Censimento delle architetture italiane dal 1945 ad oggi

EX MACELLO - URBAN CENTER

Scheda Opera

  • Vista notturna
  • Vista notturna
  • Dettagli - Interni
  • Dettagli - Interni
  • Vista cortile - Locale macchine
  • Vista esterni - fronte strada
  • Dettagli - Macello Bovini
  • Dettagli - facciata
  • Vista cortile interno
  • Vista cortile - Locale macchine
  • Dettagli - volumi
  • Vista cortile - volumi
  • Dettagli - stalla bovini
  • Dettagli - percorsi interni
  • Dettagli - Struttura
  • Dettagli - portale
  • Dettagli - volumi
  • Dettagli - Interni
  • Dettagli - Struttura
  • Comune: Piacenza
  • Località: Quartiere Roma
  • Denominazione: EX MACELLO - URBAN CENTER
  • Indirizzo: Stradone Farnese, N.126
  • Data: 1999 - 2008
  • Tipologia: Interventi di recupero e trasformazione
  • Autori principali: Graziano Sacchelli
Descrizione

Il Macello di Sant’Anna, chiuso nel 1985 e riaperto nel 2008 sotto le spoglie di Urban Center, polo di formazione e cultura, sorge nell’area più a sud del quartiere Roma.
Il complesso, progettato da Diofebo Negrotti (responsabile dell’Ufficio Tecnico Comunale dal 1889 al 1916) comprendeva la direzione, gli uffici, le stalle, i macelli, i magazzini, le caldaie, accanto alle quali venne eretta la ciminiera, la tripperia e il letamaio; completata tra il 1912 e il 1914 con la realizzazione della fabbrica del ghiaccio.
Gli edifici erano caratterizzati da murature in mattoni a vista, scandite da lesene verticali e concluse da una copertura a capanna. A seguito della sua dismissione nel 1985, seguì un periodo di abbandono, durante il quale venne utilizzato come deposito. Tuttavia, all’interno di un programma di riqualificazione urbana predisposto dal Comune di Piacenza, il complesso dell’ex Macello è stato riconosciuto in quanto bene architettonico simbolo dell’archeologia industriale della città e pertanto sottoposto a vincolo della Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici dell’Emilia-Romagna, oltre che ad un attento progetto di restauro iniziato nel 1999 e completato nel 2008, al termine del quale è diventato sede di attività istituzionali e culturali.
Oggi, la struttura è stata concessa dal Comune di Piacenza in comodato d’uso al polo territoriale di Piacenza del Politecnico di Milano per 30 anni. All’interno dell’area vengono svolte sia attività di ricerca che attività didattica, oltre che il Museo di Scienze Naturali e la sede dell’ordine degli architetti di Piacenza, soggette ad una gestione autonoma.
Il complesso ha una superficie di mq 13.750 circa, dei quali 5.450 circa sono coperti da fabbricati aventi un volume complessivo di 30.000 metri cubi. Sorge su una vasta area, delimitata da una cita muraria, compresa fra lo Stradone Farnese e Via Scalabrini. La sua posizione, a sud del quartiere Roma – soggetto ad importanti interventi di riqualificazione negli ultimi venti anni – costituisce un nodo strategico che permette di inserirsi come nuovo cuore d’ingresso della città, confinante con l’area Pedonale del Pubblico Passeggio, ex mura cittadine, oggi trasformate in passeggiata.
Il complesso è costituito da sedici corpi fabbrica, disposti su tre file, perfettamente allineati tra di loro ed ortogonali allo Stradone Farnese. Tale disposizione razionale e ordinata dei corpi di fabbrica si contrappone all’irregolarità dell’area e restituisce una certa omogeneità strutturale al complesso, leggibile anche all’interno, seppur ogni corpo di fabbrica riesce a mantenere un carattere proprio, differenziandosi per dimensione e percezione dello spazio interno.
Tra gli ingressi principali, il fronte su via Scalabrini è delimitato da un alto muro di cinta in mattoni faccia-vista, caratterizzato da un elegante portale d’ingresso, costituito da un viale alberato, due abitazioni ai lati del portale, la fabbrica del ghiaccio, la palazzina ad uso direzione, la centrale termica attorniata dai vari macelli nel centro dell’area (macello bovini, suini, equini); alcune piccole stalle; la tripperia; l’inceneritore; un corpo di fabbrica minore ad uso abitazione e piccole stalle affacciate su Cantone Moroni.
