CASA CECCARELLI
Scheda Opera
- Comune: Bologna
- LocalitĂ : Saragozza
- Denominazione: CASA CECCARELLI
- Indirizzo: Via di Casaglia N. 34
- Data: 1961 - 1962
- Tipologia: Abitazioni unifamiliari
- Autori principali: Giancarlo De Carlo
Descrizione
Lâabitazione destinata ad unâunica famiglia, trae gran parte delle sue ragioni formali dalle scelte insediative dellâedificio nel luogo e dallâamichevole dialogo tra il progettista, Giancarlo de Carlo e il cliente, il fisico Marcello Ceccarelli.
Situato in una zona della prima collina bolognese a ridosso di via Saragozza dalla quale parte la strada Casaglia con cui è collegata alla cittĂ , il terreno è caratterizzato, allâepoca della costruzione, da una forte pendenza che impone la realizzazione di tre grandi zone terrazzate, ottenute mediante consistenti riporti di terra sostenuti da pareti in cemento armato a vista. Una scala a ponte sostenuta da una trave a ginocchio anchâessa in cemento, analoga a quelle realizzate nel coevo collegio dellâAquilone di Urbino, supera il dislivello tra i primi due raggiungendo la quota superiore della casa, situata, per espressa volontĂ del committente, al centro del terreno distante dalla strada di collegamento. Altri percorsi esterni, ricavati lungo il pendio, conducono agli ambienti del piano inferiore direttamente accessibili dallâesterno.
Questâidea dâintegrazione tra natura e costruito ottenuta attraverso i collegamenti e lâadattamento al sito conformato artificialmente, contribuisce, unitamente alla piantumazione di numerose essenze arboree, a generare âun paesaggio nel paesaggioâ, che coinvolge anche la distribuzione interna.
Il volume risulta composto per aggregazione di cellule ben distinguibili esternamente, ciascuna ospitante una stanza, composizione che ricorda, seppur a scala minore, analoghe realizzazioni di De Carlo come ad esempio il complesso per vacanze a Bordighera o gli stessi collegi universitari urbinati.
Al piano terra gli ambienti fluiscono lâuno nellâaltro grazie ad ampie aperture, comunque distinti per il diverso posizionamento a quote differenti, collegate da un sistema di gradini e pianerottoli con bassi parapetti in mattoni, analoghi a quelli della scala esterna, che consentono di riconoscere alcune similitudini con le organizzazioni spaziali delle piante delle abitazioni di Adolf Loos.
Accanto a questo schema distributivo, alcuni ambienti sono poi collegabili da un secondo, passante, che articola maggiormente la circolazione interna e diventa funzionale a un uso di volta in volta modificabile degli spazi, non essendo attribuita ad essi una funzione specifica (eccezion fatta per la cucina). Lontano da ogni idea di funzionalismo, pur in spazi molto connotati e vincolati, De Carlo consente la libera scelta da parte dellâutente dellâabitazione circa lâutilizzo degli ambienti, adattabili di volta in volta alle esigenze mutevoli della famiglia.
A questo studiato movimento di circolazione interno, contribuisce naturalmente anche la scala centrale che collega i due livelli, punto focale da cui apprezzare contemporaneamente tutta la varietĂ spaziale. La presenza in ciascuna stanza di angoli separati e raccolti, poi, unitamente alle contenute dimensioni dei vani dettate dalle luci del sistema strutturale a telaio in cemento armato, non nega la possibilitĂ di definire angoli intimi e raccolti accanto alla generale fluiditĂ dello spazio.
Parte fondamentale del dialogo costante tra lâinterno e lâesterno, è il dispositivo di aperture che consente di realizzare unâimmersione totale nella natura, diversificando e moltiplicando i punti di vista strettamente legati al sistema di percorsi interni sopra descritto.
Ă a partire da questâidea, senza ulteriori intenti formali, che avviene nella composizione dei fronti, la ricerca di un aspetto domestico e familiare (riconoscibile in altre opere come lâasilo del centro Svizzero di Rimini, analogo per dimensione e scala) conferito anche dalla scelta del mattone faccia a vista come unico elemento materico qualificante il prospetto, ad eccezione degli inserti in cemento armato a vista visibili nelle finestre e nel basamento.
(Matteo Sintini)
Info
- Progetto: 1961 - 1962
- Esecuzione: - 1962
- Committente: Marcello Ceccarelli
- ProprietĂ : ProprietĂ privata
- Destinazione originaria: Residenza unifamiliare
- Destinazione attuale: Residenza unifamiliare
Autori
| Nome | Cognome | Ruolo | Fase Progetto | Archivio Architetti | Url Profilo | Autore Principale |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Giancarlo | De Carlo | Progetto architettonico | Progetto | Visualizza Profilo | https://siusa.archivi.beniculturali.it/cgi-bin/siusa/pagina.pl?TipoPag=prodpersona&Chiave=54790 | SI |
| Luigi | Magarelli | Collaboratore | Progetto | NO |
- Strutture: telaio in cemento armato
- Materiale di facciata: mattoni faccia a vista
- Coperture: a falde, con manto in coppi
- Serramenti: lignei
- Stato Strutture: Buono
- Stato Materiale di facciata: Buono
- Stato Coperture: Buono
- Stato Serramenti: Buono
- Vincolo: Non Vincolata
- Provvedimenti di tutela: Nessuna opzione
- Data Provvedimento:
- Riferimento Normativo:
- Altri Provvedimenti:
- Foglio Catastale: 225
- Particella: 369
Note
Giancarlo De Carlo (Genova 1919 â Milano 2005).
