Censimento delle architetture italiane dal 1945 ad oggi

RISTRUTTURAZIONE PALAZZO GIOLO GOLFARELLI A SEDE DELLA FACOLTÀ DI LETTERE E MAGISTERO

Scheda Opera

  • Facoltà di Lettere, Filosofia e Magistero di Bologna. Il corpo aggiunto sul retro
  • Facoltà di Lettere, Filosofia e Magistero di Bologna. Vista di uno dei  solai aggiunti da Michelucci
  • Facoltà di Lettere, Filosofia e Magistero di Bologna. Corte interna  vista dal corridoio del piano terra
  • Facoltà di Lettere, Filosofia e Magistero di Bologna. Vista dal cortile interno del volume aggiunto sul retro
  • Facoltà di Lettere, Filosofia e Magistero di Bologna. Pianta piano  terra, primo e secondo
  • Facoltà di Lettere, Filosofia e Magistero di Bologna. Pianta piano  terzo
  • Facoltà di Lettere, Filosofia e Magistero di Bologna. Pianta piano quarto
  • Facoltà di Lettere, Filosofia e Magistero di Bologna. Pianta piano  quinto e sesto
  • Facoltà di Lettere, Filosofia e Magistero di Bologna. Scorcio del  prospetto su via Zamboni
  • Comune: Bologna
  • Località: San Vitale
  • Denominazione: RISTRUTTURAZIONE PALAZZO GIOLO GOLFARELLI A SEDE DELLA FACOLTÀ DI LETTERE E MAGISTERO
  • Indirizzo: Via Zamboni
  • Data: 1955 - 1965
  • Tipologia: Università - Campus
  • Autori principali: Giovanni Michelucci
Descrizione

Nel 1995 il rettore Felice Battaglia chiede a Giovanni Michelucci, docente e poi direttore dell’istituto di Architettura e Urbanistica di Bologna dal 1947 al 1960, uno studio dell’area e dei complessi edilizi di via Zamboni e Belle Arti da adibire a sedi delle facoltà di Lettere, Filosofia e Magistero, analogamente a quanto Luigi Vignali e Andrea Trenti, stanno compiendo per la vicina facoltà di Economia e Commercio.
La scelta dell’edificio che meglio può ospitare la nuova destinazione d’uso, ricade su palazzo Giolo Goffarelli.
Il progetto si protrae fino agli inizi degli anni Sessanta, sotto il rettorato di Giuseppe Gherardo Forni.
Gli interventi più consistenti interessano, inizialmente, il consolidamento di alcune porzioni dell’edificio che vengono abbattute e ricostruite secondo un principio filologico basato sull’ausilio di rilievi e fotografie, metodologia questa, il cui risultato si rende particolarmente evidente nel portico di ingresso su via Zamboni, che su richiesta della Soprintendenza, viene di fatti riedificato in “stile”.
Per l’androne di ingresso, invece, si conserva la valenza di area filtro, tra lo spazio pubblico del portico e la piccola corte quadrangolare.
La necessità di ampliare le superficie a disposizione delle nuove facoltà, conduce alla scelta di inserire tra piano terra e primo, dei solai intermedi, e alla costruzione, nella parte posteriore del palazzo, di un nuovo blocco edilizio.
Questo è costituito da una parte basamentale arretrata di due piani, sulla quale aggetta, mostrando il risvolto della soletta, un corpo di tre piani scandito da un partito di finestre verticali della stessa dimensione. Si determina quasi una sequenza a nastro, contraddetta dai profili verticali sporgenti in pietra che separano una finestra dall’altra e che introducono un’altra direzionalità rispetto al generale sviluppo delle aperture.
L’introduzione di finestre orizzontali si trova anche al secondo piano, a sovrastare le arcate della piccola corte, raro momento in cui il nuovo e l’antico vengono a contatto diretto. L’uso di una semplice volumetria e di un linguaggio anonimo privilegia la scelta di non sovrapporre il nuovo intervento inserito, alla preesistenza storica.
(Matteo Sintini)

Info
  • Progetto: 1955 - 1960
  • Esecuzione: - 1965
  • Committente: Università di Bologna
  • Proprietà: Proprietà pubblica
  • Destinazione originaria: Facoltà di Lettere e Magistero
  • Destinazione attuale: Sede della Scuola di Lettere e Beni culturali
Autori
Nome Cognome Ruolo Fase Progetto Archivio Architetti Url Profilo Autore Principale
Leonardo Lugli Collaboratore Progetto NO
Giovanni Michelucci Progetto architettonico Progetto Visualizza Profilo http://www.michelucci.it/archivio-giovanni-michelucci/ SI
  • Strutture: telaio in cemento armato (ampliamento); solai in laterocemento
  • Materiale di facciata: intonaco (ampliamento)
  • Coperture: piana
  • Serramenti: metallici
  • Stato Strutture: Buono
  • Stato Materiale di facciata: Buono
  • Stato Coperture: Buono
  • Stato Serramenti: Buono

