Censimento delle architetture italiane dal 1945 ad oggi

CASA BERETTA – IL FUORICLASSE

Scheda Opera

  • Prospetto e sezione trasverale
  • Vista generale
  • Pianta piano tipo
  • Prospetto
  • Prospetto
  • Vista generale dalla strada
  • Il fronte est
  • Il fronte sud
  • Interno: un soggiorno
  • Interno: aperture
  • Interno:una camera
  • I fronte nord
  • Comune: Brusson
  • Denominazione: CASA BERETTA – IL FUORICLASSE
  • Indirizzo: Strada Colle di Joux N. 84
  • Data: 1968 - 1974
  • Tipologia: Abitazioni plurifamiliari
  • Autori principali: Mario Galvagni
Descrizione

L’edificio, denominato in seguito “Casa Menino”, è stato progettato inizialmente come villa unifamiliare ed è stato successivamente trasformato in una casa per alloggi.
L’idea nasce a partire da una rielaborazione concettuale degli elementi che costituiscono l’essenza del contesto montano. L’architettura viene pensata come un accumulo di lastre di pietra che «viene ad essere accatastato sul terreno dalla comunità locale».
Molto evidente è anche il riferimento alla geologia alpina. Le facciate e la copertura sono infatti modellate per ricordare sia i depositi detritici che la conformazione delle rocce scistose. L’edificio è caratterizzato infatti da un basamento in pietra sul quale poggia un volume in legno composto da una serie di strati inclinati che sembrano scorrere l’uno sull’altro.
Come ha ricordato anche il progettista, le facciate sono state scomposte secondo matrici dai rapporti dimensionali diversi dalle abitazioni tradizionali e che, dunque, alterano la percezione dell’edificio, al fine di integrarlo maggiormente nell’ambiente naturale. L’inclinazione variabile degli “strati” della copertura e delle facciate sembra essere stata modellata per riprendere la composizione geometrica del contesto, costituito dal punto d’incontro di diversi piani inclinati come il ripido versante ed il pianeggiante fondovalle. L’edificio diventa quindi la metafora stessa dell’architettura geologica del paesaggio circostante.
Dal punto di vista distributivo un blocco scala centrale serve quattro appartamenti per piano. Al secondo piano sono stati ricavati alloggi duplex con l’utilizzo del piano mansardato. In ogni alloggio la zona cucina/soggiorno è localizzata agli angoli dell’edificio al fine di ottimizzare la vista e l’illuminazione naturale, anche grazie alle caratteristiche aperture a nastro aggettanti ricavate negli “strati” visibili sulle facciate. La composizione per piani inclinati è ben riconoscibile anche all’interno dove, sia negli spazi distributivi che nelle camere, va a plasmare lo spazio, denunciando la propria matrice e creando angoli inattesi come fessure, nicchie, aperture inclinate, tagli di luce, lucernari.

Info
  • Progetto: 1968 - 1971
  • Esecuzione: 1971 - 1974
  • Tipologia Specifica: Residenza
  • Committente: privato
  • Proprietà: Proprietà privata
  • Destinazione originaria: Residenza unifamiliare
  • Destinazione attuale: Casa per alloggi
Autori
Nome Cognome Ruolo Fase Progetto Archivio Architetti Url Profilo Autore Principale
Mario Galvagni Progetto architettonico Progetto SI
  • Strutture: Cemento armato
  • Materiale di facciata: Pietra a vista, legno
  • Coperture: Lose
  • Serramenti: Legno
  • Stato Strutture: Buono
  • Stato Materiale di facciata: Buono
  • Stato Coperture: Buono
  • Stato Serramenti: Buono

