CHIESA DELLA BEATA VERGINE DELLA CERTOSA
Scheda Opera
- Comune: Bologna
- LocalitĂ : Reno
- Denominazione: CHIESA DELLA BEATA VERGINE DELLA CERTOSA
- Indirizzo: Via Piero della Francesca N. 3
- Data: 1956 - 1961
- Tipologia: Edifici per il culto
- Autori principali: Glauco Gresleri
Descrizione
Pensato come centro della vita pulsante di un quartiere mai realizzato, lâedificio oggi spicca allâinterno di un contesto di espansione disordinato e privo di carattere identificativo.
Ă comunque visibile nellâedificio, il carattere di forte sperimentazione appartenente allâesperienza di rinnovamento dellâarchitettura sacra condotta dal Cardinal Lercaro.
Realizzato dallâUfficio nuove chiese di Bologna con cui Gresleri lavora fin dalla sua fondazione, la chiesa fa uso di un linguaggio dichiaratamente riferibile allâesperienza di Le Corbusier.
Lâorganizzazione interna è pensata per rivolgersi direttamente allâindividuo, connotando lo spazio di una doppia valenza: da una parte la dimensione intima e spirituale del fedele, dallâaltra, quella di luogo di incontro della comunitĂ .
La âvita quotidianaâ e quella spirituale sono concepite in una continua relazione reciproca, favorita dagli elementi dellâarchitettura come gli ingressi, concepiti come il punto di accesso ad una âcasaâ e presenti su tre lati della struttura. Quello principale sul prospetto est e lâaltro ampio accesso sul lato nord, sono pensati per invitare ed accogliere chiunque voglia entrare. Il primo consente un contatto visivo diretto con lâaltare maggiore, il secondo si pone in rapporto diretto con il battistero, luogo fondamentale della liturgia che diventa anche fulcro della composizione in pianta.
Sul lato est si trova lâaccesso diretto alla cappella del Santissimo destinata alle funzioni feriali, mentre su quello ovest, lâingresso mette in comunicazione la chiesa con il sagrato interno, su cui insiste il complesso di edifici a supporto del centro religioso, quali: lâasilo, la scuola e gli uffici parrocchiali.
Allâinterno le sedute sono disposte intorno allâaltare coinvolgendo i partecipanti come parte attiva del rito.
La âscholaâ occupa il posto a fianco dellâorgano, a rimarcare il ruolo di âportavoceâ della comunitĂ .
Nella cappella del Santissimo, lâambiente diviene piĂš intimo. Il contatto con il divino è piĂš stretto, cosĂŹ lo spazio della collettivitĂ lascia il passo a quello del raccoglimento individuale. La penitenziera è lontana dai due presbiteri per accentuare la valenza personale del sacramento e trova il suo prolungamento naturale nella galleria del matroneo. Questâultima ritrova la luce e il contatto con lâesterno solo sul fondo, a simboleggiare il processo di liberazione dellâanimo umano a seguito della confessione. Attento e studiato in funzione simbolica è il rapporto della luce con gli spazi. La navata è illuminata dal grande oculo âa pozzoâ sullâaltare maggiore. Un fascio di luce, come un faro, proviene dalla finestra âa cassettaâ della cappella, analoga alle soluzioni architettoniche lecorbuseriane dei canons a lumière. I luoghi devozionali sono messi in risalto da una sorgente di luce naturale colorata che pervade la sagrestia. Il perimetro della chiesa è sottolineato, poi, dallâinterruzione della continuitĂ tra parete e solaio che crea una lama di luce che circonda lâedificio.
La struttura è formata da 4 portali doppi e traversi di collegamento impostata su un modulo di 5 m. Sotto di essa si dispiega la trama di foratoni imbottiti da un grosso strato di intonaco che veste le pareti perimetrali senza bisogno di cuciture.
