PALESTRA PISCINA RIVETTI
Scheda Opera
- Comune: Biella
- Denominazione: PALESTRA PISCINA RIVETTI
- Indirizzo: Viale Macallè N. 23/Corso 53° Fanteria 7
- Data: - 1958
- Tipologia: Attrezzature sportive
- Autori principali: Carlo Ravizza
Descrizione
1. Opera originaria
«Per la munifica donazione di un privato ha potuto sorgere a Biella su un’area comunale di 14000 m2 uno dei più grandiosi complessi sportivi d’Italia. Si è pertanto verificata la fortunata circostanza della realizzazione di un’attrezzatura pubblica con un finanziamento privato, il che ha significato la libertà da impedimenti burocratici e larghezza di vedute nella scelta dei materiali e degli impianti più idonei per la loro specifica destinazione. Il problema del dimensionamento non era di facile soluzione in quanto la città ai piedi delle Alpi si trovava per la prima volta a contatto col problema del nuoto, e potere usufruire di vasche all’aperto e coperte con funzionamento continuo per tutto l’anno. Inoltre quale sarebbe stata l’affluenza dell’industriosissima popolazione occupata nei particolarissimi turni di lavoro necessari all’industria laniera? Quale sarebbe stato il rapporto tra l’affluenza della popolazione maschile e femminile? Quante le presenze estive rispetto a quelle invernali? Questi interrogativi oltre che sul dimensionamento vero e proprio dell’edificio erano anche in funzione dell’organico del personale da prevedersi con riflessi decisivi sul costo di gestione notoriamente gravoso, specie per la stagione invernale.
Il complesso ormai funziona quasi da un anno e si può dire che le previsioni prudenti fatte alla base del calcolo di progettazione sono state nel periodo estivo, largamente superate, questo però non ha turbato il funzionamento razionale degli impianti, grazie alle molteplici misure prese per poter adattarsi ad una larghissima oscillazione di presenze. Unica basilare differenza dal previsto, il rapporto uomini e donne che fu costante di 5 a 1.
L’edificio vero e proprio si impernia sui due saloni disposti quasi simmetricamente ai lati dello spogliatoio per la piscina: saloni destinai l’uno per una palestra di 33x25 m, l’altro per due vasche del tipo pensile rispettivamente da 25 e 11 m di lunghezza. A questi elementi principali si affiancano un grande atrio cassa, gli spogliatoi della palestra, un bar con veduta panoramica sulle vasche, l’abitazione del custode e nel sotterraneo la centrale dei macchinari.
L’impianto esterno consta di un chiosco bar, di circa 100 cabine per la stagione estiva, di un padiglione per le docce, di una vasca di 33 m di lunghezza con una zona riservata ai tuffi, una vasca ed un arenile per i bambini. La nota saliente di questo edificio pubblico è proprio quella di dare l’impressione di non esserlo, cioè più precisamente durante la progettazione e l’esecuzione sia nella scelta dei materiali come nella profusione di colori si è compiuto ogni sforzo per creare un clima accogliente in cui ogni dettaglio lasciasse trasparire una nota personale.
Già entrando la grande parete perlinata in legno con i giochi di appliques toglie ogni freddezza a quello che un tempo era chiamata la sala da bagno; vivaci colori e grandissime vetrate che scendono fino a terra e che idealmente collegano il verde esterno con la vasca coperta tolgono anche qui ogni impressione di freddo e di stretta funzionalità. A questo contribuiscono anche le strutture portanti particolarmente studiate e progettate in collaborazione con l’Ing. Carlo Sola, e l’altissimo grado di comfort offerto dagli impianti più moderni, che vanno dagli asciugacapelli elettrici, al calore diffuso dei pannelli radianti a pavimento in tutte le zone di calpestio a piedi nudi, all’alto potere fonoassorbente dei rivestimenti in fibra di amianto, agli oblò per l’illuminazione subacquea, all’impianto di condizionamento a comando elettronico automatico fino ai particolari sistemi di depurazione e sterilizzazione dell’acqua. Impianti tutti studiati con la consulenza dell’Ing. Franco Stefanelli. In particolare modo lo studio approfondito di ogni dettaglio tecnico ed impiego di materiali idonei che hanno portato ad utilizzare, per fare qualche esempio, l’acciaio inossidabile per tutte le bocchette di ventilazione a contatto con l’ambiente umido, il largo impiego di gomma Pirelli per rivestire le tribune-gradinate della piscina e della palestra, il linoleum-sughero ed il parquet di frassino per il campo di giuoco, il rivestimento di linova delle pareti più a contatto con gli atleti, hanno contribuito a fare di questo complesso, a detta degli ormai innumerevoli frequentatori e visitatori, un impianto perfetto nel suo genere». (Carlo Ravizza, Palestra piscina a Biella, in «Edilizia Moderna» n. 66, aprile 1959, pp. 29, 33-34)