Il progetto di recupero è stato gestito dall'Architetto del Comune di Piacenza, Graziano Sacchelli, ed è stato improntato su una cura scrupolosa dei dettagli, grazie alla collaborazione di consulenti tecnici e di molti collaboratori degli Uffici comunali. Lo studio eseguito dal Colorificio Mandelli in collaborazione con Zeila S.r.l., finalizzato al restauro delle strutture, ha compreso indagini in sito ed in laboratorio per la determinazione dello stato di conservazione e delle principali caratteristiche fisico-chimiche dei materiali.
Gli edifici più significativi per dimensioni, caratteristiche tipologiche ed architettoniche sono: il macello dei bovini; il macello dei suini; la fabbrica del ghiaccio; la centrale termica e l’officina.
Da via Scalabrini si accede al Padiglione A. Bolzoni, sede dell’Archivio storico della città, laboratori e uffici.
La palazzina era utilizzata per il controllo e la registrazione degli animali all’ingresso. Alla sua destra, sotto la tettoia, si trovava una pesa, utilizzata per il controllo sanitario degli animali, oggi sostituita da un’area verde.
L’antico Macello Bovini, oggi padiglione M. Baciocchi rappresenta uno dei fabbricati più rilevanti, grazie alle sue dimensioni. Si struttura come un corpo di fabbrica ripartito in tre unità secondo la lunghezza, ma caratterizzato da altezze differenti. Composto da un corpo centrale e una serie di aperture regolari che davano accesso alle quattordici celle destinate al macello dei bovini; ancora oggi le celle sono dotate delle attrezzature occorrenti a tale processo. Tale scelta nasce dalla volontà alla base del progetto di mantenere la struttura originale e la memoria del luogo, creando al tempo stesso un dialogo con gli elementi architettonici moderni delle aule didattiche.
Il Macello Porcini, oggi padiglione N. Vegenzzi, si articola come un corpo a pianta quadrata, internamente diviso in tre navate da due file di pilastri, di cui le laterali con altezza minore. La costruzione si contraddistingue sia per l’estetica che per la dimensione spaziale. Inoltre, secondo le direttive del nuovo intervento, il padiglione funga da ponte di collegamento tra il politecnico e la città, in quanto rappresenta uno degli edifici disponibili alla comunità, per mostre ed eventi.
Il padiglione C. Guidotti, originariamente destinato a locale macchine, è stato riconvertito spazi destinati ad aule didattiche, sale letture ed uffici. Il carattere principale del padiglione è rappresentato dalla ciminiera in mattoni, con un’altezza di circa trenta metri, che diviene elemento distintivo dell’intero complesso dell’ex macello.
L’ex stalla bovini ed equini, oggi Padiglione D. Negrotti e Padiglione J. Barozzi da Vignola, hanno una struttura apparentemente uguale tra loro all’esterno, costituiti da fabbricati ad un piano con sottotetto, ma internamente mostrano una configurazione completamente differente.
La stalla destinata ai bovini è un ambiente unico voltato dall’assetto tipico di una stalla, con pedane per la sosta, abbeveratoi e canaline di scolo per i liquami. La stalla degli equini ovini invece è separata da un muro mediano che suddivide l’interno in due ambienti sormontati da un solaio. Entrambi i padiglioni sono due dei quattro edifici oggi gestiti direttamente dal Comune di Piacenza, destinati alla sede dell’ordine degli Architetti e agli Uffici di Piano.
Infine, la Fabbrica del Ghiaccio – oggi padiglione G.Perreau – completamente ristrutturata, ha mantenuto gli elementi di base. L’area è stata dedicata al Museo di Storia Naturale, proponendo una serie di percorsi didattici per studenti volti a scoprire il territorio piacentino.
Si tratta di un corpo rettangolare di grandi dimensioni, dall’aspetto compatto ed austero. Le aperture sono presenti in numero limitato, vista la destinazione iniziale. L’interno è divisibile in due settori, seguendo la ripartizione individuata dal tetto: la parte a nord, caratterizzata da due grossi ambienti dov’erano ubicati i macchinari per la fabbricazione del ghiaccio (ambienti finestrati); la parte sud, molto più frazionata in quanto sede delle celle frigorifere e per tali ragioni priva di aperture.
In conclusione, l’intervento di restauro e rigenerazione ha saputo perfettamente coniugare gli aspetti antichi con integrazioni moderne che hanno ulteriormente valorizzato l'intero complesso, restituendo alla città un nuovo centro culturale e istituzionale.

