppio telaio longitudinale e montanti perimetrali su cui sono ancorati i tamponamenti e le coperture. Le strutture verticali mediane di sostegno della copertura sono in cemento armato. Le
  • Materiale di facciata: Le verniciature esterne sono in smalto brillante color vinaccia a tre toni; il calcestruzzo è lasciato grezzo.
  • Coperture: La copertura è costituita da strutture metalliche e lamiera zincata grecata, con sovrastante massetto in calcestruzzo di pomice e cemento e un’impermeabilizzazione a 5 strati incrociati.
  • Serramenti: Gli infissi esterni sono in alluminio anodizzato, con doppia parete in vetro
  • Stato Strutture: Buono
  • Stato Materiale di facciata: Buono
  • Stato Coperture: Buono
  • Stato Serramenti: Buono

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Il merito va a Giulio Einaudi, che, esplicitamente o implicitamente, ha formulato agli architetti le seguenti richieste:
a)	reinventare per l’Italia, l’organismo della biblioteca popolare moderna, aperta al pubblico nella sua configurazione come nell’organizzazione, strumento non retorico ma immediato di democrazia;
b)	onorare, così facendo, con un intervento non monumentalistico ma di autentico “memorial”, la figura di Luigi Einaudi;
c)	attuare, con questo edificio, lo studio per un prototipo, tale da poter essere agevolmente riprodotto a costo economico in modo da colmare una gravissima lacuna civile: quella degli ottomila comuni italiani simili a Dogliani, in gran parte tuttora privi di biblioteca pubblica;
d)	inserirla nell’ambiente, paesisticamente ben definito, di fronte ad una chiesa ottocentesca, presso un frequentato nodo stradale: cioè di renderla parte viva del paese. Luogo di incontro e di scambio umano, non semplice centro nozionale;
e)	tener conto dei risultati degli studi e delle inchieste svolte, della partecipazione da parte dello stesso editore ai convegni e ai dibattiti dei bibliotecari, della convergenza di circa trecento esperti nella formazione del catalogo più adatto per 6000 volumi in dotazione: corrispondere cioè ad una preparazione minuziosa e approfondita.

[…] La biblioteca è aperta dalla mattina alle nove fino a mezzanotte, senza interruzione di sorta. Non vi sono formalità, non vi sono ostacoli, non vi sono pedanterie….
Il progetto ha perseguito, sin dall’inizio, criteri di semplicità e funzionalità. Si tratta di un unico, ampio spazio fluente articolato nei seguenti settori, delimitati da speciali scaffalature mobili: sala di lettura per adulti; zona lettura bambini; zona mezzi audiovisivi; segreteria con schedario; servizi (impianti igienici, deposito, centrale termica per impianto di condizionamento). Le scaffalature centrali scorrono agevolmente su guide disposte a soffitto; si ottiene così in breve tempo un auditorium con circa 80 posti a sedere usato per l’ascolto collettivo di musica, conferenze, proiezioni di un film.

Il libro è chiaramente il protagonista della biblioteca; aggredisce e conforma le stesse pareti perimetrali, che vengono in sostanza abolite nella loro stesura bidimensionale, e sostituite da una serie di fasce aggettanti, scaffalature esse stesse: utili, d’altronde, anche per l’esposizione di riviste, disegni, sculture e quanto altro può attenere ai compiti educativi della biblioteca, concepita come centro di irradiazione di cultura.
“I seimila volumi, donati anche da molti editori italiani – ha scritto Alfredo Todisco sul «Corriere della Sera», – non soltanto risultano quasi tutti visibili all’interno come una libreria offerta immediatamente alle curiosità più diverse: essi sono visibili anche al di fuori attraverso le pareti di vetro che corrono tutt’intorno all’edificio, costituendo così una trasparente vetrina culturale…”.
Sotto il profilo statico, l’edificio è realizzato in strutture metalliche prefabbricate, con doppio telaio longitudinale e montanti perimetrali su cui sono ancorati i tamponamenti e le coperture.
Le strutture verticali mediane di sostegno della copertura sono in cemento armato. Le pareti esterne metalliche, articolate nelle fasce orizzontali aggettanti, sono collegate sul piano di sfalsamento, da lastre di vetro.
[…] La disposizione dello spazio interno, ottiene fra l’altro l’effetto di una diffusione della luce diurna, studiatamente diaframmata dai ricorsi orizzontali.
Di sera, l’effetto è fedelmente riprodotto: i punti luce situati lungo le pareti perimetrali, in corrispondenza dei piani di vetro, realizzano all’interno un’illuminazione artificiale diffusa, analoga a quella diurna; contemporaneamente, esaltano all’esterno il significato architettonico del volume.

