VILLA ROSSI
Scheda Opera
- Comune: Banchette
- Denominazione: VILLA ROSSI
- Indirizzo: Via Pistoni N. 36
- Data: 1959 - 1961
- Tipologia: Abitazioni unifamiliari
- Autori principali: Emilio Aventino Tarpino
Descrizione
1. Opera originaria
La villa unifamiliare denominata Villa Rossi a Ivrea venne progettata dall’Ufficio Consulenza Case Dipendenti Olivetti (UCCD). Tale ufficio, diretto dall’architetto Emilio Aventino Tarpino (1923-1990), aveva il compito di fornire assistenza ai dipendenti Olivetti nella costruzione, riparazione o adattamento delle loro abitazioni. L'ufficio concedeva prestiti con interesse del 4% e sino alla copertura del 60% dell'intera spesa e forniva gratuitamente il progetto e la direzione lavori.
La struttura elaborò, tra 1949 e il 1969, più di 600 progetti e, con la sua attività, contribuì a creare un paesaggio edilizio di notevole qualità formale e costruttiva, quale oggi appare.
Le case progettate dall’UCCD sono edifici unifamiliari, studiati tipologicamente, tenendo conto delle aspirazioni sociali dei dipendenti, formate da un vocabolario di pochi elementi compositivi che, combinati insieme, permettono una grande varietà di soluzioni architettoniche.
Villa Rossi, progettata da Emilio Tarpino nel 1959, è ubicata su un declivio roccioso, con l’ingresso da via Via Castellamonte.
I committenti sono i coniugi Rossi. Il Professor Umberto Rossi (1915-2005), già Sindaco PCI di Ivrea, fu legato ad Adriano Olivetti ed al Movimento di Comunità che negli anni Cinquanta del Novecento propose un’alternativa teorica alla Repubblica dei partiti politici. Rossi animò attivamente anche all’attività nazionale ed internazionale del Consiglio dei Comuni d’Europa.
Il 24 dicembre 1959 si ottenne l’autorizzazione a costruire; il 4 ottobre 1961 l’Ufficiale sanitario e il tecnico incaricato dal comune di Banchette stilarono la relazione tecnica in cui si dichiarò l’abitabilità di Villa Rossi.
L’abitazione sorge sulla collina in affaccio al corso Jervis, là dove degrada verso via Castellamonte, arrivando da sud-est, e presenta due piani verso valle (dove cui si apre il grande soggiorno con parete completamente vetrata) e un piano verso monte, dove sono state realizzati l’ingresso, lo studio e una camera da letto.
L’accesso avviene da un piccolo terrazzamento che, tramite un terrazzo coperto, introduce al soggiorno con una scala in pietra.
L’ architetto Tarpino ideò un’interessante composizione di volumi con pregevoli elementi di dettaglio come i pannelli graticolati di facciata e l’accoppiamento di diversi materiali di rivestimento.
L’edificio si distingue anche per il muro perimetrale in cemento a contenimento del terrapieno nel quale è inserito un motivo geometrico in bassorilievo simile alle decorazioni ideate da Marcello Nizzoli per numerosi suoi progetti.
Il piacevole giardino fu progettato con essenze arboree ed arbustive, anche pregiate, la cui combinazione in tutte le stagioni permette la nascita di colori che rimandano alle bordure, alle rose, ai sempre-verde, alle mimose e alle due grandi magnolie dell’intorno, sottolineando il progredire e l’alternanza delle stagioni.
L’organizzazione degli spazi interni è estremamente funzionale: è presente un ingresso, provvisto di uno spogliatoio e di un armadio a muro che disimpegna la zona giorno dalla zona notte, consentendo diretto accesso al soggiorno e allo studio.
L'ampio soggiorno è diviso su due livelli, ha un caminetto e comunica con la sala da pranzo. Quest’ultima è aggregabile o disaggregabile tramite un’intera parete scorrevole. La zona notte è caratterizzata da una camera matrimoniale con annessi spogliatoio, cabina armadio e servizio, corridoio con parete attrezzata ad armadi e due camere con servizio.
Una scala interna dà accesso al seminterrato, sede di una grande sala giochi, un vano laboratorio, una lavanderia, una doppia autorimessa, oltreché il locale centrale termica, la cantina e un bagno di servizio. ("Relazione storica descrittiva", in Commissione Regionale per il Patrimonio Culturale del Piemonte MiBACT, DCR n. 5/2019).
«L’area è caratterizzata da edifici di elevata qualità architettonica e da un’ampia area verde prospiciente gli edifici destinati a uffici: gli edifici che fanno parte della nominated property sono Palazzo Uffici Olivetti, Nuovo Palazzo Uffici Olivetti visibile nel senso della percorrenza automobilistica del corso Jervis verso il centro cittadino; Villa Rossi, visibile su corso Jervis e di fronte a Palazzo Uffici Olivetti, appartenente al comune di Banchette.
Nell’insieme è un’area di ingresso al contesto urbano eporediese, apparentemente caotica. A una osservazione più attenta, è un’area omogenea e allo stesso tempo notevole per la presenza degli edifici per uffici che, pur progettati in momenti diversi dalla seconda metà del Novecento, accostati l’uno all’altro creano un sistema complesso e monumentale di edifici a scala urbana; e per la particolare collocazione su un podio naturale di Villa Rossi, recintata da un muro di contenimento in cemento armato con impresso un bassorilievo di grande impatto visivo. Un grande spazio verde posto di fronte a Palazzo Uffici Olivetti caratterizza ulteriormente l’area: seppur rimodulato nel 2007 per la creazione della rotatoria spartitraffico tra i Comuni di Banchette e di Ivrea, mantiene una grande qualità paesaggistica per il permanere dei filari dei pioppi cipressini che seguono il corso Jervis verso il centro della città, e delle essenze vegetali, collocate vicino al perimetro degli edifici a mitigare l’impatto visivo degli stessi.