«Nella metà degli anni ’50, a seguito della morte del figlio Massimo […], la famiglia di Guido Alberto Rivetti decide di fare realizzare e donare alla città di Biella una nuova struttura sportiva al fine di onorarne la memoria. Quindi nel 1958, su progetto dell’Ing. Carlo Ravizza coadiuvato dall’Ing. Franco Bruni, viene inaugurato un modernissimo impianto sportivo che occupava un’area di 14.700 mq e comprendeva oltre alla palestra, due piscine coperte di 11 e 25 metri (sostituite poi da una piscina olimpionica con la ristrutturazione) e una all’aperto di 33 metri con trampolino in c.a. Completavano un grande atrio, gli spogliatoi, la centrale dei macchinari nei sotterranei, il posto di pronto soccorso e uno spazioso bar con vista sulle piscine coperte. All’esterno in un ampio giardino all’inglese si trovano un chiosco bar, circa 100 cabine, un padiglione per le docce e i sevizi, una vasca con arenile per i bambini e di fronte alla vasca più grande una tribuna per il pubblico». (Paola Bacchi, Gian Luca Bazzan, Mario Zenoglio (a cura di), Identità di Pietra. Architettura del ‘900 a Biella, M10 Edizioni, Gaglianico, 2011, p. 98)
2. Consistenza dell’opera al 2019/Stato attuale
Il complesso ha mantenuto la funzione sportiva ma un recente ampliamento ne ha compromesso l'originale equilibrio compositivo. Nei primi anni del Duemila infatti, le due originarie piscine coperte di 11 e 25 metri sono state chiuse e trasformate in area per la preparazione sportiva. In adiacenza al fronte laterale, è stato realizzato un nuovo edificio con piscina olimpionica.
Di recente sono state compiuti interventi di manutenzione delle piscine esterne.
(Scheda a cura di Carolina Crozzolin, Guido Pavia, con Gentucca Canella, DAD - Politecnico di Torino)
Info
- Progetto: -
- Esecuzione: 1957 - 1958
- Committente: Guido Alberto Rivetti
- Proprietà: Proprietà pubblica
- Destinazione originaria: Piscine e palestra
- Destinazione attuale: Piscine e palestra
Autori
- Strutture: Calcestruzzo armato
- Materiale di facciata: Rivestimento in mattonelle di ceramica alternato a pareti intonacate; il corpo con la palestra è a intonaco.
- Coperture: Coperture a falda ribassata
- Serramenti: Grandi serramenti a tutt’altezza in ferro. Finestra con disegno modulare
- Stato Strutture: Buono
- Stato Materiale di facciata: Buono
- Stato Coperture: Buono
- Stato Serramenti: Buono
- Vincolo: Non Vincolata
- Provvedimenti di tutela: Nessuna opzione
- Data Provvedimento:
- Riferimento Normativo:
- Altri Provvedimenti:
- Foglio Catastale: -
- Particella: -
Note
-
Bibliografia
Autore | Anno | Titolo | Edizione | Luogo Edizione | Pagina | Specifica |
---|---|---|---|---|---|---|
Ravizza Carlo | 1959 | Palestra piscina a Biella | Edilizia Moderna n. 66 | 29-38 | No | |
Mosca Ugo | 2007 | Biella nel ‘900: fatti, personaggi e immagini | Lineadaria Editore | Biella | No | |
Perlo Luisa | 2008 | Piscina musiva | AfterVille n. 3 | 10 | No | |
Bacchi Paola, Bazzan Gian Luca, Zenoglio Mario (a cura di) | 2011 | Identità di Pietra. Architettura del ‘900 a Biella | M10 Edizioni | Gaglianico | 98-99 | No |
Allegati
Criteri
2. L’edificio o l’opera di architettura è illustrata in almeno due riviste di architettura di livello nazionale e/o internazionale. | |
4. L’edificio o l’opera di architettura riveste un ruolo significativo nell’ambito dell’evoluzione del tipo edilizio di pertinenza, ne offre un’interpretazione progressiva o sperimenta innovazioni di carattere distributivo e funzionale. | |
5. L’edificio o l’opera di architettura introduce e sperimenta significative innovazioni nell’uso dei materiali o nell’applicazione delle tecnologie costruttive. | |
7. L’edificio o l’opera di architettura si segnala per il particolare valore qualitativo all’interno del contesto urbano in cui è realizzata. |
Crediti Scheda
Enti di riferimento: DGAAP - Segretariato Regionale per il PiemonteTitolare della ricerca: Politecnico Torino Dipartimento Architettura e Design
Responsabile scientifico: Maria Adriana Giusti, Gentucca Canella (DAD)
Scheda redatta da Carolina Crozzolin, Guido Pavia, con Gentucca Canella
creata il 31/12/2004
ultima modifica il 21/01/2025
Revisori:
Mezzino Davide 2021