Info
  • Progetto: 1999 - 2008
  • Esecuzione: 1999 - 2008
  • Tipologia Specifica: Intervento di restauro - Sede attività culturali e istituzionali
  • Committente: Comune di Piacenza
  • Proprietà: proprietà Ente pubblico territoriale
  • Destinazione originaria: Macello Sant’Anna;
  • Destinazione attuale: Sede didattica Politecnico di Milano, Museo, Biblioteca, Sede Ordine degli Architetti;
Autori
Nome Cognome Ruolo Fase Progetto Archivio Architetti Url Profilo Autore Principale
Colorificio Mandelli Progetto di restauro Progetto NO
Comune di Piacenza Progetto architettonico Progetto NO
Graziano Sacchelli Progetto architettonico Progetto SI
Zeila Srl Progetto di restauro Progetto NO
  • Strutture: Muratura portante
  • Materiale di facciata: Mista - Laterizio faccia a vista, intonaco
  • Coperture: Falde inclinate, manto in tegole;
  • Serramenti: Misti – alluminio;
  • Stato Strutture: Buono
  • Stato Materiale di facciata: Buono
  • Stato Coperture: Buono
  • Stato Serramenti: Buono

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Gli edifici erano caratterizzati da murature in mattoni a vista, scandite da lesene verticali e concluse da una copertura a capanna. A seguito della sua dismissione nel 1985, seguì un periodo di abbandono, durante il quale venne utilizzato come deposito. Tuttavia, all’interno di un programma di riqualificazione urbana  predisposto dal Comune di Piacenza, il complesso dell’ex Macello è stato riconosciuto in quanto bene architettonico simbolo dell’archeologia industriale della città e pertanto sottoposto a vincolo della Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici dell’Emilia-Romagna, oltre che ad un attento progetto di restauro iniziato nel 1999 e completato nel 2008, al termine del quale è diventato sede di attività istituzionali e culturali. 
Oggi, la struttura è stata concessa dal Comune di Piacenza in comodato d’uso al polo territoriale di Piacenza del Politecnico di Milano per 30 anni. All’interno dell’area vengono svolte sia attività di ricerca che attività didattica, oltre che il Museo di Scienze Naturali e la sede dell’ordine degli architetti di Piacenza, soggette ad una gestione autonoma.
Il complesso ha una superficie di mq 13.750 circa, dei quali 5.450 circa sono coperti da fabbricati aventi un volume complessivo di 30.000 metri cubi. Sorge su una vasta area, delimitata da una cita muraria, compresa fra lo Stradone Farnese e Via Scalabrini. La sua posizione, a sud del quartiere Roma – soggetto ad importanti interventi di riqualificazione negli ultimi venti anni – costituisce un nodo strategico che permette di inserirsi come nuovo cuore d’ingresso della città, confinante con l’area Pedonale del Pubblico Passeggio, ex mura cittadine, oggi trasformate in passeggiata.
Il complesso è costituito da sedici corpi fabbrica, disposti su tre file, perfettamente allineati tra di loro ed ortogonali allo Stradone Farnese. Tale disposizione razionale e ordinata dei corpi di fabbrica si contrappone all’irregolarità dell’area e restituisce una certa omogeneità strutturale al complesso, leggibile anche all’interno, seppur ogni corpo di fabbrica riesce a mantenere un carattere proprio, differenziandosi per dimensione e percezione dello spazio interno.
Tra gli ingressi principali, il fronte su via Scalabrini è delimitato da un alto muro di cinta in mattoni faccia-vista, caratterizzato da un elegante portale d’ingresso, costituito da un viale alberato, due abitazioni ai lati del portale, la fabbrica del ghiaccio, la palazzina ad uso direzione, la centrale termica attorniata dai vari macelli nel centro dell’area (macello bovini, suini, equini); alcune piccole stalle; la tripperia; l’inceneritore; un corpo di fabbrica minore ad uso abitazione e piccole stalle affacciate su Cantone Moroni. 
