PIANO DI RECUPERO
Scheda Opera
- Comune: Campobasso
- Denominazione: PIANO DI RECUPERO
- Indirizzo: Corso Francesco Bucci
- Data: 1995 - 2011
- Tipologia: Quartieri
- Autori principali: Nicola Guglielmi
Descrizione
Il Piano di Recupero di iniziativa privata denominato “Città nella Città” è stato redatto ai sensi della legge 5 agosto 1978 n. 457, sull’area dell’Ex opificio industriale del molino FERRO; un opificio che per circa un secolo di vita era attivo nel centro urbano di Campobasso. L’intervento nasce dalla volontà di riqualificare e rigenerare un organismo edilizio in avanzato stato di degrado, mediante un insieme sistematico di interventi urbanistici ed architettonici, finalizzati alla realizzazione di un nuovo complesso edilizio inserito nel tessuto consolidato della città. L’area, collocata ai margini del nucleo “murattiano”, si presentava circoscritta da un fitto e compatto tessuto edilizio; piccoli ritagli e squarci tra gli edifici esistenti consentivano l’accesso all’interno dell’antica struttura industriale dismessa. L’obiettivo prioritario è stato quello di ridare funzione, forma e soprattutto “contenuto vitale” ad un’area collocata in posizione strategica nel tessuto urbano della città. L’area di intervento occupa un intero isolato cittadino, circoscritto da Corso Bucci, Via Cavour, e via Veneto. Sotto l’aspetto urbanistico ed architettonico il piano di recupero si è caratterizzato per i seguenti elementi connotativi: Conservazione e parziale recupero degli edifici prospicienti Corso Bucci, via Cavour e via Veneto; Demolizione di tutte le volumetrie interne dell’antico opificio industriale, ad esclusione delle grosse mura poste a confine con gli edifici limitrofi; Recupero e nuova distribuzione urbanistica ed architettonica della volumetria esistente; Separazione dei percorsi pedonali rispetto da quelli carrabili; Realizzazione di edifici residenziali e direzionali per le volumetrie fuori terra, parcheggi nei piani interrati.
Le linee di forma nascono dall’intersezione degli assi coincidenti con i punti di accesso al vecchio Molino collocati tra via Veneto/ Corso Bucci e via Cavour. L’intersezione determina la parte del costruito collocata a nord e ad est degli assi pedonali, e contestualmente genera una grande piazza pedonale, che funge da copertura ai parcheggi interrati e punto di aggregazione di tutte le attività residenziali e direzionali, e un’area tra l’istituto Pilla e le antiche mura di confine del Molino verso l’edificio INA, dove trova sede l’auditorium. L’intervento a completamento delinea anche una netta suddivisione tra la proprietà pubblica e quella privata; piazze, auditorium, percorsi pedonali e un livello parcheggio restano di uso pubblico, la restante parte è destinata alla proprietà privata. Città nella Città, nel suo spazio centrale raccoglie e valorizza il linguaggio dell’intorno; la sovrapposizione dei linguaggi, moderno-antico, diviene ricchezza e rimanda alla memoria di una vita vissuta in quegli spazi. I prospetti non fanno fronte sulle strade principali, ma all’interno degli spazi pubblici ricavati all’interno dell’area disponibile.
A caratterizzare con forza l’intero piano di recupero, è certamente l’edificio “Silos”, un richiamo alla memoria dei contenitori del grano del Molino. L’edificio è pensato come una sorte di torre cilindrica, contenente attività commerciali, uffici, e residenze, incastrata in una palazzina di base di più piccole proporzioni, allineata ai percorsi pedonali. Lo spazio urbano, nel quale si è intervenuto soltanto recuperando la muratura di confine, destinando la superficie ad usi collettivi è quello interposto tra l’edificio INA e l’Istituto Commerciale “L. Pilla”. all’interno di questo spazio, è stato ricavato un auditorio ad uso comunale, la cui composizione ricalca le linee guide del perimetro, che ribaltate secondo l’asse generano una cavea naturale per il pubblico.
L’edificio in linea con il percorso pedonale, è una sorta di totem con due facciate simmetriche, in contrapposizione con il volume del silos. Le attività commerciali sono dislocate su due livelli, quello piazza e quello percorso. Una sorta di galleria coperta funge da collegamento di tutti le attività; mastri napoletani” sono stati gli artisti che hanno realizzato con tecniche della centinatura le volte ribassate ad intonaco.
Tutti i volumi sono trattati con facciata ventilata in cotto, dello spessore di mm 42, mentre le pavimentazioni per lo più sono in basalto e pietra lavica. L’intervento ha previsto anche la sistemazione delle aree di accesso esterno, dove ha ritrovato collocazione l’antica fontana “caccia pesci” del 1871, restaurata e ricollocata in sito.
Info
- Progetto: 1995 - 1999
- Esecuzione: 2000 - 2011
- Committente: Di Biase Costruzioni di Mario e Antonio Di Biase
- Proprietà: Proprietà privata
- Destinazione originaria: opificio industriale - ex struttura Molino Ferro
- Destinazione attuale: attività direzionale, commerciale e residenziale
Autori
- Strutture: cemento armato e acciaio
- Materiale di facciata: cotto palangio
- Coperture: alluminio effetto rame
- Serramenti: alluminio - legno
- Stato Strutture: Ottimo
- Stato Materiale di facciata: Ottimo
- Stato Coperture: Ottimo
- Stato Serramenti: Ottimo
- Vincolo: Non Vincolata
- Provvedimenti di tutela:
- Data Provvedimento:
- Riferimento Normativo:
- Altri Provvedimenti:
- Foglio Catastale: 120
- Particella: 688
Note
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Allegati
Criteri
| 5. L’edificio o l’opera di architettura introduce e sperimenta significative innovazioni nell’uso dei materiali o nell’applicazione delle tecnologie costruttive. | |
| 7. L’edificio o l’opera di architettura si segnala per il particolare valore qualitativo all’interno del contesto urbano in cui è realizzata. |
Crediti Scheda
Enti di riferimento: DGCC - Segretariato Regionale per il MoliseTitolare della ricerca: Fondazione Architetti, Paesaggisti, Pianificatori e Conservatori della provincia di Campobasso
Responsabile scientifico: Mario Morrica
Scheda redatta da
creata il 18/08/2022
ultima modifica il 31/01/2023


