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La scelta dell’edificio che meglio può ospitare la nuova destinazione d’uso, ricade su palazzo Giolo Goffarelli. 
Il progetto si protrae fino agli inizi degli anni Sessanta, sotto il rettorato di Giuseppe Gherardo Forni. 
Gli interventi più consistenti interessano, inizialmente, il consolidamento di alcune porzioni dell’edificio che vengono abbattute e ricostruite secondo un principio filologico basato sull’ausilio di rilievi e fotografie, metodologia questa, il cui risultato si rende particolarmente evidente nel portico di ingresso su via Zamboni, che su richiesta della Soprintendenza, viene  di fatti riedificato in “stile”. 
Per l’androne di ingresso, invece, si conserva la valenza di area filtro, tra lo spazio pubblico del portico e la piccola corte quadrangolare.
La necessità di ampliare le superficie a disposizione delle nuove facoltà, conduce alla scelta di inserire tra piano terra e primo, dei solai intermedi, e alla costruzione, nella parte posteriore del palazzo, di un nuovo blocco edilizio.
Questo è costituito da una parte basamentale arretrata di due piani, sulla quale aggetta, mostrando il risvolto della soletta, un corpo di tre piani scandito da un partito di finestre verticali della stessa dimensione. Si determina quasi una sequenza a nastro, contraddetta dai profili verticali sporgenti in pietra che separano una finestra dall’altra e che introducono un’altra direzionalità rispetto al generale sviluppo delle aperture.
L’introduzione di finestre orizzontali si trova anche al secondo piano, a sovrastare le arcate della piccola corte, raro momento in cui il nuovo e l’antico vengono a contatto diretto. L’uso di una semplice volumetria e di un linguaggio anonimo privilegia la scelta di non sovrapporre il nuovo intervento inserito, alla preesistenza storica.
(Matteo Sintini)

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Michelucci Giovanni (Pistoia 1891 - Fiesole 1990)
Inizia a lavorare come incisore nel laboratorio di famiglia e si diploma all’Istituto Superiore di architettura dell’Accademia di Belle arti di Pistoia; nel 1914 diviene Professore di disegno architettonico. 
Partecipa alla Prima Guerra Mondiale e realizza presso Caporetto, nel 1916 il suo primo progetto per una cappella.
Nel 1920 ottenne la cattedra al Regio Istituto Nazionale d'Istruzione Professionale di Roma ed in seguito insegna presso l'Istituto superiore di architettura di Firenze, dove viene eletto Preside della Facoltà di Architettura nel 1944. A cavallo fra dicembre 1945 e gennaio 1946 fonda la rivista "La Nuova Città".
Grande protagonista della storia e del dibattito dell'architettura italiana del secolo scorso, ne diviene personalità di spicco grazie al progetto della Città Universitaria di Roma accanto a Marcello Piacentini e soprattutto alla vittoria, con il gruppo Toscano, del concorso per la stazione Santa Maria Novella di Firenze (1932-1935). 
Nel secondo dopoguerra la sua attività conosce un momento di grandi ripensamenti disciplinari, evidenti nei progetti per la ricostruzione di Firenze. Le sue tesi vengono rigettate in favore di una politica di ricostruzione del "com’era, dov’era"; ciò causa la rottura tra Michelucci e l’ateneo fiorentino, che lascia nel 1948, per divenire docente presso la Facoltà di Ingegneria di Bologna, dove resta per il resto della sua carriera. 
Tra i progetti dell’epoca, con i quali fornisce la sua personale interpretazione ai temi della ricostruzione italiana, ricordiamo: la Borsa Merci di Pistoia (1949-50, poi ricostruita ed ampliata dallo stesso nel 1964-67), gli edifici universitari di Bologna, la sede centrale della cassa di Firenze (1953-57), il grattacielo Roma a Livorno (1956-66), la Sede della Direzione provinciale delle Poste e Telegrafi a Firenze (1963-67).
Il suo linguaggio espressivo muta nuovamente con il ciclo delle architetture religiose degli anni Sessanta e Settanta, tra cui si citano: la chiesa dell'Autostrada a Campi Bisenzio presso Firenze (1960-1964) e il Santuario della Beata Vergine della Consolazione a San Marino (1961-66).
Il punto di approdo di una lunga carriera è la vitalità degli ultimi progetti, quali: la sede della Monte dei Paschi a Colle val D’Elsa (1973-78), il Giardino degli incontri nel carcere di Sollicciano a Firenze (1985-1990) ed il complesso teatrale per la città di Olbia (1988-1990).
Dovendo lasciare l’insegnamento per sopraggiunti limiti di età, inaugura un periodo di ricerca su diverse tematiche dell’architettura, elaborando idee innovative quali la concezione dello spazio dovunque percorribile, la città variabile, il rifiuto di formule e schemi tecnicistici o tecnocratici, un nuovo rapporto antico-moderno che si esprime anche nell’uso congiunto della pietra e del mattone con il cemento armato, l'acciaio e i nuovi materiali utilizzabili in architettura.
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  • Vincolo: Non Vincolata
  • Provvedimenti di tutela: Nessuna opzione
  • Data Provvedimento:
  • Riferimento Normativo:
  • Altri Provvedimenti:
  • Foglio Catastale: 190
  • Particella: 160
Opere D'Arte:
Codice ICCd Ubicazione Tipologia Soggetto Autore Materia Tecnica Stato di Conservazione Restauri
Biblioteca, facoltà di Lettere e Filosofia Scultura "Colonna" in maiolica Carlo Zauli Ceramica


