Censimento delle architetture italiane dal 1945 ad oggi

PADIGLIONI DELLA FIERA DI BOLOGNA

Scheda Opera

  • Sezione d-d del Padiglione
  • Particolare della sezione con materiali specificati
  • Particolare della sezione b-b con materiali specificati
  • Prospetto b-b del Padiglione
  • Prospetto della Pensilina
  • Prospetto della Pensilina
  • Sezione del Padiglione
  • Sezione del Padiglione
  • Veduta d’angolo del Padiglione
  • Prospetto frontale del Padiglione
  • Prospetto a-a del Padiglione
  • Pianta del Padiglione con sezioni indicate
  • Sezione  b-b del Padiglione
  • Sezione c-c del Padiglione
  • Comune: Bologna
  • Località: San Donato
  • Denominazione: PADIGLIONI DELLA FIERA DI BOLOGNA
  • Indirizzo: Piazza della Costituzione N. 6
  • Data: 1960 - 1967
  • Tipologia: Fiere
  • Autori principali: Leonardo Benevolo, Tommaso Giura Longo, Carlo Melograni
Descrizione

L’intervento costituisce il nucleo fondante della Fiera di Bologna di cui risulta ancora oggi il cuore, nonostante il complesso si sia in seguito notevolmente esteso.
A partire dagli anni Sessanta, l’area, situata in zona San Donato, è interessata da un grande sviluppo che concentra l’interesse di operatori e amministratori, che vedono in questa parte di città, vicino al centro e al tempo stesso collegato alle infrastrutture, la migliore collocazione per assecondare la vocazione fieristica della città, determinata dalla sua centralità geografica.
Tale linea asseconda, poi, il più ampio dibattito inerente la conservazione del centro storico e il decentramento delle funzione terziarie fuori dalla centro storico, che a Bologna assume in quegli anni valenze particolarmente significative a scala nazionale.
Il progetto prende avvio a seguito della vittoria del concorso bandito nel 1960.
A livello urbanistico esso si fonda sull’idea di affidare ai padiglioni, il compito di cesura tra la densità dello spazio abitato e il centro direzionale. Essi devono costituire uno spazio espositivo adattabile alle esigenze delle diverse attività da ospitare in questi ambienti e ampliabile.
La possibilità di un’estensione è favorita dalla stessa composizione in pianta di ciascuno dei padiglioni, Questi seguono una disposizione planimetrica che prevede un’organizzazione a bracci radiali, che si sviluppano a partire da uno stesso nucleo. In questo schema, i padiglioni di dimensioni minori sono disposti all’interno, mentre, accanto ad essi, trovano posto su ogni braccio i padiglioni di dimensioni maggiori.
Il sistema strutturale è costituito da capriate metalliche incernierate che coprono, seguendo lo schema planimetrico, lo spazio necessario, dando forma ad un ambiente che si apre a infinite possibilità di utilizzo. La configurazione reticolare della struttura è il punto di partenza per la caratterizzazione dei volumi.
La rotazione di 45 gradi della maglia, fa si che il tamponamento, in sandwich composto da lamiera grecata, eternit e poliuretano, la racchiuda solo in parte, creando un’alternanza che favorisce la continuità spaziale tra interno ed esterno. L’occhio del visitatore è guidato dalla struttura reticolare lasciata a vista, in particolar modo dalle grandi travi di 32 metri di luce, anch’esse a vista. L’idea della rotazione della struttura reticolare è utilizzata anche per la generazione di un pattern che caratterizza i pannelli di rivestimento della struttura: il motivo geometrico generato ricorda la trama di un tessuto che richiama, a sua volta, immagini proprie della corrente architettonica del Costruttivismo russo.
Ne risulta un’"ariosa leggerezza", applicata a una struttura di grandi dimensioni, che asseconda le intenzioni dei progettisti, espresse nella scelta del sistema costruttivo.
Per far fronte alle esigenze degli espositori, ciascun padiglione viene dotato di un sistema d’aria condizionata e di cunicoli trasversali da cui è possibile avere luce, acqua, servizi di telefonia, d’aria compressa e scarico.
(Matteo Sintini, Margherita Merendino)

