Censimento delle architetture italiane dal 1945 ad oggi

PALAZZO DEGLI AFFARI

Scheda Opera

  • Vista Nord del prospetto frontale
  • Vista Nord-Ovest dell’edificio
  • Comune: Bologna
  • Località: San Donato
  • Denominazione: PALAZZO DEGLI AFFARI
  • Indirizzo: Piazza della Costituzione N. 8
  • Data: 1967 - 1973
  • Tipologia: Sedi del settore terziario
  • Autori principali: Leonardo Benevolo, Tommaso Giura Longo, Carlo Melograni
Descrizione

Allineato sull’asse viario che collega piazza Costituzione a viale Aldo Moro, il Palazzo degli Affari fa parte del complesso di edifici che nasce a completamento del polo fieristico. La costruzione, finanziata dalla Camera di Commercio di Bologna, è destinata a sede della Borsa cittadina, fino a quel momento ospitata nel terzo cortile del Palazzo Comunale, che può trovare così adeguata collocazione fuori dal congestionato centro storico, dopo i progetti di localizzazione della Fiera nell’area ex GIL vicino porta Galliera e della borsa in piazza Martiri.
L’edificio si articola in tre blocchi ciascuno distinto per volumetria e funzione. Il primo, di forma prismatica, si attesta su viale Aldo Moro fungendo da ingresso alla struttura. Esso ospita servizi ed uffici, sia camerali, quali i laboratori di analisi delle merci, sia appartenenti a funzioni correlate a quelle della Borsa, come l’Ufficio provinciale dell’IVA o l’Ufficio Brevetti.
Gli altri due blocchi sono impostati su una pianta semicircolare, risultato della separazione e della traslazione delle due parti di un cilindro su cui è impiantanto un cono. In essi hanno sede la Borsa Valori e la Borsa Merci, le cui attività hanno luogo in una piazza coperta evocativa dello spazio originario di piazza della Mercanzia sede storica delle contrattazioni borsistiche cittadine.
Le due tipologie di servizi, riconoscibili dalla forma della struttura che li ospita, sono caratterizzate anche da una differenziazione strutturale. Per il blocco dei servizi viene ultilizzata una semplice struttura intelaiata, mentre per la copertura della Borsa viene impiegata una travatura reticolare allo scopo di ricavare un ambiente libero di grande ampiezza. È nella connotazione strutturale del volume destinato alle Borse che si nota la continuità con le scelte progettuali dei padiglioni della fiera realizzati dagli stessi progettisti. Anche qui, infatti, come negli spazi espositivi, la pianta libera rende protagonista la struttura portante metallica, il cui reticolo viene messo in risalto attraverso l’uso del colore in contrasto con quello dello spazio circoscritto dai blocchi in laterizio.
Sul tetto a falde inclinate, di forma circolare, si attestano infine una serie di lucernai che garantiscono l’illuminazione a giorno della piazza coperta sottostante. Una serie di lame verticali vetrate caratterizzano, invece, i due prospetti nati dal sezionamento del volume cilindrico: esse scandiscono i due fronti in modo uguale e contrario, seguendo l’andamento irregolare delle falde del tetto.
(Matteo Sintini, Margherita Merendino)

