Censimento delle architetture italiane dal 1945 ad oggi

POLO PER L'INFANZIA LAMA SUD

Scheda Opera

  • Vista aerea del complesso
  • Vista aerea di uno dei cortili
  • Vista di uno dei cortili
  • Vista di uno dei cortili
  • Vista notturna
  • Vista interna
  • Vista interna
  • Planimetria
  • Pianta piano terra
  • Pianta della copertura
  • Prospetti
  • Comune: Ravenna
  • Denominazione: POLO PER L'INFANZIA LAMA SUD
  • Indirizzo: Via Vitruvio N. 2-4
  • Data: 2003 - 2008
  • Tipologia: Scuole
  • Autori principali: MTA Associati De Carlo Giancarlo
Descrizione

Il progetto per il nuovo polo per l'infanzia, commissionato dal comune di Ravenna con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna e del Monte di Bologna e Ravenna, è realizzato dallo studio Giancarlo De Carlo e dallo studio di progettazione MTA, associato al progettista milanese nell’ultimo periodo della sua attiività.
Il progetto segue la vittoria da parte del gruppo del concorso di progettazione bandito nel 2006, che nello stesso anno trova attuazione.
Il plesso, che ospita un asilo nido e una scuola dell’infanzia, sorge con l’intenzione di creare un modello di sviluppo policentrico della città, inserendo nelle aree periferiche servizi e luoghi pubblici di aggregazione. Le scuole sorgono a sud-ovest, separate dal vicino quartiere residenziale dalla via Vitruvio che lo froteggia sul lato ovest, mentre il confine nord, è delimitato dal canale Lama sud.
L’assenza di elementi tratti dal contesto cui riferirsi nell’approntare il progetto, spinge alla creazione attraverso l’architettura di un uovo paesaggio, ottenuto affidando tale ruolo alla copertura. Essa assume una forma curvilinea, opposta al terreno pianeggiante circostante, il cui profilo ondulato rivestito di lamiera ondulata asseconda la complessa articolazione della pianta, basata su un modulo ripetuto ed adattato alle dimensioni e alle necessità delle varie funzioni.
Il comparto ha una forma triangolare e il suo sviluppo planimetrico si dirama in due bracci, parallelamente ai cateti del lotto. La pianta è composta raggruppando i vari moduli, ciascuno corrispondente agli ambienti necessari, intorno a spazi pubblici coperti o aperti, in forte continuità visiva con l’interno, favorita dall’ampio uso di pareti vetrate e dall’integrazione del verde con il laterizio in vista utilizzato nei tamponamenti.
Coerentemente con l’esperienza di De Carlo lungo tutta la sua lunghissima attività, il progetto, studiato con l’aiuto di un equipe di pedagogisti, pone l’utente, cioè il bambino, al centro della progettazione. Ne risulta un ambiente fatto di una molteplicità di stimoli visivi e possibilità di esperienze, che ricerca anche internamente, un paesaggio in cui l’architettura diventa funzionale all’insegnamento e allo svago.
Dal lato del canale, attraversato da un ponte in legno di piccole dimensioni, un filare di alberi fa da guida visuale e fisica fino all'entrata.
Un muro di mattoni faccia a vista fronteggia il parcheggio adiacente alla strada, da questo si apre un cortile porticato nel quale confluiscono i due bracci, quello a nord, che ospita la scuola dell’infanzia, e quello a sud, in cui si trova l’asilo nido.
L'intero intervento è sviluppato su un singolo livello, fortemente variato nelle diverse altezze dal movimento del soffitto, determinato dalle diverse attività.
La scuola dell’infanzia distribuisce le aule lungo un corridoio che segue una linea spezzata e si allarga sul fondo a creare una sorta di piazza coperta. Le aule e i servizi sono disposte a grappolo intorno ai patii, divise da pareti vetrate scorrevoli che permettono di ampliare lo spazio interno all’esterno. L’asilo è invece organizzato intorno ad un grande spazio centrale su cui s’innestano gruppi di ambienti costituiti da aule, a loro volta aggregate intorno ad un patio.
Le partizioni interne così come gli arredi e le attrezzature permettono diverse configurazioni dello spazio secondo un princpio di massima multifunzionalità.
La luce naturale è amplificata dalla presenza di lucernari che interrompono la copertura.
Grande attenzione è stata rivolta all'aspetto del risparmio energetico.
Sulla copertura sono installati numerosi pannelli fotovoltaici che contribuiscono all'approvigionamento dell'elettricità; la climatizzazione interna vuole sfruttare la ventilazione naturale prodotta dall'effetto camino dovuto all'altezza del complesso. Nelle pareti progettate a intercapedine, è presente un consistente strato di lana di roccia per ottimizzare la resa degli impianti. La copertura si avvale di un rivestimento in lamiera di alluminio con frapposto materassino e camera d'aria in conformità alle normative acustiche. Le strutture sono in legno lamellare tenute in tensione da tiranti metallici. I controsoffitti e i pavimenti sono trattati in doghe di aframosia, iroko o massello di faggio di tonalità chiare.