Il progetto di recupero è stato gestito dall'Architetto del Comune di Piacenza, Graziano Sacchelli, ed è stato improntato su una cura scrupolosa dei dettagli, grazie alla collaborazione di consulenti tecnici e di molti collaboratori degli Uffici comunali. Lo studio eseguito dal Colorificio Mandelli in collaborazione con Zeila S.r.l., finalizzato al restauro delle strutture, ha compreso indagini in sito ed in laboratorio per la determinazione dello stato di conservazione e delle principali caratteristiche fisico-chimiche dei materiali. 
Gli edifici più significativi per dimensioni, caratteristiche tipologiche ed architettoniche sono: il macello dei bovini; il macello dei suini; la fabbrica del ghiaccio; la centrale termica e l’officina. 
Da via Scalabrini si accede al Padiglione A. Bolzoni, sede dell’Archivio storico della città, laboratori e uffici.
La palazzina era utilizzata per il controllo e la registrazione degli animali all’ingresso. Alla sua destra, sotto la tettoia, si trovava una pesa, utilizzata per il controllo sanitario degli animali, oggi sostituita da un’area verde. 
L’antico Macello Bovini, oggi padiglione M. Baciocchi rappresenta uno dei fabbricati più rilevanti, grazie alle sue dimensioni. Si struttura come un corpo di fabbrica ripartito in tre unità secondo la lunghezza, ma caratterizzato da altezze differenti. Composto da un corpo centrale e una serie di aperture regolari che davano accesso alle quattordici celle destinate al macello dei bovini; ancora oggi le celle sono dotate delle attrezzature occorrenti a tale processo. Tale scelta nasce dalla volontà alla base del progetto di mantenere la struttura originale e la memoria del luogo, creando al tempo stesso un dialogo con gli elementi architettonici moderni delle aule didattiche. 
Il Macello Porcini, oggi padiglione N. Vegenzzi, si articola come un corpo a pianta quadrata, internamente diviso in tre navate da due file di pilastri, di cui le laterali con altezza minore. La costruzione si contraddistingue sia per l’estetica che per la dimensione spaziale. Inoltre, secondo le direttive del nuovo intervento, il padiglione funga da ponte di collegamento tra il politecnico e la città, in quanto rappresenta uno degli edifici disponibili alla comunità, per mostre ed eventi. 
Il padiglione C. Guidotti, originariamente destinato a locale macchine, è stato riconvertito spazi destinati ad aule didattiche, sale letture ed uffici. Il carattere principale del padiglione è rappresentato dalla ciminiera in mattoni, con un’altezza di circa trenta metri, che diviene elemento distintivo dell’intero complesso dell’ex macello. 
L’ex stalla bovini ed equini, oggi Padiglione D. Negrotti e Padiglione J. Barozzi da Vignola, hanno una struttura apparentemente uguale tra loro all’esterno, costituiti da fabbricati ad un piano con sottotetto, ma internamente mostrano una configurazione completamente differente. 
La stalla destinata ai bovini è un ambiente unico voltato dall’assetto tipico di una stalla, con pedane per la sosta, abbeveratoi e canaline di scolo per i liquami. La stalla degli equini ovini invece è separata da un muro mediano che suddivide l’interno in due ambienti sormontati da un solaio. Entrambi i padiglioni sono due dei quattro edifici oggi gestiti direttamente dal Comune di Piacenza, destinati alla sede dell’ordine degli Architetti e agli Uffici di Piano. 
Infine, la Fabbrica del Ghiaccio – oggi padiglione G.Perreau –  completamente ristrutturata, ha mantenuto gli elementi di base. L’area è stata dedicata al Museo di Storia Naturale, proponendo una serie di percorsi didattici per studenti volti a scoprire il territorio piacentino.
Si tratta di un corpo rettangolare di grandi dimensioni, dall’aspetto compatto ed austero. Le aperture sono presenti in numero limitato, vista la destinazione iniziale. L’interno è divisibile in due settori, seguendo la ripartizione individuata dal tetto: la parte a nord, caratterizzata da due grossi ambienti dov’erano ubicati i macchinari per la fabbricazione del ghiaccio (ambienti finestrati); la parte sud, molto più frazionata in quanto sede delle celle frigorifere e per tali ragioni priva di aperture.
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1
												