Alcuni dati: la Biblioteca, intesa come prototipo, ha una capacità “minima” di 3.000 volumi, disposti su 4 scaffali mobili scorrevoli a soffitto (larghezza cm. 30; sviluppo ml. 42) e su 112 m. di ripiani sugli sfalsamenti delle pareti. Tale dotazione, ben selezionata, è già sufficiente per un piccolo comune. Dimezzando la distanza tra alcuni ripiani-parete e aggiungendo opportunamente altre scaffalature, si può raggiungere uno sviluppo totale di 268 ml. Con una capacità massima di 10.000 volumi. In nessuno dei due casi risulta diminuito il risultato formale.
La soluzione prefabbricata (tempo di montaggio: 100 giorni) è quindi assicurata. 
L’eventualità di un’immediata ripetizione è stata subito presa in considerazione, su iniziativa del Consorzio provinciale per il servizio della pubblica lettura, da 20 comuni della provincia di Bologna.

Due impianti audio con sei posti di ascolto, cinque tavoli di lettura per adulti, ribaltabili a parete per accrescere la disponibilità di spazio, con 10 posti a sedere, due tavoli per lettura bambini con 8 posti a sedere costituiscono, con le scaffalature fisse e mobili, l’attrezzatura base della biblioteca. Le superfici vetrate, cioè le finestre a nastro sul lato torrente e sul lato strada, all’altezza dei tavoli di lettura e di lavoro, le porte vetrate, i finestrini e le semisfere trasparenti sulla copertura per la diffusione della luce diretta sulle zone dell’impianto audio, ed infine le finestre orizzontali larghe 20 cm. In corrispondenza di tutti gli sfalsamenti delle pareti esterne (per diffusione di luce filtrata in tutto l’ambiente) coprono complessivamente oltre 60 mq., cioè il 40% della superficie in pianta della biblioteca.
L’isolamento termico è garantito dallo strato di lana di roccia interposto tra i pannelli esterni in lamiera zincata (spessore 10/10) e il rivestimento interno in legno compensato.
La copertura è costituita da strutture metalliche e lamiera zincata grecata, con sovrastante massetto in calcestruzzo di pomice e cemento e un’impermeabilizzazione a 5 strati incrociati». (Biblioteca civica Luigi Einaudi a Dogliani, in «L’Architettura. Cronache e storia», n.100, febbraio 1964, pp. 727-737). Inglese: si.

«[…] Viceversa, nei Centri comunitari localizzati nei vari paesi del Canavese, dove il Movimento Comunità conquista la maggioranza alle elezioni amministrative del ’54 e ’56, le iniziative culturali e per il tempo libero si si sovrappongono ai momenti di gestione collettiva e socializzata avviati con la costituzione di cooperative agricole e con il coordinamento intercomunale. Nel Centro comunitario-tipo ideato da Edoardo Vittoria nel 1956 a Palazzo Canavese che comprende locali per l’assistenza, sale per spettacoli, per la musica per il ballo, aule-studio per raggruppamenti speciali, biblioteca, patio e terrazza per i momenti di ricreazione all’aria aperta, il tempo libero si integra al tempo di formazione culturale e di costruzione del progetto sociale (in una direzione non dissimile, di promozione della campagne, si colloca l’iniziativa di Giulio Einaudi per la creazione di biblioteche popolari che avrebbero dovuto divenire centri di incontro e dibattito, delle quali però quella di Dogliani, costruita nel ’64 da Bruno Zevi resta l’unica realizzata)». (Letizia Caruzzo, Italia anni '60: dall'integralismo comunitario al tempo libero di consumo, in «Hinterland», n. 7-8, gennaio-aprile 1979, pp. 78-79).