Info
  • Progetto: 1960 - 1967
  • Esecuzione: 1964 - 1967
  • Tipologia Specifica: Quartiere fieristico
  • Committente: Società Finanziaria Fiere di Bologna
  • Proprietà: Proprietà privata
  • Destinazione originaria: padiglioni espositivi
  • Destinazione attuale: padiglioni espositivi
Autori
Nome Cognome Ruolo Fase Progetto Archivio Architetti Url Profilo Autore Principale
Leonardo Benevolo Progetto architettonico Progetto Visualizza Profilo https://www.treccani.it/enciclopedia/leonardo-benevolo/ SI
Tommaso Giura Longo Progetto architettonico Progetto Visualizza Profilo https://www.architettiroma.it/50_anni_professione/tommaso-giura-longo/ SI
Carlo Melograni Progetto architettonico Progetto SI
Guido Simoni Direzione lavori Esecuzione NO
  • Strutture: metallica reticolare
  • Materiale di facciata: lamiera grecata, eternit, poluretano, vetro
  • Coperture: metallo, lana di vetro, guaina di rivestimento
  • Serramenti: vetro
  • Stato Strutture: Ottimo
  • Stato Materiale di facciata: Ottimo
  • Stato Coperture: Ottimo
  • Stato Serramenti: Buono

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Tale linea asseconda, poi, il più ampio dibattito inerente la conservazione del centro storico e il decentramento delle funzione terziarie fuori dalla centro storico, che a Bologna assume in quegli anni valenze particolarmente significative a scala nazionale. 
Il progetto prende avvio a seguito della vittoria del concorso bandito nel 1960. 
A livello urbanistico esso si fonda sull’idea di affidare ai padiglioni, il compito di cesura tra la densità dello spazio abitato e il centro direzionale. Essi devono costituire uno spazio espositivo adattabile alle esigenze delle diverse attività da ospitare in questi ambienti e ampliabile. 
La possibilità di un’estensione è favorita dalla stessa composizione in pianta di ciascuno dei padiglioni, Questi seguono una disposizione planimetrica che prevede un’organizzazione a bracci radiali, che si sviluppano a partire da uno stesso nucleo. In questo schema, i padiglioni di dimensioni minori sono disposti all’interno, mentre, accanto ad essi, trovano posto su ogni braccio i padiglioni di dimensioni maggiori. 
Il sistema strutturale è costituito da capriate metalliche incernierate che coprono, seguendo lo schema planimetrico, lo spazio necessario, dando forma ad un ambiente che si apre a infinite possibilità di utilizzo. La configurazione reticolare della struttura è il punto di partenza per la caratterizzazione dei volumi. 
La rotazione di 45 gradi della maglia, fa si che il tamponamento, in sandwich composto da lamiera grecata, eternit e poliuretano, la racchiuda solo in parte, creando un’alternanza che favorisce la continuità spaziale tra interno ed esterno. L’occhio del visitatore è guidato dalla struttura reticolare lasciata a vista,  in particolar modo dalle grandi travi di 32 metri di luce, anch’esse a vista. L’idea della rotazione della struttura reticolare è utilizzata anche per la generazione di un pattern che caratterizza i pannelli di rivestimento della struttura: il motivo geometrico generato ricorda la trama di un tessuto che richiama, a sua volta, immagini proprie della corrente architettonica del Costruttivismo russo. 
Ne risulta un’"ariosa leggerezza", applicata a una struttura di grandi dimensioni,  che asseconda le intenzioni dei progettisti, espresse nella scelta del sistema costruttivo. 
Per far fronte alle esigenze degli espositori, ciascun padiglione viene dotato di un sistema d’aria condizionata e di cunicoli trasversali da cui è possibile avere luce, acqua, servizi di telefonia, d’aria compressa e scarico. 
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Recentemente i Padiglioni 21- 22 hanno subito un programma di restyling per dar vita ad un nuovo grande spazio espositivo