Nasce a Genova da padre di origine siciliana e madre nata in Cile da genitori piemontesi. Passa i primi anni dell'infanzia tra Genova e Livorno; da Genova, nel 1930, si trasferisce con i nonni paterni a Tunisi, dove frequenta la scuola media e il liceo.
Nel 1937 torna in Italia allâindomani della guerra, partecipando ai movimenti antifascisti. Si iscrive ai corsi di Ingegneria del Politecnico di Milano dove si laurea nel maggio del 1943; il giorno dopo si iscrive ad Architettura, laurea che otterrĂ nel 1948 allâIstituto Universitario di Architettura di Venezia.
Cosmopolita per estrazione familiare, nel Dopoguerra si avvicina ai movimenti anarchici legati alla rivista "VolontĂ " e "Freedom" e ai circoli letterari degli âamici di Bocca di Magraâ, in cui viene a contatto con Elio Vittorini, Italo Calvino, Vittorio Sereni, Giovanni Pintori, Giulio Einaudi, Marguerite Duras, Franco Fortini, Albe Steiner, Carlo Bo, figura importantissima per la sua carriera, in quanto in qualitĂ di rettore dellâUniversitĂ di Urbino gli affida il progetto per i collegi universitari, lavoro che lo impegna per oltre ventiâanni.
Nel 1954 fa parte della redazione di "Casabella Continuità ", diretta da Ernesto Rogers, alla quale collabora fino al 1956, quando si dimette per dissensi sulla linea della rivista. Nello stesso anno - insieme a Ludovico Quaroni e Carlo Doglio - organizza per la X Triennale di Milano la Mostra dell'Urbanistica. Partecipa al CIAM del 1959 a Otterloo che decreta la fine del movimento è sarà da quel momento in poi, uno dei principali animatori del Team X.
Ă chiamato da Giuseppe SamonĂ allo IUAV di Venezia e insegnerĂ anche all'MIT, al UCLA, e alla Cornell University. Porta in Italia il dibattito urbanistico e sociale americano, grazie alla collana âStruttura e forma urbanaâ del Saggiatore. Nel 1968 partecipa alla Giunta della XIV Triennale di Milano (Triennale del Grande Numero), ma la mostra viene occupata il giorno dell'inaugurazione. Nel 1976 fonda l'ILAUD, il Laboratorio Internazionale di Architettura e Urbanistica
Tra le sue opere principali: i progetti per il Piano Regolatore di Urbino (1964), per il Piano Intercomunale Milanese (1965) e il Piano Particolareggiato per il centro di Rimini e borgo San Giuliano (1970-1972). Il quartiere Matteotti a Terni (1969-75), i collegi universitari di Urbino 1962-1983, la FacoltĂ di Legge (1966-68) e di Magistero (1968-1976) dellâUniversitĂ di Urbino.
Bibliografia
| Autore | Anno | Titolo | Edizione | Luogo Edizione | Pagina | Specifica |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Bernabei Giancarlo, Gresleri Giuliano, Zagnoni Stefano | 1984 | Bologna Moderna | PĂ tron | Bologna | 215 | Si |
| Casciato Maristella, Orlandi Piero (a cura di) | 2005 | Quale e Quanta. Architettura in Emilia Romagna nel secondo Novecento | Clueb | Bologna | No | |
| Inglese Raffaella | 2010 | Lâarchivio progetti di Venezia | Disegnarecon (giugno, rivista digitale) | 145-146 | Si | |
| Ceccarelli Francesco | 2019 | A House in the Form of a City. Casa Ceccarelli in Bologna (1962-63) | Histories of Postwar Architecture n. 5 (rivista digitale) | 49â63 | Si |
Fonti Archivistiche
| Titolo | Autore | Ente | Descrizione | Conservazione |
|---|---|---|---|---|
| Fondo Giancarlo De Carlo | Giancarlo De Carlo | Archivio Progetti, IUAV, Venezia |
Criteri
| 6. Lâedificio o lâopera di architettura è stata progettata da una figura di rilievo nel panorama dellâarchitettura nazionale e/o internazionale. | |
| 7. Lâedificio o lâopera di architettura si segnala per il particolare valore qualitativo allâinterno del contesto urbano in cui è realizzata. |
Sitografia ed altri contenuti online
| Titolo | Url |
|---|---|
| Dizionario biografico degli Italiani - Giancarlo De Carlo | Visualizza |
| Enciclopedia Treccani - Giancarlo De Carlo | Visualizza |
| SAN Archivi degli Architetti - Giancarlo De Carlo | Visualizza |
| MAXXI Patrimonio - Giancarlo De Carlo | Visualizza |
| Archivio progetti Iuav - Giancarlo De Carlo | Visualizza |
Crediti Scheda
Enti di riferimento: PaBAAC - Segretariato Regionale per l'Emilia RomagnaTitolare della ricerca: UniversitĂ degli studi di Bologna Dipartimento di Architettura
Responsabile scientifico: Marco Pretelli
Scheda redatta da Matteo Sintini
creata il 31/12/2013
ultima modifica il 27/02/2025
Revisori:
Stefano Setti