- Comune: Castelfiorentino
- Denominazione: COMPLESSO EX-MONTECATINI
- Indirizzo: Via Masini, Via Leonardo da Vinci
- Data: - 1947
- Tipologia: Edifici per attività produttive
- Autori principali: -
Descrizione
Il vasto complesso denominato ex-Montecatini sorge nell'area industriale dismessa ubicata lungo la linea ferroviaria Empoli-Siena nei pressi della stazione di Castelfiorentino. Lo stabilimento comprende alcuni fabbricati industriali risalenti agli inizi del Novecento destinati alla lavorazione di fertilizzati e prodotti chimici affini per l’agricoltura; rilevato e interamente ristrutturato dal gruppo Montecatini Edison negli anni Quaranta è inaugurato nel 1950 e rimane in piena attività per decenni fino alla chiusura avvenuta alla fine degli anni Sessanta con la conseguente dismissione che ne ha decretato l’avvio del degrado. Sono presenti corpi di fabbrica realizzati in tempi diversi e con differenti tecniche costruttive annoverando una vasta volumetria di edifici con struttura in legno, in latero-cemento e cemento armato. Di rilevante importanza risulta il grande capannone destinato allo stoccaggio dei prodotti lavorati (perfosfato minerale) con la innovativa copertura ad arco parabolico. La costruzione con struttura portante in cemento armato a vista presenta un volume unico a prevalente sviluppo longitudinale e, sui lati lunghi, due pensiline esterne con solaio in latero-cemento. L'interno, privo di tamponamenti e divisori, è attraversato alla sommità delle volte nervate e per tutta la lunghezza da una passerella metallica ancorata per mezzo di tiranti alla struttura di copertura.
Il silos dalla caratteristica sagoma a carena rovesciata ricorrente negli studi strutturali di Pier Luigi Nervi, sperimentata in molte sue realizzazioni e in diversi casi per la stessa committenza, solleva l’ipotesi di attribuire all’ingegnere la paternità dell’opera, che tuttavia non trova conferma nella documentazione di archivio.
Attualmente il complesso, da anni in stato di abbandono, versa in pessime condizioni di conservazione nonostante l’impegno dell’amministrazione comunale, proprietaria del sito dal 1982, a incentivare iniziative e risorse per il recupero e la rivitalizzazione dell’area. A causa dello stato conservativo precario, il complesso non è visitabile in sicurezza.