I materiali impiegati, il cemento armato a vista, lâintonaco calcinato tirato a mano, il vetro, il legno e lâacciaio, dialogano tra loro restituendo unâimmagine sobria e solida al tempo stesso, interprete dei valori di rinnovamento della comunitĂ .
(Matteo Sintini, Margherita Merendino)
Info
- Progetto: 1956 - 1957
- Esecuzione: 1958 - 1961
- Tipologia Specifica: Chiesa
- ProprietĂ : ProprietĂ privata
- Destinazione originaria: chiesa parrocchiale urbana
- Destinazione attuale: chiesa parrocchiale urbana
Autori
| Nome | Cognome | Ruolo | Fase Progetto | Archivio Architetti | Url Profilo | Autore Principale |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Giorgio | Conti | Progetto strutturale | Progetto | NO | ||
| Impresa | fratelli Donati | Direzione lavori | Esecuzione | NO | ||
| Ufficio tecnico | Genio Civile Bologna (Luigi Riguzzi) | Direzione lavori | Esecuzione | NO | ||
| Glauco | Gresleri | Progetto architettonico | Esecuzione | Visualizza Profilo | https://www.treccani.it/enciclopedia/glauco-gresleri/ | SI |
| Goliardo | Tubertini | Direzione lavori | Esecuzione | NO |
- Strutture: struttura intelaiata, calcestruzzo armato
- Materiale di facciata: cemento armato a vista, foratoni imbottiti da intonaco calcinato tirato a mano, vetro, legno, acciaio
- Coperture: calcestruzzo armato
- Serramenti: ferro e vetro
- Stato Strutture: Ottimo
- Stato Materiale di facciata: Ottimo
- Stato Coperture: Ottimo
- Stato Serramenti: Ottimo
- Vincolo: Non Vincolata
- Provvedimenti di tutela: Nessuna opzione
- Data Provvedimento:
- Riferimento Normativo:
- Altri Provvedimenti:
- Foglio Catastale: 145
- Particella: -
Note
Al primo progetto dellâopera collaborano gli architetti Umberto Daini e Nevio Parmeggiani.
Allâinterno della chiesa sono presenti diverse opere dâarte. Un crocifisso in legno viene scolpito da Giuliano Gresleri per essere posato sopra lâaltare maggiore, ma è attualmente collocato nella cappella feriale. Il tabernacolo, collocato sulla parete del coro, è ad opera di Costantino Ruggeri, che realizza anche le vetrate dellâedificio. I portali sono invece ornati da bassorilievi, ad opera di Luciano Carnessali, che raffigurano la passione di Cristo.
Allâesterno, invece, ideogrammi e scritte devozionali ad opera di Glauco Gresleri decorano le pareti perimetrali della chiesa. La tecnica di realizzazione consiste nellâincisione delle casseforme per il getto di calcestruzzo.
Glauco Gresleri (Bologna 1930 - 2016)
Si laurea in Architettura a Firenze nel 1956, con Adalberto Libera. Tappa fondamentale della sua formazione è il rapporto personale con A. Aalto, Le Corbusier, M. Breuer, K. Tange, A. Sartoris, L. Figini, L. Quaroni e G. Michelucci, diventando una delle figure di contatto tra il mondo professionale bolognese e i maestri dell'Architettura moderna e uno dei principali animatori culturali del panorama. Nel 1970 fonda la rivista "Parametro", attiva fino al 2006, uno dei âluoghiâ centrali di diffusione e divulgazione del dibattito architettonico della regione e non solo. Nel 1984 è tra i co-fondatori della rivista âFramesâ.
Particolarmente importante è la sua attivitĂ nellâambito dellâarchitettura sacra.
Dal 1955 collabora all'organizzazione del Primo Congresso di Architettura Sacra e collabora continuativamente con il cardinal Lercaro per lo sviluppo del Centro di studio e informazione per l'architettura sacra e per la rivista "Chiesa e Quartiere". Ă cofondatore del âCentro di Studio e Informazione per lâArchitettura Sacraâ di Bologna (1956) e ÂŹdelle riviste âChiesa e Quartiereâ (1955); âInarcosâ (1967).