(Matteo Sintini, Elia Serafini)

Info
  • Progetto: 2003 - 2005
  • Esecuzione: 2006 - 2008
  • Committente: Comune di Ravenna
  • Proprietà: Proprietà pubblica
  • Destinazione originaria: Scuola dell’infanzia e asilo nido
  • Destinazione attuale: Scuola dell’infanzia e asilo nido
Autori
Nome Cognome Ruolo Fase Progetto Archivio Architetti Url Profilo Autore Principale
Mirella Borghi Consulente Progetto NO
Emanuele Bortolotti, AG&P Progetto del verde Progetto NO
Giancarlo De Carlo Progetto architettonico Progetto Visualizza Profilo https://siusa.archivi.beniculturali.it/cgi-bin/siusa/pagina.pl?TipoPag=prodpersona&Chiave=54790 NO
MTA Associati De Carlo Giancarlo Progetto architettonico Progetto Visualizza Profilo http://www.mtaa.it/ SI
Marco Fabbri Progetto strutturale Progetto NO
Angela Fazioli Progetto strutturale Progetto NO
Claudia Giudici Consulente Progetto NO
Cooperativa Ravennate Iter Impresa esecutrice Esecuzione NO
Massimo Majowiecki Progetto strutturale Progetto Visualizza Profilo https://www.majowiecki.com/massimo-majowiecki/sdc53c78d NO
Intertecnica Manens Progetto Impianti Esecuzione NO
Monica Mazzolani Progetto architettonico Progetto NO
Laura Rossi Consulente Progetto NO
Antonio Troisi Progetto architettonico Progetto NO
Vea Vecchi Consulente Progetto NO
  • Strutture: legno lamellare e tiranti in acciaio
  • Materiale di facciata: mattone faccia a vista
  • Coperture: lignee leggermente convesse rivestite in lamiera di alluminio
  • Serramenti: alluminio preverniciato bianco
  • Stato Strutture: Buono
  • Stato Materiale di facciata: Buono
  • Stato Coperture: Buono
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Il progetto segue la vittoria da parte del gruppo del concorso di progettazione bandito nel 2006, che nello stesso anno trova attuazione.
Il plesso, che ospita un asilo nido e una scuola dell’infanzia, sorge con l’intenzione di creare un modello di sviluppo policentrico della città, inserendo nelle aree periferiche servizi e luoghi pubblici di aggregazione. Le scuole sorgono a sud-ovest, separate dal vicino quartiere residenziale dalla via Vitruvio che lo froteggia sul lato ovest, mentre il confine nord, è delimitato dal canale Lama sud. 
L’assenza di elementi tratti dal contesto cui riferirsi nell’approntare il progetto, spinge alla creazione attraverso l’architettura di un uovo paesaggio, ottenuto affidando tale ruolo alla copertura. Essa assume una forma curvilinea, opposta al terreno pianeggiante circostante, il cui profilo ondulato rivestito di lamiera ondulata asseconda la complessa articolazione della pianta, basata su un modulo ripetuto ed adattato alle dimensioni e alle necessità delle varie funzioni.
Il comparto ha una forma triangolare e il suo sviluppo planimetrico si dirama in due bracci, parallelamente ai cateti del lotto. La pianta è composta raggruppando i vari moduli, ciascuno corrispondente agli ambienti necessari, intorno a spazi pubblici coperti o aperti, in forte continuità visiva con l’interno, favorita dall’ampio uso di pareti vetrate e dall’integrazione del verde con il laterizio in vista utilizzato nei tamponamenti.
Coerentemente con l’esperienza di De Carlo lungo tutta la sua lunghissima attività, il progetto, studiato con l’aiuto di un equipe di pedagogisti, pone l’utente, cioè il bambino, al centro della progettazione. Ne risulta un ambiente fatto di una molteplicità di stimoli visivi e possibilità di esperienze, che ricerca anche internamente, un paesaggio in cui l’architettura diventa funzionale all’insegnamento e allo svago. 
Dal lato del canale, attraversato da un ponte in legno di piccole dimensioni, un filare di alberi fa da guida visuale e fisica fino all'entrata.
Un muro di mattoni faccia a vista fronteggia il parcheggio adiacente alla strada, da questo si apre un cortile porticato nel quale confluiscono i due bracci, quello a nord, che ospita la scuola dell’infanzia, e quello a sud, in cui si trova l’asilo nido.
L'intero intervento è sviluppato su un singolo livello, fortemente variato nelle diverse altezze dal movimento del soffitto, determinato dalle diverse attività. 
La scuola dell’infanzia distribuisce le aule lungo un corridoio che segue una linea spezzata e si allarga sul fondo a creare una sorta di piazza coperta. Le aule e i servizi sono disposte a grappolo intorno ai patii, divise da pareti vetrate scorrevoli che permettono di ampliare lo spazio interno all’esterno. L’asilo è invece organizzato intorno ad un grande spazio centrale su cui s’innestano gruppi di ambienti costituiti da aule, a loro volta aggregate intorno ad un patio.
Le partizioni interne così come gli arredi e le attrezzature permettono diverse configurazioni dello spazio secondo un princpio di massima multifunzionalità. 
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Grande attenzione è stata rivolta all'aspetto del risparmio energetico. 
Sulla copertura sono installati numerosi pannelli fotovoltaici che contribuiscono all'approvigionamento dell'elettricità; la climatizzazione interna vuole sfruttare la ventilazione naturale prodotta dall'effetto camino dovuto all'altezza del complesso. Nelle pareti progettate a intercapedine, è presente un consistente strato di lana di roccia per ottimizzare la resa degli impianti. La copertura si avvale di un rivestimento in lamiera di alluminio con frapposto materassino e camera d'aria in conformità alle normative acustiche. Le strutture sono in legno lamellare tenute in tensione da tiranti metallici. I controsoffitti e i pavimenti sono trattati in doghe di aframosia, iroko o massello di faggio di tonalità chiare.  