[…] Villa Rossi, via Castellamonte n. 4. Collocata su una collinetta naturale in via Castellamonte arrivando da sud-est, di fronte a Palazzo Uffici, si trova Villa Rossi, progettata tra 1959 e 1961 da Emilio Aventino Tarpino all’interno del programma di housing promosso dall’Ufficio Consulenza Case Dipendenti Olivetti. L’edificio è un insieme di volumi, su due piani, di cui uno fuori terra, caratterizzati da pregevoli elementi di dettaglio come i pannelli di elementi ceramici forati utilizzati in facciata e l’accoppiamento di diversi materiali di rivestimento. Villa Rossi inoltre si distingue visivamente nell’area per il muro in cemento che contiene il terrapieno del giardino, nel quale è inserito un motivo geometrico in bassorilievo disegnato dall’architetto Marcello Nizzoli, elemento decorativo presente – in diverse variazioni – in numerosi suoi progetti, non solo a Ivrea». (Dossier di Candidatura “Ivrea Città Industriale del XX secolo”, https://www.ivreacittaindustriale.it/dossier-di-candidatura, Ivrea 2018, pp. 40-41).
2. Consistenza dell’opera al 2019 / Stato attuale
L’opera mantiene la destinazione d’uso originaria a residenza unifamiliare. Non presenta all’esterno e all’interno trasformazioni che abbiano alterato i caratteri del progetto originario. L’ edificio è in buono stato di conservazione e da un'osservazione macroscopica non è emersa la presenza di gravi fenomeni di degrado.
Dal 2019 ‘Villa Rossi” con D.C.R. Piemonte n. 5/2019 riveste dirivesta Interesse culturale particolarmente importante ai sensi dell'art. 10, c. 3 a) e d) del Codice BBCC.
La “Villa Rossi” è tra le architetture incluse nella core zone del sito “Ivrea, città industriale del XX secolo” inserito nel 2018 nella World Heritage List dell'UNESCO. (http://whc.unesco.org/en/list/1538)
(Scheda a cura di di Stefania Dassi MiBACT SR-PIE con Bianca Guiso DAD - Politecnico di Torino)
Info
- Progetto: 1959 -
- Esecuzione: - 1961
- Committente: Coniugi Rossi
- Proprietà: Proprietà privata
- Destinazione originaria: Villa unifamiliare
- Destinazione attuale: Villa unifamiliare
Autori
- Strutture: Calcestruzzo armato
- Materiale di facciata: Facciate rivestite alternativamente con pannelli di elementi ceramici forati, piastrelle di klinker di vari colori, listelli di legno. Al piano terreno zoccolo continuo in pietra
- Coperture: Copertura piana
- Serramenti: Serramenti in legno provvisti di persiane avvolgibili
- Stato Strutture: Buono
- Stato Materiale di facciata: Buono
- Stato Coperture: Buono
- Stato Serramenti: Buono
- Vincolo: Vincolata
- Provvedimenti di tutela: Vincolo architettonico
- Data Provvedimento: D.C.R. Piemonte 08/01/2019 n. 5
- Riferimento Normativo: D. Lgs 42/2004 art. 10 c. 3 lett. a) e d)
- Altri Provvedimenti:
- Foglio Catastale: 11
- Particella: 169
Note
D.C.R. Piemonte N. 5/2019 del 08/01/2019. Interesse culturale particolarmente importante ai sensi dell'art. 10, c. 3 a) e d) del Codice BBCC
Bibliografia
Autore | Anno | Titolo | Edizione | Luogo Edizione | Pagina | Specifica |
---|---|---|---|---|---|---|
Bonifazio Patrizia, Scrivano Paolo | 2001 | Olivetti costruisce. Architettura moderna a Ivrea: guida al museo a cielo aperto | Skira | Milano | 164-166 | No |
Olmo Carlo, Bonifazio Patrizia, Lazzarini Luca | 2018 | Le case Olivetti a Ivrea. L’Ufficio Consulenza Case Dipendenti ed Emilio A. Tarpino | il Mulino | Bologna | 198-200 | No |
2018 | Dossier di Candidatura “Ivrea Città Industriale del XX secolo”, https://www.ivreacittaindustriale.it/dossier-di-candidatura | Ivrea | 40-41, 156-165, 173-175 | No |
Allegati
Criteri
1. L’edificio o l’opera di architettura è citata in almeno tre studi storico-sistematici sull’architettura contemporanea di livello nazionale e/o internazionale. | |
5. L’edificio o l’opera di architettura introduce e sperimenta significative innovazioni nell’uso dei materiali o nell’applicazione delle tecnologie costruttive. | |
6. L’edificio o l’opera di architettura è stata progettata da una figura di rilievo nel panorama dell’architettura nazionale e/o internazionale. | |
7. L’edificio o l’opera di architettura si segnala per il particolare valore qualitativo all’interno del contesto urbano in cui è realizzata. |
Crediti Scheda
Enti di riferimento: DGAAP - Segretariato Regionale per il PiemonteTitolare della ricerca: Politecnico Torino Dipartimento Architettura e Design
Responsabile scientifico: Maria Adriana Giusti, Gentucca Canella (DAD)
Scheda redatta da Stefania Dassi con Bianca Guiso
creata il 31/12/2004
ultima modifica il 21/01/2025
Revisori:
Mezzino Davide 2021