Leonardo Benevolo (Orta S. Giulio,Novara 1923 - Cellatica 2017) 
Si laurea in architettura a Roma nel 1946; successivamente viene insignito di laurea honoris causa in scienze tecniche al politecnico di Zurigo nel 1980 e in storia dell’architettura alla Sorbonne di Parigi nel 2004 . Dal 1955 al 1977 è professore di architettura negli atenei di Roma, Firenze, Venezia e Palermo; è inoltre professore di Storia del territorio all’Accademia di Architettura dell’Università della Svizzera italiana dal1996 al 2003, visiting lecturer nelle Università di Yale (New Haven), Columbia (new York), Caracas, Teheran, Rio de Janeiro e Hosei (Tokyo). 
Alla sua attività di storico dell’architettura, che lo porta a scrivere alcuni dei testi di riferimento sull’architettura europea, antica e contemporanea, dalla fine degli anni ’50 svolge attività di consulenza e ideazione nel campo della pianificazione urbanistica e della progettazione architettonica per molte città italiane. Fra i numerosi premi ricevuti ricordiamo: il premio “Libera Stampa”, la “Medaille de Histoire de l’Art” (a Parigi), la medaglia d’oro ai benemeriti della scuola della cultura e dell’arte (presidenza della repubblica italiana, 2003).  Benevolo rientra tra le figure considerate molto influenti per le vicende bolognesi degli anni ’60, facendo in particolare riferimento alla redazione del piano per la conservazione del centro storico di Bologna (redige una prima ipotesi progettuale nel 1961), alla costruzione del villaggio INA-Casa INCIS (1957-1960)  di via Cavedone e ai padiglioni della fiera di Bologna (1962-67).

Tommaso Giura Longo (Matera 1932 - Palermo 2018)
Si laurea a Roma nel 1959.  Professore Ordinario di Composizione Architettonica e Urbana conclude l’insegnamento universitario nella Facoltà di Architettura di Roma Tre. Negli anni precedenti svolge didattica e ricerca nelle seguenti Facoltà italiane: Architettura (Firenze), IUAV (Venezia), Architettura (Palermo), Ingegneria (Catania), Architettura (Roma “La Sapienza”).  Dal 1961 al 1971 fa parte dello studio professionale “Benevolo, Giura Longo, Melograni” in Roma. Il progetto del nucleo iniziale dei padiglioni espositivi della Fiera di Bologna e l’impianto urbanistico dell’intero nuovo quartiere fieristico fa ottenere il primo premio nazionale di progettazione allo studio dei tre architetti. Dal 1982 ha studio individuale a Roma ed è autore di numerosi progetti di architettura e di urbanistica. Dei progetti di architettura fanno parte, il Quartiere Fieristico di Bologna e i suoi padiglioni (1961-84); l’Istituto di Neuropsichiatria Infantile di Roma “La Sapienza” (1968); i progetti pilota per il risanamento dei Rioni “Sassi” di Matera (1987); il recupero di due comparti edilizi di Siracusa-Ortigia 
(1995). Fra i progetti di urbanistica, svolti in collaborazione con altri progettisti, si ricordano, tra gli altri: i Programmi Biennali di intervento nei Sassi di Matera (1987); la variante di PRG per il centro storico di Caltanissetta (1988). La sua attività più significativa riguarda l’assistenza al Comune di Matera per avviare il risanamento urbanistico ambientale dei Sassi di Matera, a partire dal concorso internazionale vinto nel 1977. Autore di numerosi saggi critici e interventi sulle principali riviste specialistiche, collabora con periodici e quotidiani.