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Nasce a Genova da padre di origine siciliana e madre nata in Cile da genitori piemontesi. Passa i primi anni dell'infanzia tra Genova e Livorno; da Genova, nel 1930, si trasferisce con i nonni paterni a Tunisi, dove frequenta la scuola media e il liceo. 
Nel 1937 torna in Italia all’indomani della guerra, partecipando ai movimenti antifascisti. Si iscrive ai corsi di Ingegneria del Politecnico di Milano dove si laurea nel maggio del 1943; il giorno dopo si iscrive ad Architettura, laurea che otterrà nel 1948 all’Istituto Universitario di Architettura di Venezia.
Cosmopolita per estrazione familiare, nel Dopoguerra si avvicina ai movimenti anarchici legati alla rivista "Volontà" e "Freedom" e ai circoli letterari degli “amici di Bocca di Magra”, in cui viene a contatto con Elio Vittorini, Italo Calvino, Vittorio Sereni, Giovanni Pintori, Giulio Einaudi, Marguerite Duras, Franco Fortini, Albe Steiner, Carlo Bo, figura importantissima per la sua carriera, in quanto in qualità di rettore dell’Università di Urbino gli affida il progetto per i collegi universitari, lavoro che lo impegna per oltre venti’anni.
Nel 1954 fa parte della redazione di "Casabella Continuità", diretta da Ernesto Rogers, alla quale collabora fino al 1956, quando si dimette per dissensi sulla linea della rivista. Nello stesso anno - insieme a Ludovico Quaroni e Carlo Doglio - organizza per la X Triennale di Milano la Mostra dell'Urbanistica. Partecipa al CIAM del 1959 a Otterloo che decreta la fine del movimento è sarà da quel momento in poi, uno dei principali animatori del Team X.
E’ chiamato da Giuseppe Samonà allo IUAV di Venezia e insegnerà anche all'MIT, al UCLA, e alla Cornell University. Porta in Italia il dibattito urbanistico e sociale americano, grazie alla collana “Struttura e forma urbana” del Saggiatore. Nel 1968 partecipa alla Giunta della XIV Triennale di Milano (Triennale del Grande Numero), ma la mostra viene occupata il giorno dell'inaugurazione. Nel 1976 fonda l'ILAUD, il Laboratorio Internazionale di Architettura e Urbanistica
Tra le sue opere principali: i progetti per il Piano Regolatore di Urbino (1964), per il Piano Intercomunale Milanese (1965) e il Piano Particolareggiato per il centro di Rimini e borgo San Giuliano (1970-1972). Il quartiere Matteotti a Terni (1969-75), i collegi universitari di Urbino 1962-1983, la Facoltà di Legge (1966-68) e di Magistero (1968-1976) dell’Università di Urbino.