«Nel 1963, su incarico di Giulio Einaudi, lo studio A/Z Architetti e Ingegneri di Roma progetta, con la consulenza critica di Bruno Zevi, la Biblioteca di Dogliani, dedicata alla memoria di Luigi Einaudi. Un prototipo, nelle intenzioni, da moltiplicarsi in centinaia di esemplari, per diffondere capillarmente la cultura nei comuni e nei quartieri urbani. Una svolta radicale nella politica delle biblioteche: i libri al popolo, e non più l’aristocrazia ai libri chiusi in mastodontici e inaccessibili edifici; la biblioteca come coagulo della vita sociale, di giorno e di notte. Nel conferire l’incarico, lo stesso Einaudi ne precisa i principi conduttori: prefabbricazione, per ottenere bassi costi; libero montaggio degli elementi prefabbricati; posizionamento strategico nel tessuto urbano.
Tali principi si inverano nell’immagine inedita di Dogliani, distesa orizzontalmente lungo il corso del fiume, vera “passeggiata tra i libri”. All’interno, scaffalature sospese e scorrevoli consentono la massima flessibilità funzionale: spazi per la lettura, il gioco dei bambini, l’ascolto della musica, conferenze e concerti. All’esterno, le fasce aggettanti e protese, di matrice wrightiana, utilizzate come scaffali, favoriscono, attraverso la piena visibilità dei libri, la massima osmosi tra interno ed esterno.
La scultura di Nino Franchina, collocata discretamente a lato della biblioteca, contrasta nel libero e frastagliato svolgimento verticale, l’orizzontalità dell’impianto architettonico. 
Con l’eccezione di Beinasco, Dogliani è rimasto un pezzo unico. Ma la sua attualità architettonica, funzionale e sociale fa sperare, anche a quarant’anni di distanza, che quel seme possa ancora germogliare».
(https://www.fondazionebrunozevi.it/it/2003/11/15/la-biblioteca-di-dogliani-40-anni-dopo/, 2019)

«[…] l’edificio realizzato in collaborazione con lo Studio A/Z presenta un unico spazio reso flessibile e adattabile alle varie funzioni previste dalla sua destinazione, grazie a un sistema di scaffalature mobili. L’orizzontalità del piccolo volume, data dalla scansione di setti murari in cemento che ne determinano la struttura, è sottolineata dalla partitura in fasce orizzontali rivestite di lamiera rossa che caratterizza l’esterno dell’edificio e dalla presenza di una sottile copertura piana fortemente aggettante». (Maria Adriana Giusti e Rosa Tamborrino, Guida all’architettura del Novecento in Piemonte (1902-2006), Allemandi, Torino 2008, pp. 133-134) Inglese: si..

2.	Consistenza dell’opera al 2019 / Stato attuale  

L’edificio sembra conservato quasi integralmente nei caratteri percettivi e distributivi. Sono stati sostituiti i serramenti originali, cercando di mantenere il più possibile le tipologie originarie. 