Carlo Melograni (Roma 1924 - 2021) 
Si laurea nella capitale nel 1950. Conclude l'impegno universitario come Preside della facoltà di architettura di Roma Tre, negli anni della sua fondazione. Medaglia d'oro del Presidente della Repubblica ai benemeriti della scienza e della cultura, è membro corrispondente dell'Accademia Nazionale di San Luca. Collabora a riviste specializzate, periodici e giornali quotidiani. Come progettista si è soprattutto interessato di interventi pubblici per edilizia residenziale economica e per servizi sociali, in particolare scolastici. Tra il 1950 e il '60, è tra i progettisti del quartiere Ina-casa di Roma/Tiburtino. Ha partecipato, quasi sempre in collaborazione con altri, a numerosi concorsi. Dal 1961 al ‘71 è associato con Leonardo Benevolo e Tommaso Giura Longo; poi con quest'ultimo e con Maria Letizia Martines. Con Benevolo e Giura Longo progetta il nucleo iniziale dei padiglioni della fiera di Bologna. A Ferrara, coordina il piano regolatore generale adottato nel 1975. Dal 1981 al 1996 ha operato nello studio "P+R Progetti e ricerche di architettura" alla cui attività dedica un numero la rivista "Parametro". Negli ultimi tempi collabora con architetti ancora più giovani, vincendo il concorso per riutilizzare l'area dismessa dalle aziende municipalizzate a Modena. A Ferrara esegue il piano di riqualificazione del quartiere Barco.
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  • Vincolo: Non Vincolata
  • Provvedimenti di tutela: Nessuna opzione
  • Data Provvedimento:
  • Riferimento Normativo:
  • Altri Provvedimenti:
  • Foglio Catastale: -
  • Particella: -