Monica Mazzolani e Antonio Troisi hanno conseguito la laurea in Architettura all’Università di Genova. Nel 1988 hanno cominciato la loro collaborazione con  Giancarlo De Carlo nello studio di Milano e dal 1994 hanno assunto il ruolo di associati ai singoli progetti. Nel 2002 si è costituito lo Studio Giancarlo De Carlo e Associati, con l’obiettivo di concludere un lungo ciclo di collaborazione e condivisione di finalità e metodi progettuali portando a compimento i lavori in corso.

Nel dicembre 2005 costituiscono la MTA Associati, con le stesse finalità di ricerca e approfondimento nell’ambito dell’architettura e del disegno urbano, procedendo nel solco già tracciato dalle esperienze precedenti e portando avanti una ricerca che guarda al progetto come occasione di riflessione sul contesto fisico e sociale in cui è inserito, sperimentando tecnologie e soluzioni spaziali innovative con un’attenzione particolare alla sostenibilità delle proposte.

Il suo impegno si sviluppa in diversi settori e a diverse scale, affrontando progetti di recupero di complessi edilizi di particolare pregio architettonico, progetti di nuove realizzazioni in contesti urbani e naturalistici significativi, piani territoriali e, più di recente, progetti di carattere paesaggistico.

Sono esempi di recupero di complessi di straordinaria qualità il Museo Osservatorio di Urbino nell’Orto dell’Abbondanza, che attualizza il progetto originariamente concepito da De Carlo e in corso di realizzazione;  nuove edificazioni in contesti urbani e naturalistici significativi, come il Parco delle Piagge che sviluppa tematiche affrontate nel Progetto Guida; il Parco delle Torri a Sesto S. Giovanni che, finanziato con la procedura del Contratto di quartiere, affronta la riorganizzazione del Parco e di tutte le aree pertinenziali che ne interessano le parti edificate. Progetti urbani come la realizzazione del quartiere residenziale di Wadi Abou Jmeel nel centro storico di Beirut, in Libano, hanno continuato a subire modifiche in seguito alle alterne vicende politiche di quest’area mediorientale mantenendo però inalterati i concetti relativi all’identità culturale dei nuovi abitanti,  all’innovazione delle tipologie abitative e dei fronti urbani. Un ruolo fondamentale nell’approfondimento dei differenti temi architettonici hanno i concorsi: i waterfront di Vado Ligure e di La Spezia, affrontati, tra gli altri, con Arup AUD, il Nuovo Policlinico insieme a  BDP - Group 6, e i temi di sviluppo in contesti recenti come il Waterfront in prossimità del Nuovo Terminal di Maya Island ad Abu Dhabi. Parallelamente ai grandi temi si continuano ad affrontare, con lo stesso spirito di ricerca e sperimentazione, anche temi di scala architettonica come il Nuovo Polo Materno Infantile Lama Sud a Ravenna, che affronta il tema dell’approccio da parte dei bambini al tema dello spazio come oggetto di esperienza educativa, o come  residenze private unifamiliari, ampliamenti e parziali trasformazioni.

(da http://www.mtaa.it/profile)
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  • Altri Provvedimenti:
  • Foglio Catastale: 125
  • Particella: 989