(Scheda a cura di Gentucca Canella, DAD - Politecnico di Torino)


1.	Original Work 

In 1963 the Dogliani library, on behalf of Giulio Einaudi, and with the critical advice of Bruno Zevi, was designed by the A/Z Studio of Rome, to honor the memory of Giulio’s father Luigi Einaudi. The building was thought as a prototype, that, ideally, should have been duplicated in hundred examples, in oder to disseminate culture in the urban areas still lacking in adequate facilities.  A radical change caused by cultural initiative of the “Movimento Comunità” in the Canavese villages. The public library in Dogliani, that was the only realized, represents the place in which free time and cultural activities walk together. 
In addition to the social theme already mentioned, other guide principles were the following: 
-	the prefabrication to obtain low costs; 
-	the blendation of the building in a natural setting, in front of a Nineteenth-century church, and near a popular road node. 
The horizontality of the small building situated close to the river side, a “walk through books”, is emphasized by horizontal bands in red sheet and by the presence of thin flat roof greatly jutting out. «The roof is made of metal structures, and galvanized and corrugated metal sheets, with overlying screed in concrete made of pumice stone and cement and a waterproofing in 5 crossed layers». «[…] Outside, the jutted out bands, confirm his reinterpreting of the Wright’s architecture, used as bookshelves, favor, through the full visibility of books, the highest osmosis between the inside and the outside. The sculpture designed by Nino Franchina, located on the side of the library, due to his vertical course, is in contrast with at the horizontality of the architectural system». 
 « […] The Library is open from 9 am to midnight, continuously. […] The project was aimed, since the beginning, at the respect of principles of simplicity and functionality».
The internal space is fluid and spacious, even though the various areas are precisely defined by four movable shelves: adults reading area; children reading area; audiovisual media area; a secretariat with a file cabinet and services (toilets, storage, thermal power plant for air conditioning system).  The central shelves (width 30 cm) can be easily pushed to convert the room into an auditorium of 80 available seats, used as a conference room, a music hall or even to screen a movie.
«The books give shape to the perimeter walls, overcoming their two-dimensionality, since they are replaced by a series of projecting bands which constitute the shelves. […]The six thousand volumes can also be seen from outside, through the glass walls that run all around the building, thus constituting a transparent cultural showcase ... ». 
«The building is realized in prefabricated metal structures with a double longitudinal frame and perimeter uprights on which the infill and roofs are fixed. The vertical structures in the middle supporting the roof, are made in reinforced concrete. The external metal walls, marked by the projecting horizontal bands, are connected on the offset plane by sheets of glass». 
 «[…] The internal layout also gives a diffuse daylight effect. Both day and night light have been carefully studied. Even during the evening, in-fact, a similar effect is generated by the points of light located along the perimeter walls, where the glass sheets are situated, thus creating inside a diffuse artificial lighting and simultaneously, enhancing the architectural meaning of the volume outside». 
The library equipment consists of the following: «two audio systems, with six listening seats, five reading tables for adults, folding on the wall made to increase the availability of space, with 10 seats, two reading tables for children with 8 seats, in addition to fixed and movable shelving.
The ribbon windows on the river side and on the road side that are located at the same height of the reading and work tables, as well as the glass doors, windows and transparent hemispheres designed on the roof for the diffusion of direct light on the areas of the audio system, and finally the horizontal windows, 20 cm wide, covering a total area of over 60 square meters, that is 40% of the library's floor area.
The thermal insulation is guaranteed by the layer of rock wool positioned between the external panels in galvanized sheet metal (10/10 thickness) and the internal lining in plywood».

2.	Current state in 2019 

The building is in a good state of conservation and the distinctive and structural characters remain unchanged. The original window and door frames replaced with other that aren’t much different from original typology. 

(English version by Teresa Casale e Alessia Federica Gigliotti, DAD-Politecnico di Torino)

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  • Vincolo: Non Vincolata
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  • Foglio Catastale: -
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Opere D'Arte:
Codice ICCd Ubicazione Tipologia Soggetto Autore Materia Tecnica Stato di Conservazione Restauri
A lato della biblioteca Scultura astratto Nino Franchina Ferro Cattivo


Note

Bruno Zevi collabora con lo Studio A/Z Architetti e Ingegneri alla stesura di cinque progetti, poi realizzati, tra cui quello della biblioteca. Si tratta di uno studio professionale con sede a Roma di cui fanno parte, tra gli altri, Errico Ascione e Vittorio Gigliotti, quest’ultimo sarà anche il direttore dei lavori della biblioteca.