Note

Committente: Dott. Ferdinando Felicori. Il 16 ottobre del 2002 la società viene trasformata in una Società per Azioni col nome di Bolognafiere S.p.A. Recentemente i Padiglioni 21- 22 hanno subito un programma di restyling per dar vita ad un nuovo grande spazio espositivo Leonardo Benevolo (Orta S. Giulio,Novara 1923 - Cellatica 2017) Si laurea in architettura a Roma nel 1946; successivamente viene insignito di laurea honoris causa in scienze tecniche al politecnico di Zurigo nel 1980 e in storia dell’architettura alla Sorbonne di Parigi nel 2004 . Dal 1955 al 1977 è professore di architettura negli atenei di Roma, Firenze, Venezia e Palermo; è inoltre professore di Storia del territorio all’Accademia di Architettura dell’Università della Svizzera italiana dal1996 al 2003, visiting lecturer nelle Università di Yale (New Haven), Columbia (new York), Caracas, Teheran, Rio de Janeiro e Hosei (Tokyo). Alla sua attività di storico dell’architettura, che lo porta a scrivere alcuni dei testi di riferimento sull’architettura europea, antica e contemporanea, dalla fine degli anni ’50 svolge attività di consulenza e ideazione nel campo della pianificazione urbanistica e della progettazione architettonica per molte città italiane. Fra i numerosi premi ricevuti ricordiamo: il premio “Libera Stampa”, la “Medaille de Histoire de l’Art” (a Parigi), la medaglia d’oro ai benemeriti della scuola della cultura e dell’arte (presidenza della repubblica italiana, 2003). Benevolo rientra tra le figure considerate molto influenti per le vicende bolognesi degli anni ’60, facendo in particolare riferimento alla redazione del piano per la conservazione del centro storico di Bologna (redige una prima ipotesi progettuale nel 1961), alla costruzione del villaggio INA-Casa INCIS (1957-1960) di via Cavedone e ai padiglioni della fiera di Bologna (1962-67). Tommaso Giura Longo (Matera 1932 - Palermo 2018) Si laurea a Roma nel 1959.  Professore Ordinario di Composizione Architettonica e Urbana conclude l’insegnamento universitario nella Facoltà di Architettura di Roma Tre. Negli anni precedenti svolge didattica e ricerca nelle seguenti Facoltà italiane: Architettura (Firenze), IUAV (Venezia), Architettura (Palermo), Ingegneria (Catania), Architettura (Roma “La Sapienza”).  Dal 1961 al 1971 fa parte dello studio professionale “Benevolo, Giura Longo, Melograni” in Roma. Il progetto del nucleo iniziale dei padiglioni espositivi della Fiera di Bologna e l’impianto urbanistico dell’intero nuovo quartiere fieristico fa ottenere il primo premio nazionale di progettazione allo studio dei tre architetti. Dal 1982 ha studio individuale a Roma ed è autore di numerosi progetti di architettura e di urbanistica. Dei progetti di architettura fanno parte, il Quartiere Fieristico di Bologna e i suoi padiglioni (1961-84); l’Istituto di Neuropsichiatria Infantile di Roma “La Sapienza” (1968); i progetti pilota per il risanamento dei Rioni “Sassi” di Matera (1987); il recupero di due comparti edilizi di Siracusa-Ortigia 
(1995). Fra i progetti di urbanistica, svolti in collaborazione con altri progettisti, si ricordano, tra gli altri: i Programmi Biennali di intervento nei Sassi di Matera (1987); la variante di PRG per il centro storico di Caltanissetta (1988). La sua attività più significativa riguarda l’assistenza al Comune di Matera per avviare il risanamento urbanistico ambientale dei Sassi di Matera, a partire dal concorso internazionale vinto nel 1977. Autore di numerosi saggi critici e interventi sulle principali riviste specialistiche, collabora con periodici e quotidiani. Carlo Melograni (Roma 1924 - 2021) Si laurea nella capitale nel 1950. Conclude l'impegno universitario come Preside della facoltà di architettura di Roma Tre, negli anni della sua fondazione. Medaglia d'oro del Presidente della Repubblica ai benemeriti della scienza e della cultura, è membro corrispondente dell'Accademia Nazionale di San Luca. Collabora a riviste specializzate, periodici e giornali quotidiani. Come progettista si è soprattutto interessato di interventi pubblici per edilizia residenziale economica e per servizi sociali, in particolare scolastici. Tra il 1950 e il '60, è tra i progettisti del quartiere Ina-casa di Roma/Tiburtino. Ha partecipato, quasi sempre in collaborazione con altri, a numerosi concorsi. Dal 1961 al ‘71 è associato con Leonardo Benevolo e Tommaso Giura Longo; poi con quest'ultimo e con Maria Letizia Martines. Con Benevolo e Giura Longo progetta il nucleo iniziale dei padiglioni della fiera di Bologna. A Ferrara, coordina il piano regolatore generale adottato nel 1975. Dal 1981 al 1996 ha operato nello studio "P+R Progetti e ricerche di architettura" alla cui attività dedica un numero la rivista "Parametro". Negli ultimi tempi collabora con architetti ancora più giovani, vincendo il concorso per riutilizzare l'area dismessa dalle aziende municipalizzate a Modena. A Ferrara esegue il piano di riqualificazione del quartiere Barco.