A partire dalla metĂ degli anni Cinquanta è impegnato nel programma di realizzazione di chiese nelle periferie, progettando prima soluzioni provvisorie (San Vincenzo de' Paoli), poi edifici definitivi, di cui il primo è la Beata Vergine Immacolata alla Certosa. Tra le altre opere bolognesi si segnalano la sede extra urbana dellâOikos (1958-84), lâex seminario Benedetto XV in collaborazione con G. Trebbi (1962-65) e le officine OM (1963).
Ă Medaglia dâOro della Biennale di Salisburgo per lâArchitettura Sacra (1962); Premio âInArchâ dellâIstituto Nazionale di Architettura (1966; 1990); âTwentieth Century Engineeringâ del Museo dâArte Moderna di New York (1966).
Bibliografia
| Autore | Anno | Titolo | Edizione | Luogo Edizione | Pagina | Specifica |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Centro di studio e informazione per l'architettura sacra (a cura di) | 1961 | Chiesa e Quartiere: quaderni di architettura sacra n. 20 | No | |||
| Gherardi Ludovico (a cura di) | 1961 | 1958-1961. Chiesa parrocchiale della Beata Vergine. Immacolata sulla via della Certosa in Bologna | UTOA | Bologna | Si | |
| Smith Kidder | 1964 | Nuove chiese in Europa | ComunitĂ | Milano | No | |
| Ciampani Giuseppina (a cura di) | 1965 | Architettura e liturgia | Edizioni La Rocca | Assisi | No | |
| Marini Giuseppe Luigi (a cura di) | 1966 | Chiesa e complesso parrocchiale della Beata Vergine Immacolata, in Catalogo Bolaffi dell'Architettura italiana, 1963-1966 | Guido Bolaffi Editore | Torino | 293 | Si |
| Marini Giuseppe Luigi (a cura di) | 1968 | La chiesa della Beata Vergine Immacolata a Bologna, in Catalogo Bolaffi dellâarchitettura moderna | Bolaffi | Torino | No | |
| Gresleri Giuliano | 1983 | Parole e linguaggio dellâarchitettura religiosa | Edizioni Faenza | Faenza | No | |
| Rosa Giancarlo | 1988 | Glauco Gresleri e lâordine del progetto | Edizioni Kappa | Bologna | No | |
| Apollonio Fabrizio Ivan (a cura di) | 1996 | Architettura per lo spazio sacro. Mostra internazionale di architettura dello spazio sacro | Allemandi | Torino | 147 | No |
| Benedetti Sandro | 2000 | LâArchitettura delle chiese contemporanee: il caso italiano | Editoriale Jaca Book | Milano | 52 | Si |
| Manenti Claudia (a cura di) | 2010 | Il Cardinale Lercaro e la cittĂ contemporanea | Editrice Compositori, Bologna | No |
Allegati
Criteri
| 4. Lâedificio o lâopera di architettura riveste un ruolo significativo nellâambito dellâevoluzione del tipo edilizio di pertinenza, ne offre unâinterpretazione progressiva o sperimenta innovazioni di carattere distributivo e funzionale. | |
| 6. Lâedificio o lâopera di architettura è stata progettata da una figura di rilievo nel panorama dellâarchitettura nazionale e/o internazionale. | |
| 7. Lâedificio o lâopera di architettura si segnala per il particolare valore qualitativo allâinterno del contesto urbano in cui è realizzata. |
Crediti Scheda
Enti di riferimento: PaBAAC - Segretariato Regionale per l'Emilia RomagnaTitolare della ricerca: UniversitĂ degli studi di Bologna Dipartimento di Architettura
Responsabile scientifico: Marco Pretelli
Scheda redatta da Matteo Sintini, Margherita Merendino
creata il 31/12/2013
ultima modifica il 27/02/2025
Revisori:
Setti Stefano 2021