Note

Giancarlo De Carlo (Genova 1919 – Milano 2005) Nasce a Genova da padre di origine siciliana e madre nata in Cile da genitori piemontesi. Passa i primi anni dell'infanzia tra Genova e Livorno; da Genova, nel 1930, si trasferisce con i nonni paterni a Tunisi, dove frequenta la scuola media e il liceo. Nel 1937 torna in Italia all’indomani della guerra, partecipando ai movimenti antifascisti. Si iscrive ai corsi di Ingegneria del Politecnico di Milano dove si laurea nel maggio del 1943; il giorno dopo si iscrive ad Architettura, laurea che otterrà nel 1948 all’Istituto Universitario di Architettura di Venezia. Cosmopolita per estrazione familiare, nel Dopoguerra si avvicina ai movimenti anarchici legati alla rivista "Volontà" e "Freedom" e ai circoli letterari degli “amici di Bocca di Magra”, in cui viene a contatto con Elio Vittorini, Italo Calvino, Vittorio Sereni, Giovanni Pintori, Giulio Einaudi, Marguerite Duras, Franco Fortini, Albe Steiner, Carlo Bo, figura importantissima per la sua carriera, in quanto in qualità di rettore dell’Università di Urbino gli affida il progetto per i collegi universitari, lavoro che lo impegna per oltre venti’anni. Nel 1954 fa parte della redazione di "Casabella Continuità", diretta da Ernesto Rogers, alla quale collabora fino al 1956, quando si dimette per dissensi sulla linea della rivista. Nello stesso anno - insieme a Ludovico Quaroni e Carlo Doglio - organizza per la X Triennale di Milano la Mostra dell'Urbanistica. Partecipa al CIAM del 1959 a Otterloo che decreta la fine del movimento è sarà da quel momento in poi, uno dei principali animatori del Team X. E’ chiamato da Giuseppe Samonà allo IUAV di Venezia e insegnerà anche all'MIT, al UCLA, e alla Cornell University. Porta in Italia il dibattito urbanistico e sociale americano, grazie alla collana “Struttura e forma urbana” del Saggiatore. Nel 1968 partecipa alla Giunta della XIV Triennale di Milano (Triennale del Grande Numero), ma la mostra viene occupata il giorno dell'inaugurazione. Nel 1976 fonda l'ILAUD, il Laboratorio Internazionale di Architettura e Urbanistica Tra le sue opere principali: i progetti per il Piano Regolatore di Urbino (1964), per il Piano Intercomunale Milanese (1965) e il Piano Particolareggiato per il centro di Rimini e borgo San Giuliano (1970-1972). Il quartiere Matteotti a Terni (1969-75), i collegi universitari di Urbino 1962-1983, la Facoltà di Legge (1966-68) e di Magistero (1968-1976) dell’Università di Urbino. Monica Mazzolani e Antonio Troisi hanno conseguito la laurea in Architettura all’Università di Genova. Nel 1988 hanno cominciato la loro collaborazione con Giancarlo De Carlo nello studio di Milano e dal 1994 hanno assunto il ruolo di associati ai singoli progetti. Nel 2002 si è costituito lo Studio Giancarlo De Carlo e Associati, con l’obiettivo di concludere un lungo ciclo di collaborazione e condivisione di finalità e metodi progettuali portando a compimento i lavori in corso. Nel dicembre 2005 costituiscono la MTA Associati, con le stesse finalità di ricerca e approfondimento nell’ambito dell’architettura e del disegno urbano, procedendo nel solco già tracciato dalle esperienze precedenti e portando avanti una ricerca che guarda al progetto come occasione di riflessione sul contesto fisico e sociale in cui è inserito, sperimentando tecnologie e soluzioni spaziali innovative con un’attenzione particolare alla sostenibilità delle proposte. Il suo impegno si sviluppa in diversi settori e a diverse scale, affrontando progetti di recupero di complessi edilizi di particolare pregio architettonico, progetti di nuove realizzazioni in contesti urbani e naturalistici significativi, piani territoriali e, più di recente, progetti di carattere paesaggistico. Sono esempi di recupero di complessi di straordinaria qualità il Museo Osservatorio di Urbino nell’Orto dell’Abbondanza, che attualizza il progetto originariamente concepito da De Carlo e in corso di realizzazione; nuove edificazioni in contesti urbani e naturalistici significativi, come il Parco delle Piagge che sviluppa tematiche affrontate nel Progetto Guida; il Parco delle Torri a Sesto S. Giovanni che, finanziato con la procedura del Contratto di quartiere, affronta la riorganizzazione del Parco e di tutte le aree pertinenziali che ne interessano le parti edificate. Progetti urbani come la realizzazione del quartiere residenziale di Wadi Abou Jmeel nel centro storico di Beirut, in Libano, hanno continuato a subire modifiche in seguito alle alterne vicende politiche di quest’area mediorientale mantenendo però inalterati i concetti relativi all’identità culturale dei nuovi abitanti, all’innovazione delle tipologie abitative e dei fronti urbani. Un ruolo fondamentale nell’approfondimento dei differenti temi architettonici hanno i concorsi: i waterfront di Vado Ligure e di La Spezia, affrontati, tra gli altri, con Arup AUD, il Nuovo Policlinico insieme a BDP - Group 6, e i temi di sviluppo in contesti recenti come il Waterfront in prossimità del Nuovo Terminal di Maya Island ad Abu Dhabi. Parallelamente ai grandi temi si continuano ad affrontare, con lo stesso spirito di ricerca e sperimentazione, anche temi di scala architettonica come il Nuovo Polo Materno Infantile Lama Sud a Ravenna, che affronta il tema dell’approccio da parte dei bambini al tema dello spazio come oggetto di esperienza educativa, o come residenze private unifamiliari, ampliamenti e parziali trasformazioni. (da http://www.mtaa.it/profile)