Bibliografia
Autore Anno Titolo Edizione Luogo Edizione Pagina Specifica
1961 Concorso per il nuovo quartiere fieristico di Bologna L'architettura. Cronache e storia n. 68 141 No
1961 Concorso per il nuovo quartiere fieristico di Bologna L'architettura. Cronache e storia n. 70 285 No
1963 Nuovo quartiere fieristico di Bologna Casabella n. 289 Si
Pedio Renato 1964 Premio IN/ARCH DOMOSIC 1963. Struttura metallica per il quartiere fieristico di Bologna L’Architettura. Cronache e Storia n. 106 235 No
1964 Strutture di un elemento tipo di padiglione per la Fiera di Bologna Edilizia moderna n. 82-83 Si
1965 La pianificazione territoriale urbanistica nell'area bolognese, atti del Seminario a cura di Giancarlo De Carlo Marsilio Padova No
1968 Complesso fieristico a Bologna L’Architettura. Cronache e Storia n. 157 518-519 No
1968 I premi nazionali e regionali In/Arch 1966 L’Architettura. Cronache e storia n. 157 Si
1969 Quartier des expositions de Bologne L’architecture d’aujourd’hui n. 141 Si
Benevolo Leonardo, Giura Longo Tommaso, Melograni Carlo 1977 La progettazione della città moderna Laterza Roma-Bari No
Bernabei Giancarlo, Gresleri Giuliano, Zagnoni Stefano 1984 Bologna Moderna Pàtron Bologna 182-183 Si
De Witt Dennis J., De Witt Elizabeth 1987 Modern architecture in Europe. A guide to buildings since the industrial revolution E. P. Dutton New York 237-238 No
Muratore Giorgio, Capuano Alessandra Garofalo Francesco, Pellegrini Ettore 1988 Italia. Gli ultimi trent’anni Zanichelli Bologna 251 Si
Giura Longo Tommaso 1991 La costruzione della fiera di Bologna Edilizia Popolare n. 216-217 56-71 No
1991 La fiera e la città. Polo espositivo e progetto del territorio C.E.L.I Faenza 71-79 No
Benevolo Leonardo, Benevolo Luigi 1996 Il riassetto del quartiere fieristico di Bologna Parametro n. 216 20-57 No
1998 BolognaFiere. Fiere internazionali di Bologna, ente autonomo Grafiche Zanini Bologna No
Casciato Maristella, Orlandi Piero (a cura di) 2005 Quale e Quanta. Architettura in Emilia Romagna nel secondo Novecento Clueb Bologna No
Mulazzani Marco, Polano Sergio 2005 Guida all'Architettura italiana del Novecento Electa Milano 312 Si

Allegati
File Didascalia Credito Fotografico
Sezione d-d del Padiglione Sezione d-d del Padiglione ASCBO
Particolare della sezione con materiali specificati Particolare della sezione con materiali specificati ASCBO
Particolare della sezione b-b con materiali specificati Particolare della sezione b-b con materiali specificati ASCBO
Prospetto b-b del Padiglione Prospetto b-b del Padiglione ASCBO
Prospetto della Pensilina Prospetto della Pensilina ASCBO
Prospetto della Pensilina Prospetto della Pensilina ASCBO
Sezione del Padiglione Sezione del Padiglione ASCBO
Sezione del Padiglione Sezione del Padiglione ASCBO
Veduta d’angolo del Padiglione Veduta d’angolo del Padiglione R. Vlahov. Courtesy IBC
Prospetto frontale del Padiglione Prospetto frontale del Padiglione R. Vlahov. Courtesy IBC
Prospetto a-a del Padiglione Prospetto a-a del Padiglione ASCBO
Pianta del Padiglione con sezioni indicate Pianta del Padiglione con sezioni indicate ASCBO
Sezione  b-b del Padiglione Sezione b-b del Padiglione ASCBO
Sezione c-c del Padiglione Sezione c-c del Padiglione ASCBO

Criteri
2. L’edificio o l’opera di architettura è illustrata in almeno due riviste di architettura di livello nazionale e/o internazionale.
6. L’edificio o l’opera di architettura è stata progettata da una figura di rilievo nel panorama dell’architettura nazionale e/o internazionale.
7. L’edificio o l’opera di architettura si segnala per il particolare valore qualitativo all’interno del contesto urbano in cui è realizzata.
Sitografia ed altri contenuti online
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Crediti Scheda
Enti di riferimento: PaBAAC - Segretariato Regionale per l'Emilia Romagna
Titolare della ricerca: Università degli studi di Bologna Dipartimento di Architettura
Responsabile scientifico: Marco Pretelli


Scheda redatta da Matteo Sintini, Margherita Merendino
creata il 31/12/2013
ultima modifica il 27/02/2025

Revisori:

Stefano Setti