Note

Nel 1972, grazie alla legge 717/49, è collocata nella biblioteca una scultura dell'artista faentino Carlo Zauli. Michelucci Giovanni (Pistoia 1891 - Fiesole 1990) Inizia a lavorare come incisore nel laboratorio di famiglia e si diploma all’Istituto Superiore di architettura dell’Accademia di Belle arti di Pistoia; nel 1914 diviene Professore di disegno architettonico. Partecipa alla Prima Guerra Mondiale e realizza presso Caporetto, nel 1916 il suo primo progetto per una cappella. Nel 1920 ottenne la cattedra al Regio Istituto Nazionale d'Istruzione Professionale di Roma ed in seguito insegna presso l'Istituto superiore di architettura di Firenze, dove viene eletto Preside della Facoltà di Architettura nel 1944. A cavallo fra dicembre 1945 e gennaio 1946 fonda la rivista "La Nuova Città". Grande protagonista della storia e del dibattito dell'architettura italiana del secolo scorso, ne diviene personalità di spicco grazie al progetto della Città Universitaria di Roma accanto a Marcello Piacentini e soprattutto alla vittoria, con il gruppo Toscano, del concorso per la stazione Santa Maria Novella di Firenze (1932-1935). Nel secondo dopoguerra la sua attività conosce un momento di grandi ripensamenti disciplinari, evidenti nei progetti per la ricostruzione di Firenze. Le sue tesi vengono rigettate in favore di una politica di ricostruzione del "com’era, dov’era"; ciò causa la rottura tra Michelucci e l’ateneo fiorentino, che lascia nel 1948, per divenire docente presso la Facoltà di Ingegneria di Bologna, dove resta per il resto della sua carriera. Tra i progetti dell’epoca, con i quali fornisce la sua personale interpretazione ai temi della ricostruzione italiana, ricordiamo: la Borsa Merci di Pistoia (1949-50, poi ricostruita ed ampliata dallo stesso nel 1964-67), gli edifici universitari di Bologna, la sede centrale della cassa di Firenze (1953-57), il grattacielo Roma a Livorno (1956-66), la Sede della Direzione provinciale delle Poste e Telegrafi a Firenze (1963-67). Il suo linguaggio espressivo muta nuovamente con il ciclo delle architetture religiose degli anni Sessanta e Settanta, tra cui si citano: la chiesa dell'Autostrada a Campi Bisenzio presso Firenze (1960-1964) e il Santuario della Beata Vergine della Consolazione a San Marino (1961-66). Il punto di approdo di una lunga carriera è la vitalità degli ultimi progetti, quali: la sede della Monte dei Paschi a Colle val D’Elsa (1973-78), il Giardino degli incontri nel carcere di Sollicciano a Firenze (1985-1990) ed il complesso teatrale per la città di Olbia (1988-1990). Dovendo lasciare l’insegnamento per sopraggiunti limiti di età, inaugura un periodo di ricerca su diverse tematiche dell’architettura, elaborando idee innovative quali la concezione dello spazio dovunque percorribile, la città variabile, il rifiuto di formule e schemi tecnicistici o tecnocratici, un nuovo rapporto antico-moderno che si esprime anche nell’uso congiunto della pietra e del mattone con il cemento armato, l'acciaio e i nuovi materiali utilizzabili in architettura.