  • Vincolo: Non Vincolata
  • Provvedimenti di tutela:
  • Data Provvedimento:
  • Riferimento Normativo:
  • Altri Provvedimenti:
  • Foglio Catastale: 121
  • Particella: 4391

Note

-

Bibliografia
Autore Anno Titolo Edizione Luogo Edizione Pagina Specifica
Sicurlive Group In cantiere per dare nuova forza alla ciminiera dell’ex macello di Piacenza 2021 No
2008 Urban Center, l’ex Macello si reinventa Piacenza24 No
Giulia Miglioli 2011 Tesi di Laurea Magistrale: Torna a nutrire la città "Urban Center Piacenza, un progetto di cultural design" Politecnico di Milano No

Allegati
File Didascalia Credito Fotografico
Vista notturna Vista notturna Marco Stucchi
Vista notturna Vista notturna Marco Stucchi
Dettagli - Interni Dettagli - Interni
Dettagli - Interni Dettagli - Interni Marco Stucchi
Vista cortile - Locale macchine Vista cortile - Locale macchine
Vista esterni - fronte strada Vista esterni - fronte strada
Dettagli - Macello Bovini Dettagli - Macello Bovini
Dettagli - facciata Dettagli - facciata
Vista cortile interno Vista cortile interno
Vista cortile - Locale macchine Vista cortile - Locale macchine
Dettagli - volumi Dettagli - volumi
Vista cortile - volumi Vista cortile - volumi
Dettagli - stalla bovini Dettagli - stalla bovini
Dettagli - percorsi interni Dettagli - percorsi interni
Dettagli - Struttura Dettagli - Struttura
Dettagli - portale Dettagli - portale
Dettagli - volumi Dettagli - volumi
Dettagli - Interni Dettagli - Interni
Dettagli - Struttura Dettagli - Struttura

Criteri
4. L’edificio o l’opera di architettura riveste un ruolo significativo nell’ambito dell’evoluzione del tipo edilizio di pertinenza, ne offre un’interpretazione progressiva o sperimenta innovazioni di carattere distributivo e funzionale.
7. L’edificio o l’opera di architettura si segnala per il particolare valore qualitativo all’interno del contesto urbano in cui è realizzata.
Sitografia ed altri contenuti online
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Crediti Scheda
Enti di riferimento: DGCC - Segretariato Regionale Emilia-Romagna
Titolare della ricerca: Alma Mater Studiorum Università di Bologna
Responsabile scientifico: Marco Pretelli


Scheda redatta da
creata il 16/06/2022
ultima modifica il 27/01/2023