Info
  • Progetto: 1967 - 1967
  • Esecuzione: 1968 - 1973
  • Committente: Camera di Commercio, Industria, Agricoltura e Artigianato di Bologna
  • Proprietà: Proprietà privata
  • Destinazione originaria: Palazzo degli Affari
  • Destinazione attuale: Palazzo degli Affari
Autori
Nome Cognome Ruolo Fase Progetto Archivio Architetti Url Profilo Autore Principale
Leonardo Benevolo Progetto architettonico Progetto Visualizza Profilo https://www.treccani.it/enciclopedia/leonardo-benevolo/ SI
Tommaso Giura Longo Progetto architettonico Progetto Visualizza Profilo https://www.architettiroma.it/50_anni_professione/tommaso-giura-longo/ SI
Carlo Melograni Progetto architettonico Progetto SI
  • Strutture: struttura intelaiata in calcestruzzo armato
  • Materiale di facciata: intonaco, vetro
  • Coperture: solaio piano in latero-cemento; solaio con travatura reticolare, tetto a falde con rivestimento in rame
  • Serramenti: vetro, metallo
  • Stato Strutture: Buono
  • Stato Materiale di facciata: Mediocre
  • Stato Coperture: Buono
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L’edificio si articola in tre blocchi ciascuno distinto per volumetria e funzione. Il primo, di forma prismatica, si attesta su viale Aldo Moro fungendo da ingresso alla struttura. Esso ospita servizi ed uffici, sia camerali, quali i laboratori di analisi delle merci, sia appartenenti a funzioni correlate a quelle della Borsa, come l’Ufficio provinciale dell’IVA o l’Ufficio Brevetti.
Gli altri due blocchi sono impostati su una pianta semicircolare, risultato della separazione e della traslazione delle due parti di un cilindro su cui è impiantanto un cono. In essi hanno sede la Borsa Valori e la Borsa Merci, le cui attività hanno luogo in una piazza coperta evocativa dello spazio originario di piazza della Mercanzia sede storica delle contrattazioni borsistiche cittadine.
Le due tipologie di servizi, riconoscibili dalla forma della struttura che li ospita, sono caratterizzate anche da una differenziazione strutturale. Per il blocco dei servizi viene ultilizzata una semplice struttura intelaiata, mentre per la copertura della Borsa viene impiegata una travatura reticolare allo scopo di ricavare un ambiente libero di grande ampiezza. È nella connotazione strutturale del volume destinato alle Borse che si nota la continuità con le scelte progettuali dei padiglioni della fiera realizzati dagli stessi progettisti. Anche qui, infatti, come negli spazi espositivi, la pianta libera rende protagonista la struttura portante metallica, il cui reticolo viene messo in risalto attraverso l’uso del colore in contrasto con quello dello spazio circoscritto dai blocchi in laterizio.
Sul tetto a falde inclinate, di forma circolare, si attestano infine una serie di lucernai che garantiscono l’illuminazione a giorno della piazza coperta sottostante. Una serie di lame verticali vetrate caratterizzano, invece, i due prospetti nati dal sezionamento del volume cilindrico: esse scandiscono i due fronti in modo uguale e contrario, seguendo l’andamento irregolare delle falde del tetto.
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Si laurea in architettura a Roma nel 1946; successivamente viene insignito di laurea honoris causa in scienze tecniche al politecnico di Zurigo nel 1980 e in storia dell’architettura alla Sorbonne di Parigi nel 2004 . Dal 1955 al 1977 è professore di architettura negli atenei di Roma, Firenze, Venezia e Palermo; è inoltre professore di Storia del territorio all’Accademia di Architettura dell’Università della Svizzera italiana dal1996 al 2003, visiting lecturer nelle Università di Yale (New Haven), Columbia (new York), Caracas, Teheran, Rio de Janeiro e Hosei (Tokyo). 
Alla sua attività di storico dell’architettura, che lo porta a scrivere alcuni dei testi di riferimento sull’architettura europea, antica e contemporanea, dalla fine degli anni ’50 svolge attività di consulenza e ideazione nel campo della pianificazione urbanistica e della progettazione architettonica per molte città italiane. Fra i numerosi premi ricevuti ricordiamo: il premio “Libera Stampa”, la “Medaille de Histoire de l’Art” (a Parigi), la medaglia d’oro ai benemeriti della scuola della cultura e dell’arte (presidenza della repubblica italiana, 2003).  Benevolo rientra tra le figure considerate molto influenti per le vicende bolognesi degli anni ’60, facendo in particolare riferimento alla redazione del piano per la conservazione del centro storico di Bologna (redige una prima ipotesi progettuale nel 1961), alla costruzione del villaggio INA-Casa INCIS (1957-1960)  di via Cavedone e ai padiglioni della fiera di Bologna (1962-67).

Tommaso Giura Longo (Matera, 1932 - Paleremo 2018)
Si laurea a Roma nel 1959.  Professore Ordinario di Composizione Architettonica e Urbana conclude l’insegnamento universitario nella Facoltà di Architettura di Roma Tre. Negli anni precedenti svolge didattica e ricerca nelle seguenti Facoltà italiane: Architettura (Firenze), IUAV (Venezia), Architettura (Palermo), Ingegneria (Catania), Architettura (Roma “La Sapienza”).  Dal 1961 al 1971 fa parte dello studio professionale “Benevolo, Giura Longo, Melograni” in Roma. Il progetto del nucleo iniziale dei padiglioni espositivi della Fiera di Bologna e l’impianto urbanistico dell’intero nuovo quartiere fieristico fa ottenere il primo premio nazionale di progettazione allo studio dei tre architetti. Dal 1982 ha studio individuale a Roma ed è autore di numerosi progetti di architettura e di urbanistica. Dei progetti di architettura fanno parte, il Quartiere Fieristico di Bologna e i suoi padiglioni (1961-84); l’Istituto di Neuropsichiatria Infantile di Roma “La Sapienza” (1968); i progetti pilota per il risanamento dei Rioni “Sassi” di Matera (1987); il recupero di due comparti edilizi di Siracusa-Ortigia 
(1995). Fra i progetti di urbanistica, svolti in collaborazione con altri progettisti, si ricordano, tra gli altri: i Programmi Biennali di intervento nei Sassi di Matera (1987); la variante di PRG per il centro storico di Caltanissetta (1988). La sua attività più significativa riguarda l’assistenza al Comune di Matera per avviare il risanamento urbanistico ambientale dei Sassi di Matera, a partire dal concorso internazionale vinto nel 1977. Autore di numerosi saggi critici e interventi sulle principali riviste specialistiche, collabora con periodici e quotidiani.