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L’idea nasce a partire da una rielaborazione concettuale degli elementi che costituiscono l’essenza del contesto montano. L’architettura viene pensata come un accumulo di lastre di pietra che «viene ad essere accatastato sul terreno dalla comunità locale».
Molto evidente è anche il riferimento alla geologia alpina. Le facciate e la copertura sono infatti modellate per ricordare sia i depositi detritici che la conformazione delle rocce scistose. L’edificio è caratterizzato infatti da un basamento in pietra sul quale poggia un volume in legno composto da una serie di strati inclinati che sembrano scorrere l’uno sull’altro.
Come ha ricordato anche il progettista, le facciate sono state scomposte secondo matrici dai rapporti dimensionali diversi dalle abitazioni tradizionali e che, dunque, alterano la percezione dell’edificio,  al fine di integrarlo maggiormente nell’ambiente naturale. L’inclinazione variabile degli “strati” della copertura e delle facciate sembra essere stata modellata per riprendere la composizione geometrica del contesto, costituito dal punto d’incontro di diversi piani inclinati come il ripido versante ed il pianeggiante fondovalle. L’edificio diventa quindi la metafora stessa dell’architettura geologica del paesaggio circostante.  
Dal punto di vista distributivo un blocco scala centrale serve quattro appartamenti per piano. Al secondo piano sono stati ricavati alloggi duplex con l’utilizzo del piano mansardato. In ogni alloggio la zona cucina/soggiorno è localizzata agli angoli dell’edificio al fine di ottimizzare la vista e l’illuminazione naturale, anche grazie alle caratteristiche aperture a nastro aggettanti ricavate negli “strati” visibili sulle facciate. La composizione per piani inclinati è ben riconoscibile anche all’interno dove, sia negli spazi distributivi che nelle camere, va a plasmare lo spazio, denunciando la propria matrice e creando angoli inattesi come fessure, nicchie, aperture inclinate, tagli di luce, lucernari. 

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  • Vincolo: Non Vincolata
  • Provvedimenti di tutela: Nessuna opzione
  • Data Provvedimento:
  • Riferimento Normativo: D.Lgs. 42/2004
  • Altri Provvedimenti:
  • Foglio Catastale: 35
  • Particella: 184

Note

Area sottoposta a vincolo paesaggistico ai sensi del D.Lgs. 42/2004

Bibliografia
Autore Anno Titolo Edizione Luogo Edizione Pagina Specifica
Nebbia Giuseppe 2002 Architettura Moderna in Valle d’Aosta. Il secondo Novecento Musumeci Editore Quart (AO) 58 No
Vinca-Masini Lara 2006 Mario Galvagni. La ricerca silente Clup Milano No

Allegati
File Didascalia Credito Fotografico
Prospetto e sezione trasverale Prospetto e sezione trasverale
Vista generale Vista generale
Pianta piano tipo Pianta piano tipo
Prospetto Prospetto
Prospetto Prospetto
Vista generale dalla strada Vista generale dalla strada
Il fronte est Il fronte est
Il fronte sud Il fronte sud
Interno: un soggiorno Interno: un soggiorno
Interno: aperture Interno: aperture
Interno:una camera Interno:una camera
I fronte nord I fronte nord

Criteri
4. L’edificio o l’opera di architettura riveste un ruolo significativo nell’ambito dell’evoluzione del tipo edilizio di pertinenza, ne offre un’interpretazione progressiva o sperimenta innovazioni di carattere distributivo e funzionale.
5. L’edificio o l’opera di architettura introduce e sperimenta significative innovazioni nell’uso dei materiali o nell’applicazione delle tecnologie costruttive.
6. L’edificio o l’opera di architettura è stata progettata da una figura di rilievo nel panorama dell’architettura nazionale e/o internazionale.
7. L’edificio o l’opera di architettura si segnala per il particolare valore qualitativo all’interno del contesto urbano in cui è realizzata.

Crediti Scheda
Enti di riferimento: DGAAP - Regione Autonoma Valle D'Aosta
Titolare della ricerca: Fondazione Courmayeur Mont Blanc
Responsabile scientifico: Roberto Dini, Giuseppe Nebbia


Scheda redatta da Roberto Dini
creata il 31/12/2014
ultima modifica il 26/01/2023

Revisori:

Mezzino Davide 2021