Bibliografia
Autore Anno Titolo Edizione Luogo Edizione Pagina Specifica
1964 Biblioteca civica Luigi Einaudi a Dogliani L’Architettura. Cronache e storia n.100 727-737 Si
Zevi Bruno 1964 L’architettura delle piccole biblioteche civiche. Dattiloscritto custodito presso la Fondazione Bruno Zevi Roma Si
1965 Public library, Dogliani, Italy The Architect & Building News 207-2011 Si
Terni Paolo, Innocenti Ida (a cura di) 1969 L’esperienza di Dogliani. In Guida alla formazione di una biblioteca pubblica e privata. Catalogo sistematico e discografia Einaudi Torino Si
Consonni Giancarlo, Tonon Graziella 1979 Italia: dal solidarismo al consenso di massa. Tempo libero e classe operaia tra le due guerre Hinterland n. 7-8 50-83 No
Sellino Elio, Poggio Pier Paolo 1980 Biblioteche. Ricerca e produzione di cultura Feltrinelli Milano No
Giusti Maria Adriana, Tamborrino Rosa 2008 Guida all’architettura del Novecento in Piemonte (1902-2006) Allemandi Torino 133-134 No
Dondi Lavinia 2018 Un’idea di cultura, un’idea di spazio. La biblioteca Luigi Einaudi a Dogliani Esempi di architettura, vol. 5, n. 1 Milano Si
Manuel Orazi 2018 Architettura ed editoria: il connubio tra Giulio Einaudi e Bruno Zevi, in «’ANANKE», n. 84, maggio 2018 44382 Si

Allegati
File Didascalia Credito Fotografico
La biblioteca da est, anni Sessanta La biblioteca da est, anni Sessanta Riccardo Moncalvo. Tratto da - L’architettura. Cronache e storia,1964
Planimetria, piante delle due diverse configurazioni, prospetti e sezioni Planimetria, piante delle due diverse configurazioni, prospetti e sezioni Tratto da - L’architettura. Cronache e storia,1964
Scorcio dal ponte sul torrente Rea, nel caratteristico paesaggio delle Langhe, anni Sessanta Scorcio dal ponte sul torrente Rea, nel caratteristico paesaggio delle Langhe, anni Sessanta Riccardo Moncalvo. Tratto da - L’architettura. Cronache e storia,1964
Veduta da sud est, anni Sessanta Veduta da sud est, anni Sessanta Riccardo Moncalvo. Tratto da - L’architettura. Cronache e storia,1964
L’edificio dall’altra sponda del torrente Rea, anni Sessanta L’edificio dall’altra sponda del torrente Rea, anni Sessanta Riccardo Moncalvo. Tratto da - L’architettura. Cronache e storia,1964
Veduta parziale del fronte sud, anni Sessanta Veduta parziale del fronte sud, anni Sessanta Riccardo Moncalvo. Tratto da - L’architettura. Cronache e storia,1964
Veduta da sud est, anni Sessanta Veduta da sud est, anni Sessanta Riccardo Moncalvo. Tratto da - L’architettura. Cronache e storia,1964
Particolare sezione. Particolare copertura corpo sud. Scorci diurno e notturno del fronte sud, anni Sessanta Particolare sezione. Particolare copertura corpo sud. Scorci diurno e notturno del fronte sud, anni Sessanta Riccardo Moncalvo. Tratto da - L’architettura. Cronache e storia,1964
Particolare dell’interno, anni Sessanta Particolare dell’interno, anni Sessanta Riccardo Moncalvo. Tratto da - L’architettura. Cronache e storia,1964
A destra l’angolo di lettura dei bambini, anni Sessanta A destra l’angolo di lettura dei bambini, anni Sessanta Riccardo Moncalvo. Tratto da - L’architettura. Cronache e storia,1964
L’angolo di lavoro del bibliotecario (in primo piano lo schedario e l’ingresso alla biblioteca, anni Sessanta L’angolo di lavoro del bibliotecario (in primo piano lo schedario e l’ingresso alla biblioteca, anni Sessanta Riccardo Moncalvo. Tratto da - L’architettura. Cronache e storia,1964
Scorcio dell’interno, con in primo piano la vetrina per l’esposizione delle novità librarie e, sullo sfondo, l’angolo audio sovrastato dalle due semisfere trasparenti, anni Sessanta Scorcio dell’interno, con in primo piano la vetrina per l’esposizione delle novità librarie e, sullo sfondo, l’angolo audio sovrastato dalle due semisfere trasparenti, anni Sessanta Riccardo Moncalvo. Tratto da - L’architettura. Cronache e storia,1964
L’ingresso alla biblioteca, 2019 L’ingresso alla biblioteca, 2019 Gentucca Canella - 2019
La biblioteca vista dall’altra sponda del torrente Rea , 2019 La biblioteca vista dall’altra sponda del torrente Rea , 2019 Gentucca Canella - 2019
La biblioteca vista dall’altra sponda del torrente, 2019 La biblioteca vista dall’altra sponda del torrente, 2019 Gentucca Canella - 2019
Veduta da sud est, 2019 Veduta da sud est, 2019 Gentucca Canella - 2019
Particolare del fronte sud est , 2019) Particolare del fronte sud est , 2019) Guido Pavia - 2019
Particolare del fronte principale, 2019 Particolare del fronte principale, 2019 Carolina Crozzolin - 2019
Particolare, 2019 Particolare, 2019 Carolina Crozzolin - 2019
La terrazza in affaccio sul torrente, 2019 La terrazza in affaccio sul torrente, 2019 Gentucca Canella - 2019
La sala lettura/conferenze, 2019 La sala lettura/conferenze, 2019 Guido Pavia - 2019
La sala lettura/conferenze, 2019 La sala lettura/conferenze, 2019 Carolina Crozzolin - 2019
La biblioteca con gli scaffali aperti e le semisfere trasparenti in copertura, 2019 La biblioteca con gli scaffali aperti e le semisfere trasparenti in copertura, 2019 Gentucca Canella - 2019
La scultura di Nino Franchina, 2019 La scultura di Nino Franchina, 2019 Gentucca Canella - 2019