Carlo Melograni (Roma 1924 - 2021) 
Si laurea nella capitale nel 1950. Conclude l'impegno universitario come Preside della facoltà di architettura di Roma Tre, negli anni della sua fondazione. Medaglia d'oro del Presidente della Repubblica ai benemeriti della scienza e della cultura, è membro corrispondente dell'Accademia Nazionale di San Luca. Collabora a riviste specializzate, periodici e giornali quotidiani. Come progettista si è soprattutto interessato di interventi pubblici per edilizia residenziale economica e per servizi sociali, in particolare scolastici. Tra il 1950 e il '60, è tra i progettisti del quartiere Ina-casa di Roma/Tiburtino. Ha partecipato, quasi sempre in collaborazione con altri, a numerosi concorsi. Dal 1961 al ‘71 è associato con Leonardo Benevolo e Tommaso Giura Longo; poi con quest'ultimo e con Maria Letizia Martines. Con Benevolo e Giura Longo progetta il nucleo iniziale dei padiglioni della fiera di Bologna. A Ferrara, coordina il piano regolatore generale adottato nel 1975. Dal 1981 al 1996 ha operato nello studio "P+R Progetti e ricerche di architettura" alla cui attività dedica un numero la rivista "Parametro". Negli ultimi tempi collabora con architetti ancora più giovani, vincendo il concorso per riutilizzare l'area dismessa dalle aziende municipalizzate a Modena. A Ferrara esegue il piano di riqualificazione del quartiere Barco.
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  • Vincolo: Non Vincolata
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  • Data Provvedimento:
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  • Foglio Catastale: 123
  • Particella: 53