Bibliografia
Autore Anno Titolo Edizione Luogo Edizione Pagina Specifica
Lugli Leonardo 1966 Giovanni Michelucci: Il pensiero e le opere Patron Bologna No
Conforti Claudia, Belluzzi Amedeo 1986 Giovanni Michelucci. Catalogo delle opere Electa Milano 132 Si
Inglese Raffaella 2006 Lavori per l’Università di Bologna, in Conforti Claudia, Dulio Roberto, Marandola Marzia (a cura di), Giovanni Michelucci. 1891-1990 Electa Milano 234-239 Si
Collina Claudia (a cura di) 2009 Il percento per l'arte in Emilia-Romagna. La legge del 29 luglio 1949 n. 717: applicazioni ed evoluzioni del 2% sul territorio Editrice Compositori Bologna 164 No
Bacchi Andrea, Forlai Marta (a cura di) 2019 L'Università di Bologna. Palazzi e luoghi del sapere Bononia University Press Bologna No

Allegati
File Didascalia Credito Fotografico
Facoltà di Lettere, Filosofia e Magistero di Bologna. Il corpo aggiunto sul retro Facoltà di Lettere, Filosofia e Magistero di Bologna. Il corpo aggiunto sul retro Alan Tarroni
Facoltà di Lettere, Filosofia e Magistero di Bologna. Vista di uno dei  solai aggiunti da Michelucci Facoltà di Lettere, Filosofia e Magistero di Bologna. Vista di uno dei solai aggiunti da Michelucci Alan Tarroni
Facoltà di Lettere, Filosofia e Magistero di Bologna. Corte interna  vista dal corridoio del piano terra Facoltà di Lettere, Filosofia e Magistero di Bologna. Corte interna vista dal corridoio del piano terra Alan Tarroni
Facoltà di Lettere, Filosofia e Magistero di Bologna. Vista dal cortile interno del volume aggiunto sul retro Facoltà di Lettere, Filosofia e Magistero di Bologna. Vista dal cortile interno del volume aggiunto sul retro Alan Tarroni
Facoltà di Lettere, Filosofia e Magistero di Bologna. Pianta piano  terra, primo e secondo Facoltà di Lettere, Filosofia e Magistero di Bologna. Pianta piano terra, primo e secondo Unità inventari conservazione e catasto, Forlì
Facoltà di Lettere, Filosofia e Magistero di Bologna. Pianta piano  terzo Facoltà di Lettere, Filosofia e Magistero di Bologna. Pianta piano terzo Unità inventari conservazione e catasto, Forlì
Facoltà di Lettere, Filosofia e Magistero di Bologna. Pianta piano quarto Facoltà di Lettere, Filosofia e Magistero di Bologna. Pianta piano quarto Unità inventari conservazione e catasto, Forlì
Facoltà di Lettere, Filosofia e Magistero di Bologna. Pianta piano  quinto e sesto Facoltà di Lettere, Filosofia e Magistero di Bologna. Pianta piano quinto e sesto Unità inventari conservazione e catasto, Forlì
Facoltà di Lettere, Filosofia e Magistero di Bologna. Scorcio del  prospetto su via Zamboni Facoltà di Lettere, Filosofia e Magistero di Bologna. Scorcio del prospetto su via Zamboni Alan Tarroni

Criteri
6. L’edificio o l’opera di architettura è stata progettata da una figura di rilievo nel panorama dell’architettura nazionale e/o internazionale.
7. L’edificio o l’opera di architettura si segnala per il particolare valore qualitativo all’interno del contesto urbano in cui è realizzata.
Sitografia ed altri contenuti online
Titolo Url
SIUSA - Giovanni Michelucci Visualizza
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Enciclopedia Treccani - Giovanni Michelucci Visualizza
SAN Archivi degli Architetti - Giovanni Michelucci Visualizza

Crediti Scheda
Enti di riferimento: PaBAAC - Segretariato Regionale per l'Emilia Romagna
Titolare della ricerca: Università degli studi di Bologna Dipartimento di Architettura
Responsabile scientifico: Marco Pretelli


Scheda redatta da Matteo Sintini
creata il 31/12/2013
ultima modifica il 27/02/2025

Revisori:

Stefano Setti