Criteri
1. L’edificio o l’opera di architettura è citata in almeno tre studi storico-sistematici sull’architettura contemporanea di livello nazionale e/o internazionale.
2. L’edificio o l’opera di architettura è illustrata in almeno due riviste di architettura di livello nazionale e/o internazionale.
3. L’edificio o l’opera di architettura ha una riconosciuta importanza nel panorama dell’architettura nazionale, degli anni nei quali è stata costruita, anche in relazione ai contemporanei sviluppi sia del dibattito, sia della ricerca architettonica nazionale e internazionale,
4. L’edificio o l’opera di architettura riveste un ruolo significativo nell’ambito dell’evoluzione del tipo edilizio di pertinenza, ne offre un’interpretazione progressiva o sperimenta innovazioni di carattere distributivo e funzionale.
5. L’edificio o l’opera di architettura introduce e sperimenta significative innovazioni nell’uso dei materiali o nell’applicazione delle tecnologie costruttive.
6. L’edificio o l’opera di architettura è stata progettata da una figura di rilievo nel panorama dell’architettura nazionale e/o internazionale.
7. L’edificio o l’opera di architettura si segnala per il particolare valore qualitativo all’interno del contesto urbano in cui è realizzata.
Sitografia ed altri contenuti online
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Crediti Scheda
Enti di riferimento: DGAAP - Segretariato Regionale per il Piemonte
Titolare della ricerca: Politecnico Torino Dipartimento Architettura e Design
Responsabile scientifico: Maria Adriana Giusti, Gentucca Canella (DAD)


Scheda redatta da Gentucca Canella
creata il 31/12/2004
ultima modifica il 23/01/2025

Revisori:

Mezzino Davide 2021