Note

Leonardo Benevolo (Orta S. Giulio, Novara 1923 - Cellatica, 2017) Si laurea in architettura a Roma nel 1946; successivamente viene insignito di laurea honoris causa in scienze tecniche al politecnico di Zurigo nel 1980 e in storia dell’architettura alla Sorbonne di Parigi nel 2004 . Dal 1955 al 1977 è professore di architettura negli atenei di Roma, Firenze, Venezia e Palermo; è inoltre professore di Storia del territorio all’Accademia di Architettura dell’Università della Svizzera italiana dal1996 al 2003, visiting lecturer nelle Università di Yale (New Haven), Columbia (new York), Caracas, Teheran, Rio de Janeiro e Hosei (Tokyo). Alla sua attività di storico dell’architettura, che lo porta a scrivere alcuni dei testi di riferimento sull’architettura europea, antica e contemporanea, dalla fine degli anni ’50 svolge attività di consulenza e ideazione nel campo della pianificazione urbanistica e della progettazione architettonica per molte città italiane. Fra i numerosi premi ricevuti ricordiamo: il premio “Libera Stampa”, la “Medaille de Histoire de l’Art” (a Parigi), la medaglia d’oro ai benemeriti della scuola della cultura e dell’arte (presidenza della repubblica italiana, 2003). Benevolo rientra tra le figure considerate molto influenti per le vicende bolognesi degli anni ’60, facendo in particolare riferimento alla redazione del piano per la conservazione del centro storico di Bologna (redige una prima ipotesi progettuale nel 1961), alla costruzione del villaggio INA-Casa INCIS (1957-1960) di via Cavedone e ai padiglioni della fiera di Bologna (1962-67). Tommaso Giura Longo (Matera, 1932 - Paleremo 2018) Si laurea a Roma nel 1959. Professore Ordinario di Composizione Architettonica e Urbana conclude l’insegnamento universitario nella Facoltà di Architettura di Roma Tre. Negli anni precedenti svolge didattica e ricerca nelle seguenti Facoltà italiane: Architettura (Firenze), IUAV (Venezia), Architettura (Palermo), Ingegneria (Catania), Architettura (Roma “La Sapienza”). Dal 1961 al 1971 fa parte dello studio professionale “Benevolo, Giura Longo, Melograni” in Roma. Il progetto del nucleo iniziale dei padiglioni espositivi della Fiera di Bologna e l’impianto urbanistico dell’intero nuovo quartiere fieristico fa ottenere il primo premio nazionale di progettazione allo studio dei tre architetti. Dal 1982 ha studio individuale a Roma ed è autore di numerosi progetti di architettura e di urbanistica. Dei progetti di architettura fanno parte, il Quartiere Fieristico di Bologna e i suoi padiglioni (1961-84); l’Istituto di Neuropsichiatria Infantile di Roma “La Sapienza” (1968); i progetti pilota per il risanamento dei Rioni “Sassi” di Matera (1987); il recupero di due comparti edilizi di Siracusa-Ortigia (1995). Fra i progetti di urbanistica, svolti in collaborazione con altri progettisti, si ricordano, tra gli altri: i Programmi Biennali di intervento nei Sassi di Matera (1987); la variante di PRG per il centro storico di Caltanissetta (1988). La sua attività più significativa riguarda l’assistenza al Comune di Matera per avviare il risanamento urbanistico ambientale dei Sassi di Matera, a partire dal concorso internazionale vinto nel 1977. Autore di numerosi saggi critici e interventi sulle principali riviste specialistiche, collabora con periodici e quotidiani. Carlo Melograni (Roma 1924 - 2021) Si laurea nella capitale nel 1950. Conclude l'impegno universitario come Preside della facoltà di architettura di Roma Tre, negli anni della sua fondazione. Medaglia d'oro del Presidente della Repubblica ai benemeriti della scienza e della cultura, è membro corrispondente dell'Accademia Nazionale di San Luca. Collabora a riviste specializzate, periodici e giornali quotidiani. Come progettista si è soprattutto interessato di interventi pubblici per edilizia residenziale economica e per servizi sociali, in particolare scolastici. Tra il 1950 e il '60, è tra i progettisti del quartiere Ina-casa di Roma/Tiburtino. Ha partecipato, quasi sempre in collaborazione con altri, a numerosi concorsi. Dal 1961 al ‘71 è associato con Leonardo Benevolo e Tommaso Giura Longo; poi con quest'ultimo e con Maria Letizia Martines. Con Benevolo e Giura Longo progetta il nucleo iniziale dei padiglioni della fiera di Bologna. A Ferrara, coordina il piano regolatore generale adottato nel 1975. Dal 1981 al 1996 ha operato nello studio "P+R Progetti e ricerche di architettura" alla cui attività dedica un numero la rivista "Parametro". Negli ultimi tempi collabora con architetti ancora più giovani, vincendo il concorso per riutilizzare l'area dismessa dalle aziende municipalizzate a Modena. A Ferrara esegue il piano di riqualificazione del quartiere Barco.

Bibliografia
Autore Anno Titolo Edizione Luogo Edizione Pagina Specifica
1963 Nuovo quartiere fieristico di Bologna Casabella n. 289 Milano Si
Finanziaria Fiere S. p. a. (a cura di) 1975 Bologna 1965, Bologna 1975: la Finanziaria Fiere per lo sviluppo della città Finanziaria Fiere Bologna 74-78 Si
Bernabei Giancarlo, Gresleri Giuliano, Zagnoni Stefano 1984 Bologna Moderna Pàtron Bologna 212 Si
1986 Il futuro fuori porta. Storia del Centro fieristico direzionale di Bologna Finanziaria Fiere di Bologna S.p.A. Bologna 70 No
2004 Un'idea di città. Radici, storia ed opere per il futuro metropolitano di Bologna Finanziaria Bologna Metropolitana Bologna 35 No

Allegati
File Didascalia Credito Fotografico
Vista Nord del prospetto frontale Vista Nord del prospetto frontale R. Vlahov. Courtesy IBC
Vista Nord-Ovest dell’edificio Vista Nord-Ovest dell’edificio R. Vlahov. Courtesy IBC

Criteri
2. L’edificio o l’opera di architettura è illustrata in almeno due riviste di architettura di livello nazionale e/o internazionale.
6. L’edificio o l’opera di architettura è stata progettata da una figura di rilievo nel panorama dell’architettura nazionale e/o internazionale.
7. L’edificio o l’opera di architettura si segnala per il particolare valore qualitativo all’interno del contesto urbano in cui è realizzata.
Sitografia ed altri contenuti online
Titolo Url
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Crediti Scheda
Enti di riferimento: PaBAAC - Segretariato Regionale per l'Emilia Romagna
Titolare della ricerca: Università degli studi di Bologna Dipartimento di Architettura
Responsabile scientifico: Marco Pretelli


Scheda redatta da Matteo Sintini, Margherita Merendino
creata il 31/12/2013
ultima modifica il 27/02/2025

Revisori:

Stefano Setti