Bibliografia
Autore Anno Titolo Edizione Luogo Edizione Pagina Specifica
Guccione Margherita, Vittorini Alessandra 2005 Giancarlo De Carlo. Le ragioni dell’architettura Electa Milano 220-223 Si
Mioni Angela (a cura di) 2008 Cominciare dai bambini Skira Milano Si
2008 Il Giornale dell’Architettura, ottobre n. 66 Si
Malighetti Laura 2009 Asilo nido e scuola materna a Ravenna Arketipo: progetti, dettagli, materiali, impianti n. 38 70-81 Si
Zunino Maria Giulia 2009 Un’idea di asilo Polo scolastico Lama Sud, Ravenna, Italia Abitare n. 490 Si
2009 Edilizia consapevole. Struttura in legno lamellare Domus n. 925 153 No
Ciuffi Valentina 2009 Speciale scuole. Giancarlo De Carlo. Un’idea di asilo Abitare.it, 20 ottobre 2009 (rivista digitale) Si
Gamba Roberto 2011 Giancarlo De Carlo e Associati. Polo per l’Infanzia “Lama Sud” a Ravenna Costruire in laterizio n. 142 38-41 Si

Allegati
File Didascalia Credito Fotografico
Vista aerea del complesso Vista aerea del complesso Courtesy IBC
Vista aerea di uno dei cortili Vista aerea di uno dei cortili Courtesy IBC
Vista di uno dei cortili Vista di uno dei cortili Courtesy IBC
Vista di uno dei cortili Vista di uno dei cortili Courtesy IBC
Vista notturna Vista notturna Courtesy IBC
Vista interna Vista interna Courtesy IBC
Vista interna Vista interna Courtesy IBC
Planimetria Planimetria Courtesy IBC
Pianta piano terra Pianta piano terra Courtesy IBC
Pianta della copertura Pianta della copertura Courtesy IBC
Prospetti Prospetti Courtesy IBC

Criteri
2. L’edificio o l’opera di architettura è illustrata in almeno due riviste di architettura di livello nazionale e/o internazionale.
3. L’edificio o l’opera di architettura ha una riconosciuta importanza nel panorama dell’architettura nazionale, degli anni nei quali è stata costruita, anche in relazione ai contemporanei sviluppi sia del dibattito, sia della ricerca architettonica nazionale e internazionale,
4. L’edificio o l’opera di architettura riveste un ruolo significativo nell’ambito dell’evoluzione del tipo edilizio di pertinenza, ne offre un’interpretazione progressiva o sperimenta innovazioni di carattere distributivo e funzionale.
5. L’edificio o l’opera di architettura introduce e sperimenta significative innovazioni nell’uso dei materiali o nell’applicazione delle tecnologie costruttive.
6. L’edificio o l’opera di architettura è stata progettata da una figura di rilievo nel panorama dell’architettura nazionale e/o internazionale.
7. L’edificio o l’opera di architettura si segnala per il particolare valore qualitativo all’interno del contesto urbano in cui è realizzata.
Sitografia ed altri contenuti online
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Crediti Scheda
Enti di riferimento: PaBAAC - Segretariato Regionale per l'Emilia Romagna
Titolare della ricerca: Università degli studi di Bologna Dipartimento di Architettura
Responsabile scientifico: Marco Pretelli


Scheda redatta da Matteo Sintini, Elia Serafini
creata il 31/12/2013
ultima modifica il 05/04/2024

Revisori:

Setti Stefano 2022